Qualcuno mi può aiutare?

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

SonoSola
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Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da SonoSola » 10 luglio 2012, 13:12

Ciao a tutti,
mi servirebbe un aiuto e non so se questa è la sezione giusta, ma sento il bisogno di parlare con qualcuno che non mi giudichi male :cry: . Se poteste aiutarmi, anche a trovare la sezione adatta per questo mio sfogo, mi fareste un grande favore. Ho quasi 30 anni e sono sola, non ho amici, non ho una vita e, inutile dire che, non ho un fidanzato. Per darvi un quadro completo della mia inutilità vi dico che abito ancora con i miei e mia sorella, sto cercando disperatamente di prendere la specializzazione all’università e non ho un lavoro. E’ da più di un anno che mi sento molto triste e non riesco a concentrarmi come vorrei e, ultimamente, la situazione è precipitata. Cerco di studiare, posso rileggere 50 volte la stessa frase e non capire cosa significa, ho delle crisi di pianto continue, non mi va più di guardare i miei telefilm preferiti in tv, leggere un buon libro, ascoltare musica o uscire a fare una passeggiata. Mi vergogno anche solo ad uscire a fare la spesa o ad incontrare qualcuno e questa sensazione l’ho sempre provata, ma cercavo di combatterla. Altri esempi? Quasi 10 anni fa ho preso la patente, per una ragazza normale è un traguardo fantastico, io ho guidato solo un paio di volte e poi basta: mi vergogno e ho paura di fare brutte figure. Quando vedo qualcuno ridere ho sempre paura che si a causa mia. Mi rendo conto che non è normale e, soprattutto, è una cosa stupida. Mi dico “non stanno ridendo di te”, ma quella sensazione rimane. Io faccio di tutto per passare il più inosservata possibile, non è un comportamento pianificato, mi viene istintivo. Sono mesi che non esco di casa. Non che nella mia vita io sia uscita molto, anzi. Ogni scusa era buona per rifiutare gli inviti delle pochissime amiche che avevo e che ora, giustamente, si sono stancate di cercarmi. Io non rifiutavo di uscire perché volevo stare sola, vorrei con tutto il cuore avere una vita normale: uscire con gli amici (che non ho), avere un lavoro (possibilmente coincidente con gli studi che sto facendo) e, perché no, trovare un ragazzo (beh, forse è meglio parlare di uomo) che mi ami anche se non sono perfetta, che mi ami anche se sono io. Fin da piccola ho sempre avuto enormi difficoltà a relazionarmi con le persone, non solo quelle più grandi di me, ma anche con i miei coetanei: ho paura di reazioni negative, di fare brutte figure ed essere rifiutata. Sono goffa, impacciata in ogni cosa che devo dire o fare, mi vergogno di me e, se devo dirla tutta non mi amo molto, anzi mi faccio schifo. Cerco di evitare il più possibile i contatti fisici (anche la semplice stretta di mano) per paura di scoprire negli occhi degli altri lo stesso disgusto che provo io. Non riesco a farmi abbracciare nemmeno da mia sorella a cui voglio molto bene. Per questo motivo non ho mai avuto nessun ragazzo, mai. Nessun contatto di nessun tipo. Niente di niente. Vi prego, per favore non infierite è già abbastanza umiliante così :oops: :oops: :oops: :oops: . Ho visto le pochissime ragazze che mi permetto di considerare ancora amiche (ma non credo che la cosa sia reciproca), finire brillantemente gli studi, trovare un ragazzo che le ama, sposarsi e io sono veramente contentissima. Loro si meritano di essere felici. Io, invece, sono la buona a nulla della situazione e sono qui a sfogarmi con degli sconosciuti e me ne vergogno. Non me la sento di chiedere aiuto alle ragazze sopra citate perché hanno le loro vite, le loro famiglie e i loro amici e io non voglio dare fastidio. Però sto facendo perdere del tempo a voi, e per questo mi scuso, perché so perfettamente che la fuori c’è gente che soffre sul serio. Ho interrotto i rapporti con i vecchi compagni di classe delle superiori subito dopo la maturità, perché non è stato un periodo felice per me. Pensare che avevo anche una cotta per un mio compagno di classe, ma lui, il classico bel ragazzo, era circondato da una foltissima schiera di ragazze e non mi degnava di uno sguardo. Lui era uno dei pochissimi che non mi trattava male, ma non mi ha mai nemmeno difesa. E come poteva, se mi avesse difesa in qualche modo sarebbe stato criticato anche lui e mi sarebbe dispiaciuto molto,per questo non gliene faccio una colpa. Per gli altri, invece, ogni scusa era buona per criticarmi e prendermi in giro, anche per il mio aspetto fisico, non proprio da miss. Io cercavo di far finta di nulla, incassavo i colpi, ma dentro mi si aprivano ferite e non ne ho mai parlato con nessuno. Non sono più arrabbiata con loro, ormai da molti anni perché, dopotutto, dicevano solo la verità e anche io ho lo specchio a casa. Ma il pensiero di incontrare qualcuno di loro mi fa ancora male. La mia famiglia, mi vuole bene, lo so, ma non idee su come chiedere aiuto. Da un lato mi vergogno perché non ho mai dato loro delle soddisfazioni e dall’altro ho paura perché mia madre (sì è lei quella con il carattere più forte) mi ha già picchiata in passato, quando ho avuto una crisi di questo tipo. Se mi viene da piangere mi chiudo in bagno o in camera e la sera piango, piango finché non mi addormento, e il brutto è che non riesco ad impedirmelo. La mattina mi alzo, ovviamente, con gli occhi gonfissimi e rossi, ma nessuno sembra farci caso. Mia madre quando si accorge che sono un po’ giù non mi chiede “Cosa c’è che non va? Vuoi parlarne?” , ma grida con un tono tra il furioso e il disgustato “Se hai qualcosa che non va, fatti curare!” oppure “Vuoi che rifacciamo come l’altra volta?” (e cioè la volta che mi ha picchiata) e io cosa dovrei rispondere? Non ne ho idea, perciò abbasso il capo e cerco di ricacciare indietro le lacrime. D’altra parte non riesco a darle torto. Non sono di certo la figlia che tutti vorrebbero, ripeto: per quanto ci abbia provato, da parte mia non hanno mai avuto una gratificazione per tutti i loro sforzi. Per fortuna mia sorella non è come me: lei di soddisfazioni ne ha date molte a tutti noi e ne darà altrettante :D . A volte mi chiedo cosa ci faccio qui, se non poteva abortire quando ha scoperto di aspettare me. Vorrei sparire, non essere mai esistita. Tanto nessuno sentirebbe la mia mancanza. Alcune volte penso di farla finita, ci sarà un modo indolore per farlo, ma poi mi sento in colpa. Immagino la tristezza e la delusione (l’ennesima) negli occhi dei miei famigliari. Non so davvero come fare, a chi posso parlarne? Io non posso di certo permettermi sedute a pagamento da psicologi o psichiatri, senza contare che ho paura di ciò che potrebbero dirmi e dei farmaci che potrebbero prescrivermi. Se penso al mio futuro, non lo vedo, ho il terrore di rimanere da sola per il resto della vita e, posso assicurarvi che, non è una bella sensazione. Penso di avere scritto troppo e, se qualcuno è arrivato a leggere fin qui, mi scuso tantissimo per avergli fatto perdere tempo e lo ringrazio infinitamente.

Davide49
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da Davide49 » 10 luglio 2012, 19:59

non hai fatto perdere tempo a nessuno
non hai scritto troppo
sei libera di scrivere quanto vuoi e quello che senti
ho letto il tuo scritto, ma non credo sia sufficiente leggerlo una volta sola
comunque di getto mi verrebbe da dire questo: scrollati di dosso la preoccupazione di cosa pensano, di come ti giudicano i tuoi familiari. Viene un momento della vita in cui bisogna staccarsi da loro e imparare a vedere le loro responsabilità, i loro errori. E farsi la propria vita, essere se stessi, non ciò che vogliono loro.
Essere ciò che siamo è un dovere, oltre che un diritto.

Dr.ssa Aronica
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 10 luglio 2012, 23:25

Buongiorno SonoSola,
questo è uno spazio aperto a tutte e a tutti per scambi di opinioni, consigli, idee, emozioni ed altro ancora.
Ho letto con attenzione il suo messaggio, forse questo spazio le è servito ad aprirsi con qualcun altro, sia pure in maniera virtuale.
Sembra che in questo momento così difficile della sua vita la sua energia progettuale sia quasi scomparsa.Certamente la sua situazione attuale è legata al suo passato, al suo rapporto con i suoi genitori, ma credo fermamente che in ogni essere umano ci sia un sia pur minimo spazio di "libertà per" o "libertà di".
Lei cosa ne pensa?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

gufo
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da gufo » 11 luglio 2012, 5:36

Io non mi sono annoiato e non ritengo di aver perso tempo a leggerti.
Da semplice utente)che predica bene ma razzola male) mi verrebbe da consigliati, visto che a quanto pare il tuo corpo ti crea un problema di rimetterti in forma. Qualcuno dice che sentirsi meglio fisicamente aiuti a sentirsi meglio anche mentalmente o comunque che aiuti.
Ti evito tutta la parte sui genitori o potrei risultare sgradevole.
Cerca di pensare di più a te stessa e meno a loro, tanto la gente(genitori compresi) se vuole trovare qualcosa da criticare la trova comunque; anche se si trovasse davanti una persona perfetta(fermo restando che comunque la perfezione non esiste).
Credo, ma la dottoressa saprà di certo darti informazioni più precise, che comunque quasi ovunque ci siano centri dove si può parlare con psicologi o psichiatri "gratuitamente".(e non sto dicendo che tu ne abbia bisogno, non sono competente per dire una cosa simile)

Ma come prima cosa se vuoi un consiglio devi levarti l'abitudine di chiedere scusa per ogni cosa o di giustificare sempre gli altri.

P.s.
Sul fatto verginità non vedo cosa ci sarebbe da infierire e soprattutto non vedo perchè ti debba sentire umiliata.

SonoSola
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da SonoSola » 11 luglio 2012, 21:02

Vi ringrazio tanto, siete stati davvero molto gentili a rispondermi e a darmi dei consigli, che prenderò senz'altro in considerazione.

Mi permetto di rispondere a gufo. Per quanto riguarda il mio corpo, beh, nell'ultimo anno e mezzo ho perso davvero molti chili e sono rientrata nel normopeso (secondo l'indice di massa corporea). Forse ho ancora quei tre o quattro chiletti in più, ma non è un grosso problema : io, per costituzione fisica non potrò mai diventare una taglia 40 o 42. Quindi, non è tanto quello il problema, ma è tutto l'insieme che non mi piace. Non ho mai avuto molta autostima , il periodo delle superiori ha finito per disintegrare anche la poca che avevo e purtroppo non sono più riuscita a "ricostruirla" :( . L'ho detto tendo a isolarmi e cerco di rendermi invisibile per evitare brutte figure...
Come al solito non mi sono spiegata bene e ho fatto passare, probabilmente, un'idea sbagliata: i miei genitori mi vogliono bene, lo so. Faccio un esempio: un paio di mesi fa ho subito un piccolo intervento chirurgico, nulla di grave, ma loro mi sono stati sempre molto vicini. Se una persona non ti vuole bene non lo fa. Il fatto è che mia madre non ha mai avuto molta pazienza e io devo avergliela consumata tutta. O forse perché lei alla mia età aveva già due figlie e io sono una buona a nulla. :cry:
Per quanto riguarda il P.s., beh, è già estremamente difficile e imbarazzante parlare di me (ancora non so come ho fatto a scrivere questi messaggi) e quello è un discorso molto delicato :oops: :oops: :oops: :oops: . Mi vergogno molto e parlando chiaramente, chi vorrebbe una che non sa nemmeno da che parte cominciare? Ma il problema non è quello, o meglio, non è solo quello. Ciò che mi manca di più sono i piccoli gesti affettuosi come uno di quegli abbracci che ti fanno sentire protetta o un semplicissimo bacio sulla fronte. Non riesco a descrivere lo sconforto che provo anche solo guardando un film, sì un film ( = finzione), dove due fidanzati passeggiano mano nella mano. Mi rendo conto di essere patetica :( , ma non riesco ad evitare che mi si formi quel groppo in gola che è tanto difficile da sciogliere. E' una cosa che non ha senso: come può mancarmi tanto ciò che non ho mai provato??? :? Anche se nel profondo del cuore spero che là fuori ci sia anche il "mio" lui, la mia parte razionale mi dice che la situazione non cambierà, ormai mi sono rassegnata :cry: . Mi piacerebbe solo sapere se esiste un modo per accettare questo fatto...
Grazie ancora a tutti.

gufo
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da gufo » 11 luglio 2012, 21:51

Sonosola, mica tutti stanno bene con una taglia 42 dipende da tante cose per cominciare l'altezza ad esempio.
E poi non dipende comunque dalla taglia se piaci o no. (comunque io con "rimettiti in forma" intendevo che trovassi un attività da fare all'esterno, magari non da sola, non di stare a casa a dieta)
Per quel che riguarda i genitori non intendevo che non ti volessero bene, anche se te ne vogliono non è detto che non abbiano sbagliato qualcosa con te, fosse anche solo il modo di trattare con te.(i genitori non possono e non devonofinire la pazienza, hanno scelto loro di essere genitori, sono i figli che non possono scegliere)
Sul discorso p.s. non mi fisserei anche perche ti sbagli proprio. Un uomo non sta a guardare questa cosa se ci tiene a te, se si crea un problema vuol dire che non ci tiene.(nel senso che non te la farà mai pesare)
Certo che ha senso invece perchè anche se no nè una cosa che hai vissuto comunque è una cosa che vedi intorno a te e che a te manca, anzi il fatto di vederla fa si che ti manchi ancora di più.
Che fatto vuoi accettare? la razzionalità con l'amore non c'entra nulla di nulla secondo me.(disgraziatamente.... o fortunatamente secondo alcuni)

Fa una cosa, visto che vivendo in questo modo stai male, fatti del male in modo diverso e trova un qualche interesse fuori di casa che ti permetta di conoscere gente. Almeno uscendo hai la possibilità che le cose cambino(e vedrai che cambieranno), restando a casa no.

SonoSola
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da SonoSola » 11 luglio 2012, 22:25

Ops, scusami. Avevo capito male... :oops:
Grazie per i consigli, sei molto gentile...proverò, anche se è molto difficile. Non avendo amici mi risulta un po' complicato trovare qualche attività da fare in compagnia e fare nuove conoscenze è una cosa che non mi riesce molto bene, per quanto io ci provi. A causa della mia timidezza faccio sempre la figura della stupida o della str***a e inevitabilmente le persone si allontanano :cry:
Pagherei per avere anche solo un pizzico del tuo ottimismo... :(
Grazie ancora.

Davide49
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da Davide49 » 11 luglio 2012, 22:26

gufo ha scritto: Ti evito tutta la parte sui genitori o potrei risultare sgradevole.
premesso che condivido quanto hai scritto, vorrei dire che invece, secondo me, è proprio da lì che si dovrebbe partire, da una revisione della propria relazione coi genitori (la madre, del padre non dice nulla, e anche questo può essere significativo), da una analisi profonda su come questa relazione è intervenuta a costruire una visione di sè così dolorosa, insicura, con così poca autostima, caratterizzata dalla paura dei legami pure desiderati, ecc.
per il resto si possono dire a SonoSola tante e tante cose di incoraggiamento, cose giuste, necessarie forse, ma io credo che si debba partire da un serio esame critico di come i genitori hanno esercitato il loro ruolo, in modo equilibrato e sereno, ma senza timore di "risultare sgradevoli".

Davide49
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da Davide49 » 11 luglio 2012, 22:29

SonoSola ha scritto:
La mia famiglia, mi vuole bene

ho paura perché mia madre (sì è lei quella con il carattere più forte) mi ha già picchiata in passato, quando ho avuto una crisi di questo tipo.

La mattina mi alzo, ovviamente, con gli occhi gonfissimi e rossi, ma nessuno sembra farci caso.

Mia madre quando si accorge che sono un po’ giù non mi chiede “Cosa c’è che non va? Vuoi parlarne?” , ma grida con un tono tra il furioso e il disgustato “Se hai qualcosa che non va, fatti curare!” oppure “Vuoi che rifacciamo come l’altra volta?” (e cioè la volta che mi ha picchiata) e io cosa dovrei rispondere? Non ne ho idea, perciò abbasso il capo
non metto in dubbio la prima frase.
ma mi spieghi come e in che misura riesci a farla andare d'accordo con le successive tre?

Davide49
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da Davide49 » 11 luglio 2012, 22:42

SonoSola ha scritto:Ops, scusami. Avevo capito male... :oops:
Grazie per i consigli, sei molto gentile...proverò, anche se è molto difficile. Non avendo amici mi risulta un po' complicato trovare qualche attività da fare in compagnia e fare nuove conoscenze è una cosa che non mi riesce molto bene, per quanto io ci provi. A causa della mia timidezza faccio sempre la figura della stupida o della str***a e inevitabilmente le persone si allontanano :cry:
Pagherei per avere anche solo un pizzico del tuo ottimismo... :(
Grazie ancora.

l'ambiente del volontariato, dell'impegno sociale, può essere un contesto in cui a contatto con gli altri ci si conosce, si matura, si correggono a poco a poco aspetti del proprio carattere, si esce un po' da sè e al tempo stesso si entra più in profondità a contatto con se stessi, si conoscono nuove persone. si smette di continuare ad arrovellarsi su se stessi.

e poi.. 30 anni... mi viene da dire: attenta alla tua percezione del tempo e della tua stessa età,
voglio dire: non fare l'errore si pensare che a 30 anni tu la vita te la sia già spesa e giocata (è un pensiero-fuga, deresponsabilizzante).
tutto può ricominciare, cominciare.
a 30, ma anche a 40, anche a 50 (e te lo dico per esperienza)
il tuo intervento fa sentire la tua fatica, la tua stanchezza, le tue paure (tu non sei le tue paure) ma che la stanchezza non diventi rinuncia, prendila in mano tu la tua vita, e invece di elencare dolorosamente (immagino per la centesima volta dentro di te) 20 punti di debolezza o confronti con gli altri in cui ti senti perdente, concentrati su cosa fare concretamente per cominciare a rafforzarne correggerne anche soltanto uno o due.
ciao

SonoSola
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da SonoSola » 12 luglio 2012, 18:02

gufo ha scritto: Certo che ha senso invece perchè anche se no nè una cosa che hai vissuto comunque è una cosa che vedi intorno a te e che a te manca, anzi il fatto di vederla fa si che ti manchi ancora di più.
Che fatto vuoi accettare? la razzionalità con l'amore non c'entra nulla di nulla secondo me.(disgraziatamente.... o fortunatamente secondo alcuni)
Sono rimasta un po' spiazzata, non me l'aspettavo...Non l'avevo mai considerata in questi termini. Ero convinta che non fosse normale la mia sensazione di "mancanza"… mi sono sempre detta "se una cosa non l'hai provata non può mancarti", ma il tuo ragionamento sembra più giusto del mio… che stupida, eh.
Io ho davvero paura di rimanere sola a vita e quando parlavo di "un modo per accettare", intendevo se esiste un modo per accettare la solitudine nel caso in cui non riesca a cambiare la mia situazione. Scusa se non mi sono espressa bene... :oops:

SonoSola
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da SonoSola » 12 luglio 2012, 18:12

Davide49 ha scritto: non metto in dubbio la prima frase.
ma mi spieghi come e in che misura riesci a farla andare d'accordo con le successive tre?
Oddio, quelle frasi messe così fanno un po' impressione. Anche in questo caso ho dimostrato la mia totale incapacità a comunicare e questo è un contesto virtuale, vi lascio immaginare quello che posso combinare in situazioni reali… :oops: :oops:

Cerco di spiegarmi meglio, con una risposta alla volta: non parlo di mio padre perché è una persona che si fa rispettare nonostante un carattere molto mite, non l'ho mai visto arrabbiato e solo una volta ha alzato la voce con me e mia sorella. Per le sue "bambine" c'è sempre e comunque. Con lui non ci sono mai discussioni, anche se un velo di delusione lo posso vedere nei suoi occhi e questo contribuisce al mio malessere.

Mia madre, invece, ha un carattere molto forte, è quasi completamente priva di pazienza e il mio carattere non è assolutamente in grado di competere col suo. Diciamo che ha "l'arrabbiatura" piuttosto facile, ma non è violenta, lei preferisce urlare. Quella volta (ed è stata l'unica) non so bene cosa le sia capitato, senza accorgermene devo averla condotta all'esasperazione. Non ho mai avuto il coraggio di domandarle il motivo della sua reazione e il mio timore è che, a causa di questa mia continua tristezza e apatia che non riesco a combattere, possa accadere di nuovo. Penso che lei sia convinta che quella volta si sia risolto tutto, in realtà dopo quella ho avuto altre "crisi", anche se molto più leggere, che ho sempre cercato di risolvere da sola e non ne ho mai parlato con nessuno. Questa volta però mi sembra impossibile. Sto valutando, su consiglio della Dottoressa, di cercare uno psicoterapeuta che mi possa aiutare.
E' sempre stata una madre presente anche quando lavorava, si è sempre interessata della scuola, anche se da quel punto di vista sono sempre stata molto indipendente. Certo, non è una madre che ti coccola un momento sì e l'altro pure o che rimaneva ore e ore a giocare con te, però non sono mai mancati gesti d'affetto o un pensiero per noi figlie, così come non ha mai fatto differenze tra noi. Se proprio devo trovarle un difetto è che, magicamente, trova tutta la pazienza di questo mondo quando ha a che fare con i figli degli altri, anche se estremamente pestiferi. Ma capisco anche questo aspetto: i bimbi sono piccoli (il più grande non ha ancora 8 anni), il padre lavora tutto il giorno e quando torna fa il possibile per passare un po' di tempo con loro, mentre la madre li trascura non poco…

Per quanto riguarda gli occhi rossi e gonfi, beh, mi viene istintivo nascondermi e farmi vedere il meno possibile, o forse non sono poi così gonfi e me ne accorgo solo io perché so di aver pianto.

Penso di aver risposto a tutto e spero di essermi spiegata meglio questa volta.
Grazie ancora per i consigli e le belle parole.

gufo
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da gufo » 12 luglio 2012, 19:47

Vedo che insisti con le scuse, sei cocciuta. :lol:
Guarda che non hai dimostrato nessuna incapacità nell'esprimerti, per spiegare tutto scrivendo si dovrebbero scrivere sempre poemi interminabili.
Dovresti cercare di pensare meno a tutte queste cose. E smettere di cercare sempre motivi che giustifichino tutto, tanto guarda che quando trovi una giustificazione non p comunque quella vera, siamo noi a darci la giustificazione che pià ci si adatta. E spesso si finisce con il dirsi: è colpa mia che sono incapace. Il che non è così, non è sempre colpa nostra o di qualcun altro, esiste anche il caso o fortuna/sfortuna.

Davide49
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da Davide49 » 12 luglio 2012, 20:35

gufo ha scritto: E spesso si finisce con il dirsi: è colpa mia che sono incapace. Il che non è così, non è sempre colpa nostra
concordo

Davide49
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Re: Qualcuno mi può aiutare?

Messaggio da Davide49 » 12 luglio 2012, 20:46

SonoSola ha scritto:
Certo, non è una madre che ti coccola un momento sì e l'altro pure o che rimaneva ore e ore a giocare con te,

Se proprio devo trovarle un difetto è che, magicamente, trova tutta la pazienza di questo mondo quando ha a che fare con i figli degli altri,
tutta la magica pazienza con i figli degli altri ... e rare coccole ai propri...

certo hai risposto, ma io non ho capito.

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