non ho parole....distrutta

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

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eva87
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non ho parole....distrutta

Messaggio da eva87 » 29 maggio 2010, 13:08

eccola...eccola di nuovo...quel mare oscuro che ti attanaglia l'anima e ti strappa la voglia di vivere....sono nuovamente depressa...motivo? il lavoro....ieri mi hanno lasciato a casa un'altra volta....è la nona volta in tre anni e mezzo....mi avevano assunto come apprendista in uno studio commercialista....al colloquio avevo fatto ben presente che non avevo molta esperienza...lui, il commercialista mi ha detto che è una persona che è disposto ad insegnare, a formare le persone.....inizio a lavorare, dopo due settimane mi chiama in ufficio e mi dice che vede che non ho molta dimestichezza nelle mansioni d'ufficio, che pensavo avessi più esperienza (e già qua inizio a preoccuparmi.....) è vero che è dal 2006 che bene o male lavoro ma cambiando tanti posti di lavoro non ho imparato niente di specifico e in più c'è da dire che l'ultimo anno ho lavorato in un posto dove non mi facevano fare niente, mi lasciavano lì abbandonata a me stessa tutto il giorno....ero addetta all'archivio in un ufficio tecnico e ogni tanto avevo solo da fare qualche fotocopia di commesse per l'officina etc....in più da dicembre 2009 a maggio 2010 non ho più lavorato.....permetterete che mi ci vuole un pò per riprendere il ritmo? io queste cose le ho dette anche a lui e sembrava aver capito....e invece ieri dopo 2 settimane in cui tutto sommato sono andata bene ed iniziavo ad ingranare col lavoro, a farmi svelta e tutto....mi chiama in ufficio e mi dice che si è reso conto che dobbiamo partire troppo da lontano (nel senso dobbiamo partire dalla base) e che per il suo studio non sa che mansioni affidarmi per potermi inserire all'interno dell'organizzazione dell'ufficio.....che tra un pò una va in maternità e quindi è meglio se prende uno/a che abbia maggiori conoscenze....è vero che io so fare poco o niente ma vi giuro che l'impegno e la buona volontà ce l'ho sempre messa!!! ma che senso ha prendere una in apprendistato (che è un contratto fatto apposta per formare una persona) e poi lasciarla a casa così? lui mi ha detto che non mi ha preso in giro perchè comunque mi ha assunto e sapevo bene del periodo di prova di un mese.....si ma in un mese cosa pretendeva?? che imparassi la contabilità dalla a alla z? il bello è che lui stesso in sede di colloquio mi ha detto che in un mese si impara a malapena a iniziare a capire un pò l'ambiente e il lavoro....ma perchè ci trattano così? perchè? e le colleghe che per davanti ti fanno la bella faccia e per di dietro si chiudono nello studio col commercialista a dirgli che non so fare niente, che non so nulla, che è meglio prendere una che ha esperienza etc....( non lo so per certo, ma visto che l'altro ieri si sono rinchiusi nello studio per un ora avranno parlato anche di me!!!) e non è la prima volta che mi succede.....stessa cosa mi era capitata dal notaio in dicembre.....mi ha fatto un mese di stage dicendo che poi se le cose andavano bene da gennaio iniziavo l'apprendistato e dopo due settimane di stage mi chiama in ufficio e mi dice che si è resa conto di aver commesso un errore di valutazione, che non è colpa mia, che io ci ho messo tutto l'impegno e che non ha mai visto una persona prendere così tanti appunti.....ma che lei non ha tempo di starmi dietro, che ha sbagliato lei perchè doveva prendere una con esperienza.....cioè ma si può?? e poi quando ieri al commercialista gli ho detto che al di fuori di lì non sapevo dove sbattere la testa, perchè erano mesi che cercavo lavoro invano...sapete che mi ha risposto?? che lui non è un mio familiare e che i problemi che ho al di fuori di lì non sono affar suo.....che umanità!!!! oggi sono distrutta, gli occhi stanchi e gonfi ma sopratutto l'umore....mi sta tornando quell'apatia e quella tristezza infinita sommata al senso di fallimento e al fatto di pensare che allora il problema sono io, che non valgo niente....sono io quella sbagliata e non loro, perchè altrimenti non andrebbe a finire sempre così....qualcuno mi terrebbe.....non ho più parole.....il mio era solo uno sfogo....mi sento distrutta psicologicamente, so già che passerà ma il problema è che tutte queste esperienze negative mi rendono sempre più insicura e sfiduciosa nei miei confronti....ma allora mi viene da pensare, da ex gravemente malata di disturbi alimentari, allora è vero che io valgo solo per l'apparenza, per gli sguardi di ammirazione che ricevo quando vado in giro....valgo solo per ciò che appaio perchè di sostanza non ho niente visto che nonostante l'impegno nel lavoro va sempre a finire così.....questo penso di me stessa in questo momento.....voi cosa ne dite? cosa posso fare? sono io completamente sbagliata o è successo anche a voi?

eva87
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Messaggio da eva87 » 29 maggio 2010, 13:19

scusate se ho scritto male ma sono di fretta e non sono tanto lucida oggi....vi prego qualcuno mi risponda, sto veramente male!!

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 29 maggio 2010, 15:04

ciao eva, io credo che sarebbe importante separare le due questioni, umore e lavoro, o almeno provarci. un umore negativo non ti è di aiuto, né a vivere meglio né a risolvere il problema. a volte occorre imporsi di essere più sereni, cercare di separare le questioni, senza farsi venire dubbi tipo: io sono tutto sbagliata, ecc. . essere tristi non aiuta a non esserlo o a risolvere altri problemi. mi rendo conto di quanto sia difficile... se senti che è una forma depressiva in arrivo, non aspettare di rivolgerti al tuo medico. se è depressione, prima la blocchi prima guarisce.

eva87
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Messaggio da eva87 » 31 maggio 2010, 13:34

grazie per la risposta....purtroppo non è semplice separare lavoro e umore perchè il lavoro serve per sentirsi realizzati, per sentire di valere qualcosa.....io dopo tutti questi fallimenti penso di non valere più niente.....

Albertine
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Messaggio da Albertine » 2 giugno 2010, 11:33

ciao eva,
comprendo benissimo quello che provi: il lavoro è importante per farci sentire capaci e autonomi, ed è normale che un rifiuto ci faccia sentire molto giù...

In realtà un lavoro è soltanto un lavoro, ed oggi è sempre più frequente che un giovane si trovi a provarne tantissimi prima di approdare ad un posto più stabile... se mai ci arriverà! Poi tu hai lo spirito giusto, ti poni con onestà, umiltà e tanta voglia di imparare, che sono doti fondamentali per apprendere un mestiere e lavorare bene con gli altri. Ricorda che qualsiasi cosa si può imparare, purché non si pensi di sapere già tutto. :-)

Forse il tuo senso di non valere viene amplificato dalle esperienze passate e da una certa tendenza ad autosvalutarsi... ma non solo. Credo anche che il tuo ultimo datore di lavoro ci abbia messo del suo. Sicuramente ha sbagliato a valutare ciò di cui aveva bisogno: una persona da formare richiede molte attenzioni e risorse, specie nei primi mesi, e spettava a lui capire se poteva investirle o meno. Altrimenti poteva prendere qualcuno con più esperienza... ovviamente con un altro stipendio!
Doveva essere ben cosciente del livello a cui si può portare una persona in un mese. Invece non lo è stato; e, se vogliamo dirla tutta, non ha dimostrato molta sensibilità nel comunicarti la sua decisione. C'è modo e modo di dire la stessa cosa, e a volte un minimo di empatia può far sentire una persona un po' più accolta e valorizzata... anche se la delusione resta comunque forte.

In ogni caso, questo mese ti ha fatto fare nuove esperienze, hai visto come si lavora in quello studio e imparato qualcosa di nuovo. Prendi e metti da parte, tutto serve nella vita.

Capisco che ora ti sentirai giù, ma è importante che in questo momento non ti dia per vinta. Fai colloqui, prova altri lavori finché non trovi un'attività che ti faccia sentire bene. Nel frattempo concediti delle coccole, passeggiate, qualche giornata al mare, una gita nei week-end... ci sono tante cose, oltre al lavoro, che possono rendere bella la vita!

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