COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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Eddd
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Eddd » 13 febbraio 2013, 19:13

amore ha scritto:Se devo dare una personale definizione di patologia, in campo psichico, direi che essa è tutto ciò che ci fa star male e che noi stessi riconosciamo come fonte di situazioni o reazioni estranee al nostro essere o che comunque non accettiamo e che ci procurano disagio nelle relazioni sociali. Inoltre credo che all'origine di molte (se non tutte) delle patologie psicologiche vi siano i famosi tre fattori: genetico, familiare, ambientale. Per timidezza eccessiva, per esempio, intendo la "fobia sociale" che è un disturbo invalidante per il soggetto che ne soffre. Inoltre, occorre tener presente che un disturbo psicologico non è quasi mai solo, isolato, ma ad esso si associano altri disturbi psicologici in maniera da presentare il quadro psicologico patologico della persona; in questo quadro patologico si può evidenziare il disturbo principale dal quale pssono poi derivare o collegersi tutti gli altri disturbi. Per esempio i disturbi di "reazione" sono secondari e derivanti rispetto ai disturbi principali che possono essere di solito dei disturbi "cognitivi" o modalità di percepire e valutare il mondo esterno. Il narcisismo che ho più volte menzionato in questo forum, può anche essere uno dei sintomi di cui può soffrire un soggetto; potrebbe essere tra le cause principali del disagio oppure secondario e derivante. Anche il mondo psichico come quello fisico è in continuo movimento e mutamento, e diventa col passere degli anni sempre più complesso e strutturato. La depressione, almeno nelle forme più gravi, può essere il disturbo conclusivo, il più "reattivo" (nel senso di ultima difesa) di situazioni patologiche, anche cognitive, già esistenti. Per questo motivo può essere più difficile guarire ad un'età più avanzata.
È ovvio che alla base c'è la componente genetica, altrimenti non si spiegherebbe per esempio come mai persone sopravvissute ai campi di concentramento nazisti sono rimaste sostanzialmente sane di mente, mentre altre impazziscono in situazioni molto meno gravi. Fino a che punto una psicoanalisi o una psicoterapia possono rendersi efficaci o risolutive se alla base di un disturbo è preponderante il fattore genetico?

Comunque, Edd e Tersite, stiamo andando in OT, ma essendo l'argomento molto interessante e forse anche utile a noi stessi, possiamo dar vita ad un nuovo topic, magari in un'altra sezione, scegliete voi, se volete, io vi seguo, se vi fa piacere. Si apre un nuovo topic riportando o prendendo spunto dai vostri ultimi interventi: per quali motivi non si riesce ad approcciarsi agli altri, specie nel rapporto con l'altro sesso, nel modo migliore, pur desideramdolo; quali possono essere gli ostacoli e quali le cause principali.
Eddd ha scritto:Io pur non essendo sicuro di nulla mi sono barcamenato lo stesso perché mi son detto "e quando capita un'altra occasione" :)
Ecco, per es. su questa frase ci sarebbe da riflettere e lavorare molto ... se fossi la psicoterapeuta di Edd; :) e su tante altre di Tersite ...
E come la intitoliamo la nuova discussione? La chiamerei proprio "discussione x" così possiamo divagare e andare fuori tema :mrgreen:.
La nostra vita contiene tutti i mali della tragedia, mentre noi non riusciamo neppure a conservare la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

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tersite
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da tersite » 13 febbraio 2013, 21:00

Edd ha scritto:Ma se tu sei abbastanza sicuro pure di piacere davvero in diverse occasioni perché preferisci lasciar perdere?

Saluti
Non sono sicuro di nulla... comunque
il link portava a d una vecchia discussione del 2006!!!
E parlava di un episodio (che è molto preciso, almeno nella ricostruzione nella mia mente)
dell'estate del 2005 quindi sono passati più di sette anni , oggi sono più sereno non mi aspetto
più nulla davanti a me c'ho solo la vecchiaia ... ahimè una triste vecchiaia :(

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Eddd
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Eddd » 14 febbraio 2013, 23:41

tersite ha scritto:
Edd ha scritto:Ma se tu sei abbastanza sicuro pure di piacere davvero in diverse occasioni perché preferisci lasciar perdere?

Saluti
Non sono sicuro di nulla... comunque
il link portava a d una vecchia discussione del 2006!!!
E parlava di un episodio (che è molto preciso, almeno nella ricostruzione nella mia mente)
dell'estate del 2005 quindi sono passati più di sette anni , oggi sono più sereno non mi aspetto
più nulla davanti a me c'ho solo la vecchiaia ... ahimè una triste vecchiaia :(
Mi dispiace che stai così, scusami se ho detto qualcosa che può aver smosso certi sentimenti.
Stride un po' il fatto che dici di essere sereno con la tristezza che ti attendi, se si prospetta questa situazione come si fa a star sereni davvero? :roll:

In realtà poi davvero non possiamo sapere come sarebbero andate le cose, magari non agendo come immagini di aver dovuto agire in certe situazioni non ti sei andato a ficcare in qualche impiccio ben più grave (che inconsciamente hai fiutato).

Davvero non si sa, non so se hai mai visto "sliding doors" :).

Io non penso che gli esseri umani siano così liberi da poter determinare la propria felicità in maniera materiale, certo con la mente puoi influenzare la mente ed esser sereno pure quando attorno a te crolla il mondo, ma se il mondo non lo si volesse far crollare, ed è questo il problema che si desidera risolvere, non lo si può risolvere di certo curando una fantomatica nevrosi nella mente di una persona sola. Pure quando l'hai curata il mondo crollerebbe ugualmente se deve crollare.

Comunque quando senti di non aver niente da perdere certe cose le fai, quando non le fai dei motivi e delle ragioni per cui non le fai ci sono sempre, io ho sempre pensato che tutti i cosiddetti matti a ben vedere tanto matti non lo sono affatto, per questo m'è difficile credere che esistano dei malati di mente e delle malattie da curare indipendenti dal contesto sociale e materiale in cui siamo immersi.

Non è certo solo una mente da curare, ma è il mondo stesso in cui è immersa quella mente che andrebbe messo in barella per me :mrgreen:.

In ogni caso guarda che potresti avere maggiori probabilità di fare colpo ora su una donna più giovane che quando eri più giovane tu, non so perché ma queste spesso, a parità di certe condizioni, si sentono attratte dagli uomini più maturi :).
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Eddd » 17 febbraio 2013, 14:12

amore ha scritto:Se è anche questione di fortuta la vita, non bisognerebbe mai dire mai. Tersite una donna può trovarla ,ma perché più giovane? Perché avete ancora (per poco) il mito della donna più giovane? Perché partire già con dei preconcetti ? È qui il primo errore. Non so quando, ma prima o poi anche quest'altro mito crollerà. Si salvano i più capaci all'adattamento dell'ambiente circostante, e siccome l'ambiente cambia ormai velocemente, occorre essere altrettanto capaci di cambiare. e pure con una certa celerità .Vabbè, Tersite, vuol dire che farà parte della schiera dei vecchietti che alla fine si fan sposare dalla badante straniera.
Magari sarà rumena e gli piacerà pure, son bionde (spesso tinte) dagli occhi neri :lol:
Nulla a che vedere con le svedesi eh! Tutta un'altra pasta .... :lol:

Ma dai, potremmo aprire un nuovo topic e discuterne tranquillamente.
Romena meglio di no, forse son più tranquille le russe, comunque perché no? Non è mica detto Tersite che non ci sarà più nulla per noi, io mi lamento e mi lamento e mi lamento, ma se proprio devo dire la verità la speranza nel colpo di fortuna continua sempre ad esserci :mrgreen:, io sono un depresso che proprio a rassegnarsi non si riesce mai a rassegnare a niente di niente.

Comunque amore ho detto così, non perché le donne con un'età maggiore son meno attraenti (non lo penso questo), ma perché in genere sono quelle un po' più giovani che si sentono più attratte dall'uomo che ha più anni, non ne ho idea del perché preciso, ma è così (forse pensano che sia più affidabile, bo), spesso noi sfigatielli :mrgreen: facciamo meno presa sulle donne più mature, soprattutto quando c'è poca esperienza, queste (le mature) forse idealizzano meno.
Solo questo. Ancora più fuori topic... Uffa volevo vincessero loro!

http://www.youtube.com/watch?v=O7XaLPFL ... r_embedded
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da tersite » 19 febbraio 2013, 19:35

Allora molta carne a l fuoco...e sono stato chiamato in causa
Anch'io penso come Edd che l'uomo maturo sia più interessante
del ragazzo giovane , almeno nel mio caso è stato così
Nell'episodio che ho riportato a Minorca avevo già 51 anni , quindi più che maturo
la ragazza Sara ne aveva 23 ... Magari ero io che in vacanza e libero dai pensieri
e magari un pochino più sicuro di me (ma molto poco in effetti...)
avrò mandato dei segnali positivi chissà :D
Ma tutti questi discorsi di uomini maturi o addirittura vecchi con ragazze giovani
mi lasciano abbastanza indifferente e cerco di spiegare il perché, pur (forse) desiderando le donne
non lascio che succeda nulla , diciamo per dire che Edd gioca la partita e perde
ma io non scendo nemmeno in campo! Forse per dire che magari potevo vincere?
E' una possibilità , ma credo che sia una gran paura , probabilmente ho avuto esperienza
con la sola donna della mia vita (mia madre) una brutta esperienza ...Non nel senso sessuale ovvio
E temo che tutte le donne siano così , possessive , castranti, ossessive , dominatrici
C'è un film bellissimo di Claude Sautet
"un cuore in inverno" di un uomo che si innamora (o finge di innamorarsi il film sta tutto lì )
di una bellissima donna che ricambia e quando lei si rivela a lui gli offre il suo amore
lui la rifiuta , dice che si era sbagliata , un impotente a livello psichico
e forse anche fisico ...oppure un film sulla paura dia amare , perché amare vuol dire vivere
e non soltanto sognare o chattare dietro ad uno schermo del pc

http://www.youtube.com/watch?v=hog2mntptRQ

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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Eddd » 20 febbraio 2013, 15:15

Tersite per "liberare" questa discussione visto che siamo ormai andati fuori tema ti ho risposto qua

http://www.psicologi-psicoterapeuti.it/ ... 40&t=20949

(ti ha risposto già anche amore) dove ho aperto una nuova discussione seguendo il suggerimento di amore :).
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Robrob
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Robrob » 26 aprile 2014, 17:21

Cessazione del dolore. Il dolore è davvero così invincibile da dover cessare di vivere eliminando cosi ogni possibilità di eventi positivi? Quando tutto ma proprio tutto sembra non avere un senso o sembra avere un senso negativo, continuare a vivere ci dà una possibilità anzi infinite possibilità. Morendo ci togliamo queste possibilità. Pensa allo spettro di possibilità che hai davanti, certo che ne hai, fosse anche mollare tutto e andare via, ricominciare. Parlami di te, raccontami della tua vita.

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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da tersite » 2 maggio 2014, 17:59

Robrob ha scritto:Quando tutto ma proprio tutto sembra non avere un senso o sembra avere un senso negativo, continuare a vivere ci dà una possibilità anzi infinite possibilità. Morendo ci togliamo queste possibilità..
infinite pèossibilità ? dipende anche da quanti anni hai , se ne hai 15 sono infinte, se ne hai 20 sono già di meno ma moltissime, se hai superaro i 50 con tutto fardello di problemi psicologici irrisolti allora il suicidio ti può sembrare , magari a torto, come una soluzione ...non tutti siamo uguali c'è chi si accontenta di una vita mediocre e quanto dico mediocre intendo senza amore , quello vero quello sessuale non quello amicale, c'è chi non si accontenta

jessyca
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da jessyca » 3 maggio 2014, 13:55

Giusto, Tersite, spesso si parla a vanvera, pur possedendo una laurea. "Infinite possibilità"! :) A 50, a 60 o a 70 anni, ma anche solo a 40 anni o 45, quali sono le anche "minime" possibilità, specialmente per chi non può avere più figli, "non può" più realizzare tante cose; per chi ha patologie serie o per chi è ammalato grave o quasi terminale? Ci sono tanti casi disperati.

jessyca
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da jessyca » 3 maggio 2014, 14:46

Ho capito, Tersite, cosa vuoi dire con l'amore vero, "quello sessuale", intendi riferirti all'amore totale, di coppia, quello che comprende anche la sessualità, che dona anche il proprio corpo, nell'intimità più completa, per poter dire, a tutti gli effetti: "sei mia"; " "sei mio".

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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Robrob » 4 maggio 2014, 12:26

Purtroppo, cara jessyca .. devo riprenderti. E qui, "dall'alto" non del mio titolo di studio ma della mia esperienza posso dirti che se lavori in campo psichiatrico o psicologico e ti ritrovi davanti un vecchio che consideri un caso disperato e che si considera un caso disperato .. non potrai aiutarlo in nessun modo. Si, anche a 40, 50, e tutti i numeri che vuoi dare, c'è sempre un motivo per continuare a vivere, ci sono sempre possibilità per motivarsi a non lasciarsi andare, a non morire. Cosa significa "caso disperato"? Chi sei tu per definire qualcuno un caso disperato e quindi "autorizzarlo" al suicidio? Ognuno di noi sente infondo di poter cambiare, migliorare ma se ci troviamo di fronte persone come te che ci ritengono casi disperati non riusciremo mai a far venir fuori le nostre speranze, aspettative, ambizioni che già sono sotterrate dalla disperazione, solitudine, tristezza. Perciò Jessyca che prima cercavi in me un titolo di studio per poter parlare, dovresti qualificarti, forse a un pò di umanità, invece di dire che io parlo a vanvera. Qui può aver letto una persona che si crede un caso disperato e tu gliel'hai confermato.

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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da tersite » 4 maggio 2014, 17:30

jessyca ha scritto:Ho capito, Tersite, cosa vuoi dire con l'amore vero, "quello sessuale", intendi riferirti all'amore totale, di coppia, quello che comprende anche la sessualità, che dona anche il proprio corpo, nell'intimità più completa, per poter dire, a tutti gli effetti: "sei mia"; " "sei mio".
parlavo solo di 'amore' inteso come semplice avventuretta , insomma uan cosa che si concluda con un rapporto sessuale e non sia solo 'platonico' qualche bacetto e via..
e sì mi considero un 'caso' disperato , ho fatto pure psicoterapia del profondo (due anni) non tantissimo , ma ho dovuto smettere perchè non potevo più permettermelo :?

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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da jessyca » 4 maggio 2014, 17:37

Robrob, ma io parlo per me!
Sono io un caso disperato. e non tutti i casi disperati arrivano al suicidio, anzi, la maggior parte non lo pensa nemmeno oppure lo pensa ma ad arrivare ai fatti... ce ne vuole!

Robrob
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da Robrob » 4 maggio 2014, 17:43

Ti va di parlare? Magari in privato?

jessyca
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Re: COSA SIGNIFICA PER ME IL SUICIDIO

Messaggio da jessyca » 4 maggio 2014, 18:22

Ciao, Tersite,
un’avventuretta non è amore, è sesso, come si suol dire oggi: Fare sesso.

Scusa se mi permetto, tersite, ma leggendo buona parte dei tuoi messaggi mi pare di aver capito che in te, nella tua psiche, a livello inconscio ci sia una scissione (direi completa) tra sentimento, affetto, tenerezza e sessualità. Da un lato c’è il sesso, che ritieni ( inconsciamente) “sporco”, morboso, ecc., e dall’altro il sentimento, bello, puro, che non dev’essere “sporcato” dal sesso.
Ora, è evidente che in questa contraddittoria visione relazionale di intimità con l’altro sesso, il tuo rapporto verso le donne non può che provocare un forte conflitto (sempre a livello inconscio) che rende eccessivamente frustrante anche solo il pensiero di portare avanti una storia, una relazione, causando un blocco, un rifiuto della relazione stessa.
Non so come sia nata in te tale visione/scissione, quali sono le sue origini, tuttavia ti conviene lavorare su questo specifico argomento, molto meglio, per ovvi motivi, se lo fai con l’aiuto di uno specialista, vale la pena risparmiare e sacrificare altrove per trovare il denaro sufficiente per l’intervento specialistico.
Secondo me, il sesso, pur nella sua semplicità di istinto che appartiene a tutti gli esseri animali, se una persona lo affronta sin dall’adolescenza (se non ci siano addirittura stati traumi nell’infanzia) in maniera in qualche modo distorta, ad esempio idealizzata, troppo romantica o, al contrario, eccessivamente morbosa, comunque sbagliata, si creano delle fratture psicologiche della visione “unitaria” che deve avere il sesso.
Ciò non significa che non si possano avere delle avventure, ma significa “sentire” e vivere il sesso come qualcosa di “sano”, che sia l’espressione di sé stessi, delle proprie esigenze e che va praticato comunque nel rispetto di sé e dell’altra persona, senza disprezzare nulla ma, allo stesso tempo, senza sostituirlo completamente al sentimento. Il meglio sarebbe provare al contempo sia affetto che desiderio ed attrazione sessuale, almeno nelle prime esperienze sessuali, questo per facilitare lo sviluppo della corretta maturità sia sentimentale che del comportamento sessuale.
Non so se mi sono spiegata; non sono una specialista in nessun campo medico o psicologico.
Spero di esserti stata ugualmente di aiuto, di aver offerto almeno un punto o un’idea su come agire per risolvere il problema.

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