la vita più assurda tra omessualita dismorfobia e sociofobia

Dedicato a chi non riesce a trovare uno spazio d’espressione di un proprio disagio interno, perché troppo forte è la sensazione di non poter essere compreso nella propria sofferenza.

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gius15795
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la vita più assurda tra omessualita dismorfobia e sociofobia

Messaggio da gius15795 » 20 gennaio 2014, 22:39

preve cercherò di raccontare la mia storia, nato 18 anni fa in un paesino calabrese da padre psicologo e madre avvocato. Dal momento che mia madre appena nato io era neo laureata e mio padre impegnato a lavorare fuori citta posso dire di essere stato allevato dalle sorelle di mio padre ambedue non sposate e piuttosto avanti con l'eta ( 60 e 58) e da mia nonna , cresiuto in un ambiente esclusivamente femminile, senza avere cugini o cugine con cui condividere la crescita , tenuto lontano dal contatto con i miei coetanei . Traumatico dunque è stato ilil rapporto con i coetanei quando il dover affrontare la scuola mi ha costretto a scendere dall'ideale piedistalllo sul quale ero stato posto, un ragazzino strano effemminato che giocava con le bambole ,avvertii subito la differenza tra me e gli altri maschi.Capii dunque di non essere ugale a qei bambini che si sporcavano giocando a calcio , scherzavano prendendosi a pugni , considerando poi il contesto nel quale sono crescit ossia un u piccolo paesino calabreso deve se ti esprimi in italiano sei gay, dove in una sorta di gioco animalesco vige la regola de più forte , può immaginare che fine fa chi come me non era esattamente convenzionale.Tuttavia non accettai mai l'isolamento e il vittimismo come risposta e come mezzo per integrarmi e per creare un rapporto con gli altri assunsi un atteggiamento di superiorita, snobbavo gli altri prendevo in giro gli altri per poi essere preso in giro. Durante la prima adolescienza a gio si aggiunse come ovvia cobseguenza un tremendo rapporto con il mio corpo, ero molto alto ed estremamente magro , non facevo sport ecc. Va detto chebnegli anji della mia delle elementari e delle medie nonostante questo mia conformazione possiedevo qualche amico, compagni di classe con cui uscivo e stavo insieme tutto qeuesto fino a quando non arrivo la fatidica pubertà, l'attrazione sessuale comincio a crearmi seri problemi, vedendomi debole effeminato , brutto , sebbene esteriormente non sembrassi turbato e mantenessi un normale comportamento piano piano , sopratutto perchè essendo studiosissomo lo studio si faceva più pressante , abbandonai , quei pochi amici e quelle attività( catechismo , karate, musica ) che svolgevo, isolandomi sempre di piu. La sitazione si aggravò quando decisi di andare al liceo in un altra citta. La pubertà imperante , il sentimento di diversita le prese in giro ricevute determinarono in me l'insorgere della sociofobia, paura di camminare in syrada di entrare in un negozio , intere estati passate da solo senza più alcun contatto nel timore di rivolgere la parola agli altri ragazzi cammind per vicoli pur di non incontrare nessuno .I rapporti con la mia nuova classe liceale furono meno tesi di quelli avuti allle medie in cui ero odiato da chiunque, tuttavia non amando me stesso come potevo essere amato, come potevo intgrarmi , i rapporti furono dunque all insegna di una tiepido distacco, da sociofobico riffugivo i momenti conviviali e di gruppo specialmente con gli altri maschi chiacchierando di scuola con le ragazze.Non avendo un cellulare e non facendo uso di facebook i rapporti si limitavano a quelli scoladtici.i.capii da solo di essere socifobico di soffrire di dismorfobia, non accettai la mi sessualita . Da qui inizio un poi la mia rinascita piano piano decisi di non voler più rimanere rintanato a piangere e a torturarmi chiuso in casa giustificando il mio non avere alcun rapporto sociale con lo studio.Forzai me stesso di non provare attrazione per gli uomini, con risultati deludenti io ero il debole attratto dai fisici muscolosi, sfigato , molte volte si scatenò in me la voglia di suicidarmi, suicidarmi per spegnere il conflitto tra voler essere ed essere , suicidarmi per spegnere le voci nella mia testa.A 16 anni qualcosa però cambio continuai a forzarmi di provare eccitazione per le donne mi masturbavo forzazatamente pensando a me come maschio forte e potente e non più come fragile donnicciola riuscendo a raggiungere un leggero stato di eccitazione, coadiuvato da un aspettofisico non più cosi ripugnantel, migliorai cosi il mio fisico credendo che cambiando il fisico avrei cambiato me stesso, purtroppo nononostante il mio fisico migliorò e iniziassi a ricevere ossesivi complimentonsull aspetto estetico, chiunque mi vedesse sottolineaval mio asppetto estetico, un ragazzo di 185cm che potrebbe fare il modello, eppure mi sentivo impotente provavo una strana attrazione verso i ragazzi più belli, non più attrazione incontrollabile, ma quasi un invidia che però sfociava irrimediabilmente nell eccitazione, il guardare quei fisici perfetti mi creava disagio ma mi eccitava ,confrontavo me stesso con qualsiasi bel ragazzo in strada, non era desiderio fisico in se e per se ma desiderio di essere come loro di essere fort,e figo, una strana eccitazione, entrai in un altra fase della mia vita allora , fase in cui decisi di rinuciare di gurdarmi allo specchio , di cercate sirezza non nell aspetto esyeriore ma nella mia interiorità .Smisi di curarmi pensando che se non mi fosse importato della bellezza non avrei provato quella attrazione quell nvidia che sfociava nel desiderio di gurdare gli altri maschi. Ma la mia interiorità era più debole dell esteriorità, un secchione sociofobico incerto sulla propria identita sessuale non è il massimo, mi sentivo inutile , eppure sembravo snob , arrogante distaccato , fui accusato di sentirmi troppo sicuro di me stesso. Sono sempre stato il migliore della classe ,brillante nelle conversazioni di buona famiglia e a detta degli altri anche un bel ragazzo, come da piccolo mi mettevo al centro dellattenzone ..Trascorse cosi il mio quarto anno di liceo con un po piu di sicurezza, l'attrazione verso i maschi si avvievoli sebbene io mi sentissi ancora diverso ed inveriore agli altri maschi , mai avuto una ragazza eppure iniziavo ad immaginare un rapporto sessuale iniziavo ad ecvitarmi leggermente nel vedere una donna nuda , non ero piu effemminato come un tempo ma non mi sentivo neppure un uomo, mi costrinsi a passare pou tempo con i maschi ad interessarmi di sport, motori eppure la soggezzione rimaneva così come il distacco, non c' erano gli abbracci di gruppo dopo il gol segnato oppure le finte scazzottate , rimavo il secchione che snobba tutti , capi di essere prigioniero di una maschera, capi di non essere mai stato me stesso , ma chi ero ?non mi sentivo più il ragazzo del tutto effeminato brutto e sfigato ma non mi sentivo neppure un raggazzo forte e sicuro. NON mi sentivo gay ma neppure del tutto etero.Puo sembrare assurdo ma nei momendi di depressione l'eccitazione per gli altri uomini ritornava nei momenti di forza invece mi sentivo uomo. Più i complimenti sull aspetto estetico amentavanonpiù mi sentivo brutto , odia il mio naso cosi tanto da sbatterlo contro il muro e fratturarlo. Tutto cambio quando quest estate decisi dopo mille insucurezze di fare una vacanza studio in inghilerra, conobbi persene che non sapevano fhi ero , potei esprimere me stesso, una forza mi pervase, divenni il centro dell gruppo al punto da risultare troppo estroverso, capi finalmente di non essere il ragazzo più sociofobico, riusci a stringere amicizia con dei ragazzi che mi invitaro ad uscire una sera , sebbene io rifiutai, nparallelamente con questo vigore scomparve la mia soggezione eccitazione verso i maschi, mi sentivo capace di affrontare la vita, fapace di avere degli amici, per la prima volta non erano gli altri a ritenermi sicuro ero io a sentirmi sicuro, arrivai a raggiungere eccitazione per una ragazza. MI sentivo cambiato non mi importava più ossessivamente dell aspetto esteriore perche sapevo di essere non solo bello mabanche brillante sicuro potevo dire la mia nel mondo. Purtroppo la vacanza fini e dovetti tornare nel paesino in cui sono nessuno. Non ce la faccio piu vivo nelle eterno conflitto tra quello che so di poter essere e quello che purtroppo sono, quest anno in classe finalmente sono riuscito ad integrarmi un po di piu con i maschi non provo piu soggezzione nell abbracciarli nel parlare di di sesso nell condivider emozioni, eppure non riesco a ritrovare il ragazzo di londra non riesco ad essere felice sono prigioniero della mia immagine , quello che sono stato mi blocca , sebbene non abbia piu paura di camminare per le vie del mio paese , non riesco ad accettare il mio aspetto fisico , mi dicono che sono bello eppure non mo sento bello abbastanza , potrei essere il ragazzo piu felice del mondo, bello , colto simpatico, eppure c' e qualcosa che ancora mi blocca ,mi blocca il non aver mai fatto sesso e il non sapere se saro capace, mi blocca il non avere amici, è una situazipne atroce , mentre prima ero semplicemente disperato ma speranzoso, ora mi sento infelice per non riuscire a sfruttare le mie potenzialità ,gli altri hanno rapporti sessuali ed io mi sento impotente, la cosa assurda e che la mia eccitazione verso le donne diminuisce al diminuire la mia sicurezza in me stesso , a londra ho avuto un erezione guardando una donna ora invece mi sente incapace, bloccato nella realtà che ho costruito. NON RIESCO PIÙ NEMMENO A STUDIARE penso solo alla mia identità sessuale, al mio modo di essere,al rimpianto di non aver capito tante cose prima , a londra per la prima volta ho agito , mi sono sentito vivo non più prigioniero delle mie paure , ston pensando di nuovo al suicidio,più cerco di regolare il mio comportamento più l'insicurzza sibacuise , passo notte e giorno a forzare la mia mente ad essere sicura , mi guardo allo specchio e mi vedo di nuovo brutto so che dovrei solo vivere senza pensare ma ottengo il risultato opposto , non ho amici non honessuno con cui svagarmi solo io e la mia mente malata , ieri sono stato ad una festa di un mio compagno e mi sono sentito un vivoe felice ,ritornato a casa pero pensieri mi hanno assalito di nuovo , il mio rendimento a scuola è calato bruscamente non riesco a concentrarmi aiuto che fare. Non ho la forza di rivelate tutto a mio padre sebbene sia psicologo, nella mia vita ho lottato contro me stesso sono cambiato, ho affrontato le mie paure da solo con la mia forza di voltonta, ho superato da solo la sociofobia, ho imparato ad accettarmi , eppure quando credevo di aver raggiunto la felicita , mi ritrovo a lottare contro il vecchio me stesso contro la realta che mi sono costruito , sono 18 anni che combatto per essere felice non mi sono arreso , purtroppo adesso proprio in cima alla montagna ho paura di ricadere giu


gius15795 1 oggi, 20:30

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