IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

Dr.ssa Aronica
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IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 19 novembre 2011, 15:10

Salve a tutti e a tutte.
introduco questo argomento che vuole sottolineare la possibilità di "lavorare col suicidio per via immaginale" e vi propongo, se volete, di esprimere su questo spazio quali sono le vostre immagini riguardanti il suicidio. Invito ognuno dei partecipanti al forum a lavorare poi con le immagini proposte dagli altri, nel senso di farci qualcosa, sempre a livello immaginale. Potrebbe essere una continua trasformazione di immagini. Lo farò anche io insieme a voi, ma lascio che iniziate voi.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

pippus
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da pippus » 26 aprile 2012, 4:32

nella mia testa vedo il suicidio come "senso di leggerezza"nel senso che con questo gesto si diventi leggeri e si riesca a riposare e non più perseguitati da quell'essere che ti dice sempre cosa fare o che ti commenta tutto

ho risposto così ma non so se ho capito la domanda di questo argomento :roll:
due parole che ti apriranno molte porte nella vita...
SPINGERE E TIRARE!!

Davide49
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Davide49 » 26 aprile 2012, 17:45

troppo doloroso

gufo
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da gufo » 26 aprile 2012, 17:56

Non sono certo di aver capito cosa voglia la dottoressa comunque...
Io la mia morte, o suicidio che dir si voglia, lo immagino come la notte quando mi metto a letto e faccio un sonno senza sogni. Il nulla, serenità, pace ma sopratutto senza il dramma e l'angoscia del risveglio.

Davide49
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Davide49 » 26 aprile 2012, 18:35

gufo ha scritto: senza il dramma e l'angoscia del risveglio.
vorresti descrivere questa amgoscia?

gufo
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da gufo » 26 aprile 2012, 19:48

Davide49 ha scritto:
gufo ha scritto: senza il dramma e l'angoscia del risveglio.
vorresti descrivere questa amgoscia?
C'è poco da descrivere. Ogni girono che ricomincia. Ti svegli e sei ancora li pur non volendo.

Davide49
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Davide49 » 26 aprile 2012, 19:50

da cosa nasce?

quanti anni hai?

gufo
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da gufo » 26 aprile 2012, 20:20

Nasce dal fatto di esistere. Non è rilevante la mia età.

leo
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da leo » 7 maggio 2012, 16:42

In effetti è raro che proprio i primi attimi del risveglio siano brutti, angoscianti...
Per molti lo sono.

Io la mia morte, o suicidio che dir si voglia, lo immagino come la notte quando mi metto a letto e faccio un sonno senza sogni. Il nulla, serenità, pace ma sopratutto senza il dramma e l'angoscia del risveglio.
Questo è interessante secondo me.
Però credo che la sintesi di come molti uomini vedono la morte sia un'immagine simile ma CON l'angoscia del risveglio.
Perfino chi è convinto che morte sia sinonimo di nulla.
Infondo non siamo abituati a nient'altro che non sia l'esserci... l'essere consapevoli di esistere. Ed ovviamente non possiamo temere il nulla perché non siamo nemmeno capaci di concepirlo..
Io, come tanti altri, penso alla morte, come a qualcosa di analogo alla vita. Mi rendo conto di star commettendo un grave errore ma al tempo stesso so che non mi è possibile andare oltre.
Razionalmente non temo la morte. Non ne vedo il motivo. Anche se ignoro cosa comporta non posso comunque far nulla per modificare quello che 'accadrà' o più probabilmente 'non accadrà'...
(mancano anche le parole giuste) .... tuttavia mi è capitato di ritrovarmi con una pistola in mano a riflettere sul suicidio (non è una metafora). Ma come immagine direi che non è male.. tantopiù che è la condizione ideale per molti aspiranti suicidi..... E non riuscivo a non immaginare il mio cadavere. Il foro del proiettile. I danni al cervello, ai tessuti. Perfino il dolore. Dolore che in quel genere di morte, per quel che si sa, è assente o quasi.... addirittura pensavo ai micro-secondi o ai secondi seguenti all'impatto del proiettile.... insomma questo mi spaventava....
tutte cose che hanno a che fare con la coscienza, con il flusso di pensiero, il dolore fisico... insomma la vita.

Credo ci siano due fattori coi quali gli aspiranti suicidi si trovano in un modo o nell'altro a fare i conti. Specie se non si tratta di un raptus ma di una decisione ponderata, com'è quasi sempre... Uno è il dolore fisico, l'altro quello infinitamente più complesso che ho provato a descrivere... Quest'impossibilità di concepire la morte come il nulla (l'immagine di Poe dell'esser seppelliti vivi secondo me nasce da questo.. il non poter concepire la fine di se stessi)..
Perché se da un lato diciamo spesso di essere insignificanti, cose piccole che si sono trovate ad essere senzienti senza un motivo (o per un motivo per i religiosi)... frammenti della consapevolezza..... e spesso ci rivolgiamo a qualcosa di più grande di noi.... è pur vero che siamo tutto il nostro universo. Voglio dire, dal nostro punto di vista nulla esiste al di fuori di noi. Quindi il suicida deve riflettere sul fatto che oltre ad un banale gesto che , secondo i suoi calcoli, porterà alla fine di un insignificante corpo sta , di fatto, progettando l'annientamento di un intero universo...
"Pago la rimozione/ nessuna reazione
Per questo Lula non vince quasi mai" M.C.

Dr.ssa Aronica
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 11 maggio 2012, 12:30

Sul risveglio: nella mia esperienza mi sono accorta che ci sono una manciata di secondi in cui la psiche non si è ancora riassettata al normale stato di coscienza e allo stesso tempo ha abbandonato quello del sonno. In quegli attimi non perceppisco mai né dolori fisici ne sofferenza psichica. Se invece ho vuto un incubo e mi sveglio l'angoscia è subito presente.
Mi ha colpita l'immagine di Leo: il suicidio come la fine di un universo. In effetti noi siamo un universo, di cui conosciamo solo pochi pianeti e forse una stella, e siamo anche in contatto con altri universi. Quando un universo sparisce ne risentono tutti gli altri universi.
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Howl
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Howl » 7 giugno 2012, 23:07

Dottoressa cosa intende in questa chiave per immagini?
i pensieri conseguenti all'idea di suicidio o un dipinto che si materealizza nella mente all'idea del suicidio?

Dr.ssa Aronica
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COSA INTENDO PER IMMAGINE

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 8 giugno 2012, 13:24

Buongiorno,
mi riferisco alla domanda di Howl. per immagine intendo un'immagine mentale, che può essere una parola, una sensazione fisica, un'emozione, un odore, un sapore, un'immagine, che si associa o si è associata all'idea del suicidio per una data persona in un dato momento della sua vita.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

gufo
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da gufo » 13 giugno 2012, 5:38

E cosa da più pace e serenità del nulla?
Ne gioia ne dolore, cosa c'è di meglio?

gufo
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da gufo » 13 giugno 2012, 14:02

Ti stai contraddicendo, lo hai detto tu prima, la morte è nulla, quindi non è neppure "tetra, triste, vuota, buia, è un abisso infinito e grigo, senza colori, senza odori, senza sapori..."
Un po come quando si dorme e non si sogna o si è sedati per un intervento, ci si spegne e basta.
Il che per me equivale alla pace estrema.

gufo
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da gufo » 13 giugno 2012, 15:40

Quella di cui parli tu è la realtà della morte descritta da chi resta, non da chi se ne va ed io invece mi riferisco proprio a quella.
La cosa che sappiamo è che quando il cervello non è attivo si smette di provare ogni cosa.
Se già dormendo(in assenza di sogni) e da anestetizzati non sentiamo nulla è inverosimile pensare che da morti si possa provare qualcosa.
Il freddo, il colore e la decomposizione stessa sono ininfluenti per chi è morto, non danno nessuna sensazione a loro.

E chi lo dice cha pace e serenità appartengono solo alla vita armoniosa, alla gioia ed alla felicità?
A me già l'idea stessa di potermi trovare in uno stato dove non sento nulla da un senso di pace e serenità, che ti possso dire si vede che mi accontento di poco(il nulla) e non punto più in alto(vita armoniosa, gioia o felicità).

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