La mia psicoterapia... perchè è iniziata

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

Moderatore: Dr.ssa Maria Pichi

eco
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La mia psicoterapia... perchè è iniziata

Messaggio da eco » 3 marzo 2009, 23:54

Visto che qui leggo soprattutto i messaggi di persone deluse o scoraggiate dalla psicoterapia, voglio portare un'esperienza positiva, la mia.

Sono sempre stata una persona ansiosa (soprattutti in campo scolastico e lavorativo, nonostante i risultati raggiunti), molto insicura, con autostima inesistente.
Ho contattato uno psicoterapeuta approfittando di una iniziativa della mia regione per cui si poteva richiedere un colloquio gratuito: era un periodo in cui apparentemente "andava tutto bene", ma io avevo anche inizato a provare una rabbia fortissima che esplodeva di fronte a banalità, con mio marito, in scenate isteriche da manuale.

Così, è iniziata: con molto impegno, ma anche un po' di scetticismo, da parte mia. Subito ho iniziato a stare malissimo: un anno fa a quest'ora ero divorata dall'ansia. Tante volte mi sono chiesta: sto buttando via tempo e soldi? Servirà a qualcosa?

E' passato un anno e mezzo ed è servito eccome. La psicoterapia non mi ha dato (come credevo) l'illuminazione, la folgorazione sulla via di Damasco; il cambiamento è stato lento e impercettibile, ma c'è stato.
La mia vita è la stessa di un anno fa, ma adesso io sento di avere la forza di viverla.
Non credevo fosse possibile affrontare il mio lavoro (lo stesso che un anno fa mi stava distruggendo) senza avere l'ansia, invece sta succedendo.
Ho fatto pace con la figura di mia mamma e sento il desiderio di essere mamma a mia volta.

La mia psicoterapia non è ancora finita, anche se credo sia a buon punto.
Magari vi racconterò poi anche la conclusione, quando sarà il momento.

Marta
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Messaggio da Marta » 4 marzo 2009, 0:53

vabbè, ma io mi trovo in una situazione tale che non posso stare ferma ad aspettare che i miracolosi effetti della psicoterapia si manifestino, sto da più di un anno appresso ad uno che fa terapie che dovrebbero avere effetto dopo sei mesi o un anno!!! se ci si trova in una condizione di precarietà che riguarda tanti aspetti della vita(lavoro, studio, relazioni ecc..) allora la seduta settimanale serve a ben poco!
io non devo solamente cercare di affrontare meglio i miei impegni quotidiani, me li devo proprio trovare gli impegni e gli interessi, devo cominiciare a "vivere" proprio e lo psico e le sue parole non mi spronano, o non lo fanno abbastanza! lui cerca di spingermi, io non cammino...
ci sono situazioni più semplici da "mettere a posto" ed altre invece che possono mettere in difficoltà anche un bravo psico.
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eco
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Messaggio da eco » 4 marzo 2009, 10:53

Marta, sembra che tu mi stia dicendo che se ho ottenuto dei risultati e sto meglio, è perchè i miei problemi non erano poi così gravi, anzi, magari avrei potuto anche fare a meno dello psicologo.

Ti assicuro che la precarietà la conosco e la sto vivendo in campo lavorativo soprattutto in questo periodo, tra cassa integrazione e clienti che chiudono o falliscono, e comunque non pagano.
Anche io gli impegni e gli interessi ho dovuto cercarmeli, non è che mi li ha trovati il mio psicologo! Anzi, lui è uno che soprattutto nei primi mesi ha sempre parlato pochissimo e non mi ha spronato a fare un bel niente.

Io non volgio convincere nessuno, solo portare la mia esperienza.
Non è obbligatorio fare una psicoterapia, non è nemmeno obbligatorio stare bene, se è per questo.
Però è possibile.

doomgeneration
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Messaggio da doomgeneration » 4 marzo 2009, 11:00

Infatti eco la tua testimonianza è positiva e conferma quello che è giusto pensare della psicoterapia: non è che andandoci si risolvono magicamente, come un aiuto dall'alto, i problemi della vita. Chi pensa così non otterrà mai niente dalla psicoterapia.
Inoltre cara Marta se stai dicendo che i tuoi problemi sono più gravi e tali da mettere in crisi anche un "bravo" psicologo, forse non hai ben capito che cosa sia un "bravo" psicologo.......io penso che hai completamente sbagliato tipo di terapia, le terapie brevi non ti aiutano a capire te stessa e che cosa ti ha portato a essere così problematica..... non è che i tuoi problemi sono più difficili da "mettere a posto" (che termine orribile) , semplicemente il tuo psico non è competente, visto quello che racconti.

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novembre
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Messaggio da novembre » 4 marzo 2009, 14:29

Secondo me il problema non è il tipo di terapia, quanto ciò che ci si aspetta dalla terapia. Come ha giustamente detto eco, non si può pensare che lo psicologo risolva i problemi o che trovi delle soluzioni, magicamente.
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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doomgeneration
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Messaggio da doomgeneration » 4 marzo 2009, 14:35

E' vero novembre..ma è anche vero che quando una persona va in terapia, non sapendo bene qual è il problema, o comunque presentando una depressione generale...come è possibile stabilire che in 6 mesi quel soggetto guarirà? come si fa a sapere in anticipo se le cause che l'han condotto a stare così sono risolvibili in 6 mesi massimo un anno? per me è assurdo...certamente consigliare una terapia analitica a tutti è un suicidio, economico e di tempo, perché le terapie brevi a quanto ho sentito dire funzionano benissimo nel loro ambito di applicazione...
comunque ognuno è libero di scegliere la terapia che vuole, però deve rendersi conto che a volte i risultati non dipendono solo dall'impegno o dalla bravura dello psicologo, o dal tipo di problemi, ma proprio dal tipo di terapia e da cosa ci si aspetta!

Marta
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Messaggio da Marta » 8 marzo 2009, 18:12

in verità i tempi di sei mesi o un anno sono quelli standard dello psico, non quelli che mi sono stati prospettati. Di certo lo psico non può prevedere a priori quanto tempo ci vorrà!
Ammetto di stare rallentando io i tempi perchè sono molto poco "collaborativa". E lo psico è sinceramente dispiaciuto che le cose non procedano bene!
caro/a novembre io voglio che lo psico mi aiuti a risolvere i problemi, non che mi allevi solo un po i dolori, altrimenti che ci vado a fare? Ho bisogno che qualcuno mi aiuti a riprendere a vivere, perchè sta andando tutto a rotoli e il mio futuro è un enorme punto interrogativo!
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 9 marzo 2009, 11:58

Vedi Marta, tu stessa dici bene "che lo psico mi aiuti a risolvere i problemi" e non che mi "risolva i problemi". Ovvero razionalmente sai bene che devi essere tu a impegnarti in prima persona.
Poi dici che sei molto poco "collaborativa". Ti sei chiesta perchè non "collabori", cos'è che ti frena? Di cosa hai paura? Cos'è che veramente non vuoi affrontare?

Per esperienza personale ti dico che la paura di affrontare noi stessi, la paura di non riuscire a gestire quello che troveremo in noi, è uno dei maggiori ostacoli che si incontrano nel cammino.

Prendi il coraggio a due mani e "collabora" con te stessa. Non posso farlo io per te, e non può farlo il tuo psico. Solo tu puoi farlo e credimi: lo puoi fare!
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Marta
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Messaggio da Marta » 18 marzo 2009, 0:27

"l'influenza" della psicoterapia su di me è veramente "scarsa"! non voglio dire nulla...ma scarsa sì. e io sono stanca di girare a vuoto e perdere tempo! perchè devo modificare il mio modo di essere? sono così da quando sono nata e non posso farci nulla se il mio modo di essere è poco "funzionale".....non so come spiegare! non ci sarebbe nulla da aggiustare in me se due o tre cose fossero girate in un altro verso oppure se avessi avuto almeno un paio di amicizie. mi ritrovo a pagare le conseguenze dell'inerzia e delle manchevolezze avute in passato, ma attualmente non ho comportamenti o modi di fare o di pormi "sbagliati" o comunque tali da farmi allontanare dagli altri! io pago solo errori commessi in passato(fino a poco tempo fa), e quello che deve essere aggiustato è la situazione nella quale mi ritrovo, le condizioni in cui vivo, ma non io e il mio modo di essere! cioè, anche i miei travagli interiori e i miei patemi d'animo hanno bisogno di essere risolti, ma questi sono la diretta conseguenza di una situazione"esterna" difficile! quindi l'unico modo per riacquistare serenità è modificare almeno in parte la mia vita e per fare ciò dovrei andare contro me stessa e diventare quella che non sono! sono riuscita a spiegarmi? non so se si è capito....
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 18 marzo 2009, 22:52

Dici che dovresti "modificare almeno in parte la tua vita", ma che per farlo dovresti andare contro te stessa.

E' chiaro che sei in conflitto. E' possibile che tu stia cercando di modificare la tua vita nella direzione sbagliata?
Voglio dire che non dovresti modificare la tua vita contro te stessa, ma con te stessa.
Io credo che prima di cambiare la tua vita, per prima cosa dovresti capire te stessa, e quello che di te non ti piace.
Lo dici tu stessa che l'influenza della terapia è scarsa. Perchè tu pensi di andare bene così e che non devi cambiare, quindi è probabile che inconsciamente tu stia "ostacolando" la tua terapia.
Ma devi capire che la terapia non serve a cambiarti, ma a comprenderti. Se nel percorso ti capiterà di cambiare, cambierai, ma sarai sempre te stessa. La tua vita poi cambierà da sola insieme a te
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Kabanga
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La mia psicoterapia perche e iniziata

Messaggio da Kabanga » 7 ottobre 2012, 5:37

Ciao Ilaria
Hai tanti dubbi come e' normale alla tua eta'. Non averli sarebbe un problem,a. Il consiglio che posso darti io che ho iniziato a girare il mondo quasi alla tua eta' e' quello di scegliere con cura un luogo dove andare, poco importa se sia in Italia, Europa o nel resto del mondo. Per identificarlo bene analizza quello che vorresti fare in quel paese.
Mi spiego, se ami il mare ed il surf nonsceglierai la Svezia, se ami il mare e la pesca d'altura non sceglierai l'India ecc.
Questi esempi sono estremi ma ti danno una perfetta visuale dei parametri che dovrai utilizzare per la tua scelta.
Perche' andar via e' per sempre. Magari si ritorna al paesello natio ma non si va via per una meta provvisoria per poi andare in un'altra che forse e' quella buona fino a trovare il luogo sicuro ove trascorrere gli ultimi anni di vita visto che la parte piu' bella l'hai trascorsa cercando il tuo eldorado.

Hai tempo, sei giovane, hai i mezzi titoli di studio e la conoscenza, sai cosa vuoi e dove lo vuoi, cercalo bene, ti consiglio viaggi esplorativi, magari in occasione di una vacanza, a volte basta questo, non fare scelte affrettate che poi ti condizioneranno la tua vita per anni, anche decenni.

La mia e' esperienza personale, con i miei genitori ho vissuto in UK e negli USA sono pero' nato in Italia per anni, ho anche studiato all'estero, mi sono laureato ad Harvard. Quando i miei sono rientrati ho deciso di restare in UK, una scelta d'amore ma poi e' andata male, sono rientrato in Italia per poi ripartire e provare di vincere la scommessa in South Africa, 10 anni, eppoi in Cina, in Francia, e di nuovo in South Africa anche a causa del lavoro.

Non farti incantare dalle solite sirene, fai la tua scelta ponderata e fai in modo che possa avverarsi, magari non domani, nemmeno dopodomani ma quando questo succedera' deve essere per sempre.

Auguri
Don't have

elena70
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Re: La mia psicoterapia... perchè è iniziata

Messaggio da elena70 » 7 ottobre 2012, 11:29

Cara Marta,
la mia psicologa , quando iniziai il mio percorso con lei, mi disse, fin dalle prime sedute " non pensare di sederti sulle mie gambe e che sia io a fare il tuo perrcorso. Lo facciamo insieme, ma a camminare sarai tu."
Qualunque sia il motivo o problema per cui ci si rivolge ad un terapeuta, non si può pensare che sia un mago che magicamente risolve i nostri problemi.Bisogna lavorare molto, impegnarsi in prima persona, altrimenti il percorso penso che sarà nullo. Si attraversano periodi in cui ci sembra che nulla sia cambiato, ci vengono dubbi sulla validità di quello che stiamo facendo, poi in alcuni momenti abbiamo "folgorazioni" improvvise, capiamo cose di noi in un istante. In altri momenti si arriva a mettersi così a nudo, che si esce dalla seduta distrutti, affaticati e magari pieni di dolore. A volte facciamo resistenza e abbandoniamo le sedute per qualche tempo. Per quella che è la mia esperienza il percorso terapeutico è come un viaggio, a volte si incontrano salite ripidissime, a volte qualche discesa, in alcuni momente sembra di stare in una immensa pianura con un paesaggio che non varia da alcuna angolazione lo si guardi.Però questo insieme di momenti, sconfortanti, intensi, rivelatori, alla fine hanno tutti un senso. E non è neanche detto che il viaggio sia necessariamente breve.L'anima ha bisogno dei suoi tempi.
Ti auguro di avere pazienza e di stare bene.
elena

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Farfallo
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Re: La mia psicoterapia... perchè è iniziata

Messaggio da Farfallo » 17 novembre 2012, 1:56

Cara Eco,

non son molto esperto in materia,ma ho qualche convinzione. A mio parere si può certo riesaminare aspetti passati della vita, si può rielaborare col terapeuta. Ma temo che sia un lavoro forse ricco di intellettalismo che però non ci aiuta molto. Preché il rischio è l'astrazione, cioé lo scollamento tra convinzioni , magari pur giuste, ed esperienza.

Io credo che sia più funzionale una terapia che segua l'andamento dei fatti che stai vivendo, la tue risposte, la tua capacità di adattamento, al presente.

Tanti anni fa accompagnai mia madre da un neurologo, psichiatra, non ricordo. Mia madre stava letteralemnte delirando. Il terapeuta individuò nel Natale l'origine di tutto. Mia madre si era separata e viveva da sola. Il medico cercò di farsi un quadro della sua situazione oggettiva, ma non cercò nessi profondi o reconditi. Si limitò a placare l'ansia di mia madre con un farmaco, come condizione essenziale per metterla in condizioni di adeguarsi.
Poi la scelta concreta fu che mia madre trascorresse il periodo natalizio con mio fratello e con me, ma senza papà.
In un certo senso , l'indicazione terapeutica ha riguardato anche la famiglia, non solo mia madre.

Per quanto riguarda me, ho quasi un po' paura di fare una psicoterapia. Non è un esame di geografia, è più profondo e radicale.
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

Dott.a M.Pichi
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Re: La mia psicoterapia... perchè è iniziata

Messaggio da Dott.a M.Pichi » 21 novembre 2012, 14:13

Intervengo - cosa che faccio raramente - per dire che quanto ha scritto elena70 il 7 ottobre mi vede perfettamente d'accordo e che dalle sue parole traspare quanto abbia fatto proprio il significato profondo di una buona terapia, cosa raramente riscontrabile in chi scrive su questo forum. A Farfallo, invece, vorrei replicare esattamente il contrario. Io utilizzo il metodo psicanalitico e non c'è alcun intellettualismo in questo tipo di terapia e se c'è essa è una difesa che il paziente mette in atto per non affrontare le proprie emozioni presenti ma soprattutto passate. Perché in ogni terapia si affronta per prima cosa il presente : la persona viene in terapia per un problema che ha sul momento, non per un problema emerso anni prima ma il più delle volte, analizzando la sua storia, emerge che quel problema (magari con modalità e in contesti diversi) si è già presentato in passato e che ogni volta a quel problema la persona non ha saputo far fronte oppure la reazione non è stata funzionale. In terapia saper far emergere le proprie emozioni, specie quelle tenute più nascoste è fondamentale ma parlo di emozioni non di teoriche disquisizioni. L'esempio che lei fa circa quel problema di sua madre in fondo dimostra soprattutto due cose: che nessuno di voi, in famiglia, era stato in grado di percepire il malessere e che con molta probabilità non è stata data a vostra madre la possibilità di parlarne, visto che il farmaco lenisce certamente l'ansia (e per questo meno male che esiste!) ma non il motivo per cui l'ansia si genera. Mi permetta di aggiungere che una frase come "Il medico ... si limitò a placare l'ansia di mia madre ... per metterla in condizioni di ADEGUARSI" mi intristisce molto, specie se detta da un figlio.
Dott.ssa Maria Pichi

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francesca
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Re: La mia psicoterapia... perchè è iniziata

Messaggio da francesca » 21 novembre 2012, 19:54

se lei intervenisse più spesso, coma fa la sua collega, la Dottoressa Arduino, instaureerebbe un dialogo più affettuoso ed emozionante con i lettori del forum, e si renderebbe conto che non siamo poi così al buio su cos'è un'analisi :mrgreen:
Ci leggo un po' di scoramento, nei suoi rari mex :mrgreen:

Saluti

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