Qual è il senso delle depressioni?

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

Dr.ssa Aronica
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Qual è il senso delle depressioni?

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 16 febbraio 2007, 23:24

Scoprire il senso della vita, della sofferenza, della morte, è il più nobile compito che ci è dato. Una ricerca continua, un cammino da percorrere soli e in compagnia, dentro e fuori di noi.
Penso sia utile e costruttivo considerare il manifestarsi di una delle diverse forme di depressione come la dolorosa richiesta di attenzione nei confronti di una fondamentale esigenza dell'essere umano: il processo di individuazione.
Questo accade quando il progetto esistenziale di una persona è stato soffocato o deviato dall'ambiente in cui è vissuta. Si è così formato un "falso sé", forgiato dalle aspettative degli altri.
A un certo punto della vita, spesso "nel mezzo del cammino", gli equilibri su cui ci si barcamenava non reggono più e si entra in un periodo di crisi.
Il termine crisi deriva dal greco antico e significa decidere, giudicare; pertanto “crisi” significa opportunità per scegliere, occasione per cambiare, possibilmente in meglio.
Considerandola in quest'ottica la crisi depressiva non è più un buco nero da cui scappare, ma un'opportunità di crescita.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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allegra
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Messaggio da allegra » 17 febbraio 2007, 11:55

oppure di decidere di rovinarsi la vita attuando una scelta sbagliata. una crisi non nasce mai senza un motivo che certe volte è latente e solo attraverso la psicoterapia può essere tirata fuori. lei dice che è l'ambiente che determina la crisi, io penso invece che siano gli individui, la società che fa nascere queste problematiche perchè l'uomo senza inetrazione sociale, senza l'amore, senza l'affetto è un individuo morto dentro. già Aristotele diceva che l'uomo è un animale sociale e senza rapporti interpersonali la gente va incontro alla morte. l'ambiente determina alcune difficoltà a livello apprenditivo, cognitivo e affettivo, ma basta che l'individuo viene allontanato dal luogo e inserito in un altro con delle cure di tipo riabiltativo può acquisire nuove conosceze per cambiare sia atteggiamento sia comportamento; ma se questo non dovesse avvenire allora la popalizione dovrebbe essere educata ad accettare quel individuo in quelle condizioni, ma spesso la gente non è sensibile perciò rifiuta ogni comunicazione.

Dr.ssa Aronica
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Cosa intendo per ambiente

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 17 febbraio 2007, 16:53

Cara allergra,
per ambiente intendo non solo l'ambiente "fisico", ovvero il luogo dove si vive o dove si è vissuti, ma anche e soprattutto ciò che circonda l'essere umano: le persone che incontra durante la sua vita e le esperienze che fa.
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five
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Messaggio da five » 18 febbraio 2007, 1:39

sono completyamente d'accordo con lei dottoressa.
la depressione è un "momento" di crescita e prima lo so capisce prima si comincia a stare meglio.
la depressione arriva perchè ad un certo punto della vita è necessario mettere tutto in discussione...soprattutto sè stessi.

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allegra
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Messaggio da allegra » 18 febbraio 2007, 11:47

allora io dovrei essere una mendicante e invece sto studiando. non è detto che l'ambiente determini la crisi, ma sono le persone inserite in quel luogo che fanno nascere la crisi. l'uomo è felice solamente quanto raggiunge l'amore. l'amore verso un altro individuo attraverso l'accettazione. chi sceglie di morire è perchè non ha trovato l'amore, non solo quello coniugale. questa è una mia supposizione, se volete prenderla in considerazione grazie. un abbraccio allegra

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ivy
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Messaggio da ivy » 18 febbraio 2007, 14:39

allegra ha scritto: l'amore verso un altro individuo attraverso l'accettazione.
l'accettazione anche di se stessi...
... ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa.
Da Paolo il caldo, Vitaliano Brancati

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allegra
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Messaggio da allegra » 18 febbraio 2007, 15:58

si anche quello.

atta_art
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Messaggio da atta_art » 5 marzo 2007, 12:42

Cara dottoressa... lei diche che:

Il termine crisi deriva dal greco antico e significa decidere, giudicare; pertanto “crisi” significa opportunità per scegliere, occasione per cambiare, possibilmente in meglio.

e sono daccordo...
ma se una persona non si accorge di cosa deve scegliere... su cosa decidere?
oppure se una persona invece di decidere e scegliere si rinchiude ancora di piu in se stessa e non prende "l'occasione per cambiare"?
oppure se si è convinti che tutto vada bene e che non c'è nulla da cambiare o magari si ha solo paura di capire cosa non va?

non so se mi sono spiegata ;P

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 5 marzo 2007, 19:00

Cara atta_art,
si dia del tempo, si lasci la libertà di rimanere in questo sia pur doloroso spazio di incertezza; solo dal vuoto può emergere qualcosa, se c'è il pieno non c'è spazio.
Si faccia aiutare come le ho già consigliato!
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

atta_art
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Messaggio da atta_art » 5 marzo 2007, 20:04

si... ha ragione!
è difficie stare nell'incertezza.... ma ce la metto tutta!
grazie per il consiglio...

wope

Messaggio da wope » 12 marzo 2007, 21:53

GIOVI ha scritto:Anche solo dare un senso allo stare così male, il solo sapere che in fondo non sei te veramente ad avere dei pensieri così distorti e allucinanti ma è la tua patologia che ti spinge a fare questo, secondo me, giova moltissimo. Superata questa soglia, forza e coraggio, ci si rimette in gioco con una buona psicoterapia e si cerca il punto di rottura.
Prendo spunto da questo importante intervento di GIOVI per dare un contributo sul senso...contributo che mi auguro sensato anche per altri e non solo per me!

Attingendo alla concezione di 'delirio' della psichiatria fenomenologica, alla concezione psicodinamica della 'depressione', e riflettendo anche su alcune mie esperienze personali vissute in condizioni 'depressive', mi sono fatta l'idea che anche i pensieri più 'distorti' che ci passano nella mente quando viviamo una condizione 'depressiva' abbiano senso, facciano parte del nostro essere. Non sono corpi estranei alla persona; piuttosto vanno presi come 'messaggi in codice', discorsi che facciamo a noi stessi in un linguaggio particolare, resi oscuri dalla condizione didisagio.

Naturalmente il senso compiuto di questi pensieri è individuale e personale. Però credo che alcune forme di pensiero tipiche delle condizioni depressive, oltre a quello individuale, possano avere anche un senso più generale; esprimono l'urgenza e l'intensità della crisi, le emozioni che sorreggono la spinta al cambiamento (tipicamente la rabbia), la direzione presa da queste emozioni per via che la paura che il cambiamento porta con sé. Per questo ho scritto queste parole a un utente che riferiva di pensieri di suicidio.
wope ha scritto:Non rammaricarti per i pensieri di suicidio. Non significano che vuoi davvero morire, significano solo che sei stanco di una certa situazione e vuoi farla finita con questa situazione, metaforicamente parlando. E stai cercando la tua strada, la tua via d'uscita, cercando di non essere troppo aggressivo col mondo (e così te la prendi soprattutto con te stesso).

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LEFTFIELD
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Messaggio da LEFTFIELD » 12 marzo 2007, 23:41

Questo accade quando il progetto esistenziale di una persona è stato soffocato o deviato dall'ambiente in cui è vissuta. Si è così formato un "falso sé", forgiato dalle aspettative degli altri.


esattamente quello che è successo a me verso i 17 /18 anni ...

e oggi non reggo piu' questo falso me ..

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 13 marzo 2007, 14:33

Salve LEFTFIELD,
il fatto che lei è consapevole del suo falso sé e che senta che non ci vive più bene è un ottimo inizio per un lavoro di riconquista del suo vero Sé.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

wope

Messaggio da wope » 13 marzo 2007, 15:45

Rinconquista, o espressione, o nascita ...

'Falso Se'' e' quello che ci portiamo dietro da sempre, ed e' un fatto reale, realizzatosi ... quello 'vero' puo' essere un sogno, un desiderio latente, o qualcosa di sconosciuto, ancora tutto da vivere e scoprire ...

blackbird
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Messaggio da blackbird » 13 marzo 2007, 16:37

Il sè represso pulsa per emergere... Il sè reale,anche se è irreale veramente, si trova a dover fronteggiare un dilemma implacabile.
Così succede che il sè balla tra due estremi sfociando spesso nell'esagerazione dell'una o dell'altra parte. Instabilità permettendo...

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