Come ricostruirsi?

Dedicato a chi non riesce a trovare uno spazio d’espressione di un proprio disagio interno, perché troppo forte è la sensazione di non poter essere compreso nella propria sofferenza.

In questo forum ci si propone di dar voce liberamente al proprio sentire, perché ciò che è vissuto come un malessere incomprensibile non è nient’altro che un’ espressione condivisibile della propria individualità.

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prigioniero
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Come ricostruirsi?

Messaggio da prigioniero » 11 marzo 2011, 23:05

Scrivo qui....non lo so se è il forum giusto ma,mi sembra quello più appropriato.
Lo so....è impossibile me ne rendo conto.ma non so che darei per smontarmi,cellula per cellula e ricostruirmi come vorrei.
Intanto rivolgo i miei saluti a voi del forum,e al moderatore o chi per lui,sperando in una risposta.
Comunque,detto questo,vengo subito al punto,o almeno ci provo.
Vorrei sapere se con una qualche sorta di psicoterapia o attività correlata come l'ipnosi è possibile sconfiggere o almeno poter imparare a gestire la paura di fare a pugni.Probabilmente qualcuno si metterà a sorridere adesso.....e va bene....sorridi pure se ti fa piacere,vuol dire che tu sei fortunato.Però....se ci si riflette seriamente,non è che sia poi molto da sorridere.
Come acquista fiducia e sicurezza in se stesso un uomo?Cominciando a battersi sin dalla più tenera età,ovvero facendo a botte.
Ma......c'è un ma.Che succede se questo bambino la prima volta che fa a botte,combatte si,ma in un modo strano,come se la cosa non lo interessasse,non lo riguardasse,come se lui non fosse neanche lì?Succede che alla fine le prende e scappa....poi è solo questione di tempo.Verrà preso di mira dagli altri bambini;non reagirà perchè avrà ancora paura di prenderle e quindi continuerà a subire.Subisci subisci,alla fine questo povero disgraziato non ce la farà più e si autoconvincerà che non vale niente.Sapendo di non avere la forza per reagire,cercherà sempre di evitare il contatto con gli altri,o se è costretto a frequentare un ambiente dove ci sono altri ragazzi/bambini,farà in modo di farsi notare il meno possibile,con la conseguenza invece di attirare ancora di più le prepotenze.Sinchè un giorno lascerà le scuole superiori perchè non ne potrà più e si ammalerà di depressione.Quando dopo psicoterapia e psicofarmaci riesce a stare meglio,gli viene una gran rabbia;si iscrive in palestra per cercare di diventare più forte e si impone con tutte le sue forze di cercare di non scappare quando c'è da litigare con qualcuno E così a poco a poco,riesce a diventare un minimo coraggioso......finchè non succede che una volta,facendo a botte,le prende di brutto e deve ricorrere al pronto soccorso.
Passano gli anni e il nostro sventurato nel frattempo riacquista un poco di sicurezza in se stesso apprendendo delle tecniche di boxe;ma un'altra sera trovandosi di nuovo in una colluttazione con un tipo col quale poteva facilmente avere la meglio,scegli invece di non continuare e scappare.Nel frattempo dopo altri periodi di psicoterapia e attività fisica,riacquista di nuovo un po' di fiducia in se stesso.Trova da fare a pugni un'altra volta e stavolta non scappa.....però.....la paura gli impedisce di usare tutta la forza che ha e perde di nuovo.
E da allora si è detto che forse è meglio che eviti lo scontro fisico,dato che non è all'altezza.E così torna a d essere,il più delle volte quello che si mette paura solo se qualcuno alza un po' la voce,o se vede che tira aria di scazzottata.Ma non è una paura normale,è una paura che quasi paralizza,è questo il guaio.Non è una paura che permette anzi magari stimola la reazione,è una paura che la blocca!
Fatto sta che quindi,egli per tutta la sua vitaccia infame,ha sempre rinunciato ad un sacco di cose che avrebbe voluto fare ma che ha paura di fare per paura di litigare.Ha evitato nella maggioranza dei casi di rispondere quando si sentiva offeso,ha evitato di viaggiare.....e un sacco di altre cose.
Se vuole reagire reagisce,ma deve fare un tale sforzo per contrastare la paura che in un primo momento lo assale....
Una volta parlando con uno psichiatra gli è stato detto che questa sua atavica paura delle colluttazioni era paura della sua stessa aggressività.........
Ora,dopo tutta questa storia le mie domande sono due:è possibile che questa mia paura abnorme degli scontri fisici possa essere dovuta ad un trauma infantile che adesso non ricordo,ma che ha provocato in me questo blocco?
è possibile con qualche tecnica di psicoterapia o magari di ipnosi,cercare di uscirne?

Grazie.

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Adriano Legacci
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Re: Come ricostruirsi?

Messaggio da Adriano Legacci » 12 marzo 2011, 15:52

Probabilmente hai ormai l'età in cui scegliere di non fare a pugni con gli altri non è più segno di pavidità, ma di saggezza. Dovresti essere orgoglioso di te stesso. Sento che hai in te lo spirito del "guerriero". Impara a coltivarlo e ad affinarlo, e scopri che le battaglie da vincere sono sempre e solo quelle con se stessi. Ti consiglio la lettura di un libro interessante, si chiama "Manuale del guerriero della luce". L'autore è Paulo Cohelo.

In bocca al lupo
Dr. Adriano Legacci
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nikiland
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Re: Come ricostruirsi?

Messaggio da nikiland » 12 marzo 2011, 23:00

Ciao!
La tua storia è davvero particolare. A dire il vero pur non avendo mai fatto a botte, se non per gioco (forse per una ragazza è un po' più difficile) io ho il tuo stesso problema relativo al mio rapporto con la mia aggressività. In genere ormai, alla mia veneranda età ho imparato ad assumere degli atteggiamenti opposti a quelli che generalmente le persone adottano di fronte alla cattiveria altrui. Per me l'aggressività è una cosa stupida, non mi appartiene e non la capisco, però sento dentro di me di avere tanta rabbia non espressa, direi repressa piuttosto e non accettata. Per reazione contrariamente a quello che il mondo si aspetterebbe quando si viene aggrediti, reprimo tutta la mia rabbia ed anzi sto diventando sempre più autolesionista. Tutto quello che mi piace fare o che vorrei fare sono capace di rovinarlo ed annullarlo. Ogni pensiero è alimentato da paranoie negative che mi frantumano il cervello, anche quando potrei stare bene. Da qualche parte devo esprimerla la mia rabbia no? E ovviamente la cosa migliore è farlo contro di me (ovviamente sono ironica). Il lavoro che faccio è tremendo: tutti i miei colleghi litigano continuamente, sono stressati e per riuscire bene bisogna fare a botte (a livello verbale) con tutti! Un mondo che non mi appartiene e che mi stressa sempre di più logorandomi. Diciamo che essendo obbligata ad arrabbiarmi, per lo meno nel mio piccolo ho imparato a difendermi un po' di più, ma troppo poco per quello che servirebbe. E la gente mi vede come una perfetta fessa.
Tu probabilmente penserai: "ma perché questa mi parla di se stessa? Non ero io ad avere manifestato il problema?" Certo, hai ragione. Ma prima di tutto descrivendo un po' me stessa spero di rassicurarti un poco, per lo meno per quanto riguarda il fatto che non sei l'unico ad avere problemi con la propria aggressività e poi chi lo sa che il mio racconto possa aiutarti a riflettere meglio su te stesso. Magari ad accettare che per lo meno evitare di fare a botte fisicamente non è necessario, anzi meglio non fare a botte! E poi purtroppo sono più massacranti le parole, il mobbing al lavoro etc... dei pugni certe volte! Sì, i pugni rovinano il fisico questo sì, ma le parole possono "uccidere" la mente.
Capisco quel senso di impotenza che descrivi, quel blocco di fronte alla rabbia. Ho sempre pensato che questo problema sia troppo grande per me. A volte mi sento come un disabile paraplegico che cerca di alzarsi e camminare, ma per quanto si sforzi i risultati sono scarsi. Se per caso trovi il sistema per risolvere questo problema fammi un fischio che corro subito! :D
Però in tutto questo discorso una buona cosa che ho riconosciuto con la mia psicologa è che sono più forte di quello che credo di essere! Può essere un piccolo gradino superato, meglio che niente! :)

prigioniero
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Re: Come ricostruirsi?

Messaggio da prigioniero » 15 marzo 2011, 23:33

Egr. dott. Legacci,
intanto però non ha risposto alla mia domanda.
La ringrazio dell'elogio anche se temo sia malriposto,dovrei essere orgoglioso dice......ma orgoglioso di cosa,che la mia vita è rimasta ad uno stadio preadolescenziale ed è carente di tutte quelle esperienze che fanno di un ragazzo una persona adulta?Non ho finito gli studi,non ho fatto il militare,non ho mai avuto una storia con una ragazza/donna(solo pochissimi a pagamento),neanche lavoro.....non so proprio di cosa dovrei essere orgoglioso.

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@ nikiland

Messaggio da prigioniero » 16 marzo 2011, 0:27

Ciao,
la mia storia è particolare dici?Forse perchè nessuno ne aveva mai scritto qui,ma io sono convinto che il 99% dell'insicurezza e dell'autostima negli uomini è originata prorpio da questa lacuna.Dici che non hai mai fatto a botte se non per gioco.....meglio così.Per una donna non è necessario esplicare la violenza fisica per sviluppare la propria sicurezza in se stessi,e con essa riuscire a fronteggiare quindi anche il mobbing,e le parole che uccidono la mente come tu dici.Non penso che sapere usare le mani sia stupido....o meglio lo è quando lo si fa gratuitamente,ma farlo quando è necessario è solo sopravvivenza.Anch'io ho superato qualche gradino,ma non basta ancora secondo me no.O forse basta ma per me non è abbastanza.O magari non tengo conto del contesto in cui sono cresciuto,che già di per se era un grosso handicap......comunque quel famoso "sistema" di cui parli non l'ho ancora trovato.....o forse l'ho trovato ma non lo riconosco chissà.

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nikiland
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Re: Come ricostruirsi?

Messaggio da nikiland » 16 marzo 2011, 20:45

Senti, sinceramente credo che le parole di qualsiasi utente che risponde al tuo messaggio non siano parole inutili o cattive, anzi, l'intento è quello di aiutarti. Nessuno sminuisce la tua storia. Invece in te avverto rabbia e aggressività. Da come rispondi probabilmente quello che hai letto non è quello che ti saresti aspettato di leggere. Nessuno può conoscerti veramente, sinceramente non so nemmeno che aspetto tu abbia, come posso pretendere di sapere chi tu sia in realtà? Posso cercare di esprimere il mio punto di vista in base alle tue parole e basta.
Se non sei soddisfatto perché non provi ad aiutarci a comprendere meglio il tuo stato d'animo? è chiaro che sei depresso, arrabbiato, che non sei soddisfatto della tua vita... Vuoi sentirti dire "poverino, che vita pessima etc?" Se vuoi ti rispondo così, anche se sono convinta che la tua storia per quanto triste non sia da buttare e avresti molto da insegnarmi. La tua insoddisfazione è riparabile, hai ancora davanti a te sicuramente delle pagine bianche da scrivere, sta a te (e a nessun altro) dare una svolta alla tua storia. Gli altri ti possono aiutare, ascoltare, appoggiare nelle tue scelte, ma non possono scrivere la tua storia...

Comunque, mio padre non ha mai fatto a pugni con nessun uomo ad es... e conosco tanti amici maschi molto "femminili" in quel senso. Persone che nemmeno ci hanno mai pensato a fare a botte e sono uomini, non femminucce.
Capisco che tu dica che per i ragazzi la prova della virilità è molto più evidente che nelle donne. E capisco che un uomo possa sentirsi annientato da questa cosa. Però è anche vero che questi problemi nel tempo si dovrebbero manifestare sempre meno. Con l'età c'è sempre meno bisogno di dimostrare la propria forza fisica, dipende sempre dal tipo di ambiente che si frequenta. E se una persona frequenta un ambiente che gli sta stretto può cercare di cambiare vita. Non è facile, ma provarci è il primo passo.

Sicuramente per me è complicato capirti perché sono una donna (seppur convivendo con uomini per 8 ore al giorno siano tutti aggressivi fra loro nessuno si aspetta da me lo stesso tipo di aggressività). Cerca di aiutarmi a conoscerti e a capirti meglio, perché ancora non mi appartiene bene la tua realtà.

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Re: Come ricostruirsi?

Messaggio da prigioniero » 27 marzo 2011, 18:14

E chi ha mai detto che le parole di chi risponde ai miei messaggi siano vuote o inutili?Questo lo stai dicendo tu mica io.Avverti rabbia e aggressività,ma non ce l'ho mica con te.Io ho cercato di rispondere nella maniera più neutra possibile,ma non volevo essere aggressivo.Se lo sono stato evidentemente non me ne sono reso conto.E va bene,ti chiedo scusa,evidentemente ho sbagliato.Però anche tu sbagli nel dire che voglio fare la vittima a tutti i costi.Non ho mai detto che vorrei sentirmi dire poverino,che vita pessima,etc....non ho mai preteso che tu mi conoscessi,non ho mai negato che sono io a dover dare una svolta alla mia storia,ne ho mai preteso che gli altri.Rileggendo i miei messaggi,non le ho trovate tutte queste cose,mi sembra che sei tu a mettermele in bocca.
Qui ho solo posto 2(due) domande ben precise all'inizio.Domande che hanno avuto una risposta amio avviso un po' troppo ambigua.O forse una risposta m'è stata data e io a dire il vero non l'ho ancora vista.Perchè sono un po' pevenuto è vero.Questo coelho è uno scrittore che oggi va molto di moda ed è molto pubblicizzato e io diffido molto,di tutto ciò che è di moda e che è
molto sospinto dal marketing.O forse la risposta alle mie domande non c'è,perchè quello che cerco non esiste,non lo so...ma speravo in una risposta un po' più esauriente da parte di uno specialista,tutto qui.Come ho già detto di psicoterapia ne ho fatta tanta,con diversi specialisti,ma come faccio a sapere se i metodi terapeutici che loro usavano erano quelli giusti o no?Come faccio a sapere se gli specialisti coi quali ho interagito erano quelli giusti o no?E va bene..............................................
Forse tuo padre non ha mai fatto a pugni perchè non ne ha mai avuto bisogno,perchè magari ha sempre avuto un carattere deciso che gli ha sempre consentito di far capire subito che è una persona valida e quindi non è stato preso di mira dall'innata cattiveria della natura umana che tende subito a sopprimere chiunque non è in grado di lottare(questo è un retaggio ancestrale che ci portiamo dentro dalla notte dei tempi e che è ancora ben lungi dall'essere scomparso;ha solo cambiato modalità di esplicarsi).
Dici che con il tempo certi problemi dovrebbero manifestarsi sempre meno....e va bene,ma quelle che continuano a manifestarsi sono le conseguenze della lacuna che uno si porta dietro.Uno magari è restio a litigare e far valere i propri diritti anche se ha ragione in pieno perchè pensa sempre che la discussione possa degenerare in una scazzottata e siccome non ne è capace,lascia perdere.
Quanto al capirmi,te l'ho già detto e te lo riconfermo(e non è un offesa),non è difficile,è impossibile,perchè sei una donna.Come ci sono cose che appartengono solo all'universo femminile(io ad esempio non potrò mai sapere come si sente una donna che non può avere figli),ce ne sono altre che appartengono solo all'universo maschile,che una donna non potrà mai capire.

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Re: Come ricostruirsi?

Messaggio da nikiland » 30 marzo 2011, 1:09

ok, evidentemente non mi sono accorta di avere esagerato. sicuramente avrò interpretato male la tua risposta.
comunque penso che qualsiasi fonte da cui trarre "pensieri, insegnamenti o altro..." sia utile, indipendentemente dal fatto che si tratti di un best seller o altro.
In ogni cosa c'è del buono e basta prenderselo, no?
Sicuramente come donna farò fatica a comprendere certe cose tue da uomo, però non credo nemmeno sia impossibile avvicinarmi per lo meno al tuo mondo. Sarò presuntuosa, ma credo sia così.
Mio padre non è così "deciso" a parole... è uno come tanti, con le sue insicurezze... tanti uomini non alzano la voce per difendersi, e nemmeno alzano i pugni. Credo non sia sempre necessario essere aggressivi.
è vero che le persone più aggressive vengono considerate più forti, coraggiose e vengono premiate. Pazienza se non si viene premiati, si vive lo stesso, forse con qualche difficoltà, ma si va avanti.

Non sempre quelli più aggressivi o decisi sono i più forti, la forza si misura in tanti modi, anche nel sapere non dar peso alle situazioni, nella calma, con il sangue freddo... ci sono tanti modi di difendersi... e sicuramente tu avrai il tuo, pensaci e rafforzalo! fanne tesoro, fallo diventare un pregio. Se fossi così debole non saresti qui oggi... :D

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Re: Come ricostruirsi?

Messaggio da prigioniero » 31 marzo 2011, 1:00

Dici che se fossi così debole oggi non sarei qui.......forse.....è che ho avuto anche molta fortuna nella sfortuna diciamo.....se rileggi bene i miei post iniziali capirai di cosa parlo.Compresi altri post che hai già letto e sempre con scarsa attenzione secondo me("Io odio" sono sempre io).Ecco perchè dico questo.

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Re: Come ricostruirsi?

Messaggio da nikiland » 3 aprile 2011, 1:28

allora... ricominciamo! :D
Come acquista fiducia e sicurezza in se stesso un uomo?Cominciando a battersi sin dalla più tenera età,ovvero facendo a botte.
sinceramente... ammetto di non aver mai conosciuto nessun uomo che per impadronirsi della propria fiducia e sicurezza debba fare per forza a botte fisicamente (e non parlo di ragazze...) Sì, lo so che i maschietti tendono a fare a botte da piccoli... ma poi questa cosa viene sostituita da altre "armi di difesa o attacco" tipo ad es. la parola. Credimi, conosco tanti ragazzi, tanti amici, che da ragazzi hanno fatto anche un po' i bulletti, ma NESSUNO di questi ha continuato su questa strada, perché crescendo tutte le persone che ho conosciuto che facevano i ragazzacci (e di storie ne ho sentite, tipo spaccare le auto, rubare i motorini, menarsi etc...) ma adesso che hanno più di 30 anni sono tranquillissimi, e evitano proprio di fare a botte, perché sanno che non è così che si affrontano i problemi con le altre persone.
Ho un amico che ha incominciato adesso a fare la boxe, ma come sport, puro sport e basta. Normalmente è un tipo tranquillo, pensa che nella vita fa il grafico e canta, anzi apparentemente sembra addirittura un po' effemminato, ma lo conosco molto bene... non ha bisogno di fare la boxe per essere sicuro di sè.
Certo, è vero che esistono dei luoghi nelle città (che io effettivamente non frequento) che io definisco pericolosi e li evito ed ammetto che anche i miei amici non frequentano queste zone.
Può essere che vivendo in zone della città come queste uno si debba trovare a difendersi in un certo modo, oppure se ne va. Sinceramente io non mi ci sono mai trovata in situazioni simili, ma se mi capitasse (e sinceramente spero proprio di no) purtroppo subirei la violenza, ma credo che poi eviterei caldamente di ritornare in quei posti lì. E come me credo anche i miei amici (anche se penso che sarebbero in grado di difendersi meglio di me). A volte capita che quando andiamo in giro a camminare il mio compagno ed io, se capitiamo in strade buie e isolate, lui mi confessa di non essere tanto tranquillo. Per questo non lo valuto assolutamente un codardo e pauroso, anzi ne ho stima perché riconosce la sua paura e gli serve per stare all'erta, com'è normale che sia per sopravvivere.
Che succede se questo bambino la prima volta che fa a botte,combatte si,ma in un modo strano,come se la cosa non lo interessasse,non lo riguardasse,come se lui non fosse neanche lì?Succede che alla fine le prende e scappa....poi è solo questione di tempo.Verrà preso di mira dagli altri bambini;non reagirà perchè avrà ancora paura di prenderle e quindi continuerà a subire.Subisci subisci,alla fine questo povero disgraziato non ce la farà più e si autoconvincerà che non vale niente.Sapendo di non avere la forza per reagire,cercherà sempre di evitare il contatto con gli altri,o se è costretto a frequentare un ambiente dove ci sono altri ragazzi/bambini,farà in modo di farsi notare il meno possibile,con la conseguenza invece di attirare ancora di più le prepotenze.Sinchè un giorno lascerà le scuole superiori perchè non ne potrà più e si ammalerà di depressione.
Credo che avere paura per un bambino (e non solo) di essere picchiato secondo me sia molto normale. La paura è una difesa. Riporto qui il significato da wiki (se posso)...
La paura è una intensa emozione derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto.
È una delle emozioni primarie, comune sia alla specie umana, sia a molte specie animali. La paura è un'emozione dominata dall'istinto (L'istinto è un impulso) che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una suffragata situazione pericolosa; irrompe ogni qualvolta si presenti un possibile cimento per la propria incolumità, e di solito accompagna ed è accompagnata da un'accelerazione del battito cardiaco e delle principali funzioni fisiologiche difensive.

Principali controffensive alla paura possono essere:

* intensificazione delle funzioni fisiche e cognitive teoretiche con relativo innalzamento del livello di accortezza
* difficoltà di applicazione intellettiva
* fuga
* protezione istintiva del proprio corpo (cuore, viso, organi genitali)
* ricerca di aiuto (sia articolato, sia racchiuso)
* calo della temperatura corporea
* sudorazione
* aumento adrenalinico

La paura è talvolta causa di alcuni fenomeni di modifica comportamentale permanenti, identificati come sindromi ansiose: ciò accade quando la paura non è più scatenata dalla percezione di un reale pericolo, bensì dal timore che si possano verificare situazioni, apparentemente normalissime, ma che sono vissute dal soggetto con profondo disagio. In questo senso, la paura perde la sua funzione primaria, legata alla naturale conservazione della specie, e diventa invece l'espressione di uno stato mentale.
La paura di oggetti o contesti può essere appresa; negli animali questo effetto è stato studiato e prende il nome di paura condizionata, che dipende dai circuiti emozionali del cervello.
La paura ha differenti gradi di intensità a seconda del soggetto: persone che vivono intensi stati di paura hanno sovente atteggiamenti irrazionali. La paura come la rabbia è una risposta al dolore o alla sua percezione: nella paura l'eccitazione si ritira (nella nuca), mentre nella rabbia si dirige verso la fonte del dolore, sia questo reale o immateriale. Se un individuo impaurito è costretto ad attaccare si arrabbia e non ha più paura. In tal senso alcuni atteggiamenti derivanti dagli stati di paura possono essere considerati pericolosi, quando si tramutano in rabbia. La paura può essere descritta con termini differenti a seconda del suo grado di intensità:
* Timore
* Ansia
* Paura
* Panico
* Terrore
Il terrore (dice wiki) è la forma più estrema della paura.
E allora capita che la paura si trasformi in terrore e forse è quello che hai provato tu e che ti è rimasto dentro fin da piccolo.
Quando dopo psicoterapia e psicofarmaci riesce a stare meglio,gli viene una gran rabbia;si iscrive in palestra per cercare di diventare più forte e si impone con tutte le sue forze di cercare di non scappare quando c'è da litigare con qualcuno E così a poco a poco,riesce a diventare un minimo coraggioso......finchè non succede che una volta,facendo a botte,le prende di brutto e deve ricorrere al pronto soccorso.
Sicuramente la psicoterapia ti avrà aiutato, però non sei mai riuscito a quanto pare a metterti il cuore in pace e ad accettare il tuo passato, le tue paure. Continui a vedere la tua paura come una debolezza, come se tu fossi una femminuccia (così dicevano un tempo per sminuire la categoria maschile... che tristezza!). E così riprendi a far botte, come se fosse davvero l'unico modo per sentirti uomo. E' così? Me lo confermi?
Tu non hai mai fatto la boxe per il piacere di fare uno sport, ma solo per la tua paura paralizzante, corretto?
E da allora si è detto che forse è meglio che eviti lo scontro fisico,dato che non è all'altezza.E così torna a d essere,il più delle volte quello che si mette paura solo se qualcuno alza un po' la voce,o se vede che tira aria di scazzottata.Ma non è una paura normale,è una paura che quasi paralizza,è questo il guaio.Non è una paura che permette anzi magari stimola la reazione,è una paura che la blocca!
Fatto sta che quindi,egli per tutta la sua vitaccia infame,ha sempre rinunciato ad un sacco di cose che avrebbe voluto fare ma che ha paura di fare per paura di litigare.Ha evitato nella maggioranza dei casi di rispondere quando si sentiva offeso,ha evitato di viaggiare.....e un sacco di altre cose.
Se vuole reagire reagisce,ma deve fare un tale sforzo per contrastare la paura che in un primo momento lo assale....
Una volta parlando con uno psichiatra gli è stato detto che questa sua atavica paura delle colluttazioni era paura della sua stessa aggressività.........
Ora,dopo tutta questa storia le mie domande sono due:è possibile che questa mia paura abnorme degli scontri fisici possa essere dovuta ad un trauma infantile che adesso non ricordo,ma che ha provocato in me questo blocco?
è possibile con qualche tecnica di psicoterapia o magari di ipnosi,cercare di uscirne?
anch'io ho paura di litigare, ho persino paura di parlare semplicemente, a volte... paura magari che chiunque in quel momento possa contrariare le mie parole e il mio pensiero e lì mi blocco... cosa dire? come rispondere e come difendermi? e così, spesso evito il combattimento a parole... in questo senso siamo simili, vedi? ma non ho rinunciato a VIVERE, come riesco, al meglio delle mie forze, magari raggirando l'ostacolo, quando non so come affrontarlo, però non voglio rinunciare a coccolarmi un po'. Ammetto che a questo punto sono entrata un po' in confusione perché non capisco se tu hai come me paura anche solo di parlare e quindi litigare o discutere (dovesse accadere) oppure se dalla parola deve per forza scattare la cattiveria fisica, cioè l'aggressività a pugni. Mi spieghi meglio?

Comunque per viaggiare non capisco perché tu debba per forza fare a pugni con qualcuno... sei tu che te le vai a cercare le botte? Tu vuoi fare a botte?

vediamo un po': quali potrebbero essere le alternative ai pugni per essere vincenti? secondo me esistono un mondo di alternative differenti alle botte per imparare a vivere serenamente facendo una vita normale. Non è obbligatorio affrontare ambienti aggressivi, dove fare a botte è l'unico linguaggio conosciuto. E se non si frequentano quei posti (e credo che la più parte della gente eviti certe situazioni) allora puoi benissimo capire anche tu che puoi fare le stesse cose che fanno la maggior parte della gente: viaggiare è una delle cose che la gente fa di più normalmente, ma nessuno che io conosca fa a botte...

Invece sai cosa mi è venuto in mente? Fossi in te penserei alle arti marziali. Perché le arti marziali? Perché non sono solo un'arte di difesa, ma soprattutto perché attraverso questo sport c'è soprattutto una filosofia di vita costruttiva.
Ad es. il Karate è nato come arte marziale che insegna il combattimento e l'autodifesa, e poi
si è trasformato in filosofia di vita, in impegno costante di ricerca del proprio equilibrio, in insegnamento a "combattere senza combattere", a diventare forti modellando il carattere, guadagnando consapevolezza e gusto nella vita, imparando la capacità di sorridere nelle avversità e di lavorare con determinazione e nel rispetto degli altri. Solo quando questo insegnamento verrà compreso appieno, sostengono i suoi estimatori, l'allievo potrà essere veramente libero e realizzato.
Farei dei corsi di comunicazione piuttosto per rafforzare la comunicazione attraverso il linguaggio, teatro per sviluppare la sicurezza e vincere la timidezza e imparare a migliorare la comunicazione non verbale, cioè quella fisica, gestualità, mimica facciale etc.

Ammesso che tu non sappia fare a botte (e sinceramente se dovessimo fare a botte tu ed io vinceresti tu sicuramente :D ) io incomincerei con l'accettare di essere quello che sono, magari di avere capito che non sono le botte il modo migliore per difendermi e svilupperei altre tecniche di difesa e se anche mi trovassi a scappare perché qualcuno è più forte di me fisicamente chissenefrega? Anzi, è un pregio... La più parte della gente scappa di fronte ai pugni... :)

Cosa ne pensi? :wink:

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