Disturbo borderline/depressione... Non so più cosa sono

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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Eloisa
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Iscritto il: 1 luglio 2010, 19:21

Disturbo borderline/depressione... Non so più cosa sono

Messaggio da Eloisa » 1 luglio 2010, 19:54

Salve,
sono una ragazza di 31 anni. Ho bisogno di aiuto. Mi sono rivolta a psicologi in passato, ma ne sono rimasta delusa. Sapevano solo "ascoltare" ed io invece ho disperato bisogno di direttive. Ho usato sia farmaci a base di paroxetina sia l'Elopram. Mi hanno in parte aiutata, ma i benefici non sono stati eclatanti.
Vi dico in breve. Sono depressa dall'età di 17 anni circa. Mi considerano carina, intelligente, colta. Ho finito il liceo in 7 anni invece di 5 perché non riuscivo ad uscire di casa, relazionarmi, subire i colpi della vita. Alla fine ce l'ho fatta, a prezzo di molto dolore. Mi sono iscritta 3 volte all'università e non sono mai riuscita a portare a termine niente. Non ho la patente perché sono terrorizzata al pensiero di guidare. Ho fatto qualche lavoro, ma niente di serio. Sono prigioniera di me stessa prima di tutto e della mia famiglia in secondo luogo, che mi ricatta con il denaro che deve darmi perché io non dispongo di niente al momento.
Ho un fidanzato da 7 anni che dice di amarmi e che io non so amare. So che mi vuole bene, ma non credo possa amarmi. Potreste amare voi una persona come me?
Attiro gli uomini. Li attiro perché sono molto brava a capire cosa vogliono da me. Preferisco perdere me stessa piuttosto che perdere un essere umano che mi dia un po' di calore. Li attiro perché dicono che sono bravissima a letto e perché amano la mia fragilità. La adorano, ci perdono la testa. Per poi stancarsi di me. E come dare loro torto? Non c'è stato un uomo che non mi abbia definita "bambina", "piccola mia", complice anche il fatto che dimostro meno della mia età.
Sono andata a letto con uomini di cui non mi importava niente di niente. Al solo scopo di scuotere la mia vita. Di trovare uno stimolo.
Due anni fa una psicologa mi diagnosticò la sindrome di personalità borderline. Io non so se sia vero, non so se sono veramente "malata" di questa sindrome: so che ho toccato il fondo.
Non voglio essere melodrammatica, veramente. Non mi importa niente di suscitare pietà, sono semplicemente alla frutta. Soffro continuamente nel contatto con gli altri, mi sento come se avessi una telecamera puntata contro che mi riprende dall'esterno e giudica ogni mio atto. Ed io non lo sopporto più.
Non sono sicura più di niente. Né di voler bene, né di amare, né di provare rabbia, gioia, orgoglio, disprezzo. E' tutto filtrato attraverso il mio bisogno ossessivo di conferme, la mia non certezza di sapere chi sono, cosa voglio, dove sto andando.
Vengo giudicata (dalle poche persone che sanno qualcosa di me) un'approfittatrice, una fannullona, un parassita. Non è così. So che sotto l'intonaco nero che mi porto addosso ci potrebbe potenzialmente essere una persona degna di essere definita tale... E basterebbe solo lavarlo via. E potrei fare tutto. Ma forse mi illudo ancora: forse questo intonaco velenoso si è infiltrato troppo in profondità per poterlo togliere.
E per questo cerco la morte, ma senza convinzione. Perché in realtà vorrei la vita.
Non datemi dell'egoista, se cerco la morte. Penso alle poche persone che mi amano e a come starebbero senza di me. Forse starebbero meglio, in fondo. Forse è meglio che me ne vada, se trovo il coraggio. Non si può vivere senza speranza, né posso tormentare chi mi ama.
Credetemi, ci ho provato.
Scusate se ho scritto in modo confuso.
E.

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 5 luglio 2010, 14:16

Ci sono alcune frasi nel tuo messaggio che mi hanno colpito particolarmente.
La prima quando dici: "ho disperato bisogno di direttive". Direttive per cosa? Perchè qualcun'altro viva la tua vita al posto tuo? Qualcuno che ti obblighi ad essere come sogni di essere, diversa da come senti di essere, perché in fondo pensi che non sarai mai in grado di farcela da sola? Oh, a volte anche io avrei un grande desiderio che mi dicessero: devi fare così e cosà. Obbedisci!!! Sarebbe tanto semplice...
NO. Non credo che nella realtà sarebbe veramente così semplice. Una tale costrizione alla fine sarebbe solo questo: una costrizione. Troverei certamente il modo di svicolare, di nascondermi per tornare alle vecchie abitudini. No. Il cambiamento deve nascere da dentro, o appena finita la coercizione, torneresti a fare quello che facevi prima forse anche amplificato. Per questo spesso gli psicologi si limitano ad "ascoltare", perché devi essere tu a trovare la tua strada verso la felicità. Anche perché ognuno ha la sua felicità, la tua è diversa dalla mia. Senza giudizi, senza bene e male, senza buoni o cattivi, solo tu puoi veramente sapere qual'è la tua feilicità. E credimi, una felicità "imposta" dall'esterno non durerebbe a lungo.
Poi quando dici "Potreste amare voi una persona come me?". Sei davvero così malvagia o così brutta dentro da essere al di sopra dell'amore? Sei davvero così "sterile" da non riuscire a entrare in contatto con nessuno. Forse pensi di esserlo, ma magari attraverso poccole crepe nella tua scorza qualcosa filtra, del tuo profondo desiderio di contatto e di fiducia. Sì, è possibile amarti, anche se tu ti giudichi non meritevole di amore.
Tralascio l'argomento del trovare uno stimolo, del senso della vita. Renditi però conto che non sono questioni banali, sono le Grandi Domande, quelle che scuotono le fondamenta, ma che possono anche muovere gli uomini, e anche te, a Grandi Cose.
Infine "E per questo cerco la morte, ma senza convinzione. Perché in realtà vorrei la vita.". Non è affatto strano quel che dici, e non ti accuserei mai di egoismo. L'unica cosa che posso darti è un messaggio di fiducia. Qualsiasi macchia pensi di portarti dentro, non è mai tardi per lavarla via. Purchè tu non ti aspetti di prendere acqua e sapone e lavarla via con un solo colpo di spugna o di prendere un secchio di vernice e nasconderla sotto un labile strato di pulito.
Si tratta di rinnovare continuamente le proprie scelte, di assaggiare la vita, e di prenderci piano piano gusto, di gioire dei successi ma anche delle sconfitte, di ignorare quelli che pensano male di te, sapendo che quello che fai lo fai solo e soltanto per te, perché non devi dimostrare niente a nessuno, perché quello che cerchi è solo un pizzico di felicità e non è nelle mani o nei letti degli altri che potrai trovarla, ma solo nel profondo della tua anima.
E abbi fiducia, prima o poi, se la cerchiamo veramente, la troveremo. Anche tu.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 6 luglio 2010, 19:33

Buonasera Eloisa,
è significativo che lei si senta ragazza anche se, anagraficamente, è già una donna. Forse in lei prevale un aspetto adolescenziale, che non vuole accettare le responsabilità?
Mi spiace che abbia incontrato psicoterapeuti capaci solamente di ascoltarla, ma che non l'hanno stimolata all'introspezione, allo scombussolamento dei vecchi equilibri non più funzionali, al cambiamento e al processo di individuazione.
Nel suo caso gli psicofarmaci sono utili, ma non sufficienti al cambiamento.
E, a proposito di cambiamento, tutti noi desidereremmo modificare alcune cose di noi stessi, ma c'è in noi un'altra forza che invece spinge alla staticità, è quella che Freud, e prima di lui la Spielrein, chiamava "pulsione di morte". In questo forum cerco di farla "parlare" per evitare che agisca distruttivamente.
Come pensa che potremmo aiutarla?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Eloisa
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Messaggio da Eloisa » 23 luglio 2010, 19:11

[quote="dr.ssa Aronica"]Buonasera Eloisa,
è significativo che lei si senta ragazza anche se, anagraficamente, è già una donna. Forse in lei prevale un aspetto adolescenziale, che non vuole accettare le responsabilità?
Mi spiace che abbia incontrato psicoterapeuti capaci solamente di ascoltarla, ma che non l'hanno stimolata all'introspezione, allo scombussolamento dei vecchi equilibri non più funzionali, al cambiamento e al processo di individuazione.
Nel suo caso gli psicofarmaci sono utili, ma non sufficienti al cambiamento.
E, a proposito di cambiamento, tutti noi desidereremmo modificare alcune cose di noi stessi, ma c'è in noi un'altra forza che invece spinge alla staticità, è quella che Freud, e prima di lui la Spielrein, chiamava "pulsione di morte". In questo forum cerco di farla "parlare" per evitare che agisca distruttivamente.
Come pensa che potremmo aiutarla?[/quo

Non lo so. Dovrei distruggermi davvero e ricostruirmi daccapo. Penso che desidero due cose: cambiare tutto o morire. E sono proprio sincera. Ma credo sia tardi per me perché ogni cosa nel mio mondo non ha più le dimensioni che dovrebbe avere, non so più giudicare la reale importanza di qualcosa e chiunque mi può ferire davvero, come è successo in questi ultimi giorni. Non so amare, non so cosa voglia dire. Vi prego, aiutatemi a non suicidarmi, per favore

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 26 luglio 2010, 10:46

Non è MAI, ma proprio MAI troppo tardi.
Usiamo con troppa facilità espressioni com "MAI" e "SEMPRE", ma il massimo a cui ci possiamo riferire è "per un po' di tempo".

Quindi è probabile che per te ci vorrà "un po' di tempo" per trovare la capacità di amare, ma togli la parola "MAI" dal tuo vocabolario.

Il fatto di non esserci riuscita fino ad oggi non significa nulla. Dal mio punto di vista hai SOLO 31 anni. Perché mai il tuoi passato dovrebbe impedirti di godere con pienezza del futuro?

Io ho cominciato il mio percorso a 42, ho sprecato un sacco di tempo, molto più di te, ma perché questo mi deve impedire di vivere pienamente il tempo che ho ancora davanti?
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 26 luglio 2010, 22:47

Quali sono le dimensioni ideali del suo mondo? è possibile che sono così lontane dalla realtà che lei soffre troppo? Come possiamo aiutarla se non ci spiega qualcosa di un po' più concreto?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Albertine
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Messaggio da Albertine » 27 luglio 2010, 15:46

credo sia significativo che una persona sia capace di riconoscersi delle qualità, di essere carina, colta, intelligente, e subito dopo si definisca una persona non degna.

Forse su questo sarebbe interessante riflettere un po' più a fondo. Cosa deve fare/avere una persona per definirsi degna? Un carattere forte, un lavoro, la salute mentale?

Così a pelle, l'impressione è che tu sia una persona che ha sofferto molto fin da piccola, e probabilmente sei stata anche lasciata tanto da sola in questo dolore. Anch'io soffro di depressione da molti anni ed ho più o meno la tua età, ho fatto e sto facendo delle terapie che mi aiutano molto... ma credo che questo stato umorale faccia un po' parte di me e certe fragilità probabilmente me le porterò dietro a lungo, forse per sempre.

Ma non è giusto che una malattia, comunque si chiami, renda nera tutta una vita. Comprendo la tua fatica nel trovare la tua strada, con il peso della tua storia che devi trascinare ogni giorno. Devi apprezzarti anche per questo, per tutta la fatica "extra" che sei costretta a fare.

Non lavorare non significa essere indegni. Se qualcuno lo pensa sono problemi suoi. Il vero punto, credo, sia che anche tu lo pensi.
Forse ti senti in difetto per non aver finito gli studi, per non avere un lavoro, perché qualcun altro paga per te. Questa situazione è stata sicuramente creata dalla depressione, ma non si può aspettare che la depressione guarisca per iniziare a lavorare su questi stati d'animo.

Io ho tratto giovamento dalla terapia, e quindi te la consiglierei, anche perché certi problemi devono essere affrontati con degli specialisti.
Nel frattempo credo che ti potrebbe essere d'aiuto cominciare a recuperare un po' di fiducia nelle tue capacità, e questo lo puoi fare solamente agendo, riempiendo le tue giornate con un lavoro, degli studi, un volontariato... anche se tutte queste attività non ti faranno stare bene, a lungo andare saranno davvero importanti per convincerti delle tue qualità. Qualità concrete, non solo "potenzialità". Perché ne hai, ed è giusto che tu ne vada fiera!

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