Dare del "Lei" in terapia.

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

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Dare del "Lei" in terapia.

Messaggio da psbot [Picsearch] » 1 gennaio 2011, 18:44

Buonasera a tutti/e e buon anno.
Ho iniziato da poco una psicoterapia cognitivo comportamentale per dei problemi legati all'ansia. Premetto che ho solo 18 anni e la terapista si rivolge a me con il "Lei". Ho delle conoscenze in campo psicologico e so che, sovente, gli psicoterapeuti usano questa forma per tenere un certo distacco dal paziente, ma a me crea un certo disagio sentirmi dare del "Lei". Forse mi sento imbarazzata perchè lei, essendo anche il mio medico della mutua, quando non è in veste di psicoterapeuta usa tranquillamente il "Tu".
Dovrei farlo presente nelle prossime sedute? (Anche se questo vorrei evitarlo, perchè mi creerebbe fastidio :oops: ), oppure aspettare le prossime sedute per farci l'abitudine?

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CC
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Re: Dare del "Lei" in terapia.

Messaggio da CC » 1 gennaio 2011, 21:04

Buonasera e buon anno a te! :)

È mia opinione che con la psicoterapeuta devi parlare di tutto quindi questa cosa che hai scritto nel forum più che dirla a noi la dovresti dire a lei, insomma ne dovreste parlare tra voi visto che la psicoterapia la devi fare con lei e quindi devi imparare a conoscerla e a comprendere le sue motivazioni (non le nostre! :)).
Non è questione di farci l'abitudine, di "fastidio" o di "imbarazzo" è importante che tu guardi assieme a lei ogni singola sensazione che questa cosa ti suscita: la psicoterapia serve a questo e l'imbarazzo nell'affrontare certi argomenti fa parte del meccanismo e va superato piano piano.

Anche io ho avuto problemi a dare del "lei" e soprattutto a sentirmi dare del "lei" dalla mia psicoterapeuta.
Prima di passare dal "tu" al "lei" ne abbiamo parlato ed io le ho espresso tutte le mie perplessità.
Dopo averne parlato a sufficienza lei ha stabilito che da una certa seduta in poi ci saremmo date del "lei" e così abbiamo fatto, io mi sono impegnata al massimo per assecondare questa sua richiesta che lei aveva ampiamente motivato.

Durante la prima seduta con il "lei" io ero completamente "ingessata" e formalissima, il fatto che ci davamo del "lei" mi dava l'idea che non potessimo più scherzare, che tra noi non ci fosse più la confidenza che c'era prima, confidenza che io ritenevo essenziale ci fosse con una persona a cui avrei dovuto dire ogni cosa senza nascondermi.

Sempre nel corso di questa "prima" seduta ho alternato il "lei" al "tu" a cui ero abituata in precedenza creando un casino senza precedenti. :D
Nel giro di due o tre sedute mi sono completamente abituata alla nuova situazione ed ho scoperto che tra noi due ci poteva essere la stessa confidenza di prima nonostante ci dessimo del "lei", insomma avevo fatto tanto rumore per nulla preoccupandomi così tanto all'idea di questo cambiamento e della mia presunta incapacità di affrontarlo.

Cristina Yang92 ha scritto: Forse mi sento imbarazzata perchè lei, essendo anche il mio medico della mutua, quando non è in veste di psicoterapeuta usa tranquillamente il "Tu".
I reali motivi per cui sei imbarazzata li devi scoprire con lei, parlandogliene durante le sedute.
In un certo senso tutto ciò di cui parli al di fuori delle sedute è "rubato" all'analisi (non so se mi sono spiegata chiaramente, in caso contrario fammi qualche domanda).

Mi sorprende il fatto che la tua psicoterapeuta sia contemporaneamente il tuo medico della mutua.
Mi sembrano due ruoli in conflitto e mi sembra anche che darti del "tu" in un caso e del "lei" nell'altro sia una leggerezza imperdonabile da parte sua, un qualcosa che non può non confonderti!

La mia opinione di paziente (quindi prendila con il beneficio del dubbio e semmai rivolgiti agli psicologi presenti in questo forum) è che questa persona non possa essere entrambe le cose per te quindi anche se ti ci trovi bene dovresti rivolgerti a qualcun'altro per la psicoterapia oppure cambiare medico della mutua, comunque sarai tu a valutare andando avanti, forse è troppo presto per trarre conclusioni.

La richiesta del "lei" è molto consueta e credo corretta però come ti poni rispetto alla segretezza?
Voglio dire, sei sicura che essendo anche il tuo medico di famiglia non ti passerà mai per la testa il pensiero che questa persona parli di ciò che gli dici alla tua famiglia? (Se anche la tua famiglia ha lei come medico della mutua).

La mia psicoterapeuta non accettava di prendere in cura persone che io conoscessi e non ha mai voluto incontrare i miei genitori (io mi sono rivolta a lei all'età di 19 anni) proprio per evitare che nella mia già incasinata e "paranoica" testa si aggiungessero altri pensieri incasinati o ulteriori dubbi nei confronti di una persona di cui all'inizio si fa fatica a fidarsi.
Non sto mettendo in dubbio la professionalità della tua psicoterapeuta ma eventuali pensieri che potrebbero venire a te, insomma semmai metto in dubbio il suo doppio ruolo ma non metto in dubbio la sua professionalità nè come psicoterapeuta nè come medico generico perchè non la conosco.
Mi preoccupa solo l'idea che l'insieme degli elementi in cui voi due vi incontrate (non solo fisicamente) a te possa sembrare poco sicuro ma di qualunque cosa ti sembra strana ne devi parlare con lei e sentire cosa ti risponde e poi forse è troppo presto per il tipo di considerazione che sto facendo io.
Non vorrei confonderti le idee e farti stare solo peggio.


Da quanto tempo hai cominciato la psicoterapia con il tuo medico della mutua?
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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Messaggio da psbot [Picsearch] » 1 gennaio 2011, 21:25

Innanzitutto grazie per la lunga ed esaustiva risposta :)
L'imbarazzo che provo credo sia dovuto anche a questa strana forma d'ansia che mi appartiene da qualche anno. Proverò a parlarne con la diretta interessata.
E' da qualche mese che ho cambiato il medico della mutua, scegliendo proprio lei, non sapendo che fosse specializzata anche in psichiatria e che esercitasse anche psicoterapia così, trovando un suo biglietto da visita in una farmacia, mi sono rivolta a lei, chiedendole se avrebbe potuto seguirmi per una terapia. Probabilmente avrà accettato perchè non ci conosciamo per niente, non so! Riguardo alla segretezza, be'... Non abbiamo altri familiari in comune, ma anche avendoli sarebbe tenuta alla totale segretezza. La cosa che mi preoccupa è che, una volta finita la terapia, dovrò comunque vederla come medico della mutua e non so se questo influirà o meno su qualche ricaduta o qualche forma di attaccamento. Per finire, l'ho iniziata due settimane fa se non sbaglio. Essendo andata in ferie (e mi ha chiesto espressamente se per me fosse un problema) riprenderemo la settimana prossima.

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Messaggio da CC » 1 gennaio 2011, 22:34

Se hai iniziato da due settimane credo che qualsiasi consiglio da parte nostra sia prematuro! :)
Non credo tu abbia avuto ancora il tempo materiale per renderti conto se ti trovi bene o male con lei o se c'è qualche altro problema.
Per qualunque perplessità noi siamo qua, pronti a dirti qual'è stata la nostra esperienza in proposito ma niente di più. :)

Ti invito a parlare con lei di qualunque cosa, lo scopo della psicoterapia è quello, l'imbarazzo è comune a tutti - non credo dipenda dall'ansia - ma piano piano si vince, soprattutto quando si entra più in confidenza con lo psicoterapeuta (ma per questo ci vuole il tempo materiale).
Insomma non pretendere troppo da te stessa all'inizio.

Avere i dubbi nel primo periodo è normalissimo, viene spontaneo chiedere agli altri.
Cristina Yang92 ha scritto: Riguardo alla segretezza, be'... Non abbiamo altri familiari in comune, ma anche avendoli sarebbe tenuta alla totale segretezza.
Che lei sia tenuta alla segretezza lo so ma a volte è il paziente a farsi strane idee in proposito e spetta allo psicoterapeuta creare una situazione il più possibile "protetta" in modo da evitare che al paziente vengano certi dubbi.

Quando lei mi ha detto che non poteva prendere in terapia persone che io conoscevo lì per lì mi è sembrato strano ma dopo che mi ha spiegato ho concordato con lei.
Se una mia amica fosse andata in terapia dalla mia stessa psicoterapeuta sarebbe stato un problema per la psicoterapeuta, per la mia amica e per me, non so se riesci a capire il perchè.

Tornando al fatto che ti da del "lei" in un caso e del "tu" in un altro e delle comprensibili cose che provi all'idea di darvi del "lei" non puoi fare di meglio che parlarne con lei (visto che è ciò che provi, non è questione che non ti fidi) e sentire cosa ti risponde, le motivazioni che ti da.
Quando lei mi spiegava le cose io riuscivo a farle con molta più facilità perchè avevo capito il perchè!
Nessuno meglio di lei può chiarire i tuoi dubbi a proposito di ciò che accade in terapia, le nostre sono solo ipotesi perchè noi non stiamo nella sua testa.

Se i due ruoli ti sembreranno incompatibili lo capirai nei mesi a venire, credo sia presto per dirlo.

Ribadisco che il fatto che ti abbia chiesto di darvi del "lei" è molto comune e ha il suo perchè in psicoterapia, questa richiesta non ti deve preoccupare e se vuoi capire di più chiedilo a lei.
O meglio comunica a lei ciò che tu pensi in proposito, i motivi per cui tu credi che ci si debba dare del "lei" durante la psicoterapia e poi vedi cosa ti risponde lei.
Vai in terapia soprattutto per parlare delle cose che pensi, qualunque sia l'argomento, non ti tenere i dubbi!
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Messaggio da CC » 1 gennaio 2011, 22:46

Non so se ti può essere utile leggere questo thread:

PSICOLOGA DELETERIA
http://argonauti.it/forum/viewtopic.php ... highlight=

Per alcune persone il "lei" in psicoterapia è difficile da accettare (io stessa ero piuttosto scontenta all'idea di passare dal "tu" al "lei" ma poi come ripeto mi sono presto abituata a questa ed altre regole analitiche) ma è una richiesta dello psicoterapeuta che è il caso di assecondare.

Forse ti sto consigliando una lettura prematura!
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Messaggio da psbot [Picsearch] » 1 gennaio 2011, 23:09

Grazie per la lettura. Mi crea un certo imbarazzo ma non tanto da star male. (Per fortuna :) ) Pensi sia saggio chiederle se questo "rapporto" terapeuta-medico di base influenzerà in qualche modo la terapia, sia ora, sia quando saà terminata?

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Messaggio da CC » 2 gennaio 2011, 1:01

Cristina Yang92 ha scritto:Grazie per la lettura. Mi crea un certo imbarazzo ma non tanto da star male. (Per fortuna :) ) Pensi sia saggio chiederle se questo "rapporto" terapeuta-medico di base influenzerà in qualche modo la terapia, sia ora, sia quando saà terminata?
Non chiedere a me cosa sia saggio per un'altra persona. :)

Se si trattasse di me penso che lo chiederei.
Prima di tutto perchè se hai questa domanda che ti ronza nella testa non vedo perchè non dovresti tirarla fuori.
Secondo perchè non vedo perchè lei dovrebbe "arrabbiarsi".
Parlale del fatto che ti sembra strano che vi date del "lei", di come questa cosa ti fa sentire, non è che vuoi andarle contro o fare polemica ma semplicemente parlare.
Parlale del fatto che ti sembra strano che da una parte ti da del "tu" e da una parte del "lei".
Parlale del fatto che ti sembra strano che ricopra due ruoli nella tua vita e che temi questo possa avere delle ripercussioni soprattutto alla fine.
Senti cosa ti risponde.
Parlale del fatto che ti sei iscritta a questo forum e hai chiesto consigli in merito!
Non credi che sia giusto che lei lo sappia?
Non credi che in psicoterapia sia giusto giocare a carte scoperte e che lei sappia tutto di te (quando avrai capito che potrai fidarti ovviamente).

Che cos'è che ti crea problema?
Pensi che sia troppo presto per tirar fuori un discorso del genere?
Pensi che sarebbe indice del fatto che non ti fidi di lei?
Pensi che sarebbe più opportuno parlare dei problemi che hai piuttosto che di una cosa che riguarda il vostro rapporto?
Non riesco a capire che cosa precisamente ti frena.

Quello che le dirai nel corso della prossima seduta probabilmente lo deciderai al momento nel senso che se l'imbarazzo dovesse essere troppo forte non le dirai affatto ciò che ti sei preparata prima di entrare, magari nel corso di tutta una settimana.

Solo tu puoi decidere, non ti far dire mai da altri cosa devi o non devi fare.

Se questa professionista fa al caso tuo o meno lo capirai sicuramente da sola, devi solo darti il tempo necessario per capirlo.
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Messaggio da psbot [Picsearch] » 2 gennaio 2011, 12:15

Be', grazie! Finalmente ho trovato una persona che motiva le sue risposte :) Non riuscirei a tirare fuori il problema perchè credo faccia parte del "disturbo" che ho. Non so ancora definirlo (spero ci riesca lei), sicuramente è in gioco una forte ansia e insicurezza. Mi sembra di andare contro alla persone, anche quando magari così non è. Vedremo cosa mi dirà. Grazie ancora!

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Messaggio da CC » 2 gennaio 2011, 15:13

Cristina Yang92 ha scritto: Mi sembra di andare contro alla persone, anche quando magari così non è.
Capisco cosa intendi dire.
Mi sa che sei una di quelle persone che vorrebbe piacere a tutti e si comporta in modo da cercare di raggiungere questo scopo.
Sei molto giovane, col tempo imparerai a farti valere!

Riguardo a tutto ciò che ti ho detto ieri più ci penso e più mi sembra strano che la stessa persona sia per te psicoterapeuta e medico della mutua. A me sembrano due ruoli in conflitto.
Nel corso della psicoterapia io mi sono "innamorata" della mia psicoterapeuta, se lei fosse stata anche il mio medico di famiglia e avesse avuto la necessità di visitarmi ne sarebbe nato un casino senza precedenti.
Non so se riesco a spiegarmi ma viste le mie fantasie al suo riguardo il contatto fisico tra noi o il fatto che io le mostrassi alcune parti del mio corpo sarebbero stati del tutto inappropriati.

Il fatto che ti dia del "lei" come psicoterapeuta e del "tu" come medico della mutua è una cosa che confonderebbe qualsiasi paziente!
Ricordo che nel mio caso era la psicoterapeuta a tirare fuori certi discorsi, non ero certo io a rendermi conto che lei certe cose non le potesse fare: ovviamente è stata lei a dirlo a me, lei a sollevare il problema.
Nel caso della tua psicoterapeuta non capisco come mai lei stessa non veda i due ruoli in conflitto.
In certi casi è il paziente a dover dire allo psicoterapeuta che nel suo specifico caso certe cose sono in un certo modo ma non mi pare che questa situazione rientri in questa categoria.

Il consiglio che mi sento di darti è di non farti suggestionare da ciò che leggerai in questo forum che è principalmente scritto da pazienti.

Io per prima ti sto dando un parere su quanto racconti soltanto in base all'esperienza che ho avuto io che è stata unica nel senso che in vita mia ho avuto a che fare con una sola psicoterapeuta.

Probabilmente esistono diversi modi di portare avanti una psicoterapia, forse dipende anche dai problemi del paziente quindi se vuoi un'opinione più competente ti dovresti forse rivolgere ai medici di questo forum.
Nella sezione "Forum di consulenza psicologica" modera la Dottoressa Arduino, forse dovresti chiedere a lei perchè se la terapia che stai intraprendendo fosse sbagliata non è mai troppo presto per interromperla.
Io non frequento altre sezioni del forum a parte questa e quella moderata dalla Dottoressa Arduino, è per questo che ti faccio il suo nome, non perchè credo che lei sia migliore degli altri medici che operano in questo forum.

Per il fatto che tu non voglia parlare alla tua psicoterapeuta dei tuoi dubbi dopo solo due settimane ti capisco perfettamente.
È dura dire ad un medico (qualunque sia la sua specializzazione) che nella tua "ignoranza" in materia ti sembra che lui stia sbagliando.
Se alla tua Dottoressa sarebbe sembrato sbagliato ricoprire entrambi i ruoli e darti in un caso del "lei" e in un caso del "tu" avrebbe direttamente evitato di farlo, sarebbe stata la prima a dirti che poteva ricoprire o l'uno o l'altro ruolo.
Se non l'ha fatto presumo che lei non ci veda "conflitto" e quindi immagino quanto possa essere dura per te affrontare questo discorso con una persona con cui non hai ancora potuto prendere confidenza.
Io alla mia dicevo tutto, mi aspettavo ed ho avuto poi la conferma che uno psicoterapeuta prende le cose che gli dici in maniera diversa dalle persone normali, anche e soprattutto le cose che lo riguardano.
Secondo me è fondamentale dire qualunque cosa ci passi per la testa durante la psicoterapia quindi anche se capisco quanto sia difficile affrontare il discorso ritengo giusto farlo.
Se non te la senti alla prossima seduta lo farai più in là ma non puoi tenerti questa cosa dentro per sempre, non devi temere di offendere uno psicoterapeuta, se si offende per ciò che gli dici ha sbagliato lavoro.
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Messaggio da psbot [Picsearch] » 2 gennaio 2011, 15:51

Ho chiesto un consulto ad altri psicoterapeuti nella rete e più o meno tutti mi hanno dato la stessa risposta. Ovvero che non può ricoprire entrambi i ruoli. Al transfert non avevo minimamente pensato :oops: Forse c'è un' altra componente che aggrava la situazione. Il mio orientamente sessuale, in questo periodo, è un poco confuso, mentre io so che lei sta con una donna.

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Messaggio da CC » 2 gennaio 2011, 16:24

Cristina Yang92 ha scritto: Il mio orientamente sessuale, in questo periodo, è un poco confuso, mentre io so che lei sta con una donna.
Scusa ma per quel che ne so io non si dovrebbe sapere niente del proprio psicoterapeuta, non si dovrebbe conoscere nulla della sua vita privata sempre perchè ciò non è funzionale al "meccanismo" analitico.

Specifico che io sono eterosessuale ma ciò non mi ha impedito di "innamorarmi" della mia psicoterapeuta. L'orientamento sessuale c'entra fino ad un certo punto.

Alla tua età è normale sentirsi un pò confusi al riguardo, ti chiarirai senz'altro le idee, soprattutto facendo esperienze.

Sono contenta che il tuo dubbio riguardo al doppio ruolo sia risolto.

In bocca al lupo per tutto! :)
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Messaggio da psbot [Picsearch] » 2 gennaio 2011, 16:30

Volevo precisare che lei non mi ha raccontato niente, ma essendo in un piccolo paese le cose si sanno e si vedono. Grazie dell'aiuto :)

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Messaggio da CC » 2 gennaio 2011, 17:57

Figurati! :)
Mi ha fatto piacere essere d'aiuto a qualcuno!
Se vuoi parlare di altro io sono qua!

Cristina Yang92 ha scritto:Volevo precisare che lei non mi ha raccontato niente, ma essendo in un piccolo paese le cose si sanno e si vedono.
Ora ho capito meglio! :)

Rispetto al fatto che secondo lei era possibile assumere entrambi i ruoli e invece non è così che conclusioni hai tratto?
La consideri un'incompetente?
La terrai solo come psicoterapeuta o solo come medico della mutua o hai intenzione di prendere le distanze da lei come professionista?
Se vuoi puoi anche non rispondermi, faccio domande più con lo scopo di far riflettere che per impicciarmi degli affari altrui! :D

P.S.
Ieri ti ho inviato un Messaggio Privato, l'hai ricevuto?
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Messaggio da psbot [Picsearch] » 2 gennaio 2011, 18:11

L'ho letto soltanto ora, ma non ho capito bene il significato :shock: Dopo do un'occhiata.
Ancora non so che fare. Probabilmente aspetterò di entrare bene in confidenza e parlarle di tutti i miei dubbi. (Anche cosa pensa di questo doppio rapporto che si sta creando). Per quel poco che la conosco mi sembra abbastanza competente, quindi vorrei sentire le sue ragioni. Se non erro, ha altri "doppi" pazienti :?

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Messaggio da CC » 2 gennaio 2011, 18:45

Devo dire che mi piace molto il rispetto con cui tratti le persone. :)
"Sentire le sue ragioni" mi sembra una possibilità che non devi negare nè a lei nè a te stessa.
Non mi piacciono le persone che trattano male gli psicoterapeuti!
Il rapporto con uno psicoterapeuta va chiuso bene, al fine di evitare questioni irrisolte.

Tieni anche presente però che se deciderai di interrompere e rivolgerti ad un altro psicoterapeuta prima lo fai e meglio è.
Se uno ha definitivamente capito di trovarsi nella situazione sbagliata rimandare la separazione è inutile.
Non parlo tanto della sensazione di aver sprecato soldi e tempo che avremmo potuto impiegare meglio altrove ma del fatto che più si va avanti e più allo psicoterapeuta ci si affeziona.

Sento di non aver detto ciò che avrei voluto dire con le parole più giuste ma spero che il senso sia chiaro lo stesso.

In ogni cosa prenditi il tempo di cui hai bisogno! :)
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