COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

Amantidexx
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Messaggio da Amantidexx » 9 gennaio 2011, 23:13

Salve. Mi sono appena iscritto e non ho letto tutti i messaggi del forum, ma i pensieri che affollano la mia mente da oltre tre mesi, mi hanno indirizzato su queste pagine. Non so bene cosa dirò né quanto riuscirò a comunicare del mio stato, sono agitato e confuso, ma oggi ho avuto una brutta giornata e, imbattendomi quasi per caso nelle pagine blu (il mio colore preferito) ho pensato di lasciare qualche riga per chi volesse leggermi. Sono in cura per depressione da una quarantina di giorni a questa parte e mi sto convincendo che l'unico modo per guarire sia togliermi la vita. Ieri, per la prima volta, ho pensato a cosa lasciar scritto per cercare di decolpevolizzare chi mi ama e ad una frase della bibbia che vorrei venisse incisa sulla mia lapide. La prima che mi è venuta in mente è "amatevi l'un l'altro come io ho amato voi." E l'amore è forse l'unica cosa che non mi manca. E allora, cosa c'è che non va? Tutto il resto. Una cosa è certa: se ancora non l'ho fatto è perché manco di coraggio e perché mi mancherebbero un sacco le persone a cui voglio bene. Qualcuno mi dice. "pensa a quanti ti amano e a come stravolgeresti la loro esistenza. Non puoi farlo!" Ma io sono stanco di dover sempre pensare agli altri e non poter disporre della mia vita come voglio. E, soprattutto, sono tanto stanco di tirare avanti con questo senso di disintegrazione interna con cui devo fare i conti ogni giorno. Altri mi dicono: "vedrai che un giorno riderai di come ti sentivi una volta." Ma io non potrò mai riderne, perché sento di non avere più molto tempo a disposizione e la mia mente sembra insensibile a tutto l'amore che mi circonda. A proposito di amore, devo fermarmi qui. Il mio unico grande amore mi ha appena fatto uno squillino, segno che vuole telefonarmi e quando qualcuno telefona, mi cade la linea.
Grazie a chi mi ha ascoltato, non mi aspetto nulla ed ho imparato che non farsi grosse aspettative conviene.
Buona serata a tutti.

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 10 gennaio 2011, 12:53

Spesso pensiamo che bisogna essere davvero molto disperati per suicidarsi, ma ultimamente ho cominciato a pensarla diversamente. Secondo me dietro il suicidio c'è invece una grande speranza di "cambiare le cose". Quando veramente perdi la speranza, anche il suicidio non ha più molto senso: a che servirebbe?
E anche quest'ultimo post di xarnie sembra esprimere una certa "speranza" di risolvere i problemi attraverso il suicidio.

Quanto a te xarnie, l'unica cosa che poso dirti è che ci vuole tempo, tempo e pazienza, ma se avrai fiducia prima o poi troverai una strada per uscire dalla sofferenza che oggi ti opprime. Un abbraccio.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Amantidexx
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Messaggio da Amantidexx » 10 gennaio 2011, 15:30

ti ringrazio per avermi considerato, anche poche parole possono fare bene. Molti dicono che per suicidarci ci vuole coraggio, altri che è solo un atto di vigliaccheria. Io so che ci sono persone che hanno subito traumi molto più grossi dei miei e che, nonostante tutto, trovano la forza di andare avanti. Per adesso questa forza l'ho trovata anch'io, ma se le cose dovessero precipitare, mi troverei costretto a dover trovare un altro tipo di forza che porta a commettere l'atto da cui poi non si torna indietro. Quando ci si rende conto di non aver combinato nulla di buono nella vita e non si ha la forza di stringere forte in mano il timone che ti dia la direzione giusta e non sai che fare, dove sbattere la testa e vedi solo il buio davanti a te e non c'è giorno che Dio mette in terra in cui soffri dentro e fuori di te, cos'altro potersti desiderare se non farla finita? Mi vergogno pensando a quante persone soffrono fisicamente e tanto eppure si aggrappano alla vita con tenacia e voglia di non mollare, ma io sono debole e stanco e mi inchino di fronte a quanti ci danno quotidianamente lezioni di dignità e forza che trascende ogni umana comprensione.

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 10 gennaio 2011, 17:01

Buongirno xarnie,
in effetti lei ha ragione: l'unico modo per guarire dalla vita, che comporta gioia ma anche sofferenza e malattia, è la morte. Anche Socrate, prima di bere la cicuta, chiese ai suoi discpoli di sacrificare per lui un gallo ad Esculapio, il dio della guarigione, perché morendo "lo guarirà" dalla vita.
E' molto difficile convivere con il senso di disintegrazione di cui scrive.
La nostra psiche non è un tutto monoliltico, anche se in noi c'è l'aspirazione all'armonia delle parti. In essa invece coesistono tendenze che spesso sono in tensione tra di loro. Ad esempio da una parte vogliamo vivere e lottare, dall'altra, quando la soffrenza è insopportabile, vogliamo distruggere o distruggerci.
E così in lei convivono il desiderio della sua morte e dell'epitaffio che vorrebbe sulla sua tomba e la cura che sta facendo per la sua depressione.
Di che cura si tratta?
Oggi esistono dei farmaci antidepressivi e contro l'angoscia molto più leggeri e mirati di quelli di una volta, che danno risultati già dopo una ventina di giorni. Questi aiutano a dimunure il senso di disintegrazone e di angoscia, ma per stare veramente meglio e poter imparare a gustare la vita occorre poi un processo prsicoterapeutico di autoconoscenza.
Lei che ne pensa in proposito?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Amantidexx
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Messaggio da Amantidexx » 13 gennaio 2011, 23:08

Io prendo Elopram (15 gocce mattino e 15 la sera) e Xanax (idem come dosaggio). Sto pensando di andare da una psicoterapeuta, ma ho la maledetta convinzione che niente e nessuno potrà farmi stare meglio. Il fatto è che sono di fronte a un bivio ed entrambe le strade presentano pro e contro. Sono orientato verso una di esse, ma già so che lasciando intentato il cammino dell'altra mi resterà un enorme senso di colpa. Solo è che non ce la faccio né psicologicamente né fisicamente o, come direbbe qualcuno, sono io che non ce la voglio fare visto che avrei tutte le carte in regola per riuscirci. So che dovrei essere più chiaro e spiegare bene qual'è il problema, forse lo farò, per adesso cercherò di restare un altro po' a galla, provando a resistere all'attrazione sempre più forte che mi spinge verso il fondo.
Grazie per l'interessamento dottoressa, è bello sapere che qualcuno ti ascolta.

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 18 gennaio 2011, 12:16

Buongiorno xarnie11,
qul è il suo senso di colpa?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Amantidexx
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Messaggio da Amantidexx » 19 gennaio 2011, 15:32

Aver vinto il concorso per entrare alla facoltà di fisioterapia per scoprire poi che non ho voglia di riprendere la vita da studente universitario (ho 38 anni), visto che una laurea già ce l'ho (anche se non l'ho mai sfruttata) e so quindi cosa significhi andare l'università. Il mio fidanzato sta facendo di tutto per costruirsi un futuro con me ed io, che mi si presenta questa opportunità, credo che manderò tutto all'aria per continuare a stare in un negozio e non avere uno stipendio certo. Molti si domandano se prima di fare il concorso non sapessi cosa mi avrebbe aspettato nel caso di vittoria, ed io non so cosa rispondere. In effetti è difficile da capire. Ho studiato tanto per superare la selezione e una volta superata, sono andato in tilt. Sto buttando via un'occasione d'oro, quel famoso treno che passa una sola volta nella vita, ma proprio non ce la faccio a riprendere con l'università. E questa rinuncia mi peserà come un macigno. Anche perché, anche stare in negozio, come faccio ormai da sette anni, mi genera ansia e angoscia e pure questa mi appare una strada non più percorribile. E' da metà settembre che vivo questo incubo e non so come faccia a resistere ancora. Rischio di mandare la mia vita a putt.... rinunciando all'università ed il sogno di vivere con il mio ragazzo che mi sopporta da oltre 10 anni. Lui è così buono e comprensivo, voglio fare anch'io la mia parte, ho cercato di lasciarlo perché può aspirare a una vita molto più completa e ricca di soddisfazioni senza di me, ma lui non ne vuol sapere. Se io devo affondare, non è giusto che trascini anche lui con me.

Greed89
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Greed89 » 20 aprile 2011, 19:45

Io di solito sogno ad occhi aperti di suicidarmi, ma più che suicidarmi desidero tentarlo per farmi aiutare dopo. Ma è un discorso particolare. A volte voglio uccidermi per motivi idioti, perché mi sento inadeguato nei confronti degli altri ^^

silentio
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da silentio » 7 giugno 2011, 14:17

Il suicidio tema complesso per alcuni e molto semplice per altri.
Ci penso da qualche tempo, da diverso tempo a dire il vero.
Crescendo si accumulano desideri e speranze, poi con il passare degli anni molti li perdi o ci devi rinunciare, altri cambiano e pochi restano.
Di solito quelli che durano per piu' tempo, ovviamente non per tutti in quest' ordine, sono l'avere una buona salute, trovare un lavoro che ci piaccia o almeno non troppo schifoso e trovare qualcuno da amare che ci ami a sua volta.
Quando ero piu' giovane pur gia' pensando ad un provabile mio futuro suicidio ero convinto che certe frasi del tipo "non arrenderti che domani qualcosa cambiera'" o "godi della bellezza della vita che il resto arrivera'" fossero vere.
Ci credevo davvero che impegnandosi le cose sarebbero potute cambiare.
Ma la realta' e' diversa almeno la mia. Il tempo mi ha dimostrato che impegnarsi per me era totalmente inutile.
Ora e' qualche anno che non mi impegno piu' in nulla e le cose sono continuate esattamente come quando mi impegnavo.
Il lavoro e la situazione si sa quanto sia difficile per una persona di vent' anni, figurarsi per chi ne ha quasi il doppio.
La salute e tanto invecchiando il tempo se la porta via e non ci si puo' fare molto.
L'amore, e vabbe' per chi non e' mai riuscito a trovarlo in quasi mezzo secolo comincia a contare poco o nulla l'idea di trovarlo nel restante tempo.
Che posso dire sara' l'autostima oramai inesistente, l'inadeguatezza, il fatto di sentirsi piu' vecchio di cio' che dice la C.I., il fatto di non credere piu' che le cose possano cambiare o il fatto che oltre a non sperare piu' non e' piu' importante neppure che cambino, non lo so, so solo che non ha piu' importanza nulla.
Spesso mi domando, e' una semplice via d'uscita? E' l'unica via? E' una vigliaccata? E mi rispondo NO a tutte.
Ma a dire il vero la domanda che mi faccio piu' spesso non e' tra quelle.
Cio' che mi domando piu' spesso e' perche' mai non farlo, che senso ha oramai restare se non ti importa neppure piu' di far migliorare le cose?

Dr.ssa Aronica
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 9 luglio 2011, 17:49

Buongiorno Silentio,
lei si chiede e ci chiede: Perché mai non suicidarsi se non si trova un senso per la propria vita?
Forse, le - mi rispondo, il SENSO è nel cercare il senso.
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leo
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da leo » 10 luglio 2011, 14:21

Io ho sempre pensato che il suicidio potesse essere un modo per unirsi, idealmente ,
ad alcune delle più brillanti e creative menti che l'umanità abbia prodotto nella sua breve e sciagurata storia,
non soltanto personalità più o meno conosciute, ma anche tutti quei talenti straordinari che non hanno avuto mai nessun riconoscimento in vita.... o ai 'romanzieri' che non hanno mai scritto niente, oppure hanno bruciato i manoscritti senza nemmeno provare a pubblicarli.... C'è qualcosa di profondamente bello in tutto questo, come del resto nell'idea che oltre i recinti e noi che sbaviamo come cani massacrandoci l'un l'altro per un po' di gloria possa esistere qualcos'altro....
"Pago la rimozione/ nessuna reazione
Per questo Lula non vince quasi mai" M.C.

silentio
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da silentio » 25 luglio 2011, 4:03

dr.ssa Aronica ha scritto:Buongiorno Silentio,
lei si chiede e ci chiede: Perché mai non suicidarsi se non si trova un senso per la propria vita?
Forse, le - mi rispondo, il SENSO è nel cercare il senso.
Dottoressa Aronica, bella risposta mi e' piaciuta ma mi porta ad un altra domanda.
Che senso ha restare se di cercare o trovare un senso alla propria vita non ti importa più?

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Sergio67
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Sergio67 » 25 luglio 2011, 14:51

Davvero non ti importa più?

Eppure io credo che in fondo quando capiamo che forse è proprio quello che più conta, CERCARE, la prospettiva cambia radicalmente.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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belt
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Re:

Messaggio da belt » 7 settembre 2011, 23:07

Sergio67 ha scritto:E' da un po' che volevo scrivere la mia sull'argomento, ma ogni volta che penso di iniziare mi sembra di non avere le parole. Solo che se aspetto che trovo le parole finisce che non scrivo più. Quindi...

per cominciare vorrei dire che non sono per niente d'accordo con l'incipit del discorso.
Il suicidio E' una soluzione. Di sicuro per chi lo fa.
Non è LA soluzione. Nel senso che esistono molte soluzioni possibili.

Il suicidio è liberazione. E' smettere una volta per tutte di soffrire (e non mi parlate di inferno o paradiso, che io non ci credo). E' uno dei modi possibili per rompere quella spirale che ti riporta sempre al punto di partenza, ma un po' più in basso.

Mi viene in mente il testo di una canzone di Bobby Gaylor dal titolo "Suicide". (Una traduzione in italiano l'ho trovata su http://www.metaforum.it/archivio/2004/i ... t5016.html). Secondo me chi l'ha scritta non ha la minima idea di cosa sighifichi "suicidio". Perchè fa un bell'elenco di tutte le cose belle della vita che ti perdi se ti togli la vita.
Ma se io voglio suicidarmi è proprio perché tutte quelle belle cose per me non hanno nessun significato. Nessuno.

Perchè sento forte dentro di me qualcosa che mi dice "è tutto inutile". Voi, voi che trovate bella la vita, siete voi che non capite, che non capite la profonda inutilità di tutto questo. Correte dietro delle illusioni, dei piaceri momentanei, ma in fondo, dove arrivate?

Quando dentro senti il vuoto, la domanda non è "perchè suicidarsi", ma "perche non dovrei suicidarmi?"
Durante uno dei primi incontri con la prima psicologa che ho visto avevo immaginato di chiederle almeno un motivo per cui non avrei dovuto farlo, scommettendo con me stesso che non sarebbe riuscita a trovare neanche uno.
La famiglia? Non basta.
I figli? Non basta.
La vita è bella? Forse la tua.
C'è speranza! Davvero? Non credo.
Ma alla fine non ne abbiamo parlato, ed è rimasta un ipotesi di dialogo.

Solo che nella mia mente ho accuratamente evitato l'affermazione più importante: "il suicidio è un errore"!
E quando dentro ti senti sbagliato, quando senti che la tua vita è tutta un errore, come puoi pensare che la tua morte possa essere diversa? Questo è uno dei pensieri che più mi ha frenato nel pensare al suicidio, che MI STAVO SBAGLIANDO.

C'è un altra cosa da dire del suicidio: puoi sempre rimandarlo a domani, tenertelo come soluzione di scorta, l'ultima spiaggia. Anche perchè dopo è difficile ripensarci.

Esiste la possibiltà di superare la sofferenza attraverso la vita, attraverso l'introspezione. Ma è una strada impegnativa, lenta e dolorosa, che a volte sembra non finire mai. Eppure è una strada che può essere ricca di gioia e serenità.
Il suicidio è l'altra faccia della medaglia, è la scorciatoia verso la fine della sofferenza. E rapido e potente. E' un unico grande passo. Nella direzione sbagliata.

Ecco, il suicidio è "il lato oscuro della Forza".
volevo dirti come la penso...

secondo me il suicidio non è una cosa giusta o sbagliata è semplicemente una reazione della nostra mente. E secondo me è una reazione sana.
Solo che noi non la comprendiamo,non comprendiamo il fatto che quando si pensa al suicidio in quel momento stai semplicemente sentendo la vita che chiama. Sembra assurdo ? ma se ci rifletti per liberarsi dalla sofferenza occorre realmente morire,ma non buttandosi da un ponte,ma buttando tutto ciò in cui si fa affidamento,tutte le proprie credenze,il concetto che si ha di bene e male,tutta la spazzatura che ti hanno ficcato in testa e ti ha reso insicuro da quando sei nato.
Devi morire per poter rinascere

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Sergio67
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Sergio67 » 9 settembre 2011, 12:13

Certo, devi morire per poter rinascere, ma da questo punto di vista muoriamo e rinasciamo ogni istante della nostra vita. Non è suicidio, ma solo la comprensione del fatto che abbiamo la possibilità di rinascere a nuova vita ogni giorno, in ogni momento.
Davvero, non è mai troppo tardi.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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