Lettura: la felicità

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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Albertine
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Lettura: la felicità

Messaggio da Albertine » 13 settembre 2009, 7:55

http://www.solitudine.org/la-felicita.html

Segnalo il link a questo articolo, che ho trovato ricco di spunti interessanti, ma soprattutto portatore di un messaggio preciso: la felicità intesa come "dovere etico" verso l'intera società, non solo verso noi stessi.

Non si può prescindere dalla nostra realizzazione personale se si vuole contribuire positivamente alla vita della società e dei nostri cari.

Perdono così senso tutti i "sacrifici" della felicità fatti nel nome del benessere di qualcun altro: l'unico modo per amare è farlo nel rispetto del proprio essere.

Io l'ho trovato estremamente vero, ma anche molto duro. Lo dico da persona depressa, l'infelicità è da sempre una costante della mia vita: è una responsabilità pesante pensare alla ricerca della felicità come dovere verso gli altri, non solo come diritto personale... voi che ne pensate?

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sincerità
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Messaggio da sincerità » 13 settembre 2009, 10:49

Urgenza espressiva: grazie per questo ottimo allegato.
Certo uno spunto, come pure le tue parole.
WOW...mi prendo un po' di tempo per pensarci.. :wink:
Buona domenica a tutti. :D
Fu Verità!

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sincerità
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Messaggio da sincerità » 14 settembre 2009, 11:53

Ci ho riflettuto, anche se adesso rispoderò di getto e d'istinto....
La felicità mi suona come termine che porta già di per sè a volere il bene altrui.
Io credo d'aver sempre pensato che non si può essere davvero felici a questo mondo, fino a che c'è una sola persona che soffre.
Certo, scritta così suona pesante. Un circolo vizioso, questo peso, che sembra escludere a priori qualsiasi possibilità. Da parte mia potrebbe essere una giustificazione per un certo stato d'animo tendente alla riflessiva malinconia.
Credo che qualche psicologo ci metterebbe un po' in guardia da questo atteggiamento, in nome del famoso "sano egoismo", eredità animale per la sopravvivenza. Avrebbe ragione, perchè a volte la felicità altrui, o dover essere felici per gli altri, ci fa un po' morire ....uccide il nostro ego.
Eppure, ancora sono d'accordo con questo scritto.
Perchè?
Perchè sinonimo del termine felicità è "amore". Sia chiaro, non l'amore di cultura vecchio cristiana, o di altro stampo religioso, che troppo spesso eccede nell'accompagnarsi al concetto di "sacrificio" (ma questa è un'altra storia, troppo lunga, scusate :oops: ), ma amore e basta. E amore altro non può essere che volere la felicità degli altri insieme alla mia e, quindi, "dover" essere felice per gli altri. Ebbene sì, ci tocca! Solo che con molta pazienza e tolleranza verso noi stessi. Dopo tutto è un cammino, non deve riuscire tutto subito :wink:
Fu Verità!

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 16 settembre 2009, 20:02

Trovo molto interessante e stimolante il concetto di felicità come "dovere etico" e come "sinonimo di amore".
Jung, che sotiene l'esistenza della dinamica degli opposti, non riterrebbe possibile la felicità in assoluto, ma sempre accompagnata dal suo contrario, e cioè l'iinfelicità, la sofferenza.
Buddha, molto pessimisticamente, ritiene che una delle cinque nobilil verità sia la sofferenza.
Aggiungo una poesia di Eugenio Montale, che a me piace molto e lascia aperto in me, ogni volta che la leggo, spazio a meditazione, anche immaginativa.

Felicità raggiunta, si cammina
per te su fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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