I principali sintomi delle forme depressive

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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Farfallo
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Re: I principali sintomi delle forme depressive

Messaggio da Farfallo » 30 ottobre 2012, 23:47

Caro Blackbird,

mi fa piacere che si riveli sensibile all'arte. Noi usiamo dire "una scrittura lineare", collegando idealmente la prosa alla grafica. Sono le esperienze più comuni , che un po' tutti facciamo. Ma io credo che questo principio di fluidità sia un po' in tutto. E' vero per il canto (magari ne riparlerò).

Qualche anno fa, una sera, avevo dei pensieri particolarmente tristi. Feci un tentativo disperato: mi chiusi in camera e attaccai un po' di musica (quella che di solito ascolto) e iniziai a ballare, ma tenendo a mente i motivi della mia tristezza. All'inizio mi sembrò pesante, ma poi ci cominciai a prendere gusto.
Il corpo inizialmente lo sentivo molto legato e i pensieri anche. Ma poi si fluidificò e i pensieri di dissolsero. Via!

Dopo di allora ho ripetuto molte volte (anche solo per il puro piacere) e funziona sempre. E' meglio di una pillola di ansiolitico. Per questo ho ribattezzato Dansia questo tipo di ballo.
Non ci sono regole, ma solo un principio: la ricerca di libertà.

(per la verità ancor oggi non so cosa pensi mia moglie quando entra talvolta in camera... Vabbè, non stiamo a sottilizzare! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:)
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Re: I principali sintomi delle forme depressive

Messaggio da Farfallo » 2 novembre 2012, 22:44

Ho capito che il Rancore può essere una maschera (tragica, purtroppo).

Mi spiego un rancore generato magari da futili motivi, quando è persistente, mi è sospetto.
Cioé provare tanto rancore per una cosa, sì fastidiosa, ma di poco conto, ha qualcosa di falso. Non può essere.

Allora ipotizzo che esso sia una maschera, che nasconde un problema reale mio irrisolto e che non riesco o preferisco non vedere.
L'altro in questo modo finisce per diventare un capro espiatorio. Finisco per intepretarlo come unico artefice della mia infelicità.

Ho un amico che se la prende a morte con una pillola di antipsicotico e col medico che gliela somministra per protocollo obbligatorio.
Questo amico soffre di una depressione maggiore da 30 anni.
Allora gli dico: "scusami, Rom****, ma cerdi davvero che se ti tolgono quella pillola, torni ad essere un uomo felice? Tu vivi da solo e non hai quasi amici, non credi che sia di più questo a causarti molta infelicità?"

Da qualche tempo a preso a fare il volontario per la sua parrocchia, e in effetti Rom*** dice di sentirsi meglio. Non sta ancora benissimo, ma è più sorridente.
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Re: I principali sintomi delle forme depressive

Messaggio da Farfallo » 5 novembre 2012, 12:41

Infine io credo che il torto o la ferita vadano realmente valutati, per farsene un'idea, come per qualsiasi altro fatto che ci accade. :idea:
Indignarsi è naturale, perché è necessario per difendersi, o quanto meno per assicurarsi che l'altro non prosegua la sua azione offensiva.

Ma mantenere in vita il risentimento è sbagliato. Perché il singolo errore va visto nella prospettiva umana: ho le carte in regola per sentenziare?

Per dirla in modo colorito, sono come il borseggiatore che sfila un portafoglio e scopre che le banconote sono false e a quel punto s'infuria con il falsario! :evil: :evil: :evil:
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Re: I principali sintomi delle forme depressive

Messaggio da leo » 5 novembre 2012, 19:05

Si , è giusto... va ricordato che abbiamo mille modi per contrastare (non vincere) la depressione cronica...

Sono azioni che a mio parere rientrano nella categoria dell'auto-medicamento.. come l'assunzione di stupefacenti, la meditazione, e tutte quelle che Farfallo ha descritto...

Ovviamente c'è una grande differenza tra il sesso o lo shopping compulsivo e la pratica dello yoga, come c'è differenza tra l'iniettarsi morfina e la scrittura creativa...
E' il fine ultimo che è comune: indurre il cervello a rilasciare sostanze naturalmente prodotte dal nostro organismo che portano ad un profondo stato di benessere...

La lucidità andrebbe combattuta quando diventa maligna e ricercata quando si presenta come virtuosa.

Il nostro modo di osservare la realtà è profondamente limitato, prendiamone atto.

Certe attività ci farebbero stare meglio, aiuterebbero lo sviluppo di alcune nostre capacità (magari latenti) e in alcuni casi potrebbero rivelarsi utili per chi ci circonda...

Il problema più grosso è che spesso le persone di talento depresse o bipolari non riescono a vincere il malessere e cadono in lunghi periodi di apatia ed ovviamente di inattività... è un circolo vizioso che la psichiatria moderna tenta di combattere con gli psicofarmaci.... Personalmente non sono troppo favorevole a questa soluzione, sebbene ritenuta inevitabile (come fosse una sorta di Chemio) da molti esperti del settore....
"Pago la rimozione/ nessuna reazione
Per questo Lula non vince quasi mai" M.C.

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Re: I principali sintomi delle forme depressive

Messaggio da Farfallo » 6 novembre 2012, 1:19

leo ha scritto:Certe attività ci farebbero stare meglio, aiuterebbero lo sviluppo di alcune nostre capacità (magari latenti) e in alcuni casi potrebbero rivelarsi utili per chi ci circonda...
Caro Leo,

hai indicato molti spunti interessanti e non posso perciò rispondere a tutti.
Ma quoto questa frase, che corrisponde a un mio pensiero di senso religioso. Non credo che Dio faccia delle macchine difettate. Per una data cosa, si vede che ci vuole una certa persona. Io (bipolare) faccio fatica a fare le cose normali. Perché , come tanti altri bipolari estroso, individualista, anticonformista. Nella piatta vita ordinaria sono degli svantaggi.
Ma se, come mi è capitato, si tatta di difendere una persona oggetto di pettegolezzi malevoli da parte di tante persone, esco dal coro e la difendo con tenacia.
Ho abbastanza visione (il biopolarino a volte è perfino visionario) per aver capito che si tratta di un linciaggio morale, di una lapidazione ("ho tirato solo una pietruzza...") . Il linciaggio sminuisce la responsabilità di chi lo pratica ed è per questo più vigliacco.

E' tutta gente normale e tranquilla quella che fa tutto questo.
Ma io non sono nè normale nè tranquillo.


:)
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Re: I principali sintomi delle forme depressive

Messaggio da Farfallo » 7 novembre 2012, 0:03

Aggiungo.

Io credo oggi che, se anche il perdono è una questione di cuore, credo che occorra anche razionalizzare in modo spassionato le cose.

Vedo infatti che, se non c'è animosità, la ragione aiuta a comprendere aspetti utili e importanti ai fini della risolzione dei problemi più spinosi.
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Re: I principali sintomi delle forme depressive

Messaggio da Farfallo » 7 novembre 2012, 12:36

E con onesto (credo) senso critico, dico che uno stato di rancore tende a non durare o ad essere più blando, se la persona che lo prova ha una vita abbastanza soddisfacente; quando si sta bene è più facile passare sulle cose.

Il punto è che tutti i sintomi che sono stati inizialmente descritti dalla dottoressa in apertura del thread, sono più ch esufficienti per infelicitare la persona che li prova. E quando ti senti disturbato, diventa difficile sopportare perfino una zanzara.

Per esempio, ho visto che la stanchezza a fine giornata e/o l'insufficienza del sonno, inducono proprio a ragionare in modo distorto.

Per questo la sera tardi evito di propormi degli argomenti importanti; dico a me stesso: "stop, la stanchezza gioca brutti scherzi".

Del resto i bambini piccoli, quando sono assonnati, diventano irrequieti e nervosi. Beh, io sono un bimbo grande... :D :D :D
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Re: I principali sintomi delle forme depressive

Messaggio da Eddd » 15 gennaio 2013, 12:06

Dr.ssa Aronica ha scritto:Premesse
- non mi sembra corrispondente alla realtà parlare di "depressione" al singolare; per questo ho preferito usare "forme depressive";
- su questo argomento sono stati scritti volumi su volumi, la mia è una supersintesi sicuramente imperfetta; me ne scuso in anticipo.

La sintomatologia delle forme depressive varia per la qualità dei sintomi che le caratterizzano e per la quantità della sofferenza che essi producono.
Sintetizzando potrei affermare che manca la voglia e la capacità di godere della vita.
La qualità del sonno non è buona, si può avere insonnia o, al contrario, ipersonnia, ovvero si tende a dormire moltissimo.
Spariscono tutti i desideri, per esempio manca la voglia di uscire di casa, di incontrare gli amici.
Si può diventare rancorosi, si tende a litigare con tutti.
Ogni evento viene percepito come negativo.
Talvolta a questi sintomi si uniscono quelli riconducibili a forte angoscia, percepibile fisicamente, ad esempio, con senso di chiusura dello stomaco. sopratutto al mattino.
Diminuiscono le capacità di concentrazione e di lavorare.
Ci si può sentire in colpa per ogni cosa.
Il sintomo più grave è quello del desiderio di suicidarsi, accompagnato dall'ideazione del modo di farlo.
Da cosa si deduce che il problema è costituito dai sintomi e non dalla vita stessa? Ossia che sono i sintomi il problema? I sintomi potrebbero essere un effetto della sofferenza (o un modo per manifestarla) e non la sofferenza in sé che magari ha a che fare con altri problemi incistati nell'esistenza.
Ad esempio, si sostiene che spariscono tutti i desideri... Ma non è vero che spariscono tutti i desideri (se sparisse pure la voglia di mangiare il depresso dovrebbe essere già morto, se è vivo e vegeto qualcosa non torna). Fate degli esperimenti, provate a regalare soldi, offrire appartamenti gratis, oppure invitate donne attraenti a concedersi sessualmente, insomma cose che nella vita di tutti i giorni (di quel depresso) di rado possono esserci e vedete se i cosiddetti depressi rifiutano tutto continuando a sostenere che non desiderano proprio assolutamente più nulla.
Ci avete provato a far questo? Come fate a sostenere che è vero che i desideri sono spariti? A me non sembra proprio e ne ho conosciuti di depressi, è una storia che volete raccontare voi.
Se una persona deve avere una relazione sessuale con una donna che non lo attrae e sa che questo passa il convento è ovvio che il desiderio sessuale sparisce e che la persona risulta incapace di godere di quel che la vita le offre, per me sarebbe più assurdo pensare che debba esserci per forza questo desiderio.
Se in prospettiva una persona poi immagina che le donne che può avere sono queste il desiderio sparisce, ma a ben vedere non è l'assenza di desiderio il problema, il problema è causato dall'assenza di oggetti capaci davvero di suscitarlo questo desiderio.
La nostra vita contiene tutti i mali della tragedia, mentre noi non riusciamo neppure a conservare la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

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Re: I principali sintomi delle forme depressive

Messaggio da Eddd » 15 gennaio 2013, 14:12

amore ha scritto:Edd, hai descritto la TUA depressione, ammesso che sia depressione. Sei fissato coi soldi, col sesso, col possedere, parli sempre di "oggetti" che possono far piacere, ecc. Sei vittima dei (di alcuni) vizi capitali: accidia e lussuria come minimo. Forse sono i vizi capitali che portano alla depressione? Il contrario del vizio è la virtù.
E' che stringi stringi i problemi depressivi sono sempre legati a qualche mancanza, nessuno si deprimerebbe se sentisse che non gli manca nulla. Voler avere almeno un rapporto sessuale con una persona che piace nell'arco di anni o mesi io non la chiamerei lussuria (qua non si tratta d'aver desiderio di tutte le donne dell'universo con un bisogno di cambiare e scambiare alla Casanova o di mettersi a fare delle orge), se il desiderio non c'è nei confronti di certe relazioni uno è malato, se c'è nei confronti di certe persone si è lussuriosi, e si è malati comunque.

La depressione di qualsiasi persona è legata a certe mancanze, io ho le mie, altri hanno le loro questo è vero (ho parlato delle mie per fare un esempio, qualcuno potrebbe desiderare una famiglia, una madre, o altro...), ma comunque ci sono. I desideri (proprio nei confronti di questi oggetti adeguati che non si trovano) ci sono e sono pure molti nei depressi, è addirittura vero il contrario, ed è scorretto per me affermare che non ci sono desideri.

E' vero che una persona potrebbe arrivare a non desiderare più vivere, ma questa tendenza implica necessariamente comunque sempre un desiderare quella vita che non ci può essere e che, per una serie di motivi esistenziali, risulta sbarrata: il desiderio verso questa vita virtuale c'è comunque, non è vero che è assente. Se una persona non desiderasse più nulla in assoluto probabilmente non avrebbe nemmeno alcun motivo pure per star male e ammazzarsi, esser viva o esser morta sarebbero condizioni pressappoco equivalenti... Cos'è che le manca adesso e che desidera per sostenere questa posizione di lutto? Se non desiderasse davvero nulla, non avrebbe motivo d'essere depressa o sofferente. L'assenza di desideri (o il forte contenimento di questi tramite la contemplazione) è quello stato che ricercano certe persone in certi ambiti spirituali come il buddismo, ma io non le seguo queste correnti contemplative qua, sono aliene ai miei valori. Anche i depressi se seguissero per istinto questa corrente di valori non sarebbero più depressi, ma proprio perché i loro desideri risulterebbero, per così dire, "addomesticati per bene" agli oggetti disponibili.

L'arte che producono le persone contemplative è ben diversa dall'arte che producono le persone non contemplative. In una delle due c'è il contenimento dei desideri e tutto è maturo, adulto, ben armonizzato, mentalizzato ed equilibrato, s'è distanziato quel che si desidera e lo si sente in un certo qual modo come estraneo al livello volitivo ed intenzionale e lo si lascia scorrere, nell'altra c'è l'esplosione conflittuale, la disarmonia, l'emergere prepotente di elementi infantili, il mostruoso e lo squilibrato, ma nessuno dei due è quello giusto per me, in questo ultimo modo si afferra molto e si lascia scorrere via poco.

Nessuna delle due posizioni ovviamente è quella corretta, la posizione corretta non esiste, se si è persone del primo tipo la contemplazione potrebbe fare anche bene, dato che è in sitonia con i principali valori introiettati, ma se non lo si è non è mica detto che faccia bene, ci vuole una soddisfazione più oggettiva in questi casi per star meglio, il problema vero non è contenere certi desideri ma soddisfarli.
La nostra vita contiene tutti i mali della tragedia, mentre noi non riusciamo neppure a conservare la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

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