Qual è il senso delle depressioni?

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 10 luglio 2009, 12:52

Salve Edd, dal fatto che lei continua a scrivere su questo ed altri forum, invece di provare un percorso psicoterapeutico, mi fa pensare che lei non sia tanto motivato...
Il paziente può anche essere oppositivo nei confronti del terapeuta, può mostrare tutti i suoi sentimenti, pensieri, emozioni, sarà poi la relazione a modificare gli atteggiamenti.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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Eddd
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Messaggio da Eddd » 10 luglio 2009, 13:25

Salve Edd, dal fatto che lei continua a scrivere su questo ed altri forum, invece di provare un percorso psicoterapeutico, mi fa pensare che lei non sia tanto motivato...
Io ho domande e domande e domande... Ma vede anche lei invece di cercare di darmi una qualche risposta, mi dice che non sono motivato... Certo che io non sono motivato se alla fine quel che ottengo è scarso, ma questo cosa c'entra?
Guardandomi intorno vedo esseri umani trattati come animali da soma e questi accettano il loro destino pur di continuare ad esistere, da questo cosa dovrei concludere che tutto questo è normale? Che si è maturi quando ci si comporta così? Preferisco allora di gran lunga l'anormalità, il patologico e l'immaturità. Il vero problema è che io a tutto questo non riesco ad adattarmi, o mi si aiuta davvero a trovare vie alternative oppure è del tutto inutile parlare: i problemi che pongo in fin dei conti restano comunque senza soluzione con psicoterapia o senza psicoterapia.
La psicoterapia non mi ha dato alcuna risposta, nessuna nei confronti di quel che chiedevo e domandavo. E lei anche continua ad evadere ed aggirare le domande che pongo.

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sincerità
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Messaggio da sincerità » 11 luglio 2009, 14:35

Edd vorrei provare a farti notare una cosa, ma ti chiedo scusa in anticipo, perchè lo so che è una cavolata...tant'è, prendila come uno scherzo :D !

Dunque: hai snobbato il mio post :D .
Ora io in questo momento credo d'essere, per mia fortuna che non nego, una delle persone più amate del mondo :wink: , nel senso che il mio problema è che vorrei trovare una libertà e una realizzazione personale che trascenda dal condizionamento esterno degli "altri", piuttosto!
Quindi non mi dispiace d'essere anche un po' (non troppo però eh eh)trascurata, anzi, ma tu questo non potevi saperlo, e, di fatto, mi hai trascurata! :roll:
Come vedi queste cose capitano, come vedi hai ragione tu nel tuo pessimismo, ma dato che questa è la vita, perchè ostinarsi a volere tante attenzioni dagli altri? Allora, a questo punto, anche tu dovresti stare più attento, no? Ma, e qui esprimo una mia personalissima opinione, non è in fin dei conti meglio prenderla più alla leggera e basta?

Sono convinta che non ci si potrà capire io e te in questo argomento, ma ora mi piaceva scriverne, poi mi ci proverò a non rimanerne troppo delusa e domani è un altro giorno! Edd, detto da una un po' presuntuosa, tu sei intelligente, ma ci sono altre filosofie molto utili, esplorale...facci un pensierino amico! :wink:
Fu Verità!

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Eddd
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Messaggio da Eddd » 12 luglio 2009, 13:38

sincerità ha scritto:Come vedi queste cose capitano, come vedi hai ragione tu nel tuo pessimismo, ma dato che questa è la vita, perchè ostinarsi a volere tante attenzioni dagli altri?
Perché è quello che desidero e voglio davvero, più che altro vorrei avere più attenzioni solo in certi ambiti :), che qualcuno non mi riconosca o mi noti per strada non è che m'interessi più di tanto... Anzi meglio così: in diverse situazioni non amo per nulla stare al centro dell'attenzione, non voglio mica diventare, per così dire, famoso.
Comunque ho letto il tuo messaggio, e ti ho notata eccome, noto molte cose e mi ricordo molte cose, non ho risposto perché non sono riuscito proprio ad afferrarne il significato :oops:.
In ogni caso non è che bisogna insistere più di tanto con me per avere qualche attenzione come vedi :).

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 12 luglio 2009, 15:28

Salve Edd,
chi le ha detto o dove ha letto che la / lo psicoterapeuta danno risposte alle domande dei pazienti?
Sicuramente a certe domande non esistono risposte.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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Eddd
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Messaggio da Eddd » 12 luglio 2009, 21:52

dr.ssa Aronica ha scritto:chi le ha detto o dove ha letto che la / lo psicoterapeuta danno risposte alle domande dei pazienti?
Sicuramente a certe domande non esistono risposte.
Anche la domanda di aiuto è una domanda, uno psicoterapeuta deve cercare di dare risposte almeno a questa domanda? Si o No?
Poi, visto che per alcuni problemi non esistono soluzioni anche secondo lei, perché con tanta certezza e leggerezza qualsiasi problema o difficoltà una persona esponga in questo forum gli viene suggerito quasi sempre di intraprendere un percorso psicoterapeutico o psicoanalitico?

Merak
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Messaggio da Merak » 14 luglio 2009, 9:26

Eddd ha scritto: perché con tanta certezza e leggerezza qualsiasi problema o difficoltà una persona esponga in questo forum gli viene suggerito quasi sempre di intraprendere un percorso psicoterapeutico o psicoanalitico?
Eddd, perchè affinchè le cose che si dicono non siano mere citazioni da manuale, serve una relazione, un rapporto tra due persone, e quel rapporto deve necessariamente essere personale.

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 16 giugno 2010, 17:06

Ottimo intervento Merak! La relazione faccia a faccia, che sia a pagamento con uno psicoterapeuta, o per amore, come quella con genitori, figli, coniugi, compagni, aiuta a uscire dall'impasse. Consiglio a tutti un libro che mi è piaciuto molto, che lascia tante domande a chi legge, e fa riflettere: Il Vangelo secondo Gesù, di Saramago.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

darknaiz
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Depressione come passaggio

Messaggio da darknaiz » 19 agosto 2010, 14:23

un articolo sulla depressione in chiave spirituale

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 19 agosto 2010, 14:33


darknaiz
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Messaggio da darknaiz » 5 gennaio 2011, 23:13

La depressione, siamo noi, non è un virus che ci prende e rimane con noi fino a data da destinarsi.
La depressione dipende dal nostro atteggiamento verso la vita, verso i nostri desideri e punti di vista.
Se vogliamo che la vita sia in un certo modo, e questa poi si presenta diversa, ecco che ci deprimiamo.
La depressione indica anche uno stato di passaggio, o uno stato di "pulizia interiore": e cioè uno stato dove dobbiamo lasciar andare dentro di noi, quei pensieri, credenze limitanti che ci portiamo ancora dietro che ci causano la depressione.
Bisogna vedere la depressione anche come uno stato di non accettazione della nostra situazione di vita: accade qualcosa che va contro le nostre idee, visioni della vita, credenze, opinioni ecc, e ci deprimiamo.


Riporto alcuni estratti interessanti:

"Gli psicofarmaci uccidono il nostro "guaritore interno".
L'uso massiccio e sconsiderato di psicofarmaci, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, risulta dannoso (tranne nei casi di depressione grave, detta "maggiore"). Come può un intervento esterno, artificiale, risvegliare la forza naturale sopita dentro di noi? Commetteremo lo stesso errore che ci ha portato alla depressione stessa: rinunciare all'ascolto della nostra voce interiore, mettendola ancora una volta a tacere. Tutto questo non può che portare alla cronicizzazione del disagio se non al suo aggravamento."


"Quando non lasciamo che le nostre inclinazioni si manifestino e si affermino, quando sono gli altri, intesi come società, famiglia, e cultura a condizionare le nostre e il nostro modo di vivere, accade che il nostro "bulbo originario" si rinsecchisce, si rattrappisce. Diventiamo un processo puramente quantitativo, un'entità all'interno di un branco di simili. E' come se obbligassimo una rosa a diventare simile alla margherita o viceversa. Così ne parlava Krishnamurti: "Che cosa vi impedisce di essere nel vostro stato naturale? Voi siete in continuazione proiettati fuori di voi stessi. Siete insoddisfatti delle vostre esperienze quotidiane e così ne cercate di nuove, volete perferzionarvi, cambiare voi stessi. La società vi pone l'ideale dell'uomo perfetto... e così cercate di controllare la vostra condotta, i vostri pensieri, per diventare qualcosa di innaturale... Vi tagliate fuori dalla vita da soli".


"Ma la ricerca aveva anche dimostrato l'efficacia della psicoterapia rispetto agli antidepressivi. "Quello che si pensava in quel momento era che la psicoterapia, soprattutto cognitiva, potesse produrre cambiamenti durevoli negli atteggiamenti e nelle opinioni che le persone nutrivano su loro stesse, proteggendola a lungo dopo la conclusione del trattamento" dice Segal. "Alcune opinioni, come l'idea che chiedere aiuto sia un segno di debolezza o che per essere stimati dagli altri sia necessario avere sempre ragione, rendono le persone più vulnerabili rispetto a una ricaduta. Se chi palesa questi atteggiamenti subisce una frustrazione relativamente modesta, ciò che è propenso a dedurre - per esempio che non vale nulla e non sarà mai stimato da nessuno - aumenta le probabilità di una ricaduta nella malattia anche dopo una cura che ha avuto successo. La nostra ipotesi era che se la terapia cognitiva fosse riuscita a cambiare questi atteggiamenti, il rischio di una ricaduta sarebbe diminuito".


"Quando il cervello è troppo poco attivo ci sentiamo depressi. Questo è il motivo per cui non ci aiuta molto la reazione abituale contro l'infelicità: chi si ritrae in se stesso non fa altro che rendere le cose ancora peggiori. Il cervello perde infatti innanzitutto ogni stimolo a ridiventare attivo, e la noia, la paralisi dei sentimenti e della ragione si diffondono sempre più. Non far nulla non è una ricetta contro una cattiva disposizione di spirito.
Nella depressione grave, spesso solo i farmaci possono liberare il cervello dalla sua inerzia. Nelle situazioni molto più frequenti di infelicità quotidiana si può reagire molto bene con una doppia strategia: da un lato vale la pena di stimolare col proprio comportamento il cervello a riprendere gradualmente la sua attività, e dall'altro di guirare i propri pensieri e sentimenti in modo tale che la disposizione d'animo depressa non possa consolidarsi."


"La depressione è diffusa oggi perchè molte persone perseguono degli scopi irreali che non hanno alcuna relazione diretta con i loro bisogni fondamentali di esseri umani. Ogni persona ha bisogno di amare, e ha bisogno di sentire che il suo amore è accettato e in qualche misura ricambiato. L'amore è l'affetto ci mettono in relazione con il mondo e ci danno il senso di appartenere alla vita. Essere amati è importante solo in quanto facilita l'espressione attiva del nostro stesso amore. Le persone non diventano depresse quando sono loro ad amare. Attraverso l'amore ci si esprime e ci si afferma.
L'espressione di sè è un altro bisogno fondamentale di tutti gli esseri umani e di tutte le creature. Il bisogno di esprimere se stessi sta alla base di tutte le attività creative ed è per noi fonte di sommo piacere."



"Gli psicofarmaci sono spesso prescritti senza essere accompagnati dalla psicoterapia. Se si decide di iniziare una cura farmacologica è infatti indispensabile almeno una terapia psicologica d'appoggio. Purtroppo esistono psichiatri che, forti del loro potere farmacologico, non offrono supporto psicologico. Spesso non possono darlo personalmente per la loro formazione (e dunque è bene che non lo diano!), ma non lo consigliano nemmeno, dato che la psicologia non fa parte del loro bagaglio culturale."

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Farfallo
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Re: Qual è il senso delle depressioni?

Messaggio da Farfallo » 2 novembre 2012, 16:11

Da qualche tempo ragiono in questo senso:
sospendo la valutazione su cosa sia la depressione, per concentrarmi su cosa l'ha preceduta.
Perché credo che essa nasca quando stiamo bene. Perché i modi che la favoriscono sono rimasti intatti.

La cosa più immediata è di capire che prima si sono verificati eventi stressanti, (anche se alcuni riferiscono di essere scivolati in depressione senza che siano accaduti eventi di particolare rilievo) . Ma è un fatto che chi è predisposto alla depressione, rischia molto se si verificano eventi particolarmente stressanti.

Io credo che la soluzione vada cercata nelle pieghe dell'anima, nel nostro più sottile modo di funzionare. Oggi penso che la reattività sia uno grossa responsabile. Lo stress è un fatto relativo. Se perdi 200 euros e dici "vabbè, capita", è solo un fatto spiacevole, Se invece non ti dài pace, l'episodio diventa stressante. Il fatto è evidentemente lo stesso, ma è la risposta che cambia. Nel primo caso è una risposta passiva, di rapida accettazione. conclusiva; nel secondo caso invece è reattiva e tenderà a protrarsi nel tempo.

A volte possiamo neutralizzare gli eventi sfavorevoli. Altre volte no. Ma è bene pensare alla nostra reattività agli eventi, alla nostra dinamica interiore.
Io credo che la reattività sia un problema anche per le persone che non sono mai state depresse.
Val la pena riflettere. In fondo ci può capitare di reagire aspramente a un pensiero generato da noi...

Perché io credo che comprendere le nostre risposte alle varie sollecitazioni possa preservare il nostro benessere.
Possiamo aiutarci con la reattività raccontata dagli altri, come quella raccontata dalla Bibbia, dai filosofi stoici, da Gandhi, ecc.
Non siamo costretti a imparare tutto da solo, e quel che è peggio, tutto a nostre spese... :mrgreen:
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

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