Qual è il senso delle depressioni?

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

sfigato
Messaggi: 539
Iscritto il: 26 settembre 2007, 13:53

Messaggio da sfigato » 1 luglio 2008, 18:41

se può consolarti, nemmeno io riuscirò mai ad accettare certe cose e non intendo neppure farlo!
DEVO credere di avere del potere sulla mia vita, altrimenti davvero preferisco farla finita! Sappi che in questo momento non sono in preda ad una crisi di nervi, non mi sento triste o sconfortato: nel pieno possesso delle mie facoltà mentali affermo che preferirei morire piuttosto che non avere potere sulla mia vita e sono pronto ad abbattere qualsiasi ostacolo sulla mia strada!

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 1 luglio 2008, 20:50

La depressione non fa distinzione di ceto, colpisce ricchissimi e poverissimi.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

sfigato
Messaggi: 539
Iscritto il: 26 settembre 2007, 13:53

Messaggio da sfigato » 1 luglio 2008, 22:37

dr.ssa Aronica ha scritto:La depressione non fa distinzione di ceto, colpisce ricchissimi e poverissimi.
Se si riferisce a quel che ho scritto sappia che non ho mai sostenuto che la depressione colpisca solo i poveri!
sfigato ha scritto: Sai che faccio io? provo ad azzardare ipotesi più o meno creative, alcune potrebbero essere ottime idee per un film o per un libro.
Come può notare parlo di ipotesi creative!

in seguito scrivo
sfigato ha scritto: in genere detesto persone socialmente altolocate come ricchi imprenditori, manager, aristocratici, politici... insomma a tutti gli effetti la feccia umana.
Li odio così tanto che aggiungendo un pizzico di fantasia potrei persino romanzare:
Come vede continuo a parlare di fantasia!
Quindi se il suo ultimo intervento è in qualche modo riferito a quanto ho scritto, le chiedo cortesemente di avere più cura di quel che scrivo nell'unico modo possibile: leggendo con attenzione, poichè il mio pensiero rappresentato dalla parola è l'unica cosa che possiedo e credo che meriti il giusto rispetto.

Grazie!

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 2 luglio 2008, 22:26

Ho interpretato male quando lei ha scritto "... popolazione disagiata", credevo stesse per: "Depressa".
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

sfigato
Messaggi: 539
Iscritto il: 26 settembre 2007, 13:53

Messaggio da sfigato » 3 luglio 2008, 14:16

dr.ssa Aronica ha scritto:Ho interpretato male quando lei ha scritto "... popolazione disagiata", credevo stesse per: "Depressa".
Per disagiata intendevo dire anche depressa, ma in ogni caso si tratta di una fantasia.

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Il potere della mente

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 3 luglio 2008, 15:52

Salve Sfigato,
per aiutare il nostro equilibrio psicofisico, la nostra salute, ed aumentare il nostro senso di benessere è bene crearsi delle fantasie in termini positivi. Questo era già noto presso le antiche culture induiste.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

sfigato
Messaggi: 539
Iscritto il: 26 settembre 2007, 13:53

Re: Il potere della mente

Messaggio da sfigato » 3 luglio 2008, 16:04

dr.ssa Aronica ha scritto:Salve Sfigato,
per aiutare il nostro equilibrio psicofisico, la nostra salute, ed aumentare il nostro senso di benessere è bene crearsi delle fantasie in termini positivi. Questo era già noto presso le antiche culture induiste.
Che intende per: "fantasie in termini positivi"?

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 3 luglio 2008, 20:44

Salve Sfigato,
intendo pensare e fantasticare in termini positivi. Ad esempio non fissarsi sul fatto che essendo depressi si è un vicolo cieco, ma notare qualcosa di positivo, di piacevole, che è capitato durante la giornata, immaginare che domani sarà meglio, o di aiutare qualcuno, o di piantare un seme e vederlo crescere finché diventa una magnifica pianta fiorita.
La prego, se vuole continuare su questo argomento, di aprire un nuovo topic.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Avatar utente
Eddd
Messaggi: 644
Iscritto il: 11 agosto 2007, 16:26

Messaggio da Eddd » 4 luglio 2008, 0:03

dr.ssa Aronica ha scritto:Ad esempio non fissarsi sul fatto che essendo depressi si è un vicolo cieco, ma notare qualcosa di positivo, di piacevole, che è capitato durante la giornata, immaginare che domani sarà meglio, o di aiutare qualcuno, o di piantare un seme e vederlo crescere finché diventa una magnifica pianta fiorita.
La prego, se vuole continuare su questo argomento, di aprire un nuovo topic.
Ma secondo me dottoressa accade proprio il contrario, si è depressi proprio a causa dei vicoli ciechi. Ci si dovrebbe convincere che le cose cambieranno (e con buone probabilità), ma per esserne davvero persuasi bisogna avere qualcosa che riesca davvero a smantellare le credenze maturate a causa di una serie di esperienze reali. Lei ad esempio crede nell'esistenza di Dio? Sicuramente se si potesse vivere in eterno e se ci fosse qualcuno che poi rimetterà a posto le cose, per chi sta male ed ha sempre vissuto male sarebbe meglio, ma tutto questo non basta per riuscire a crederci davvero.
Per stare bene ora bisogna credere che il nostro futuro sarà con buone probabilità migliore, però bisogna crederci davvero. Purtroppo nessuno ha il potere di autopersuadersi con la propria volontà, è necessario usare anche con sè stessi argomenti e prove che siano davvero convincenti.
Quando hai continuamente qualcosa davanti agli occhi è difficile credere a certi racconti che fanno quadrare meno tutto quel che vedi.

sfigato
Messaggi: 539
Iscritto il: 26 settembre 2007, 13:53

Messaggio da sfigato » 4 luglio 2008, 0:42

Eddd ha scritto: Ma secondo me dottoressa accade proprio il contrario, si è depressi proprio a causa dei vicoli ciechi. Ci si dovrebbe convincere che le cose cambieranno (e con buone probabilità), ma per esserne davvero persuasi bisogna avere qualcosa che riesca davvero a smantellare le credenze maturate a causa di una serie di esperienze reali. Lei ad esempio crede nell'esistenza di Dio? Sicuramente se si potesse vivere in eterno e se ci fosse qualcuno che poi rimetterà a posto le cose, per chi sta male ed ha sempre vissuto male sarebbe meglio, ma tutto questo non basta per riuscire a crederci davvero.
Per stare bene ora bisogna credere che il nostro futuro sarà con buone probabilità migliore, però bisogna crederci davvero. Purtroppo nessuno ha il potere di autopersuadersi con la propria volontà, è necessario usare anche con sè stessi argomenti e prove che siano davvero convincenti.
Quando hai continuamente qualcosa davanti agli occhi è difficile credere a certi racconti che fanno quadrare meno tutto quel che vedi.
Hai tutta la mia comprensione!
E' sempre un ottima domanda quella sull'esistenza di dio (scrivo minuscolo di proposito, poichè se dovesse esistere voglio che sappia che non nutro rispetto per lui), ma come ho gia detto la risposta non ha prezzo!
Sono 2000 anni che ci si chiede se questo dio esista davvero e nei millenni precedenti abbiamo perso tempo a chiederci se ne esistevano altri.
Brevemente ritengo che non abbia alcun senso trovare una risposta sulla sua esistenza e sinceramente poichè viviamo in questo schifo, anche se esistesse, non merita così tanta attenzione; ergo dal mio punto di vista ritengo che gli abbiamo gia dedicato fin troppa attenzione in questo topic.
Mi spiace solo per tutti coloro che lo pregano affinchè la loro depressione guarisca, credo che faccia più male che bene e che talvolta la stessa religione sia fonte di depressione.

Concludendo, anche per ritornare in tema, c'è chi attribuisce alla depressione un significato religioso, che si manifesta in una crisi di valori e di fede.
Mi dispiace tanto per loro!

Angelik@
Messaggi: 10
Iscritto il: 1 febbraio 2007, 13:21

....

Messaggio da Angelik@ » 4 luglio 2008, 19:45

Io dalla depressione sono uscita da poco, quel tanto che basta per parlarne al passato, ma da non aver ancora dimenticato.
Ammesso che si possa dimenticare.
Sapete quale è la cosa che dico più spesso? "Benedetta depressione".
Benedetta, sì.
Perchè se non fossi finita in quel tunnel, se non fossi caduta in quel fosso, sprofondata così in basso, se non avessi scoperto che dopo aver toccato il fondo puoi non fermarti, ma bensì iniziare persino a scavare e andare sempre più giù, se non fossi arrivata ad aver paura dei miei pensieri di morte, se non fossi stata così male, non avessi provato dentro tutto quel dolore...credo che nella mia vita nulla sarebbe cambiato ed io avrei continuato a vivere in quella terra di mezzo in cui mi trovavo.
Se la parola "crisi" significa "scelta"..beh..ci sta.
Perchè quando stai male la scelta è fra crogiolarti nel tuo dolore vita natural durante o affrontare le cose.
La scelta è fra continuare a dire che le cose non cambiaranno, sperare che cambino da sole, aspettare quindi Godot e fra il fare qualcosa tu per cambiarle.
Perchè la scelta c'è sempre, o quasi sempre.
E' solo che a volte non la vediamo l'alternativa o ci spaventa al punto da non considerarla.
Io non sapevo di essere depressa, per fortuna direi! Altrimenti forse mi sarei limitata a definirmi tale, a perdonarmi e permettermi tutto in nome di una malattia, di un qualcosa che non dipendeva da me, di cui non avevo colpa.
Mi sarei forse etichettata "depressa" e come tale mi sarei comportata.
Non credevo di essere depressa, perchè tutto sommato la mia vita era una vita fortunata, non mi mancava niente, "avevo tutto", e quindi mi sentivo solo una cretina, un’ingrata, un’ incapace di affrontare la vita, una buona a nulla (e non una malata - e sottolineo, per fortuna!!!).
Credevo di non avere problemi se non immaginari, dovuti alla mia stupidità.
Ed è stato per questo che per decidermi a chiedere aiuto ho impiegato anni.
Credevo di non aver problemi veri e che uno psicologo avrebbe riso di me dicendomi: “Lasci queste cose a chi sta male davvero, a chi ha problemi seri. Se sta male lei allora che dovrebbe fare chi ha problemi sul serio?”
E questa paura mi ha frenato a lungo, sino a quando stavo troppo male e anche il rischio di essere derisa non mi ha più fermata.
La terapia mi è sembrata l’ultima possibilità, anzi l’ultima alternativa. L’altra, che valutavo sempre più spesso, era morire.
La crisi, mi ha costretta a scegliere.

sfigato
Messaggi: 539
Iscritto il: 26 settembre 2007, 13:53

Messaggio da sfigato » 4 luglio 2008, 20:04

Angelica, come definiresti la tua guarigione?
ritieni di essere guarita in modo naturale?
perchè sostieni che sei stata costretta a fare una scelta?
Quanto tempo hai impiegato a guarire?
Puoi dirci perchè è una "fortuna" essere depressi?
Come fai a sostenere che crisi significhi per te "scelta" dal momento in cui è la stessa crisi che ti ha costretto ad andare verso una direzione?
perchè sei qui?

Troppe domande insieme? :roll:

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 5 luglio 2008, 21:09

Salve Angelik@,
grazie per averci dato la sua testimonianza! Spero che sia utile ad altre persione che si percepiscono come lei si sentiva a un certo punto della sua vita, e cioè in stallo, pensando che "tanto le cose non cambieranno".
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Angelik@
Messaggi: 10
Iscritto il: 1 febbraio 2007, 13:21

Messaggio da Angelik@ » 7 luglio 2008, 19:53

sfigato ha scritto:Troppe domande insieme? :roll:
Parecchie in effetti..proverò ad essere sintetica (dote che non m'appartiene ahimè..anzi...ahivoi! :)

1 - come definiresti la tua guarigione? Oddio..messa così sembra si stia parlando di una guarigione miracolosa! :D A dire il vero io un po' miracolata, se penso a come stavo, mi ci sento! Ma è solo frutto di tanto lavoro fatto insieme a chi sapeva come aiutarmi se solo le offrivo i mezzi...una terapeuta non può aiutarci se noi non le offriamo i mezzi per farlo. Come si definisce una "guarigione"? Sinceramente non saprei...però...diciamo così: faticosa, ma che dà tante soddisfazioni! :)

2 - ritieni di essere guarita in modo naturale? Non so cosa tu voglia intendere esattamente con "modo naturale", ma io credo proprio di sì. Se intendi il ricorso a medicine, non sono state per fortuna necessarie, la mia era una condizione quasi cronica, tanto era il tempo che la trascinavo,ma probabilmente non così "acuta" da richiedere un intervento tempestivo o tampone, se così si può dire, con dei farmaci.
E' stato solo frutto di tanto "lavoro". E sapessi prima di iniziare la ricostruzione, quante "distruzioni"!! :D

3 - perchè sostieni che sei stata costretta a fare una scelta? Perchè per anni ho sottovalutato, ridicolizzato, deriso il mio malessere e solo arrivare a star male, ma male da non poter più essere padrona della mia vita, da non poter più contare su me stessa, quando certi pensieri mi hanno spaventato..io ho una figlia...e..pensa che quando pensavo alla morte, neanche il pensiero di lei mi aiutava,non riuscivo a credere di essere indispensabile neppure per lei,mi sembrava presuntuoso il solo credere di poter essere indispensabile almeno per lei se non per gli altri, e la morte mi sembrava la sola via, il solo modo per far cessare quelle grida silenziose dentro me, quel dolore che diventava sempre più insopportabile e iniziava a condizionarmi pesantemente la vita. Certi pensieri e l'idea di come poteva vedermi mia figlia, dell'esempio che per lei sarei stata, mi hanno messo di fronte a un bivio. Mi sono sentita costretta a scegliere fra l'essere sopraffatta da quella subdola morte dell'anima ed il combatterla. Per combatterla non avevo armi, e allora ho cercato qualcuno che potesse darmi le armi necessarie ed insegnarmi a combattere, a cadere e rialzarmi. Perchè il problema non credo sia tanto nel cadere, quanto piuttosto nel non essere in grado di rialzarsi e riprendere il cammino e restare quindi a terra, ed incassare colpi su colpi, lasciandosi massacrare dalla vita.

4 - Quanto tempo hai impiegato a guarire? Io non parlerei di "tempo per guarire".
Direi più un viaggio dentro se stessi, un incontro con se stessi "senza filtri", senza "veli", un percorso per imparare ad accettarsi per ciò che si è che in terapia è iniziato (forse era iniziato confusamente anche prima, non so) e che forse è da sperare non si concluda mai...
Comunque ho fatto tre anni pieni di terapia (ma mi dice che i miei tempi, relativamente a come stavo, sono stati molto brevi, quindi io sono stata fortunata - non facciamoci demoralizzare se i nostri tempi sono più lunghi di quelli di altri)

5 - Puoi dirci perchè è una "fortuna" essere depressi? Perchè quel malessere è un campanello che suona, un allarme, che se lo ignori suona sempre più forte, e arriverà ad assordarti se non lo ascolti, allora alla fine è qualcosa che ti costringe a muoverti bene o male, a far qualcosa, se non vuoi star male oltre. Diciamo così....è come un grido d'aiuto di quella parte di te che hai ignorato, e se grida vuol dire che non è morta, e allora tu puoi scegliere di aiutarla se vuoi, di darle prima scolto e poi semmai voce. Insomma...se uno cade o si perde in un grotta buia e profonda..beh..se grida è buon segno..c'è ancora una speranza.
Basta solo ascoltare e capire da dove quella richiesta d'aiuto arriva.
Se non ci fosse stata quella parte di me a farmi male e a gridare "aiuto", "bastaaaaaa", "salvati" non mi sarei mai mossa e magari avrei continuato solo a lamentarmi a vita di quello che non andava nella mia vita e a rosicare dentro a vuoto. Io ho scelto di ascoltarla.
Che ti devo dire? Io la benedico perchè mi ha costretto a far qualcosa è vero: a scegliere se morire o rinascere.
Di fronte a come mi sentivo dentro niente di quello che poteva accadere fuori mi spaventava più. E così la disperazione mi ha dato il coraggio di fare alcune cose, che hanno cambiato in modo soddisfacente la situazione nel contesto in cui vivevo..

5 - Come fai a sostenere che crisi significhi per te "scelta" dal momento in cui è la stessa crisi che ti ha costretto ad andare verso una direzione? No,direi che lei non mi ha costretto ad andare in una direzione. Lei mi ha solo fatto uscire da quella terra di mezzo, da quel limbo grigio dove non senti niente, nè il bene nè il male, nè il dolore ma neppure il piacere, niente gioia, niente di niente, solo un piattume totale, una vita da zombie, un sopravvivere passivo in balia degli eventi, in cui tu non esisti più, se non fosse che hai un corpo. Se una cosa mi ha costretta a fare è stata "guardarmi".
Direi che mi ha risvegliato a morsi....ma comunque mi ha risvegliato...
Se lei fosse stata un mostro di quelli che ti divora da dentro e ti fa male, tanto male, è stata mia la scelta fra il cercare un rimedio o continuare a dire "Ohi che male" e intanto lasciarmene divorare.
Seppure fosse stata un costrizione ben venga...almeno per come l'ho vissuta io.

Poi non so...possiamo anche stare a cavillare sulle parole, sul loro senso etimologico più o meno "azzeccato", ma credo servirebbe a poco.

6 - perchè sono qui? ehm...mica lo so bene eh!
Sono iscritta da molto tempo, i primi tempi leggevo, poi sono approdata su altri lidi, e poi sono ricapitata dopo tanto tempo...questo argomento mi ha fatto venir voglia di intervenire.
Potrei dire per portare una testimonianza che possa dire a chi vive ora questa condizione che se ne esce, a fatica, ma se ne può uscire, e ritrovare quella gioia delle piccole cose che non ricordavi più di poter provare...farei forse anche bella figura. La verità è invece che egoisticamente parlarne fa bene a me. Mi serve a fare una sorta di punto della situazione. E si capisce da quanto ho scritto!!!! :lol:

Se vuoi sapere altro..chiedi pure: a tuo rischio e pericolo però!!! :lol:
Ultima modifica di Angelik@ il 8 luglio 2008, 9:08, modificato 2 volte in totale.

sfigato
Messaggi: 539
Iscritto il: 26 settembre 2007, 13:53

Messaggio da sfigato » 7 luglio 2008, 20:06

perchè a mio rischio e pericolo?

Rispondi

Torna a “Depressione”