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la mia terapia? un'esperienza molto negativa :-(

Inviato: 4 agosto 2010, 17:48
da giorgina
Ciao a tutti, non so bene come iniziare a raccontare la mia esperienza...ci provo! Sono passati alcuni anni e raccontare la mia esperienza, a volte, mi reca ancora dolore. Chiedo scusa in anticipo per gli eventuali errori di ortografia e sintassi :)


Per 5 anni sono stata in terapia con una psicoterapeuta a indirizzo psicodinamico, sono stati anni segnati da alti e bassi, ma soprattutto seganti da una strana mescolanza di fattori che, solo una volta raggiunta una lucida consapevolezza di quello che stava accadendo, mi hanno portato a dire basta e a capire che quella relazione non era terapeutica ma dannosa (forse) per entrambe.
La scelta di questa terapeuta non era stata voluta, ma come si suol dire vivamente "consigliata" da un'altra psicologa a cui mi ero rivolta per un consulto.
All'epoca avevo 20, ero in crisi per la scelta universitaria che non mi soddisfaceva e inoltre avevo un rapporto piuttosto conflittuale con i miei genitori su più fronti. Il mondo mi pareva nero.

Iniziai la terapia, 1 volta a settimana. Inizia cosi quindi una relazione perversa da cui fu difficile districarsi. Durante le sedute ci si "dava del tu", fu proprio lei a dirmi che durante le sedute "dovevamo darci del tu" poichè data la differenza di età (lei aveva circa ventianni più di me), io potevo essere teoricamente sua "figlia". Per rendere più agevoli le conversazioni quindi era meglio darci del "tu". Ovviamente io accettai di buon grado, mi pareva che quel suo gesto fosse di buon auspicio.
Se all'apparenza le cose parevano essere iniziate col piede giusto ben presto però mi accorsi che in realtà tra me e la terapeuta non si era affatto sviluppato un buon rapporto, lei era molto piena di sè...e io al contrario ero piuttosto diffidente e timorosa. Tirare fuori certi argomenti non era affatto facile...cioè argomenti delicati che riguardavano traumi subiti durante l'infanzia e argomenti inerenti alla mia sfera più intima, cioè la sessualità.

Le sedute spesso saltavano, a volte per causa mia, a volte per suoi impegni imprevisti e inderogabili. Spesso poi capitava di attendere per oltre mezzora nella sala d'aspetto perchè doveva terminare la seduta con il paziente precedente e sentirmi dire con un finto sorriso: "ops, non ho visto l'orologio. Accomodati, abbiamo comunque 20 minuti a disposizione". Cosi come capitava che spesso durante le mie sedute, lei rispondesse tranquillamente al telefono oppure si distraesse guardando fuori dalla finestra, sbadigliasse palesemente annoiata e scarabocchiasse disegnini sul suo quadernone.
Io un paio di volte provai a ribellarmi a questi assurdi atteggiamenti, ma ovviamente la frittata veniva sempre rigirata a mio sfavore: riusciva sempre a trovare qualche strana teoria per giustificare il tutto.

Questa relazione perversa è andata avanti per quattro anni filati, nonostante fosse ovvio che io e la terapeuta fossimo incompatibili ed era auspicabile interrompere la terapia che, ovviamente non portava da nessuna parte se non un mio ulteriore peggioramento.

L'ultimo anno, ossia il quinto, finalmente riuscii a radunare le forze per distaccarmi da lei e a porre fine a questa assurda storia. Inutile dire le grosse e faticose resistenze poste dalla terapeuta quando le comunicai che desideravo andarmene e interrompere definitivamente la terapia. Quante me ne ha dette, quanti insulti velati e quanto astio... Evidentemente un paziente in più faceva comodo al suo stipendio. Mettiamola cosi.

La terapia si è interrotta bruscamente, durante l'ultima seduta l'ho mandata a quel paese e le ho dato buca ai due incontri successivi fissati in calendario, insomma sono "sparita" senza versargli il compenso dovuto per gli ultimi tre incontri. Non l'ho mai più rivista e sentita.
Quell'esperienza mi ha segnato molto, ho faticato altri quattro lunghissimi anni prima di liberarmi dal gioco costrittivo in cui ero capitata. Ne sono uscita spossata e assolutamente sfiduciata nei confronti della figura dello psicologo/psicoterapeuta e similari. Insomma un'assoluta non-fiducia nei confronti di tutte quelle figure professionali che ruotavano attorno alla psicologia. Il perchè non l'abbia denunciata all'ordine me lo spiego col solo desiderio che avevo di chiudere quella maledetta relazione. Spero che nel frattempo non abbia fatto altri "danni" con altri pazienti.

Un mio possibile riavvicinamento al "mondo dei terapeuti" forse potrà avvenire tra qualche anno. Sento di avere molte cose in sospeso, ma sono sicura che certamente qualora decidessi di rivolgermi a un'altra terapeuta il mio comportamento e atteggiamento sarà molto meno ingenuo e più scaltro nel divincolarmi dall'assurda morsa nella quale ero caduta.

Inviato: 5 agosto 2010, 19:49
da tersite
la mia decisione di smettere la psicoterapia
io l'ho comunicata alla fine della seduta
quando con il suo solito sorriso mi ha detto "allora ci vediamo..."
Io le ho risposto di no, che la finivo lì è stata una sottile rivincita
o direbbero gli psicoterapeuti una forma di resistenza
la realtà è che non potevo più permettermelo e d'altra parte progressi non ne facevo

Secondo me hai fatto benissimo a chiudere Giorgina, ma di quella esperienza non ti è rimasto nulla di positivo?

Inviato: 5 agosto 2010, 20:28
da giorgina
A lungo ho pensato cosa mi avesse lasciato di positivo quell'esperienza... Forse mi ha fatto capire che dovevo/devo tenacemente affrontare e superare gli ostacoli contando sempre e solo sulle mie forze. Però a pensarci bene, questa cosa può essere anche molto negativa e non so se è propriamente un aspetto positivo.

All'epoca avevo disperatamente bisogno di una "guida" (o comunque di una figura esterna) che mi aiutasse a uscire dal buio e avevo bisogno che quella guida adulta mi aiutasse a guardare oltre le mie convinzioni mostrandomi la luce in fondo al tunnel. Ma cosi non è stato...
Quando dico che ho ancora qualcosa in sospeso mi riferisco proprio alla necessità di riuscire a fidarmi e affidarmi alla persone. Purtroppo a causa di traumi infantili e a causa di quella non-terapia con quella terapeuta ho sviluppato una brutta diffidenza nei confronti degli altri. Non riesco a fidarmi di nessuno e temo sempre di essere fregata. Il dubbio si insinua sempre e comunque, e inevitabilmente mi domando quanto il comportamento di chi mi sta di fronte sia genuino e spassionato oppure prima o poi mi presenta il conto.

Inviato: 16 agosto 2010, 14:49
da Francesco71
Avendo vissuto un'esperienza per certi versi simili, ti posso dire che ci sono 2 fattori molto negativi che mi sono rimasti da quell'esperienza.
Innanzittutto la frustrazione per non essermi accorto in un tempo ragionevole che non valeva la pena di continuare quella terapia che è durata in totale 4 anni e mezzo; poi quelli che tu chiami "Insulti velati" venuti tutti fuori quando ho confermato la mia decisione, già tempo prima annunciata, di abbandonare la terapia. Forse nel mio caso parlare di insulti velati è eccessivo, più probabilmente erano frasi dette dalla terapeuta per chiamarsi fuori dal fallimento della terapia, certo però che accorgersi gli ultimi cinque minuti di una terapia così lunga che io ero un tipo di paziente con il quale "oltre ad un certo punto non si poteva andare", mi è sembrato come cercare un pretesto per dire che lei era perfetta e che la terapia era andata male solo per colpa mia. In 4 anni e mezzo, per parlare di questo non è che di tempo non ce ne sia stato e non credo certo che abbia avuto un'illuminazione dall'alto durante la mia ultima seduta.

Inviato: 17 agosto 2010, 23:35
da giorgina
Francesco71 ha scritto:Avendo vissuto un'esperienza per certi versi simili, ti posso dire che ci sono 2 fattori molto negativi che mi sono rimasti da quell'esperienza.
Innanzittutto la frustrazione per non essermi accorto in un tempo ragionevole che non valeva la pena di continuare quella terapia che è durata in totale 4 anni e mezzo
Francesco, hai perfettamente ragione! Hai toccato una questione alla quale tuttora non so darmi una risposta. Anch'io mi sono chiesta a lungo perchè fosse accaduto tutto questo e soprattutto ancora mi chiedo come posso aver in parte sprecato tanto tempo (e denaro) in una cura che già nelle sue fasi iniziali si era rivelata un gran fiasco. Avevo gli occhi bendati, o forse speravo che le cose mutassero da sole ma poi alla fine la scelta migliore è stata proprio quella di andarmene. Peccato averlo capito dopo cinque lunghissimi anni...... :(

Inviato: 29 agosto 2010, 12:27
da Francesco71
giorgina ha scritto:soprattutto ancora mi chiedo come posso aver in parte sprecato tanto tempo (e denaro) in una cura che già nelle sue fasi iniziali si era rivelata un gran fiasco. Avevo gli occhi bendati, o forse speravo che le cose mutassero da sole ma poi alla fine la scelta migliore è stata proprio quella di andarmene. Peccato averlo capito dopo cinque lunghissimi anni...... :(
Pensa che per circa un anno mi sono colpevolizzato di aver sprecato così tanto tempo, quando in un tempo ragionevole avrei dovuto realizzare che era il caso di andare via. Dopottutto chi mi aveva in cura si è sempre comportato come se il valutare i risultati della terapia non facesse parte del suo lavoro, e quindi è pure inevitabile che se vieni lasciato solo senza avere il terapeuta che insieme a te si interroga se ha senso oppure no andare avanti, succedono poi cose di questo tipo. Nel mio caso poi è stato menefreghismo allo stato puro, visto che essendo una terapia in una struttura pubblica nemmeno posso dire che c'entra il discorso economico.
Comunque, la cosa più squallida in assoluto è stato questo "vuotare il sacco" da parte della terapeuta nel corso della mia ultima seduta, come se il fatto che avessi deciso di andarmene la autorizzasse a dire determinate cose che lei pensava di me come paziente, ma che durante tutto quel tempo non aveva mai esternato.

Inviato: 30 agosto 2010, 22:46
da lori77
leggendo i vostri messaggi e ripensando anche alla mia storia mi viene da dire alcune cose. purtroppo è fin troppo facile incappare in gente che pensa solo ai fatti suoi, cioè ai soldi. oppure in gente che è troppo orgogliosa per ammettere la propria incapacità. ci sono psicologi che dovrebbero proprio cambiare mestiere e non si capisce come abbiano ottenuto il pezzo di carta all'università.
non tutti i pazienti hanno la lucidità di capire quello che sta succedendo quando stanno già inguaiati di loro. e questo gli psicologi lo sanno bene. quelli disonesti ovviamente se ne approfittano.

Tempo perso?

Inviato: 5 settembre 2010, 1:37
da minimo
Ciao a tutti. Anche io ho recentemente abbandonato una terapia durata 2 anni. Devo però dire che fortunatamente nel mio caso non c'è stata nessuna scorrettezza da parte della psicologa, né durante il trattamento né al "momento degli addii". Semplicemente non mi serviva e non mi interessava.

Ciò però su cui NON mi trovo minimamente d'accordo è che gli anni trascorsi in una terapia "sbagliata" siano tempo perso. Io due anni fa non sapevo nemmeno che cosa fosse una psicoterapia, mi sarei affidato a chiunque e non avevo la minima idea del percorso che stavo per affrontare. Oggi invece, seppure per "esclusione", ho le idee più chiare su ciò che mi aspetto da un/a terapeuta, su quali siano le mie esigenze e soprattutto gli aspetti negativi da individuare subito per evitare stalli infiniti.

Penso che i pazienti delusi siano comunque i più consapevoli e che abbiano accumulato un tesoro prezioso da spendere in altri percorsi terapeutici. Per partire, questa volta, con il piede giusto.

Inviato: 5 settembre 2010, 8:34
da Sonia11
Il mio percorso è durato due anni, ma nel mio caso sono stati spesi bene.
Oggi mi sento rinata e felice di aver provato tale esperienza:è stata la mia salvezza.Comunque prima di incontrare la mia psicoterapeuta ideale ho avuto anche io la mia brutta esperienza all'Asl...per cui penso che le delusioni bisogna metterle in preventivo, fanno parte del gioco.
Auguri da Cipa.

Re: Tempo perso?

Inviato: 5 settembre 2010, 14:58
da Francesco71
minimo ha scritto:Ciò però su cui NON mi trovo minimamente d'accordo è che gli anni trascorsi in una terapia "sbagliata" siano tempo perso.
Infatti Mimmo può anche essere che la mia sensazione di tempo perso sia molto condizionata de come è finita la terapia, dalle parole finali dette dalla terapeuta, che in un certo senso hanno rovinato ciò che di positivo ci sarà sicuramente stato in tutto quel tempo. E' chiaro che quando le cose finiscono in un certo modo vai via conservando un pessimo ricordo di chi ti ha avuto in cura e certo non pensi a quell'esperienza come ad un qualcosa di positivo. E' stata molto brava la tua psicologa che ha gestito molto bene la tua uscita dalla terapia, malgrado questa, mi pare di capire, sia andata bene ma non benissimo.

Re: Tempo perso?

Inviato: 5 settembre 2010, 18:56
da minimo
Francesco71 ha scritto:
minimo ha scritto:... malgrado questa, mi pare di capire, sia andata bene ma non benissimo.
La mia terapia è andata MALE. Dicevo soltanto che la psicologa è sempre stata, fino all'ultimo, una persona professionalmente corretta (che è il minimo che mi aspetterei, ma leggendo le vostre esperienze pare non sia così scontato purtroppo). La terapia non funzionava e io me ne sono andato nonostante la psicologa mi invitasse a proseguire. Non era né un'imbrogliona né un'incompetente: per farla brevissima, probabilmente il suo approccio e la sua personalità non si sposavano bene con il mio carattere e il mio problema. Scrivo tutto questo solo per dire che: 1) se la terapia non funziona, non significa per forza essere stati "truffati"; 2) è in ogni caso un'esperienza utile, anche se TUTTO fosse andato male (ipotesi estrema).

Inviato: 5 settembre 2010, 20:55
da Marta
la mia è andata male ma io ho anche avuto delle conseguenza negative oltre a uno stato di enorme confusione, cioè invece di raggiungere un po di equilibrio stavo ancora più allo sbando di prima....e poi ho ricevuto anche una vera e propria diagnosi da manuale diagnostico e inoltre tutto quello che mi succedeva, dai normali contrasti con i genitori ai problemini a lavoro ecc..., niente di particolarmente eclatante, era sempre così esasperato al massimo e gonfiato, anche se lo psico lo faceva in buona fede, per carità! e poi i pensieri disfunzionali, i comportamenti disfunzionali ecc... che diceva che avevo, alla fine anche qui non c'è niente di particolarmente eclatante o significativo...e poi c'è anche il fatto che ho creduto per mesi che la psicoterapia per me fosse assolutamente necessaria e indispensabile e che l'aiuto dello psico mi serviva per tenermi a galla, altrimenti chissà che sarebbe successo, e inceve ho scoperto che non ne avevo poi tutto questo bisogno!
alla fine è stata nient'altro che un esperienza, un tentativo, ma comunque una cosa che mi potevo risparmiare!

Re: la mia terapia? un'esperienza molto negativa :-(

Inviato: 6 novembre 2010, 18:51
da CC
giorgina ha scritto:Le sedute spesso saltavano, a volte per causa mia, a volte per suoi impegni imprevisti e inderogabili.
Spesso poi capitava di attendere per oltre mezzora nella sala d'aspetto perchè doveva terminare la seduta con il paziente precedente e sentirmi dire con un finto sorriso: "ops, non ho visto l'orologio. Accomodati, abbiamo comunque 20 minuti a disposizione".
Cosi come capitava che spesso durante le mie sedute, lei rispondesse tranquillamente al telefono oppure si distraesse guardando fuori dalla finestra, sbadigliasse palesemente annoiata e scarabocchiasse disegnini sul suo quadernone.
Quando leggo queste cose resto allibita!
Tutti gli elementi che hai citato sono fondamentali per instaurare un rapporto credibile e di collaborazione con il paziente.
Scusa se te lo chiedo ma quando ti faceva entrare solo per 20 minuti o rispondeva al telefono tu la seduta la pagavi per intero? Non che sia solo una questione di soldi ma voglio sperare che almeno su questo tu sia riuscita a far valere le tue ragioni.
Io ho avuto la fortuna di incontrare una dottoressa molto seria (pure troppo! :D ) ma che comunque pretendeva altrettanta serietà da parte mia!
Certo a 20 anni si è molto giovani, si prova soggezione, il malessere psicologico non permette di essere completamente lucidi però io non so se al posto tuo sarei riuscita a reggere una situazione così irritante per cinque anni!
La mia psicoterapeuta era talmente ligia che mi ha praticamente viziata!
La mia non è una critica nel senso che per funzionare una psicoterapia va fatta nelle condizioni che realizzava lei, mi limito a constatare che purtroppo il resto del mondo non funziona secondo i criteri del suo studio.
Ormai in qualunque posto mi trovi (dall'estetista per la ceretta, dalla parrucchiera, dal medico di famiglia o in qualunque altro luogo) mi da fastidio che si interrompa ciò che si sta facendo con me per prestare attenzione ad altre cose.
Durante la seduta mi sentivo considerata al massimo, esistevo solo io, ero al centro dell'attenzione, certo che poi dispiace quando la terapia finisce!