I'm loosing my favourite game

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

Dr.ssa Aronica
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"Cosa dovrei fare in questo momento?"

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 16 giugno 2012, 18:00

In un suo messaggio, che si trova nella prima pagina, amore le aveva proposto di fare una psicoterapia.
Credo proprio che lei ne ne abbia bisogno, lo deduco dai sintomi di cui ci ha parlato, che non solo solamente psichici, ma anche somatici; in particolare la colite ulcerosa è un segnale molto forte.
Dai suoi messaggi sembra anche che in lei ci sia tanta rabbia a fior di pelle, altro segnale di una psiche sofferente.
Lei che ne pensa di un possibile percorso psicoterapeutico o analitico? Come mai non ha riflettuto su quello che anche amore le aveva suggerito?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Howl
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Re: "Cosa dovrei fare in questo momento?"

Messaggio da Howl » 16 giugno 2012, 19:51

amore. ha scritto: Cos’è ? E’ proprio, davvero l’incertezza del futuro ?
Il fatto che hai scelto un corso di studi che non è quello da te preferito ? e per quale motivo l’hai scelto, è stato una richiesta dei tuoi ?
Avevi una ragazza, per quali motivi non l’hai più ? Sembra una domanda banale, lo so, ma a volte ...
E gli amici ?

Credo che per uscire da una crisi bisognerebbe dapprima individuare bene quale o quali cose determinano la crisi, e poi vedere di risolvere...
Magari se da soli non sembra facile, possiamo farci aiutare da persone competenti...
-Non lo so.. non so se è solo l'incertezza nel fututo, o questo ed altro. Non so se sia qualcosa che non voglio ammettere a me stesso.
Forse non sono adeguato, forse devo solo accettare le cose così come sono.

-allafine del liceo, ho perso il gruppo di amici, tranne uno, e avevo una ragazza. Dovevo scegliere un corso di studi.
Per me questa scelta era davvero importante, perchè vedevo la mia vita nello studio, pensavo mi aspettasse
un mondo nuovo dove crescere, condividere interessi, ero molto caricato all'idea di fare del mio meglio.
Tuttavia nella scelta mi ritrovavo solo; ero legato con quel mio amico e mi confrontavo con lui nelle scelte.
Allo stesso tempoero molto influenzato dall'opinione di mio padre che l'università l'aveva già fatta;
io di fondo sarei voluto andare a studiare fuori, ma mio padre mi voleva a casa (non è che facesse
qualcosa per impedirmelo, ma non mi appoggiava) e poi qui avevo la mia ragazza.
Mio padre voleva che facessi medicina nella mia città.
Nella scelta del corso volevo scegliere una cosa diciamo quasi perfetta,
nel senso che la matematica si mi piaceva, ma volevo più opportunità e volevo
quacosa che non fosse scontato, così scelsi per ingegneria aerospaziale (quasi senza motivo, solo perchè mi pareva il
meglio che ci fosse perchè pensavo si facesse molta fisica, matematica, e quindi fosse la migliore
tra le soluzioni: lo so è un discorso sbagliato senza senso, campato in aria).
In un primo momento mi organizzai per andare a studiare a Torino: trovai una casa, feci il test,
ma all'ultimo rinunziai perchè non volevo andare in una nuova città da solo, avevo paura, forse ero troppo immaturo,
e qui avevo lo sport che per me contava ancora molto, e la mia ragazza.
Così iniziai a fare il pendolare (alla Sapenza) ma presto rinunciai per questo stile di vita che odiavo e per l'ambiente affollato e
mi aspettavo di meglio. Alla fine mi iscrissi al corso di ingegneria nella mia città, un posto più tranquillo e vicino casa.
Quindi alla fine ho scelto per comodità, perchè era vicino casa, e perchè non ero convinto, o abbastanza forte,
per iniziare un percorso di studi in un'altra città. Tuttavia anche questa scelta non fu convinta: per due anni
stetti a rimpiangere di non essermene andato, o di non aver fatto un'altra scelta, ma gli
esami li davo e quindi rimasi li dove ero. Fece questa scelta anche quel compagno con cui continuavo a vedermi;
dopo il primo anno ci frequentammo sempre meno, e i rapporti sono pressochè finiti.
La mia insoddisfazione e solitudine mi ha ha portato a stare male con me stesso; fino al punto
di stare male anche con gli altri, in particolare con la mia ragazza. Non riuscivo
più a essere spensierato, felice, non riuscivo più neanche a stare bene con lei.
Così l'anno scorso ci lasciammo. E a me non dispiaque, fu difficile non avere più alcune abitudini.
Il fatto è che non ci soffrii: noi due comunque ci vediamo ancora, è un'amica,
ma spesso non vuole ascoltarmi quando le parlo della mia amarezza, perchè forse non riesce a capirmi
e vuole che la smetta di lamentarmi (avrà ragione, lo vorrei pure io).
Quando ci sentiamo ultimamente non so che dirle, non so più di cosa parlare con molta gente.

-avevo un gruppo di amici alle superiori d icui facevamo parte io e la mia ragazza: poi si è sfaldato per litigi vari.
l problema è che per mia ottusità altri amici non me li sono fatti, neanche nello sport.
Ho avuto un periodo difficile alle medie, e sembrerà sciocco, ma dopo avevo paura ad uscire con persone molto estroverse
perchè mi vergognavo, o forse semplicemente perchè non avevo interesse. Dopo le superiori ho provato a legare con
i ragazzi dell'università, ma erano troppo diversi da me; provai, ma non riuscendo, la mia autostima calava,
e provavo ancora più vergogna per il mio essere, per le mie incapacità. Ultimamente mi sono un pò più chiuso,
almeno con quelle persone con le quali ho capito, provando, che un rapporto non può esserci.
Ora mi trovo bene a parlare solo con un compagno di allenamenti molto più grande.
Ammetto che forse non ho un bel carattere, e che forse faccio errori inconsci che possano dar fastidio alle
altre persone. tuttavia ho notato più volte atteggiamenti di invidia nei miei confronti,
da parte degli altri, e anche da parte di quel mio amico. Così ho capito che devo anche difendermi il più delle volte.
Forse ho un brutto carattere perchè maschero la mia insicurezza con atteggiamenti che potrebbero dar fastidio,
un pò come le frasi di amore, per far capire, o atteggiamenti di superiorità.
Tuttavia questo forse qualche anno fa, ora penso di aver smesso con certi atteggiamenti, anche perchè sono molto più distaccato,
ho cambiato modo di rapportarmi alle persone. Sono molto più disilluso.

Amore. sicuramente ti sei fatta due scatole come una casa leggendomi:mrgreen:
alla fine lo so, sono banalità

Dr.ssa Aronica
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Re: I'm loosing my favourite game

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 17 giugno 2012, 1:14

Buonasera Howl,
le sue non sono banalità come ha scritto, ma il fatto che lei lo pensi è un altro indice che la sua autostima sia davvero calata parecchio.
Qui nessuno è obbligato a leggere o a rispondere; che lo fa è perché è interessato.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Howl
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Re: I'm loosing my favourite game

Messaggio da Howl » 20 giugno 2012, 0:01

Amore, sei proprio un angelo!
Farò tesoro delle tue parole, tornerò a rileggere ogni volta che mi perderò e ogni volta che dimenticherò qualche ingrediente importante...

Mi hanno trasmesso molto le tue parole, mi hanno trasmesso anche un pò di te, il che mi ha dato una piacevole sensazione, di calore, di vita.
Mi hai mostrato cose che non avevo visto o che non avevo mai visto tutte assieme, e che nessuno mi aveva mai detto così in questo modo!
Queste mie parole non vogliono essere un mero ringraziamento; è in maggior parte un modo per condividere quello che hai dato a me
dopo averlo fatto mio, nel valore del tuo messaggio.
Ho un fratello: gli voglio un bene dell'anima, è una persona che ha un valore inestimabile nella mia vita: forse dovrei stargli più
accanto, soprattutto quando sto male. Con nessun altro ragazzo ho mai avuto un legame, un empatia da parte sua, simile;
è la figura con cui relazionarmi che più spesso mi ha fatto sentire più umano, a cui più spesso mi sono sentito vicino.
E mi rendo conto di questo preziosa parte del mio mondo che lo colora e lo arricchisce. Hai ragione, potre stargli più vicino.
Ho una sorella (da parte di mio padre): ha 34 anni ma non viviamo insieme, ci vediamo ogni state, e per me c'è l'affetto
di una sorella, ma siamo cresciuti disìtanti senza litigi, convivenza o confronti; quindi è un rapporto leggermente diverso,
ma comunque ci vogliamo bene. Penso che abbia passato periodi difficili, e per questo vorrei magari avesse avuto più
persone vicine che la sostenessero con la loro presenza. Non vorrei che il rapporto con lei si rovinasse con l'andare degli eventi.

"Pensavo poteva esserci di meglio" la curiosità era tanta e in un certo modo ero voglioso di conoscere aspetti del mondo
sui quali da solo non avrei mai indagato e che non mi sarebbero mai stati noti. Anche la curiosità di vedere altri aspetti della vita,
altre persone con gusti differenti che avevano fatto una scelta.
Cercherò, ma dubito di riuscirci -cavolo di pigrizia!-, di seguire una scala di gradini concreti! L'organizzazione non è proprio il mio forte:
ogni volta sbaglio a distribuire tempi, energie, spinte propositive, gli scalini spesso li dimentico o li faccio tutti storti
o troppo lunghi, e c'è sempre il rischio di inciampare.
L 'organizzazone è importante ma rende anche meno artistica la vita.. e soprattutto mi
pesa.. però è una base sistematica che rende più fluide e sequenziali tutte le cose per la quali ci si opera e si programma.
Devo ammettere che l'essere organizzati è comunque un segno di maturità e presa di coscenza.
La pausa purtroppo credo che non ci sarà per come si stanno mettendo le cose! l'importante è avere la voglia,
è l'ansia e l'insofferenza che distruggono i nervi... e anche una a mala gestione delle attività.

Mio padre è laureato in statistica; tuttavia è stato obbligato dalla madre, a lui non interessava. Mi diceva che è meglio studiare
a casa propria perchè ad andare fuori non ci si trova bene, non è facile, mentre a casa si sta tranquilli. Lo dice anche perchè
è un pò egoista, tenta sempre di convincermi con messaggi subliminali, il fatto è che è anziano (ha 70 anni) e vuole vicini i figli.
E' una persona un pò strana, con uno stile di vita tutto suo, senza obi particolari o interessi culturali particolari tranne
qualche particolare attività che somiglia più a una fissazione (e soprattutto ama mangiare, è molto vorace).
Nella sua famiglia tutti i fratelli si sono laureati per volere di mia nonna, sono tutti un pò "matterelli", particolari, sotto certi punt di vista,
strani modi di fare, ma sono persone interessanti. La nonna ha influito in molte loro scelte, e forse qualcuno ha dovuto fare qualche rinuncia.
Mia madre mi ha sempre appoggiato, spesso parlo con lei. Lei non è laureata.

molti messaggi che mi hai dato mi hanno fatto forza, anche perchè sembrano estremamente coerenti e fondati!
forse sono un pò debole, sensibile, ai segnali che mi arrivano , sono un pò suscettibile, perchè talvolta bastano piccoli eventi per smontarmi
al contempo mi accorgo forse di far poca attenzione e poco valore ai segnali che do

Buonaserata :P

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