consiglio sull mia esperienza

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

Moderatore: Dr.ssa Maria Pichi

Kekko
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consiglio sull mia esperienza

Messaggio da Kekko » 18 febbraio 2009, 23:28

Ciao a tutti.. volevo parlarvi della mia esperienza e chiedere un consiglio..
circa due anni fa ho iniziato a frequentare uno psicologo.. tutto è nato dopo un brutto periodo lavoratio che mi ha portato ad avere una crisi di nervosa e forti attacchi di panico.. inizialmente ero restio nel frequentare uno psicologo, ma con il senno del poi ho scoperto che il problema non era solo dovuto al alvoro, ma toccava molti piu punti: famiglia, amicizie, donne, l'idea che avevo di me stesso, e il mio relazionarmi con la società.. ho lavorato molto su queste problematiche e su alcuni punti sono riuscito a trovare una soluzione per stare bene e risolvere le problematiche o cmq dare il giusto peso alle cose ma la cosa piu importante ho capito che qls problema ci sia non deve in nessun modo rovinarci la vita.. ricordando un vecchio detto giapponese "non arrabbiarti davanti ad un problema... se c'è la soluzione perchè arrabbiarsi? e se non c'e nessuna soluzione perchè arrabbiarsi?" (nn sono le parole esatte ma il senso è questo :-)).. ora pero ho bisogno di un vostro consiglio.. anche se non tutti i miei problemi sono risolti ora sto bene e ho capito che i problemi che devo ancora afffrontare li voglio affrotnare da solo e continuare con le mie gambe.. nella vita ci saranno sempre momenti buii e volgio imparare ad affrontarli da solo.. ne ho parlato con il mio psicologo ma lui non è d'accordo dice che si rischerebbe di buttare via il lavoro di due anni.. pero so che ora molti errori non li ricommetterei e sento il bisogno di affrontare le mie problematiche da solo o almeno ci voglio provare e nn sento piu il bisogno di frequentare uno psicologo (cosa che fino a 6 mesi fa ne sentivo la necessità)... cosa mi consigliate?

Braveheart84
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Messaggio da Braveheart84 » 19 febbraio 2009, 1:39

Vorrei partire dal post dell'amico Kekko per fare una riflessione: quando un paziente vuole staccarsi dallo psicologo, ho notato, purtroppo, che molto spesso il terapeuta non è d'accordo, sostenendo che la terapia va continuata anche se il paziente non ne sente più il bisogno. Ecco, io vorrei tanto sapere invece se qualcuno di voi ha mai incontrato uno psicologo che abbia detto al paziente "Ora devi andare avanti da solo", o che è stato d'accordo quando il paziente ha deciso di terminare il rapporto terapeutico.
So di essere un po' maligno nel porre il quesito, ma ho la netta sensazione che spesso molti psicologici trattengano il paziente oltre il dovuto, quando invece la prima cosa che si dovrebbe imparare in psicoterapia è proprio l'autonomia e il gestire la propria vita con le proprie capacità.
Ciao

Halftrack
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Messaggio da Halftrack » 26 giugno 2009, 12:14

Credo tu sia arrivato ad un punto nel quale tu ti devi fidare dello psicologo non come una persona qualsiasi ma come uno specialista.
Il consiglio di continuare, probabilmente, è più fondato sulla sua esperienza e sulla sua professionalità.
Secondo me dovresti continuare perchè .... te lo ha detto il dottore.

Angelik@
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Messaggio da Angelik@ » 9 ottobre 2009, 16:17

Io ho finito, poco più di un anno fa, una psicoterapia.
Negli utimi mesi andavo da lei già con la consapevolezza che oramai la sola cosa che cercavo era confermare e rinsaldare ciò che nel percorso con lei avevo acquisito; e questo fu ciò che le risposi anche quando lei in un determinato momento mi chiese perchè stessi ancora andando da lei.
Qualche tempo dopo, un giorno a fine seduta, mi disse tranquillamente se pensavo di voler continuare con l'appuntamento fisso - in quel periodo ci vedevamo ogni 3 settimane - o se preferivo invece andare all'occorrenza.
Io scelsi quindi all'occorrenza, ma dal modo in cui ci salutammo fu chiaro che per entrambe quello fu inteso come il giorno della "fine" di quel percorso.
Lei ha lasciato sempre a me la scelta, anche quella di passare da ogni 7 giorni a 15, o ad ogni tre settimane; ma io di lei mi fidavo, e sentivo che se lei mi proponeva di fare qualcosa era perchè sapeva che era il momento di poterlo fare.

Io credo che a volte si corra il rischio che curato il sintomo, ci si senta "guaruti" e si diventi quindi meno interessati alle cause e ci si senta pronti a ripartire da soli. Invece forse non sempre è così.
E' forse come quando ti ingessano una gamba: tolto il gesso, magari tu pensi di poter tornare a correre, ma non potrai mai farlo bene se invece non fai la giusta fase di riabiitazione....non so.

Lei mi diceva a volte che quasi tutti i pazienti una volta che iniziavano a star meglio dimenticavano di come stavano prima e perchè e come erano arrivati lì. Me lo diceva perchè notava invece che questo in me non stesse accadendo. Ed era vero. Perché io ci tenevo e ci tengo tantissimo a ricordarmi di come stavo, perchè ricordarmi di quello, anche quando ho iniziato a star bene, è stata, ed è, la spinta più grande che potessi avere per continuare in quella direzione anche nei momenti più difficili, anche nei momenti in cui andare avanti sembrava un'impresa impossibile o mi sentivo demotivata.

Leggendo diversi racconti in giro per questo forum mi chiedo se sono stata solo molto fortunata.
So solo che l'ho pensato, lo penso ancora, e lo dissi anche a lei il giorno che ci salutammo, che nel momento in cui sono entrata in quello studio, ho fatto a me stessa il regalo più prezioso che potessi farmi, non solo perchè finamente stavo facendo una cosa per me e mi ero rivolta a qualcuno per farmi aiutare, ma sopratutto perchè quella perona era lei,lei che ancor prima d' essere una brava specialista, è anche una gran bella persona.

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Narciso Colorblind
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Messaggio da Narciso Colorblind » 9 ottobre 2009, 23:49

Ciao Kekko,
capita che ad un certo punto della psicoterapia ci si senta più forti e più volenterosi di continuare a camminare con le proprie gambe, perché effettivamente si sta meglio. Quello è il sentore che le cose stanno migliorando,ma non è quello il momento per interrompere la terapia.
Molte persone si fermano a metà, ovvero quando cominciano a stare meglio, ma poi col passar del tempo si accorgono che forse non era proprio arrivato il tempo di staccarsi totalmente.
io vorrei tanto sapere invece se qualcuno di voi ha mai incontrato uno psicologo che abbia detto al paziente "Ora devi andare avanti da solo", o che è stato d'accordo quando il paziente ha deciso di terminare il rapporto terapeutico.
La mia psicoterapeuta mi informò della voglia che avrei avuto di interrompere la terapia appena fossi stato meglio, ed effettivamente questa voglia mi sfiorò. Quindi mi mise chiaramente davanti ad una scelta: o continuavo la terapia per fare le cose per bene e completamente, consolidando ciò che avevo appreso ed assicurarmi un benessere più solido, oppure interrompevo lì e mi godevo il benessere che ne sarebbe scaturito. Scelsi di continuare e non me ne pento neanche un po'. Alla fine fu lei a dirmi che la terapia poteva considerarsi conclusa, e quindi non era più necessario programmare le sedute.
E' andata più o meno come per l'utente Angelik@.
Quindi, Kekko, pensaci un po' su: adesso stai meglio, ma continuare con qualche altro incontro non ti farà male. E' successo davvero a molte persone di interrompere prima del tempo una terapia e di perdere quindi anni ed anni di lavoro.

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tersite
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Messaggio da tersite » 10 ottobre 2009, 12:13

a me è successo di interrompere dopo due anni di psicoterapia
e non stavo affatto bene :( anzi...
ora rimpiango quelle sedute , ma devo dire che onestamente progressi non ne facevo

Marta
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Messaggio da Marta » 10 ottobre 2009, 16:36

Braveheart84 ha scritto:Vorrei partire dal post dell'amico Kekko per fare una riflessione: quando un paziente vuole staccarsi dallo psicologo, ho notato, purtroppo, che molto spesso il terapeuta non è d'accordo, sostenendo che la terapia va continuata anche se il paziente non ne sente più il bisogno. Ecco, io vorrei tanto sapere invece se qualcuno di voi ha mai incontrato uno psicologo che abbia detto al paziente "Ora devi andare avanti da solo", o che è stato d'accordo quando il paziente ha deciso di terminare il rapporto terapeutico.
So di essere un po' maligno nel porre il quesito, ma ho la netta sensazione che spesso molti psicologici trattengano il paziente oltre il dovuto, quando invece la prima cosa che si dovrebbe imparare in psicoterapia è proprio l'autonomia e il gestire la propria vita con le proprie capacità.
Ciao
io me ne sono tranquillamente andata, mi ha lasciata andare via così, senza fare storie. comunque ho interrotto quasi bruscamente, ma stavo da mesi in stallo! dopo non mi è crollato il mondo addosso, me la sono cavata da sola, esattamente come facevo prima di andarci!
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Marta
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Messaggio da Marta » 10 ottobre 2009, 16:38

Angelik@ ha scritto:Io ho finito, poco più di un anno fa, una psicoterapia.
Negli utimi mesi andavo da lei già con la consapevolezza che oramai la sola cosa che cercavo era confermare e rinsaldare ciò che nel percorso con lei avevo acquisito; e questo fu ciò che le risposi anche quando lei in un determinato momento mi chiese perchè stessi ancora andando da lei.
Qualche tempo dopo, un giorno a fine seduta, mi disse tranquillamente se pensavo di voler continuare con l'appuntamento fisso - in quel periodo ci vedevamo ogni 3 settimane - o se preferivo invece andare all'occorrenza.
Io scelsi quindi all'occorrenza, ma dal modo in cui ci salutammo fu chiaro che per entrambe quello fu inteso come il giorno della "fine" di quel percorso.
Lei ha lasciato sempre a me la scelta, anche quella di passare da ogni 7 giorni a 15, o ad ogni tre settimane; ma io di lei mi fidavo, e sentivo che se lei mi proponeva di fare qualcosa era perchè sapeva che era il momento di poterlo fare.

Io credo che a volte si corra il rischio che curato il sintomo, ci si senta "guaruti" e si diventi quindi meno interessati alle cause e ci si senta pronti a ripartire da soli. Invece forse non sempre è così.
E' forse come quando ti ingessano una gamba: tolto il gesso, magari tu pensi di poter tornare a correre, ma non potrai mai farlo bene se invece non fai la giusta fase di riabiitazione....non so.

Lei mi diceva a volte che quasi tutti i pazienti una volta che iniziavano a star meglio dimenticavano di come stavano prima e perchè e come erano arrivati lì. Me lo diceva perchè notava invece che questo in me non stesse accadendo. Ed era vero. Perché io ci tenevo e ci tengo tantissimo a ricordarmi di come stavo, perchè ricordarmi di quello, anche quando ho iniziato a star bene, è stata, ed è, la spinta più grande che potessi avere per continuare in quella direzione anche nei momenti più difficili, anche nei momenti in cui andare avanti sembrava un'impresa impossibile o mi sentivo demotivata.

Leggendo diversi racconti in giro per questo forum mi chiedo se sono stata solo molto fortunata.
So solo che l'ho pensato, lo penso ancora, e lo dissi anche a lei il giorno che ci salutammo, che nel momento in cui sono entrata in quello studio, ho fatto a me stessa il regalo più prezioso che potessi farmi, non solo perchè finamente stavo facendo una cosa per me e mi ero rivolta a qualcuno per farmi aiutare, ma sopratutto perchè quella perona era lei,lei che ancor prima d' essere una brava specialista, è anche una gran bella persona.
ciao. quanti mesi o anni è durata la tua psicoterapia? non ricordo se lo hai scritto già da qualche parte :roll:
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Marta
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Messaggio da Marta » 10 ottobre 2009, 16:46

tersite ha scritto:a me è successo di interrompere dopo due anni di psicoterapia
e non stavo affatto bene :( anzi...
ora rimpiango quelle sedute , ma devo dire che onestamente progressi non ne facevo
a me lo disse lui "non è andata bene" :( però quando me ne sono andata non mi sembrava poi così preoccupato! comunque non sono stata peggio una volta abbandonata la psicoterapia, diciamo che sono riuscita a rimanere a galla :) . penso che in alcuni casi possano tirare molto più su il morale situazioni favorevoli e positive piuttosto che il sostegno costante e continuo di uno psicoterapeuta! e se la realtà di tutti i giorni non cambia c'è poco da fare, uno psicoterapeuta non l'ha può far cambiare, non resta che imparare a conviverci o comunque reagire per renderla meno amara!
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tersite
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Messaggio da tersite » 13 ottobre 2009, 12:26

Marta ha scritto: a... penso che in alcuni casi possano tirare molto più su il morale situazioni favorevoli e positive piuttosto che il sostegno costante e continuo di uno psicoterapeuta! e se la realtà di tutti i giorni non cambia c'è poco da fare, uno psicoterapeuta non l'ha può far cambiare, non resta che imparare a conviverci o comunque reagire per renderla meno amara!
vero a volte è la realtà stessa a crearci problemi , se sei disoccupato lo psicoterapeuta non può trovarti un lavoro, se sei brutto non puo' trasformarti in George Clooney
ma forse puo' servire a fare un cammino per scoprire chi sei veramente,
per fare uscire il tuo vero io... poi la vita te la devi sbrigare da solo

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Messaggio da Angelik@ » 16 ottobre 2009, 9:44

@marta

circa tre anni e mezzo

eco
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Messaggio da eco » 23 ottobre 2009, 10:41

Braveheart84 ha scritto:Vorrei partire dal post dell'amico Kekko per fare una riflessione: quando un paziente vuole staccarsi dallo psicologo, ho notato, purtroppo, che molto spesso il terapeuta non è d'accordo, sostenendo che la terapia va continuata anche se il paziente non ne sente più il bisogno. Ecco, io vorrei tanto sapere invece se qualcuno di voi ha mai incontrato uno psicologo che abbia detto al paziente "Ora devi andare avanti da solo", o che è stato d'accordo quando il paziente ha deciso di terminare il rapporto terapeutico.
Io l'ho incontrato: il mio psicologo, con ho fatto una psicoterapia che dura da circa due anni.
Ora ci vediamo una volta ogni quindici giorni e diraderemo ulteriormente nei prossimi mesi per arrivare gradualmente a una conclusione perchè, in base alle sue parole, è "quello di cui ho bisogno".
Assicuro anche che non sono stata una paziente "zerbino" e che proprio il tema della durata è stato più volte oggetto di mie accuse allo psicoterapeuta: accuse molto simili, nel contenuto, a quelle di Braveheart84.
Una volta a un mio attacco ("credo che lei non mi dirà mai che non ho più bisogno di lei, della psicoterapia!!"), lui rispose: lo farò quando riterrò che non ne abbia davvero più bisogno.
E' stato così.

Aveva ragione lui.
La scelta di "arrendermi" e di fidarmi di lui è stata una delle migliori cose che io abbia fatto. (E forse anche delle più difficili).

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Sonia11
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Messaggio da Sonia11 » 30 ottobre 2009, 13:15

Salve a tutti.Vorrei tentare di concludere il mio percorso ma non sono molto convinta anche perchè se fosse il momento giusto per farlo la mia psico me lo avrebbe di certo comunicato.Devo dire che ho raggiunto una serenità mai avuta, è stato un miracolo....però ricordo molto bene come stavo male all'inizio! Davvero anche per me è stato il regalo migliore che potessi fare a me stessa.Vi abbraccio.

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tersite
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Messaggio da tersite » 1 dicembre 2009, 21:34

beata te Tonia :)
posso chiedere per quanto tempo hai fatto terapia?
e che tipo di terapia era?

io non ho avuto la stessa fortuna,
ma mi rendo conto che non siamo tutti uguali
e non abbiamo tutti la stessa età

Marta
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Messaggio da Marta » 5 gennaio 2010, 16:41

io mi chiedo "quanto dipende da circostanze sfavorevoli oppure solo da nostre responsabilità?" per uno psicologo/psicoterapeuta dipende sempre tutto da nostre responsabilità! se due o tre cose nella mia vita fossero state diverse da come erano nel dicembre del 2007, se fossero girate in un altro verso, un qualsiasi altro verso da come giravano allora, non avrei più considerato quel numero che tenevo stipato da mesi, non avrei più telefonato allo psicologo, mi sarei risparmiata preoccupazioni e paranoie inutili, perchè tanto dopo mesi o anni le cose sarebbero cambiate comunque, sarebbero cambiate lo stesso! e non per mia responsabilità, ma per circostanze favorevoli! lo psico mi ha incoraggiata, mi ha sostenuta moralmente, ha cercato di infondermi fiducia, ma non ha risolto un bel nulla e sapete perchè? perchè probabilmente dovevo solo aspettare che il destino girasse dalla mia parte! perchè lo psico è un comune mortale e non puo far sì che il mondo attorno a te giri nel verso giusto! quindi mi chiedo "a cosa serve? a rafforzarti per poter affrontare meglio le difficoltà della vita? mentre tu sei in attesa di tempi migliori?" devo anche dire, in verità, che gran parte dei mie problemi li ho risolti da sola, senza l'aiuto di nessuno, con molta fatica, a poco a poco, soprattutto dopo aver abbandonato la psicoterapia, perchè mi sono rimboccata le maniche e invece di aspettare che un altra persona me li risolvesse, senza peraltro riuscirci, ho fatto da me! per questo mi chiedo "non è che ci sono andata per troppo tempo?" perchè mentre aspettavo e cercavo qualcosa di positivo guardandomi attorno, intanto i soldi sono finiti nelle sue tasche, mentre lui blaterava a vuoto!
scusatemi se mi sono fissata su questa cosa :(
TAEDIUM VITAE

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