Mio fratello Giacomo.

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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mikjei
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Mio fratello Giacomo.

Messaggio da mikjei » 5 aprile 2012, 0:46

Salve sono Giovanni, ho 26 anni e voglio esporvi il mio problema.
Ho un fratello di nome Giacomo, che ha 21 anni e mi sta causando tantissimi problemi. Durante l'adolescenza, ha sempre presentato problemi che presentavano tutti i ragazzi della sua età, litigate normali per uscire e ritirarsi più tardi o per volere un jeans firmato di troppo. Tutto è cambiato dall'estate 2009, quando è tornato da una normale vacanza con gli amici, e non è stato più il Giacomo di sempre. Lasciato dalla ragazza - che per anni gli ha inculcato soltanto timore e rabbia e fissazioni nella testa di un adolescente che stava ancora crescendo, e a cui si attribuisce una parte del problema - Giacomo aveva combinato cose da pazzi: era riuscito a prendersi una denuncia per rissa in una discoteca della zona, aveva iniziato a fare uso di stupefacenti (hashish e marijuana) e ad ubriacarsi spesso. Grazie all'aiuto di uno psicologo della zona, con la quale Giacomo aveva instaurato un bel rapporto, siamo riusciti a risolvere il problema e a vivere un 2010 sereno e felice, ricredendo dinuovo nel valore della famiglia e dell'amicizia. Purtroppo, nel 2011 il problema si è ripresentato. A differenza di prima dove le sue frustrazioni erano accanite su altre persone, quella volta si sono accanite su noi della famiglia. Giacomo ci aveva fatto passare un anno d'inferno, esaurendo me, mio padre mia madre e mia sorella ed arrivando anche a metterci le mani addosso per delle banalità. In più era stato capace di farsi cacciare dalla sua comitiva, che ormai non lo sopportava più. Molti amici mi avevano consigliato di cacciarlo di casa, ma nelle sue condizioni non me la sentivo proprio di farlo. Ritrovando un giorno un pezzettino di hashish nel suo pantalone, avevamo creduto di aver risolto il problema e l'abbiamo attributo a quella roba. Infatti Giacomo dopo esser stato sgambato aveva promesso di smettere e così passammo anche l'estate 2011 in tranquillità. Era venuto con noi nelle vacanze di famiglia -cosa che non succedeva da molto tempo- . Verso dicembre 2011 Giacomo non è riuscito a superare il tirocinio per entrare nell'aeronautica militare, suo grande sogno. Ricredendo in un nuovo mancamento, io e la mia famiglia abbiamo sempre tentato di convincerlo che anche se non ce l'aveva fatta, la colpa non era stata sua, ma di questo mondo crudele, dove si entra solo con raccomandazioni. Lui sembrava aver accettato bene la notizia e tutto sembrava proseguire con il verso giusto. Fin quando il 1 marzo, verso le 2 di notte mi chiamano i carabinieri e mi avvisano che mio fratello aveva appena avuto un incidente con l'auto. Non è stata una distrazione o un colpo di sonno: mio fratello era compatibile al test del palloncino con un tasso alcolico di 3,5 (80% superiore rispetto a quello previsto dalla legge italiana) e al test del capello, dove risultava che aveva anche fumato hashis. Da quel giorno nella mia famiglia non si è capito più niente. Da parte di Giacomo c'è stata una grande carenza: oltre ad un consumo eccessivo di alcool e droghe leggere, sembra che mio fratello abbia perso del tutto la testa. Ha perso tutta la vergogna. Fa delle figuraccie e le fa fare agli altri -cosa che non ha mai fatto-, dopo il ritiro della patente cammina su una bicicletta rotta come un barbone, chiede sempre soldi ed è diventato molto violento. Minaccia sempre di usare le mani e le usa anche per una piccola sciocchezza. Non è normale. Va da mio padre a rompergli l'anima, offendendolo e prendendolo in giro, offende anche mia sorella 16 enne, mangia come un porco ed è ingrassato di circa 15 kg in circa 1 mese. Io non riesco a capire cosa davvero devo fare. Sembra un cretino. Il vecchio psicologo non riesce a capire, mi dice che tutto si risolverà come si è risolto negli altri anni. Ma io quest'anno la vedo diversa, e per questo ho deciso di iniziare a frequentare con lui un altro specialista, che pero mi ha detto di aver bisogno di altre sedute per capire il vero apice del problema.
Alcuni mi hanno detto di non stargli troppo addosso, ed io lo faccio. A differenza mia, invece, mio padre gli sta sempre addosso da essere stato soprannominato "ombra", gli critica tutte le cose che fa sbagliate, e sembra che lui ci provi gusto a vedere mio padre soffrire, e molte volte perdendo la pazienza volano le mani. 
Dopo aver raccontato la mia storia voglio chiedere a voi specialisti: secondo voi sono normali questi atteggiamenti per un ragazzo che semplicemente, sta affrontando una crisi, oppure mio fratello ha perso davvero le rotelle? Cosa posso fare per fargli capire che questi sono i migliori anni della sua vita e non può distruggerli così? Devo convincere anche a mio padre a non ossessionarlo troppo o devo anche io stargli addosso come lui? Altri specialisti mi hanno detto che lui non è Giacomo: è una persona che vuole uccidere Giacomo.
Come posso "scacciare" questa persona dal suo corpo e far tornare dinuovo mio fratello com'era : un ragazzo normale, capace, intelligente e sorridente al punto giusto? Come posso fargli capire che le droghe e l'alcool non portano a niente e che non risolvono i suoi problemi? 
Chiedo aiuto a voi professionisti che sicuramente avete più esperienza di me e credo che già siate stati a contatti con ragazzi come mio fratello.... Ho inserito il post nell' area "depressione" perchè in fin dei conti è quella che prova mio fratello -o almeno credo-.
Aiutateci, perchè io e la mia famiglia, ormai, non sappiamo più cosa fare.
Attendendo vostre risposte, corgo l'occasione per augurarvi una buona settimana Santa e porgervi i miei cordiali saluti.
Giovanni.

Davide49
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da Davide49 » 5 aprile 2012, 9:49

mikjei ha scritto: Grazie all'aiuto di uno psicologo della zona, con la quale Giacomo aveva instaurato un bel rapporto...

Il vecchio psicologo non riesce a capire, mi dice che tutto si risolverà come si è risolto negli altri anni.

ho deciso di iniziare a frequentare con lui un altro specialista, che pero mi ha detto di aver bisogno di altre sedute per capire il vero apice del problema.
spero che gli psicologi del forum ti risponderanno.
personalmente, leggendo ho pensato due cose:
uno, che oltre a difendere il fratello da se stesso, qui c'è un intero nucleo familiare da proteggere non solo da imprevedibili sviluppi ma anche già al presente
due, posso sbagliare ma credo che per come si sono deteriorate le cose in pochissimo tempo occorra quanto prima un valido psichiatra, oltre al supporto dello psicologo

mikjei
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da mikjei » 5 aprile 2012, 20:12

Quindi consiglieresti l'aiuto di uno psichiatra? E per fare cosa? Soltanto per riempirlo di medicinali?

Davide49
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da Davide49 » 5 aprile 2012, 20:50

non pensavo ai medicinali (in ogni caso se i medicinali siano necessari o no, lo può stabilire solo uno psichiatra). ma leggendo che il vecchio psicologo nonostante il buon rapporto non è riuscito a capire, e il nuovo specialista (suppongo un altro psicologo) ha bisogno di altre sedute per capire il problema, e dopo aver capito si sa che i tempi di una psicoterapia sono comunque lunghi, a volte anche anni, io sentirei comunque il parere di uno psichiatra con ampia esperienza e casistica osservata e seguita. io davanti a una grave sofferenza psicologica mi regolerei così.

mikjei
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da mikjei » 5 aprile 2012, 23:30

Forse hai pienamente ragione. Vorrei provarle veramente tutte e, credimi sinceramente vorrei sentire anche il parere della dottoressa moderatrice di questo "gruppo". Credimi, sta veramente distruggendo una bella famiglia. Cordiali saluti.

Dr.ssa Aronica
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 11 aprile 2012, 17:54

Salve Mikjei,
sembra anche a me, come ai colleghi che lei ha consultato, che in suo fratello agisca un'ombra negativa che cerca di sabotare il suo sviluppo nel senso dell'autonomia e indipendenza. Esiste un problema a livello famigliare: suo fratello che impersona il cattivo e si deve confrontare con lei che è il fratello "bravo", suo padre che gli sta sempre addosso... ma sua madre dov'è? Cosa fa e cosa dice?
L'uso eccessivo di sostanze può essere indice di una crisi depressiva, come lei ha giustamente colto, ed anche il fatto che in passato si è "appoggiato" a una donna apparentemente più forte di lui.
Suo fratello lavora? Potrebbe provare a rendersi indipendente dalla famiglia e a vivere da solo? Chi eventulmente dovrebbe valutare se mandarlo anche da uno psichiatra dovrebbe essere lo psicoterapeuta da cui sta andando. Per ora credo che lei ha fatto anche troppo, e che dovrebbe attendere il corso della psicoterapia (è uno psicoterapeuta abilitato o solo uno psicologo? Suo fratello ci va con regolarità? Va insieme a lei? Lei partecipa alla seduta? Quante vole alla settimana? Chi paga la psicoterapia?)
Come prima impressione mi sembra che suo fratello stia vivendo con ritardo una crisi adolescenziale. Ha bisogno di un sostegno discreto da parte dela famiglia, deve trovare la sua strada da solo.
Ci faccia sapere, se vuole, come si sta evolvendo la situazione, se risponde alle mie domande avrò qualche elemento in più per capire.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

mikjei
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da mikjei » 16 aprile 2012, 0:51

Carissima dottoressa, innanzitutto vorrei scusarmi per non aver potuto rispondere velocemente, visto che sinceramente con tutti i problemi -che stanno degenerando molto- non ho neanche avuto 5 minuti per controllare il mio pc. Vorrei innanzitutto rispondere, una alla volta, alle sue domande: 
 ma sua madre dov'è? Cosa fa e cosa dice? : Fino a qualche anno fa, era mia madre a darci punizioni continue, a farsi rispettare e a volte -quando ce n'era bisogno" anche a picchiarci. Il suo rispetto era superiore anche di più rispetto a quello di mio padre. Col passare del tempo pero, noi siamo cresciuti e mia madre è invecchiata. Ai giorni d'oggi non riesce più a farsi rispettare come una volta. Certo comunque non subisce e risponde a ciascun tipo di violenza -che sia verbale o manesca- ma c'è anche da dire che ormai passa la maggior parte delle giornate a lottare e a piangere chiedendosi come mai ha un figlio "così". 
Suo fratello lavora? No, mio fratello non lavora. A maggio dovrebbe affrontare i quiz della guardia di finanza, ma non penso che in queste condizioni ce la farà. 
Potrebbe provare a rendersi indipendente dalla famiglia e a vivere da solo? No, a mio parere, se fosse allontanato dalla famiglia e o cacciato di casa, farebbe la fine di un barbone, vivendo sotto i ponti ed elemosinando o mangiando dall'immondizia. 
Chi eventulmente dovrebbe valutare se mandarlo anche da uno psichiatra dovrebbe essere lo psicoterapeuta da cui sta andando. -- Mio fratello non sta seguendo uno psicoterapeuta, ma semplicemente uno psicologo che a mio parere, non sta funzionando affatto. Dal mio punto di vista, mio fratello con la sua grande arte diabolica riesce ad assecondare anche lui e a fargli credere di star bene. Anche perché dopo 3 anni, questo tipo di problema si è ripresentato ben 4 volte (questa volta però sembra esser il caso peggiore) e questo "specialista" non è riuscito a darmi una spiegazione, a dirmi qualcosa, su cosa avesse mio fratello, su quale fosse il suo problema "di base". Ho provato a volte di chiedergli di cambiare specialista: mi ha risposto di voler rimanere in cura da lui, perché ci è affezionato. Ma secondo me non è affatto così. Per niente. Mio fratello Sà che un altro specialista potrebbe riuscire a cercare il suo vero problema. In più lui sà anche che non riuscirebbe a raggirarlo a modo suo con le parole.
è uno psicoterapeuta abilitato o solo uno psicologo? No, come già ho detto prima, è solo uno psicologo. 
Suo fratello ci va con regolarità? Si, perchè sà che li parlerà soltanto delle future partite di calcio ecc. senza giungere a nulla di concreto. 
Va insieme a lei? Lei partecipa alla seduta? No, lui assolutamente non mi vuole con lui alla seduta. Secondo me, sà che con me non riuscirebbe a nascondere al meglio i suoi problemi, e sarebbe deriso se io raccontassi qualcuno dei suoi ultimi "episodi". Infatti proprio domani ho una seduta col suo psicologo, ma ci andrò da solo, perchè già mi ha detto che con me non verrà. 
Quante vole alla settimana? 1 o 2
Chi paga la psicoterapia? Visto che non lavora, non ha dei soldi indipendenti e quindi la risposta è ovvia. Paghiamo noi le sue sedute. 
La situazione non si sta evolvendo affatto bene per niente, nonostante fossero passati già circa 2 mesi dall"inizio di questo suo nuovo "mancamento".
Colgo l'occasione di questo post per chiederle un altra cosa: che differenza c'è tra uno psicologo ed uno psicologo-psicoterapeuta? Il secondo che "vantaggi" in più ha? Di cosa si occupa l'uno, e di cosa si occupa l'altro? Secondo lei, sarebbe il caso di far abbandonare questo psicologo a mio fratello e fargli seguire uno psicologo-psicoterapeuta e o fargli seguire la figura di tutti e due e poi far scegliere a lui da quale dei due restare? 
Cordiali Saluti

Dr.ssa Aronica
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 16 aprile 2012, 8:35

Buongiorno Mikjei,
il problema di suo fratello, come lei ha già capito, è serio. L'abuso di alcool mi fa pensare a un sostituto antidepressivo, credo che suo fratello abbia una forma di depressione ed insieme soffra di una profonda insicurezza e autostima bassissima, che maschera con la sua violenza.
Il fatto che vada da uno psicologo non gli serve a niente. Lo psicologo è una persona che ha conseguito la laurea in psicologia, ma non è specializzata in psicoterapia e dal punto di vista legale non la può fare, può solo fare sedute di ascolto. Di conseguenza non ha gli strumenti necessari ad aiutare una persona che ha i problemi di suo fratello.
Purtroppo suo fratello non si accorge di avere problemi e di crearne anche a chi gli sta accanto, è un paziente difficilmente accessibile, ha bisogno di uno psicoterapeuta esperto, che non si faccia manipolare da lui. Sarebbe anche utile che lui andasse da uno psichiatra che potrebbe aiutarlo a livello farmacologico, consentendogli di abbandonare l'alcool che è un "antidepressivo fai da te" dannoso alla salute e assolutamente non efficace.
Ci faccia sapere, se vuole, come va la vostra situazione.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Davide49
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da Davide49 » 16 aprile 2012, 13:03

mi permetto di intervenire. ma leggevo e riflettevo sulle cose che ho letto, più che altro sorgono delle domande, senza avere la pretesa di avere capito una situazione che solo chi la vive può capire appieno.
mi pare che qui si parli anche di un'infanzia e una preadolescenza segnate dalla presenza di una madre (si parla di lei ma si è ancora detto ancora poco del padre, benché quel poco sia molto significativo) autoritaria, "punizioni continue"... che picchiava (e addirittura picchiava "fino a qualche anno fa" figli che oggi hanno 21 e 26 anni) aggressiva, "militaresca" in senso sbagliato e deteriore (e mi viene da collegarlo ai progetti di vita fin qui elaborati e più che legittimi e positivi ma mi domando fino a che punto davvero libera scelta o non piuttosto condizionati dal modello materno, quello prevalente in famiglia, comunque una divisa, magari compensatrice di insicurezze, l'areonatica militare, la guardia di finanza) si direbbe una madre quasi anaffettiva, che suscita timore, quasi un abbandono psicologico...
"era mia madre a darci punizioni continue, a farsi rispettare e a volte -quando ce n'era bisogno" anche a picchiarci. Il suo rispetto era superiore anche di più rispetto a quello di mio padre"
la madre "passa la maggior parte delle giornate a lottare e a piangere chiedendosi come mai ha un figlio "così""... ma è una madre che, prima ancora di aiutare un figlio in crisi, ha saputo fare un'autocritica? e se l'ha fatta, l'ha espressa?
ma questo ragazzo ha sentito in casa una rassicurante aria calda e protettiva di "cuccia"? o è stata per lui una specie di fabbrica di insicurezze, insicurezze da dover poi nascondere anche a se stesso sotto un ruolo di aggressività anche carica di rancore che adesso a 21 anni, nelle tempeste dell'età, scoppia senza freni inibitori?
e il padre, che si dice essere meno rispettato della madre, che ruolo affettivo aveva? compensava l'assenza o carenza affettiva della madre con un "di più" di protezione, di amore e di calore affettivo? oppre ha "abbandonato" anche lui? del padre si è detto che il fratello minore "Va da mio padre a rompergli l'anima, offendendolo e prendendolo in giro".
e il fratello maggiore che ha dunque assunto un ruolo protettivo nei confronti del fratello minore, e con la sua preoccupazione si sente tutta la sua tenerezza verso il fratello e soffre per lui ma anche vuole "fare squadra" con lui, aiutarlo a vernir fuori da una crisi così difficile (forse è questa la cosa che più di ogni altra mi colpisce in questo post, questo forte legame fraterno) e sembra un po' essere diventato lui il genitore affettivo e protettivo del fratello in crisi ed evidentemente infelice.
una stessa famiglia, ma due persone diverse, anche fratelli reagiscono in modo differente a una situazione comune.
e poi, dopo quello che mi sembra un abbandono da parte della madre, l'abbandono di una ragazza (un altro abbandono) e una "ragazza - che per anni gli ha inculcato soltanto timore e rabbia e fissazioni ", mi colpisce la parola "soltanto", soltanto questo, soltanto "rabbia e timore" (le due facce della stessa medaglia, l'aggressività e la paura), ancora una volta non amore, non calore. ci credo che alla fine uno possa "scoppiare", arrabbiarsi...
ma 21 anni sono ancora età di crescita, di cambiamento, tutto è ancora in gioco, ma occorre agire prima che una crisi si cronicizzi, occorre cercare un aiuto. io credo che occorra ricreare (o forse creare per la prima volta in modo pieno) un ambiente di calore familiare, che aiuti ad assumersi esponsabilità e far crescere la speranza, fiducia, e aiutare ad elaborare un positivo progetto di vita, qualunque esso sia, ma che venga fuori dalle proprie potenzialità coltivate, non dalle proprie paure e dai condizionamenti più pesanti.

mikjei
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da mikjei » 7 maggio 2012, 1:21

È passato tanto tempo ormai dalla mia ultima risposta e vi chiedo scusa. Il lavoro, le grandissime frustrazioni e delusioni che ogni giorno mil fratello porta a casa, la vita in generale, forse sta distruggendo anche me. Stasera pero mi sento in dovere di rispondervi, forse anche per sfogarmi un po'. Sono successe tante cose dall'ultimo messaggio inviato, e provo a sintetizzarvi le ultime, più importanti. Siamo riusciti a convincere Giacomo a frequentare uno dei famosissimi centri Narconon, situato a L'Aquila,  facendo anche dei sacrifici economici considerando il prezzo un po' elevato che il centro chiedeva. Mio fratello acconsentiva a frequentare il centro e noi tutti felici avevamo trovato una speranza in più, grazie non solo a Floriano -un ottimo ragazzo del centro che ha fatto grandi cose per noi- ma anche a tutte le testimonianze di persone che erano riuscite a combattere anche la crisi da eroina. Purtroppo non è stato così. Mi fratello, dopo aver frequentato per un solo giorno il centro è voluto ritornare a casa, minacciando me e gli operatori del centro di denunciarli per sequestro di persona, e davanti a tale affermazione hanno soltanto potuto mandarlo via. I motivi del suo rifiuto -da quel che dice lui- sarebbero un campo poco accessoriato e tante futilità. In realtà mio fratello ha soltanto offeso tutte le persone del centro definendole drogati e tutti gli operatori che gli hanno sempre portato massimo rispetto. Dal suo ritorno a casa non è mai cambiato: in 10 giorni ha fatto sempre gli stessi discorsi: odia la sua vita, non ci tiene più, a volte pensa che sia meglio il suicido, non ha più amici, le ragazze in questa condizione non lo vogliono ecc. Ha anche iniziato a fare un uso eccessivo di hashish, fumandosela davanti anche a me e mio padre, senza ne vergogna ne pudore ormai. Pero ieri sera, è successa una cosa che veramente ha sconvolto tutti: tornato a casa a tarda sera (verso l'una) è andato in bagno. Il mio 6 senso mi diceva che qualcosa non andava ed è per questo che gli ho aperto la porta per vedere cosa stava facendo. Subito ho visto che appena sono entrato ha posato una cosa per terra e mi ha urlato "che vuoi?". C'era soltanto puzza di  fumo di sigaretta, niente di più. Credendo che si stesse preparando il solito spinello, io e mio padre abbiamo deciso di incastrarlo, e di fargli rimangiare tutte quelle stronzate che aveva detto un paio di ore prima del tipo "io non mi faccio più gli spinelli, non bevo più" soltanto per avere qualcosa di soldi in più rispetto al solito, visto che li aveva già consumati tutti. Così escogitiamo uno stratagemma. Il mio bagno ha una finestra che affaccia sul balcone al lato opposto. Mio padre ha aperto la porta e l'ha trovato vestito col jeans addosso seduto sul water, con la tavoletta abbassata. Mentre mio padre apriva la porta, e lui si alzava posando sempre quella "roba famosa" per terra e andando vicino a lui alla porta, io ho sfondato la finestra e saltato nella vasca sono riuscito a prendere tutto il materiale che c'era per terra. Lo so forse è stata una cosa assurda, ma il mio 6 senso mi diceva di farlo, ed c'hai azzeccato in tutto e per tutto. Su un cartone d'appoggio ho trovato circa un grammo di cocaina, una tessera sanitaria per tagliarla e un pezzo di carta arrotolato a tipo sigaretta stretta pronto per pippare.
Davvero non so più come fare. L'ho convinto a frequentare una psicologa psicoterapeuta a S. Maria Capua Vetere, una bravissima e preparatissima psicologa, anche se pure in lei vedo poche speranze. La mia visione, ormai è questa: per mio fratello non ci sono più speranze sensate, ormai due cose possono aiutarlo : o una vera comunità a tutti gli effetti e non un centro disintossicazione-relax super mega accessoriato con piscine campi vari ecc, come quello che ha visto, o la galera.
Nonostante tutto, lui continua a sostenere di non fare uso di quelle sostanze, dice che è soltanto polvere o gesso.
Fra 10 giorni ha anche i quiz per entrare nella guardia di finanza, ma anche li vedo pochissime speranze: non si sta impegnando per niente a studiare. E una volta che non sarà ammesso e le sue frustrazioni aumenteranno sempre di più? La guardia di finanza è l'unica speranza che abbiamo per dargli un lavoro. Se perde anche questa opportunità dove posso mai mandarlo? Non ha delle doti particolari, non ha interesse per niente, non è nato con nessun amore per delle materie specifiche... Poi con questa crisi che c'è in giro proprio a lui scelgono che ormai sembra un orco, ingrassato di circa 10 kg con una faccia o furiosa che ti incute tanta paura, oppure come quella di un neonato, divertita come quella di un down a tutti gli effetti, che secondo me in queste condizioni, ragiona anche meglio di lui. Io non so più che soluzioni prendere, quali consigli adottare. Si sta distruggendo in tutto e per tutto, e credetemi vedere distruggere una persona che ha fatto parte e fa parte della tua vita come lui, con cui prima hai condiviso anche il sonno, è davvero bruttissimo e terrificante. Forse appresso a lui, sta distruggendo anche me. Buonanotte a tutti. 

Davide49
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da Davide49 » 7 maggio 2012, 8:47

Ho appena letto questo messaggio. io non sono in grado di risponderti, davanti a tutta questa sofferenza, ma volevo dirti che ho letto.

Dr.ssa Aronica
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Re: Mio fratello Giacomo.

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 8 giugno 2012, 13:30

Anche io ho appena letto questo messaggio, e anche io resto senza parole.
Provo un profondo senso di dolore e impotenza.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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