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Un'altra esperienza fallimentare

Inviato: 24 settembre 2011, 11:16
da minimo
L'altro ieri ho chiuso definitivamente una terapia psicoanalitica iniziata tre anni fa. Ero entrato in analisi in seguito a una delusione amorosa con conseguente esaurimento e perché spaventato dalle aspettative delle persone che mi stanno attorno (matrimonio, lavoro, bambini ecc.). Abbiamo fatto un lungo lavoro su un'infanzia di abbandono e sulla necessità di accettare la propria storia e adottare uno sguardo adulto (sintetizzo all'estremo, come è ovvio). Io però non mi sono sentito capito e anzi ho subìto le aspettative della terapia come ulteriori colpevolizzazioni, alla fine insopportabili. Mi sono sentito messo sotto accusa per la mia rabbia. Passavo le notti in bianco e mi prendevo a pugni.Ero continuamente in guerra con me stesso. Alla fine ho deciso di mollare questa esperienza che oltre a non risolvere i miei problemi me ne causava altri.

La decisione l'ho presa in giugno, ma successivamente ho scritto alla dottoressa in più occasioni e ogni tanto andavo a trovarla. L'altro ieri l'ultimo incontro. Mi sono scusato per le numerose email ma al tempo stesso coltivavo la speranza vaga che dopo averle lette avrebbe trovato le parole giuste per riprendere il lavoro. E' una signora onesta, buona e paziente e c'è stato tanto affetto e tante manifestazioni di stima tra noi. Ma in questo ultimo incontro l'ho trovata sfiduciata e pessimista. Si è presa le sue responsabilità per la mancata comprensione, si sentiva impotente e dispiaciuta. Ho pianto (come ogni giorno) e abbiamo ribadito stancamente le nostre posizioni, come due sordi che ancora provano a parlarsi, poi ci siamo salutati.

Cercherò aiuto altrove, con calma. Sono triste perché non la rivedrò forse più e perché ho la sensazione di non meritare l'aiuto di chi mi vuol bene.