IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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Haries Cavalier
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Haries Cavalier » 2 settembre 2012, 22:15

Buona sera,

grazie prima di tutto a Lei, dot.ssa Aronica . Ho capito ed ho letto in modo più approfondito, quindi mi scuso in un certo senso !

a blackbird,

concordo pienamente con l' ultima frase che hai scritto :
blackbird ha scritto:Non è una nemesi, semmai un castigo verso se stessi,verso i famigliari. Il suicidio fa terminare le sofferenze di questa vita terrena ma non permette di affrontare seriamente il più grande di tutti i nemici: se stessi.
è vero come, altre patologie ma il Suicidio esatto, è il modo più tragico per sfuggire da se stessi, infatti questo concetto era nascosto nel mio mesaggio, se hai letto blackbird ...

a amore,

ottima domanda che hai posto !
Mi rivolgo alla dot.ssa Aronica ma anche agli altri se vogliono contribuire :

il fatto di avere l' immagine di una pistola,
che senti contimnuamente il rumore ( con la sensazione che possa colpirti o, possa colpire ) del colpo di una palottola quando pensi al suicidio o, a una persona a te cara che possa morire per colpa di, quella pistola in determinate situazzioni
e ti sembra di essere lì, e di vivere quel momento dal vero
cosa può significare ?

In fine Le chiedo, dot.ssa Aronica ...
<< Lei come lo vede, il Suicidio ? >>
perchè tutti partecipano ma penso nessuno abbia chiesto questa domanda a colei che ha aperto questo delicato e forte Tema !

Haries C.
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da blackbird » 3 settembre 2012, 0:55

Haries Cavalier ha scritto:è vero come, altre patologie ma il Suicidio esatto, è il modo più tragico per sfuggire da se stessi, infatti questo concetto era nascosto nel mio mesaggio, se hai letto blackbird ...
Sembrerebbe che il filo conduttore di parecchie delle immagini emerse del suicidio sia la sconfitta,reale o voluta, di se stessi..
Sembra che ci sia una silenziosa lotta che a volte prende degli acuti, e si sbilanci fino all'aldilà, ma che molto più spesso rimanga dentro a corrodere le pareti e imploda piuttosto che svanire con il gesto,finale, del suicidio..

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Il mio silenzio è stato utile...

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 4 settembre 2012, 15:21

Buon giorno a tutte e a tutti.
Riferendomi alle ultime riflessioni di Blackbird circa l'eroe e il suicida, sono contenta di essere stata abbastanza in disparte nei confronti delle vostre immagini, e che Blackbird abbia frovato lo spazio accogliente e non giudicante per poter lavorare con quelle immagini. Dico lavorare, non interpretare.
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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Haries Cavalier » 4 settembre 2012, 15:40

Buon pomeriggio,

a blackbird.

quel che hai espresso esatto è ciò che intendo
infatti il suicidia più che altro pensa solo a se stesso :

vede tutti contro se, il mondo che si estrania dal suo Mondo
e lui che diventa allieno agli altri ma questo,
lui non lo sa,
infatti non si rende conto di come si è portato, a che livello e pensa solamente lui di essere nel Giusto,
così come un ubriaco, un drogato, un autolesionista ec.

credo il Suicidio è
l' atto estremo a cui si arriva, più potente forte e pericoloso delle altre dipendenze citate prima ...
e tutti gli ogetti, i luoghi pericolosi diventano modo
semplice ed illluminante
per provare a mettere in atto il suo pensiero di suicidia !

alla dot.ssa Aronica,

mi può rispondere alla domanda che ho posto, per favore ...

Haries C.
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L'Eroe e l'Autoimpiccato

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 4 settembre 2012, 16:11

Mi è sembrata da subito significativa l'associazione delle figure dell'eroe e dell'impiccato alla tematica del suicidio. Ho voluto lasciar passare un po' di tempo perché si dencantassero dentro di me ed ora mi sento di condividere queste riflessioni.
Il suicida è un Eroe che per un tempo, che a lui sembra lunghissimo, si è dovuto confrontare con il Drago della sofferenza. Ci ha lottato continuamente, fino a perdere le forze, fino a non trovare più il significato della proporia vita. E allora, alla fine, ha deciso di togliersi di mezzo.
L'autoimpiccato è una persona che vuole essere certa di non soffrire nel darsi la morte, e allo steso tempo vuole che questo atto sia irreversibile. Vuole anche che il suo corpo resti quasi intatto, non rovinato o distrutto. Forse vuole lasciare una testimonianza di sé e del suo atto.
L'Eroe è un essere dotato di forze "sovrumane" che gli permettono di lottare contro nemici potentissimi, ma non è un Saggio, non è dotato di capacità di riflessione ed è troppo orgoglioso per chiedere aiuto.
Vi ricordate dell' "...ira funesta del pelìde Achille che infiniti addusse lutti agli achèi..."? Achille è un esempio di eroe irriflessivo ed orgoglioso, così diverso da Ulisse, furbo, paziente, riflessivo, capace di chiedere aiuto, e allo stesso tempo intrepido combattente.
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Come vedo il suicidio?

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 4 settembre 2012, 16:28

Ho già scritto qualcosa nel messaggio precedente. Aggiungo un'ulteriore riflessione.
Il suicidio è un estremo tentativo di "libertà da" che allo stesso tempo toglie qualsiasi possibilità di "libertà di".
Comprendo chi pensa al suicidio, credo che a moltissime persone capiti nella vita di pensarci; rispetto e non mi viene da giudicare chi ha deciso di attuare questo progetto.
Infine mi è capitatro di lavorare a livello psicoterapeutico con persone che ci pensavano e che mi hanno chiesto aiuto in proposito.
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questione di punti di vista

Messaggio da blackbird » 5 settembre 2012, 17:53

Una visione apparentemente, ovvero palesemente, opposta alla mia.
Un eroe negativo,in preda agli istinti-un eroe positivo,riflessivo e sapiente. Uno che non ha mentalmente coscienza della strada intrapresa ed uno che pensa,quindi apprende e conosce.
Sembrerebbero idee in contrasto,opposte..sembrerebbe che gli eroi abbiano connotazioni diverse.
Mi incuriosisce l'idea del Drago-Sofferenza..il popolo cinese,asiatico, non la penserebbe cosi..e nemmeno io,sinceramente..
Questione di punti di vista..la visione ci frega a volte..
Mi incuriosisce l'idea che l'impiccato (diventato auto-impiccato), non sia stato consapevole del fatto che, con quel gesto, il suo corpo sarebbe si' rimasto intatto..ma la sua testa no.. i suoi occhi no.. avrebbe anche rischiato di non morire istantaneamente, ma in preda all'asfissia..
Mi viene in mente che spesso qualcosa che consideriamo positivo, diventa negativo sotto certi aspetti..ovvero lo è in alcuni casi,in certe circostanze..e viceversa.
Penso all'Uroboro, simbolo che spesso mi ha affascinato, che mi rende vicina la dimensione dell'infinito, ma che del mio troppo "essere umano" si bea.

Adesso sovviene un'altra immagine del suicidio:
Il Seppuku giapponese..suicidio programmato con facoltà d'aiuto tramite l'amico..

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I simboli...

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 12 settembre 2012, 17:49

Ogni simbolo contiene in sé molteplici significati, positivi e negativi.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 13 settembre 2012, 14:51

Salve amore,
le rispondo ma la prego, la prossima volta, di rimanere nel tema della sezione del forum oppure di aprire un altro argomento, sempre sulla depressione.
Nell'essere umano la parte inconscia della psiche è quella capace di pensare per immagini, senza tener conto della realtà. La parte cosciente invece è quella capace di ragionamento logico. Quando queste parti sono in comunicazione tra loro, senza che una prevalga sull'altra, tutto va bene, le fantasie non sovrastano la ragione. Se le due parti si scindono allora c'è quella che lei chiama follia, io preferisco chiamarla scissione.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da blackbird » 13 settembre 2012, 14:59

Dr.ssa Aronica ha scritto:Ogni simbolo contiene in sé molteplici significati, positivi e negativi.
E l'attribuzione del significato dipende dalle nostre esperienze e da quello che è nel nostro inconscio?
E quando ne deduciamo costantemente un'immagine rigida, positiva o negativa, radicale e poco elastica da cosa dipende?

In effetti quello che dice Amore
amore. ha scritto:Com'è che la follia è fervida di fantasia?
Perché si è sbrigliata dalla ragione?
potrebbe essere considerato paradossale: Perchè essere fervidi di fantasia circa il suicidio, dove la fantasia sarebbe incanalata in senso univoco verso la morte, dove non c'è slancio vitale e l'energia sembra scemare?
Personalmente, invece, mi trovo tra i "folli" perchè sento di aver perso la fantasia, sento che è morta...e questo proprio perchè ho dovuto abbandonarmi al progresso incontrastabile della ragione..

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Re: IL SUICIDIO E LE NOSTRE IMMAGINI

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 14 settembre 2012, 14:44

La mia proposta di un lavoro immaginale con il suicidio è nata dal desiderio di aiutare a sbloccare la psiche dalle idee fisse e morte su questo tema. Quando la psiche si blocca su un'immagine e solo su quella allora c'è una stasi e una conseguente sofferenza.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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