Ripartire

Dedicato a chi non riesce a trovare uno spazio d’espressione di un proprio disagio interno, perché troppo forte è la sensazione di non poter essere compreso nella propria sofferenza.

In questo forum ci si propone di dar voce liberamente al proprio sentire, perché ciò che è vissuto come un malessere incomprensibile non è nient’altro che un’ espressione condivisibile della propria individualità.

Moderatore: Dr. Marco Guadalupi

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new_user
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Ripartire

Messaggio da new_user » 10 aprile 2011, 12:29

Ciao a tutti
Ho 26 anni. Sono sempre stato sempre chiuso e introverso. 6 anni fa ho iniziato ad arbitrare a pallavolo, per sfidarmi un pò, per mettermi alla prova, per essere meno timido. Ne ero molto entusiasta, e mi piaceva. Anzi, sono abbastanza bravo.
Per il resto la mia vita però, nelle scelte e nella vita di tutti i giorni è sempre stata molto tormentata, non sono mai riuscito a "sentirmi", ad essere consapevole di me stesso.
Quattro anni fa, mi sono innamorato di una ragazza, o forse è troppo banale definirlo così. Non è possibile, per un illusione amorosa, complicare la propria vita, lasciare l'università alla deriva, perdere un anno. In un certo qual modo l'ho persino imitata, nonostante fosse stata chiara sin dall'inizio, e mi avesse detto chiaramente che non era interessata a me. Da qui in avanti, non sono stato più lo stesso. Mi è sembrato di vivere davvero in un altro mondo.
Due anni fa un' altra cotta per un un'altra ragazza, una compagna di università. Sembrava quasi un sostituto della prima. Anche in questo caso era ben chiaro che non era interessata a me. Tutti lo capivano tranne il sottoscritto. E così per un anno e più sono andato avanti con lei nei pensieri.
L'anno scorso solo ad un BASTA deciso ho smesso, con estrema fatica, a tormentare lei (ho scritto mail quasi deliranti) e me stesso. Intanto anche la pallavolo è andata a quel paese.
L'impegno che avevo messo per fare l'arbitro, per dimostrare a me stesso che potevo essere diverso, non è servito a nulla. Ma al di là di questo, guardando indietro, mi sembra davvero che in questi anni non sono stato consapevole
di me, come se avessi vissuto in un sogno. L'anno scorso mi hanno designato per i play-off (un riconoscimento davvero importante), e ho rifiutato. Ero troppo preso dai miei pensieri, dalla delusione amorosa, e dagli anni che erano appena trascorsi, per attaccarmi alla realtà. Anzi la normale ansia delle partite non faceva altro che amplificare il mio disagio. Mi sentivo quasi staccato dal mondo reale.
Anche quest'anno, a ottobre ho iniziato ad arbitrare, con tutti i buoni propositi. Il passato però ha continuato a ripetersi, anzi, nonostante la mia esperienza (che si suppone uno dovrebbe avere accumulato), mi sembra di avere paura, come se fossi alle prime armi. Poi quando uno va in giro da solo, per le trasferte, i pensieri sono sempre lì in agguato. Ho rifiutato le ultime partite, stavo quasi male, diventavo taciturno, immerso nei miei pensieri, e facevo stare male anche miei genitori. Anche i miei amici e colleghi arbitri non sono di aiuto.
Adesso, l'unico modo per andare avanti,è chiudere una porta. Smettere di arbitrare, ne sono certo, e trovare qualcosa d'altro.
E ripartire. Non può piovere per sempre. :D
Secondo voi si può spiegare in qualche modo quello che ho passato in questi anni?
Grazie

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nikiland
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Re: Ripartire

Messaggio da nikiland » 13 aprile 2011, 20:45

Ciao,
da come ti descrivi mi assomigli un po' quando dici che chiudi una parentesi per ricominciarne un'altra; è un po' come se avessi bisogno di far morire una storia e ricominciarne un'altra... Forse ti comporti così perché senti che quello che avevi non ti dava più nulla e cerchi qualcosa di nuovo... Mi chiederei anche questo: voglio veramente cambiare? quali sono le mie resistenze (cioè quello che mi blocca e non mi fa essere come vorrei)?

Le ragazze... potresti non essere pronto ad avere una storia con una ragazza. Anche a me è capitato di innamorarmi di qualcuno che non corrispondeva e sono stata male più di un anno. Solo lo psicodramma è riuscito a guarirmi. L'innamoramento è la proiezione delle aspettative di felicità su un'altra persona. Se non corrispondono o per lo meno si avvicinano muore tutto. A volte l'immaginazione è talmente forte che si diventa ciechi e si proiettano delle cose nostre su chi in quel momento per un qualche motivo ci interessa, ma che potrebbe non corrispondere. Comunque sicuramente sapranno spiegare meglio i tuoi interrogativi gli "addetti ai lavori"... :)

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Re: Ripartire

Messaggio da new_user » 14 aprile 2011, 17:44

Hai ragione, forse quello che facevo non mi dava più nulla.
Mi domando se avessi iniziato in un altro periodo della mia vita la stessa attività, non sarebbe finita nello stesso modo.
Credo che quello che mi blocchi sia il passato. La pallavolo in sè non c'entra. L'ansia (mi han detto che sono ansioso, ma per me era una cosa normale), delle partite non faceva che riportare i pensieri tristi, i play-off rifiutati ecc ecc. Se fossi riuscito ad associare ricordi piacevoli, non avrei smesso. Forse devo prendermi una pausa, anche di un anno. Darmi tempo. Forse la voglia tornerà da sola. In questi ultimi anni sono cambiato in peggio, senza accorgermi.
E pensare che fino a qualche anno fa la mia vita funzionava. Sì, ho sempre avuto i miei alti e bassi, ma ce la facevo sempre a riprendermi. Non pensavo che gli innamoramenti potessero distruggere (è il termine esatto) una persona in questo modo. Riprendersi ora non è il termine adatto, il termine giusto è cambiare.
Arbitrare era un pò un gesto per dimostrare che anche io sapevo mettermi alla prova. Per un pò nella mia vita mi sono sentito diverso. Che bello, forse qualcosa cambiava. Ma alla fine ho sempre vissuto nel mio mondo, nei miei pensieri. E' come se adesso mi ritrovassi il passato davanti, come se questi ultimi anni non li avessi davvero vissuti. Assurdamente, qualche volta mi è venuto di dare la colpa a quelle ragazze. In realtà sono io che mi sono creato un mondo fatto di illusioni. Bastava avere il coraggio di essere realista. Mi viene un pò da ridere se penso che una di queste ragazze mi ha scritto : "vai avanti e vivi la tua vita". Il problema è: Io una vita l'ho mai avuta?
A quanto pare no.
Mi sento anche un pò stupido, quando parlo di queste cose. Gli altri non mi capiscono. Allora cerco di inventarmi motivi fasulli. Senza rimpianti, dovrò guardare avanti e tenere le cose belle che mi ricordo, anche se in quei periodi ero troppo preso dai miei pensieri, per darci importanza.
A volte vorrei prendere e ricominciare, resettare. In realtà questo non è possibile, si può andare solo avanti. Credo che cercherò qualcosa di nuovo da fare.

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