Perché uscire?

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

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zoe80
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Perché uscire?

Messaggio da zoe80 » 27 gennaio 2011, 23:02

Dunque, ho 43 anni e a partire dai 18 anni sempre più mi sono chiuso in casa, fino a non uscirne quasi più. Amo la vita casereccia, non trovo assolutamente niente di attraente fuori dalle 4 mura e non perché non riesco, perché non c'è la volontà di uscire, non esco. Sono assolutamente sicuro che non c'è niente fuori casa mia che mi faccia cambiare idea. Perché? Perché non ho amato mai il divertimento? Perché evito chi viene a casa mia? Spero di non essere pazzo, mi sembra veramente che qualcosa non funziona.
Felpo

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 28 gennaio 2011, 13:37

Non credo esista la "pazzia", così come figurata nell'immaginario comune.
Sì, è possibile che dentro di te qualcosa ti stia causando grande disagio e sofferenza. Le cause e le origini possono essere veramente multiformi, ma in generale si possono riassumere con "il tuo vissuto". Questo però non è una condanna, le cose possono cambiare. Cambiano in continuazione. Sta a te compiere oggi un gesto saggio per far sì che cambino in meglio.

Ti ho risposto anche nell'altro post, quindi forse è meglio proseguire il discorso di là, così evitiamo discorsi incrociati :).
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Davide49
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Messaggio da Davide49 » 28 gennaio 2011, 14:51

ciao Felpo.

in generale anch'io (ho 56 anni) ho sempre trovato piuttosto noiose o perfino insopportabili le forme del consueto svago fuori casa, viaggi, cinema, teatro, concerti, bar, piazza, vetrine in centro, shopping, escursionismo, ecc.
a volte cerco di farmi forza, ma devo farmene davvero tanta, quasi violenza. abito in una splendida città eppure la classica passeggiata in centro mi deprime davvero, la sento abbastanza estranea a me, almeno in questo periodo, a volte diventa quasi una fuga per tornare.
pochissime eccezioni: qualche uscita in libreria, il sabato sera la cena con gli amici, qualche pizza ogni tanto (ma dopo un po' quasi sempre mi stufo, ho una resistenza di max due ore poi è una rottura), la domenica qualcuno qui a pranzo da me (non in questo periodo perché sono esaurito e sovraccarico di lavoro), la piscina o la spiaggia d'estate, la chiesa... tutto il tempo dell'anno!
penso di perdermi qualcosa di bello della vita, ma sono sempre stato così
il motivo? io credo che c'è chi è più portato per uscire e chi è portato più per stare in casa e a starsene per conto proprio, pur avendo il senso dell'amicizia e delle relazioni. io appartengo senz'altro alla seconda categoria.
l'importante è, come i gatti, sapersi fare buona compagnia anche da soli. finora ci sono riuscito benissimo e senza nessun rimpianto, anzi, ultimamente meno. Ma spero di ritornare al mio benessere interiore.

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Perché uscire se si è introversi?

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 2 febbraio 2011, 21:45

Salve Davide49, anche Jung sosteneva che ci sono due atteggiamenti fondamentali nei confronti della realtà: quello estroverso e quello introverso.
Una persona estroversa è interessata prevalentemente alla vita esteriore, gli piace stare in compagnia di amici, si conforma facilmente al pensiero degli altri; una persona introversa invece volge il suo interesse alla propria interirorità e la realtà esterna, le mode, i giudizi degli altri non scalfiscono la sua legge interiore.
Quando però queste tendenze sono estreme si verificano degli scompensi: da una parte non viene coltivata la propria psiche, dall'altra ci si estranea dal mondo esterno e si rischia di essere risucchiati da sè stessi.
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Re: Perché uscire?

Messaggio da Furiousangel » 27 marzo 2011, 16:41

verissimo :shock:
io ho sempre pensato che le persone che sono nelle mie stesse condizioni potevano essere ideali per essere inserite in qualche progetto spaziale in cui bisognava restare in spazi angusti per lungo tempo senza uscire di testa, tipo la prima missione verso marte con equipaggio umano...
Io personalmente posso restare in casa diversi giorni senza conseguenze e poi uscire tranquillamente senza problemi, non è che odi uscire però devo trovarci sempre uno scopo reale, la passeggiata in se ad esempio la trovo stupida, noiosa, inutile e fine a se stessa, ed infatti lo è.

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Sergio67
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Re: Perché uscire?

Messaggio da Sergio67 » 28 marzo 2011, 11:29

Ed è proprio questa la sua meraviglia. Non avere altro scopo che se stessa.

Sai dirmi uno scopo che abbia maggior senso?

P.S. ti anticipo subito, che qualsiasi scopo tipo "andare a comprare il pane" innesca una catena di "e a che scopo andare a comprare il pane?", etc. etc. etc.
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Re: Perché uscire?

Messaggio da Furiousangel » 28 marzo 2011, 11:42

Bhe scusa, il pane se non lo può comprare qualcun'altro per te se vuoi mangiare te lo devi andare a prendere o no?

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Re: Perché uscire?

Messaggio da Sergio67 » 28 marzo 2011, 12:09

"se vuoi mangiare"?

a che scopo mangiare?
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Re: Perché uscire?

Messaggio da Furiousangel » 28 marzo 2011, 13:06

per vivere? :shock:

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Re: Perché uscire?

Messaggio da Sergio67 » 28 marzo 2011, 13:41

e qual'è lo scopo della vita?
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Re: Perché uscire?

Messaggio da Furiousangel » 28 marzo 2011, 19:37

andare a comprare il pane? :D

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Re: Perché uscire?

Messaggio da Sergio67 » 29 marzo 2011, 18:42

anche se non hai fame?
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Qual è lo scopo della vita?

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 9 aprile 2011, 17:58

Credo che la vita non abbia scopo se non quello di autopropagarsi, in tutti i modi possibili.
Gli esseri umani però, a differenza di tutti gli altri esseri viventi, sono dotati di un lobo frontale molto sviluppato, che permette a tutti noi di farsi domande e forse di tentare di darsi delle risposte.
Cedo che il senso della mia vita sta proprio nel cercarlo, giorno per giorno, da sola o in compagnia, nei momenti sereni e in quelli tristi.
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Re: Qual è lo scopo della vita?

Messaggio da Davide49 » 11 aprile 2011, 20:43

dr.ssa Aronica ha scritto: il senso della mia vita sta proprio nel cercarlo, giorno per giorno, da sola o in compagnia, nei momenti sereni e in quelli tristi.
è una bella sintesi, che sento di condividere

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