La mia vita va a pezzi

Dedicato a chi non riesce a trovare uno spazio d’espressione di un proprio disagio interno, perché troppo forte è la sensazione di non poter essere compreso nella propria sofferenza.

In questo forum ci si propone di dar voce liberamente al proprio sentire, perché ciò che è vissuto come un malessere incomprensibile non è nient’altro che un’ espressione condivisibile della propria individualità.

Moderatore: Dr. Marco Guadalupi

Rispondi
Frasco90
Messaggi: 1
Iscritto il: 1 ottobre 2014, 17:01

La mia vita va a pezzi

Messaggio da Frasco90 » 1 ottobre 2014, 17:04

Apro questa discussione dopo aver visto un particolare film, "Come tu mi vuoi", classico film d'amore italiano che nessuno guarderebbe. Come tu mi vuoi parla di una brutta ragazza che, nonostante i suoi sforzi per avere alti voti all'università, non riesce ad avere successo nella vita, per via della sua bruttezza.
Il classico film sul brutto anatroccolo pieno di brufoli che poi diventa bello, insomma.
Però arrivati ad un certo punto mi accorgo di una cosa strana... Questa ragazza, una volta che è diventata bella, comincia ad avere successo non solo in amore, ma anche nel lavoro. Riesce finalmente ad ottenere un posto fisso ben pagato semplicemente facendo un pò la sexy, e il film non sembrava "condannarla", anzi, sembra quasi che il regista abbia voluto far capire che viviamo in una società basata sull'apparenza, ed è inutile parlare di "bellezza interiore", perchè non esiste, e se esistesse, non verrebbe considerata.

E' un messaggio che mi è piaciuto molto perchè in un certo senso rispecchia ciò che penso della società che mi circonda... Poi però decido di vedere la cosa da un'angolazione diversa, ed è in quel punto che mi accorgo che quello che è nel torto sono io.

Sono un ragazzo di quasi 19 anni sovrappeso. Porto gli occhiali e, sin dalla nascita, ho avuto problemi coi brufoli, problemi che riscontro ancora oggi, una croce che il mio volto è costretto a sopportare. A ciò vi è da aggiungere il fatto che ho svariati problemi a parlare, in quanto ho una salivazione eccessiva, e spesso pronuncio la S male, il che non è esattamente piacevole, e non so perchè, magari questa sarà una mia impressione, anche se non credo, ma mi pare di avere le corde vocali di un dodicenne, la voce di un eununco. E mi vergogno molto di me stesso.

Avevo problemi col mio aspetto sin dalle medie, ma i miei compagni non me lo davano a vedere, e riuscii comunque a farmi qualche amico. Quando però entrai alle superiori la mia vita cominciò a cadere a pezzi. E' da quasi 6 anni che non ho amici. Di nessun genere. Il perchè? I miei ex-compagni mi fecero pesare molto i difetti del mio corpo, e diventai in poche parole uno zimbello, precludendomi ogni occasione di fare amicizia, e restando completamente solo. Ciò mi ha devastato internamente, e ho cominciato ad isolarmi e a diventare chiuso. In particolare i miei familiari cominciarono a farmi notare come cominciai a trascurare il mio corpo e a smetterla di prendermene cura. Perciò cominciai lentamente a ingrassare e smisi di frequentare la palestra.

In una situazione del genere non avevo neanche la consolazione della scuola, ho sempre avuto pessimi voti e sono stato promosso di anno in anno solo per grazia dei professori. L'unico mio rifugio per questi 5 anni è stato Internet. Non mettendo il mio volto online, sono riuscito ad entrare a far parte di diverse community facendomi anche degli amici virtuali, cosa che in un certo senso ha combattuto la mia solitudine.

Col passare del tempo, però, Internet è diventata un'arma a doppiotaglio. I miei voti a scuola di certo non ne giovarono, i miei rapporti con gli altri nella vita reale non migliarorono per niente e, anzi, cominciai a diventare sempre più sedentario, arrivando al punto di non uscire più di casa, dato che il computer era diventato il mio unico rifugo.

Inoltre cominciai a perdere capacità nel socializzare. Ora io sto scrivendo questo topic da dietro uno schermo, davanti a me non c'è nessuno, ma quando parlo con qualcuno di reale spesso sono molto impacciato e mi capita di dire cavolate. Figuriamoci se poi questo qualcuno è una ragazza.

Arrivato in 2° superiore tentai una volta il suicidio, ma non ebbi il coraggio di farlo.

In 3° grazie ai miei genitori riuscii a cambiare scuola ma la situazione non è migliorata per niente. I miei nuovi compagni non mi usavano come zimbello ma di certo mi ignorovano, così come io ignoravo loro dato che ero diventato praticamente un emarginato. Continuai così dal 3° anno fino al 5°, e ho cominciato ad abituarmi a questa mia condizione. In che senso?
I primi due anni di superiori furono devastanti per la solitudine, ma negli anni che vanno dal 3° al 5° in un certo senso è come se mi ci fossi... abituato. Ormai per me è diventato normale non uscire di casa, è diventato normale non avere amici, è diventato normale stare molte ore al PC, è diventato normale trascurare la mia igiene personale. Sono diventato un'ameba della società.

Passati gli esami, passo da solo l'estate, esattamente come gli altri anni, e comincio a pensare a tutti i miei sogni che sono definitivamente andati perduti. Più precisamente, esaminando la mia condizione di solitudine, sta diventando sempre più evidente come io abbia bisogno di una compagna, qualcuno che mi stia vicino, qualcuno che io voglio amare, e non parlo per via dei miei gusti sessuali. Io ogni giorno sento sempre più il disperato bisogno di qualcuno che mi stia accanto, qualcuno che mi dia più della semplice "compagna" o "partner", è come se il mio cuore si fosse completamente svuotato e sento questo enorme buco dentro. Io vedo i miei ex compagni che si scambiano le ragazze manco fossero delle figurine, ed io ne vorrei solo una, una sola, ma è una cosa che io non riuscirò mai a fare. Perchè la mia vita è praticamente rovinata, ho problemi non solo con l'aspetto ma anche con la mia vita sociale. Io non sono mai stato fidanzato, parlo molto raramente con delle ragazze, e non saprei neanche come rivolgermi a loro, e non voglio neanche essere inutilmente respinto come accadeva durante i miei primi anni di liceo, perchè sono ben cosciente della mia situazione del mio corpo.

Finita l'estate entro in ingegneria informatica, un corso che, com'è facile immaginare, non presenta ragazze. Ho parlato con qualcuno del corso per fare conoscenze nella speranza di legare qualche amicizia, anche se so benissimo che finirei per trascurarla. Sarà il fatto che sono finito insieme ad altri miei "simili", ma in ogni caso sembra che venga accettato (a differenza delle superiori) anche se non conosco praticamente nessuno.

Ed arrivo oggi. Alla visione di "Come Tu Mi Vuoi". Una ragazza nella mia stessa identica situazione, universitaria pure lei, che proprio come me odia questa società dell'apparire, che ad un certo punto del film tramite un deus ex machina diventa una bellissima ragazza che ottiene successo nella vita, nel lavoro e nell'amore.
E' un film, ma io non so cosa darei per far si che qualcosa del genere capiti anche a me. Ogni giorno che passa ho sempre più la sensazione che stia gettando la mia vita, ho la costante paura che quando uscito dall'università sarò un nessuno senza legami con altre persone.

Ma io non saprei neanche da dove iniziare. Ho così tanti problemi e così poche soluzioni. A partire dalla volontà. Come ho detto qualche paragrafo precedente... sebbene la mia condizione diventi sempre più pesante ogni giorno che passa, ho quasi "accettato" mentalmente la mia situazione. In un certo senso, non riesco neanche più a sentire quella volontà di cambiare che ho perso da tempo. E' una spirale da cui sembra impossibile uscire, mentre la paura cresce sempre di più, paura del mio futuro, paura di cosa ne sarà di me, se qualcuno all'infuori dei miei parenti riuscirà a ricordarsi di me, se avrò una famiglia, il rischio di affrontare la vecchiaia da solo. So che sembra esagerato, ma è un qualcosa che mi sta consumando dentro, e non so più come fare.

Questo sfogo è l'unica cosa che mi è rimasta.

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: La mia vita va a pezzi

Messaggio da Davide49 » 1 ottobre 2014, 20:02

qualcuno ti ha letto e ascoltato.

Rispondi

Torna a “Nessuno può capire il mio star male...”