Se ami un depresso...

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

Rispondi
Bliss
Messaggi: 4
Iscritto il: 27 ottobre 2011, 14:34

Se ami un depresso...

Messaggio da Bliss » 27 ottobre 2011, 14:51

La persona che amo soffre di depressione, attacchi di panico e depersonalizzazione. Un mese e mezzo fa la situazione pare essersi aggravata e lui ha deciso di lasciarmi, sostenendo di volermi bene ma di non essere più in grado, a causa dei suoi problemi, di provare sentimenti forti nei miei confronti - e di non provare d'altra parte nessun tipo di emozioni. Gli ho chiesto quale fosse il motivo preciso che gli aveva fatto scattare la decisione di rompere e mi ha risposto che era la paura di ferirmi. Nonostante fossimo stati insieme per poco tempo, mi ha spiegato abbastanza dettagliatamente i suoi problemi (ovviamente mi ero già accorta di una serie di cose, ma non avevo una panoramica completa). So che ha parlato solo con me della faccenda (alcuni amici sanno che ha avuto problemi in passato ma non si rendono conto della situazione attuale, anche perchè lui continua a lavorare e a fare sport) e che non vuole che io ne faccia parola con nessuno, e non mi sento di tradire la sua fiducia. Sono quasi certa che non si stia curando, e assolutamente certa che non stia assumendo farmaci e che non abbia la minima intenzione di farlo. Lui non ha interrotto i rapporti con me, anche perchè condividiamo amici e attività sportiva, e mantiene un atteggiamento solitamente cordiale, alternando però a tratti eccessive gentilezze a momenti di totale chiusura. Mi ha ripetuto più volte che lui vuole che io sia felice e che non devo preoccuparmi per lui perchè deve tirarsene fuori da solo e non vuole nessuno accanto.
Io però non voglio arrendermi, voglio restargli vicino, fare in modo di riaprire un dialogo fra di noi sui suoi problemi (me ne ha parlato quattro volte subito dopo avermi lasciata ma ero troppo ferita per reagire e in pratica ha parlato solo lui - e d'altra parte mentre eravamo insieme faceva solo accenni e non sapendo il vero problema ero molto confusa) e soprattutto cercare di convincerlo a curarsi.
Che tipo di approccio dovrei usare? Potrei fare qualche "danno" cercando di riavvicinarmi? Non credo che allontanarmi sia la soluzione...

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Re: Se ami un depresso...

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 8 novembre 2011, 14:09

Certamente prlandogli non puoi fargli del male, ma puoi rischiare che lui provi sentimenti negativi nei tuoi confronti. Credo sia meglio sperare che giunga il momento in cui lui si renda veramente conto di quanto soffre e di quato fa soffire gli altri, solo allora sarà disposto a farsi aiutare davvero.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Re: Se ami un depresso...

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 15 gennaio 2012, 13:37

Buongiorno Bliss,
la persona che hai amato, e a cui sei ancora affezionata, soffre di disturbi abbastanza seri. Lui è stato molto onesto con te nel lasciarti, è sufficentemente consapevole del suo stato di sbandamento, che continua a determinare la sua chiusura in se stesso e il suo desiderio di essere lasciato solo. Forse ha proprio bisogno di stare solo con se stesso per poter riflettere meglio, senza sentirsi influenzato o spinto da altre persone a prendere delle decisioni. Accetta di lasciargli tutta la distanza psichica e fisica che ora vuole avere, parlagli solmente se lui lo desidera. Anche io mi auguro che si renda al più presto bisogno di un aiuto psicoterapeutico.
Se ne hai voglia facci sapere come si sta evolvendo questa situazione, auguri!
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Avatar utente
Eddd
Messaggi: 644
Iscritto il: 11 agosto 2007, 16:26

Re: Se ami un depresso...

Messaggio da Eddd » 17 gennaio 2012, 22:02

Dr.ssa Aronica ha scritto:Certamente prlandogli non puoi fargli del male, ma puoi rischiare che lui provi sentimenti negativi nei tuoi confronti. Credo sia meglio sperare che giunga il momento in cui lui si renda veramente conto di quanto soffre e di quato fa soffire gli altri, solo allora sarà disposto a farsi aiutare davvero.
Ma non si sa nulla di questa persona, come si fa a dire di cosa debba rendersi conto? :?
Sempre 'sta frase c'avete in bocca tutti "farsi aiutare davvero", ci fosse stata una persona nella mia vita che m'avesse voluto aiutare davvero al di là delle parole.
Quando l'aiuto da ricevere è dispendioso nessuno ti "aiuta davvero" ma a parole poi gli strizzacercelli "ti vogliono aiutare tutti veramente", è meglio tenersi lontani dalle persone che "ti vogliono aiutare veramente", l'aiuto se funziona e c'è arriva e basta, non c'è bisogno d'esser persuasi ed indottrinati per anni e anni.

'Sto ragazzo si vede che è intelligente e capisce che non c'è poi niente di sostanziale che possa aiutarlo davvero per ora. Bliss se tu lo ami davvero l'unica cosa che puoi fare per aiutarlo è stargli vicino amandolo così com'è paradossalmente senza aiutarlo a guarire o convincerlo a farsi aiutare in modi che forse lui in fin dei conti magari ritiene pure più dannosi che risolutivi per il suo tipo di problemi. Se sei sicura di piacergli, insomma se è vero che è così e sei sicura che non s'è inventato 'sta cosa per addolcire un po' un due di picche (purtroppo c'è anche questa ipotesi da fare), non pretendendo nulla (tipo vieni con me a questa festa con queste persone e cose del genere) e standogli vicino, rispettando anche le sue parti che per te sono malate, lo aiuterai di sicuro. Se tu invece c'hai le tue esigenze e vuoi "una persona sana" molto diversa da questo ragazzo, che intrattenga un certo tipo di relazione con te, lascialo in pace e basta, è più giusto così per tutti e due.

A proporre puoi proporre, ma limitati a proporre e non imporre. Se lui s'è allontanato qualcosa nella relazione con te lo stressava di sicuro, nessuno s'allontana da qualcosa che lo fa star bene. Poi se ti comunica apertamente gli atteggiamenti che gli davano fastidio, sei disposta a non arrabbiarti troppo?

Tu già descrivi il problema tra di voi tramite "la sua malattia" (come fa d'altra parte anche la dottoressa) e secondo me questo modo di impostare le cose è quasi sempre sbagliato, a meno che non si abbia a che fare con malattie organiche conclamate.

Io stesso mi sono sentito più male che bene, quando un'amica voleva aiutarmi a modo suo, se una persona desidera un certo tipo di relazione o desidera un certo tipo di uomo cerchi altrove, non affermi che mi ama e mi vuol far star bene, quando poi vuol farmi guarire secondo certe sue idee e canoni, per avere un me stesso cambiato in un certo modo che piaccia a lei; così ama un ideale proiettato su di me, non me, quel che sono io; io sono anche in buona parte quella che lei chiama "la mia malattia". Se si ama bisognerebbe accettare questa cosa qua, poi le persone possono pure cambiare, ma non è detto che cambino come noi desideriamo che cambino.

L'idea di appioppare a lui una malattia da cui dovrebbe guarire risolve tutto molto semplicisticamente secondo me. Per me ci sono sempre e solo persone, esigenze, desideri, bisogni nelle relazioni, due individui che interagiscono, non c'è nessun terzo costituito da una fantomatica malattia da cacciar semplicemente via da uno dei due per mettere le cose a posto.
Nel nome dell'umanità, allora, nel nome del pudore, nel nome della saggezza, v'invito a immedesimarvi in coloro le cui sofferenze vado a descrivere, prima di discutere quale linea d'azione debba essere perseguita verso di loro. Avvicinatevi loro coi sentimenti e cercate di prendere le loro difese. Siate loro amici, non mostrate ostilità nelle vostre considerazioni. Accettate come dato di fatto l'ignoranza che tutti voi ammettete e date udienza a chi molto vi può insegnare. Disponetevi ad ascoltare con l'animo di un bambino, perché piccini siete, o tali cercate di pensarvi, nella conoscenza di quest'argomento; non credete senza domandare, ma indagate così da poter credere.
Saluti
La nostra vita contiene tutti i mali della tragedia, mentre noi non riusciamo neppure a conservare la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

Rispondi

Torna a “Depressione”