Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

Davide49
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da Davide49 » 26 settembre 2012, 17:36

depressione, dolore acuto e protratto nel tempo, tristezza profonda che toglie progettualità al vivere e il gusto stesso di vivere, malinconia e crisi esistenziale che durano anni...
è davvero così semplice classificare e distinguere? io non ci riesco e penso ci siano fra queste cose incerti confini.
ci sono esperti che, a mio avviso giustamente, affermano che non c'è LA depressione, ma ci sono varie forme depressive.

trilly1989
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da trilly1989 » 26 settembre 2012, 18:51

io penso che la creatività possa servire...io per esempio scrivevo un diario quando stavo male...è una cosa da bambini ma mi serviva per cacciare tutto il dolore...poi sembrerà da stupidi ma scrivendo era come se mi confidavo con qualcuno che non sta li per giudicare ma solo per ascoltare...solo che ora nemmeno quello riesco più a fare...ma ora che ci penso pure se scrivevo su quel diario con le lacrimi che mi scendevano dopo stavo bene...quindi è vero la creatività ti aiuta a "liberarti" dal dolore almeno in parte...

Davide49
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da Davide49 » 26 settembre 2012, 19:17

trilly1989 ha scritto:io penso che la creatività possa servire...io per esempio scrivevo un diario quando stavo male...è una cosa da bambini ma mi serviva per cacciare tutto il dolore...poi sembrerà da stupidi ma scrivendo era come se mi confidavo con qualcuno che non sta li per giudicare ma solo per ascoltare...solo che ora nemmeno quello riesco più a fare...ma ora che ci penso pure se scrivevo su quel diario con le lacrimi che mi scendevano dopo stavo bene...quindi è vero la creatività ti aiuta a "liberarti" dal dolore almeno in parte...
il diario è una cosa seria, altro che bambini.!!!
vedi Cesare Pavese o Giacomo Leopardi (e pure il mio... modestamente.. :D )

da bambini è invece crederlo una cosa da bambini.
io credo sia una vera e propria terapia (purché non diventi una specie di diario compulsivo)

trilly1989
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da trilly1989 » 26 settembre 2012, 19:32

Davide49 ha scritto:
trilly1989 ha scritto:io penso che la creatività possa servire...io per esempio scrivevo un diario quando stavo male...è una cosa da bambini ma mi serviva per cacciare tutto il dolore...poi sembrerà da stupidi ma scrivendo era come se mi confidavo con qualcuno che non sta li per giudicare ma solo per ascoltare...solo che ora nemmeno quello riesco più a fare...ma ora che ci penso pure se scrivevo su quel diario con le lacrimi che mi scendevano dopo stavo bene...quindi è vero la creatività ti aiuta a "liberarti" dal dolore almeno in parte...
il diario è una cosa seria, altro che bambini.!!!
vedi Cesare Pavese o Giacomo Leopardi (e pure il mio... modestamente.. :D )

da bambini è invece crederlo una cosa da bambini.
io credo sia una vera e propria terapia (purché non diventi una specie di diario compulsivo)
ma io la penso come te è che gli altri mi hanno convinto di questa cosa :)

trilly1989
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da trilly1989 » 26 settembre 2012, 20:18

be se ne avessi il coraggio.... :D

Davide49
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da Davide49 » 26 settembre 2012, 20:45

trilly1989 ha scritto:be se ne avessi il coraggio.... :D
se sapessi giocare a pallone, tirerei un calcio.
comincia a tirare un calcio imparerai a tenere il pallone.

trilly1989
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da trilly1989 » 26 settembre 2012, 23:16

ci proverò :D

blackbird
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da blackbird » 27 settembre 2012, 15:59

amore. ha scritto: Ma appunto, qui dobbiamo chiarirci le idee.
Se si parla di un dolore causato da un evento tragico della vita, allora sì, ne può scaturire creatività, penso per esempio ai poeti.

Ma se si tratta di depressione, è un altro discorso.
Dovremmo chiarirci le idee, secondo me, anche su cosa intendiamo per creatività.
Tuttavia concordo con Davide49 quando dice di non riuscire a trovare una definizione univoca sulla depressione, la quale può essere espressa,come tanti altri problemi, attraverso una delle tonalità di grigio, sempre capace di sbilanciarsi verso la sfumatura più chiara o più scura a seconda di moltissime variabili.

Se per creatività intendiamo la capacità dell'essere umano di utilizzare strategie nuove, non conformate, attribuendo loro un compito diverso da quello che solitamente se ne farebbe, allora credo che un malato di depressione non potrebbe usufruirne. Credo che non sarebbe nemmeno in grado di vederle, di saggiarne l'amplitudine, non potrebbe nemmeno immaginarle.
Se per creatività ci basiamo sul significato etimologico del termine, legato all'agire-fare-creare, allora credo che chi è depresso potrebbe in qualche modo ricavarne un certo beneficio. Questo perchè si sposterebbe l'attenzione dai pensieri negativi verso qualcosa di pratico, verso qualcosa che potrebbe spegnere la morsa della negatività rischiando addirittura di permettere un aumento dell'autostima.
La creatività tuttavia non può prescindere dalla presenza nell'essere umano di alcune capacità fondamentali, capacità congnitive quali intelligenza e capacità d'espressione, attenzione e memoria, che se non sono sufficientemente articolate non potranno essere utilizzate per risalire il "pozzo oscuro" nel quale chi sta male, chi soffre, rischierà di sprofondare. E queste risorse possono essere inadeguate a volte, o potrebbe essere tanto facile ignorarle. L'autostima penso sia indispensabile, come pure la possibilità di districarsi da quelle catene che tengono immobili.
trilly1989 ha scritto:io penso che la creatività possa servire...io per esempio scrivevo un diario quando stavo male...è una cosa da bambini ma mi serviva per cacciare tutto il dolore...poi sembrerà da stupidi ma scrivendo era come se mi confidavo con qualcuno che non sta li per giudicare ma solo per ascoltare...solo che ora nemmeno quello riesco più a fare...ma ora che ci penso pure se scrivevo su quel diario con le lacrimi che mi scendevano dopo stavo bene...quindi è vero la creatività ti aiuta a "liberarti" dal dolore almeno in parte...
Trovare qualcuno che ascolta è spesso un privilegio... Complimenti a te che hai saputo CREArti da sola il tuo interlocutore!
E' curioso, a volte, rileggere le parole di sofferenza scritte nel passato e scoprirle prive della risonanza emotiva iniziale. E' come se carta e penna potessere diminuirne o amplificarne la potenza, come se venissero in qualche modo assimilate e digerite... Allora auguro a tutti buon appetito!
Ultima modifica di blackbird il 27 settembre 2012, 18:12, modificato 1 volta in totale.

Davide49
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da Davide49 » 27 settembre 2012, 16:15

blackbird ha scritto:In alcuni casi il dolore produce un ottundimento. Ci si trova in una soglia in cui un passo in più sarebbe azzardato, uno all'indietro non cambierebbe molto.
Davide49 ha scritto:.. questa è stata la mia esperienza
Ti va di raccontare?

ti rispondo in mp

blackbird
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi e la creatività

Messaggio da blackbird » 29 settembre 2012, 20:30

amore. ha scritto: Mentre il semplice dedicarsi ad una comune attività non ha nulla o poco a che fare con la creatività.
sono in parte d'accordo e in parte no.. una "comune attività" può contenere in sè un potenziale creativo. Dipende da come si mette in atto questa attività, dipende dalle energie che decidiamo di investirci, dipenda dal nostro estro e dal nostro talento, dipende da come ce la siamo studiata.. Per comune attività cosa intendi? Perchè io non mi riferisco al lavare i piatti, o andare a comprare un cd, ecc. pur tuttavia trovando che anche queste potrebbero celare un qualcosa di nuovo, di inventivo e quindi creativo..
Le attività a cui mi riferisco quando parlo di azioni che distolgono l'attenzione da pensieri negativi verso altri non necessariamente positivi sono attività che ci danno una carica emotiva, uno slancio vitale come dici tu, diversi...nuovi.. Anche lo sport, ad esempio, stimolando la secrezione di alcuni neurotrasmettitori ed inibendo quella di altri può essere menzionata tra queste attività.
E' vero tuttavia che per attingere a queste possibilità di deve far i conti con l'inerzia e l'abulia, per cui concordo con te quando dici
amore. ha scritto: chi è in stato depressivo può essere aiutato e stimolato dall'esterno, dagli altri ad agire e dedicarsi a qualcosa che gli possa permettere di distrarsi ed anche quindi di uscire dalla depressione. Certo, qualche volta non è neppure necessario essere stimolati dall'esterno ma troviamo in noi stessi la forza di reagire e fare..
Non mi pronuncio sulla differenza tra "nucleo depressivo"-nucleo di "energia positiva". Anche se quest'ultima, detta coma l'hai detta..mi sembra vagamente ricordare filosofie evoluzionistiche tipo selezione naturale..?

Dr.ssa Aronica
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Il nucleo depressivo che è in tutti noi

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 30 settembre 2012, 15:13

Prendo spunto dall'ultimo messaggio di blackbird, in particolare dalla sua ultima domanda. Chi ha tirato fuori l'idea del nucleo depressivo che sta in tutti noi? Ho creato io questo argomento. A livello teorico il primo a parlarne è stato Freud, e lo hanno teorizzato, ad esempio, la Malher e la Klein. Chi vuole può approfondire su internet o, ancora meglio, sui libri.
E ora vi spiego cosa intendo io per nucleo depressivo che accomuna gli esseri umani. In ogni cultura esiste il mito del Paradiso Perduto, e questo mito è stato espresso in letteratura, pittura, poesia, romanzi di ogni tipo, leggende e favole.
Per me la tendenza a sentire che esiste un modo di esistere sereno, calmo, dove tutto va bene, nasce dall'aver sperimentato questa modalità di esistenza nella vita intrauterina prima e nella primissima infanzia poi. Ma in seguito la vita beata cessa, anche se ne resta traccia nella nostra psiche, come un luogo meraviglioso possibile a cui agogniamo tornare. E questo dolore di fondo, questo senso di mancanza, credo sia la spinta alla creatività, che non consiste necessariamente nell'essere dei grandi artisti, ma nel domandarsi, nel provare a darsi nuove risposte, nel cercare di capire e dare un senso, mai definitivo, a ciò che è fuori e dentro di noi. La creatività cessa quando il senso si perde o diventa un unico e statico senso.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

doomgeneration
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Re: Il nucleo depressivo che è in tutti noi

Messaggio da doomgeneration » 16 novembre 2012, 21:47

Dr.ssa Aronica ha scritto:Prendo spunto dall'ultimo messaggio di blackbird, in particolare dalla sua ultima domanda. Chi ha tirato fuori l'idea del nucleo depressivo che sta in tutti noi? Ho creato io questo argomento. A livello teorico il primo a parlarne è stato Freud, e lo hanno teorizzato, ad esempio, la Malher e la Klein. Chi vuole può approfondire su internet o, ancora meglio, sui libri.
E ora vi spiego cosa intendo io per nucleo depressivo che accomuna gli esseri umani. In ogni cultura esiste il mito del Paradiso Perduto, e questo mito è stato espresso in letteratura, pittura, poesia, romanzi di ogni tipo, leggende e favole.
Per me la tendenza a sentire che esiste un modo di esistere sereno, calmo, dove tutto va bene, nasce dall'aver sperimentato questa modalità di esistenza nella vita intrauterina prima e nella primissima infanzia poi. Ma in seguito la vita beata cessa, anche se ne resta traccia nella nostra psiche, come un luogo meraviglioso possibile a cui agogniamo tornare. E questo dolore di fondo, questo senso di mancanza, credo sia la spinta alla creatività, che non consiste necessariamente nell'essere dei grandi artisti, ma nel domandarsi, nel provare a darsi nuove risposte, nel cercare di capire e dare un senso, mai definitivo, a ciò che è fuori e dentro di noi. La creatività cessa quando il senso si perde o diventa un unico e statico senso.
Dottoressa,
capisco perfettamente cosa intende dire. Molto spesso mi trovo a provare "nostalgia" per dei momenti che ho vissuto, e che non saprei collocare temporalmente (ma in ogni caso non oltre l'adolescenza), in cui la mia testa era serena e non affollata dai pensieri... secondo Lei è possibile ritrovare quel tipo di calma mentale? E' come se l'avere acquisito la "prospettiva interna" mi abbia privato per sempre di una certa "immediatezza". E' come non riuscire a percepire le cose per il loro naturale accadere, ma avere sempre bisogno di "mediarle" tramite i pensieri..
Relativamente alla creatività legata alla depressione, pensa che sia una costante, vale a dire che a periodi di entusiasmo e voglia di fare si alternano periodi fortemente depressivi, o in questi casi è possibile una volta per tutte superare il blocco depressivo e, una volta entrati in contatto con le nostre risorse "creative" (per creative non intendo artistiche, ma creative nel senso etimologico del termine) queste non ci abbandonano più?

Dr.ssa Aronica
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Nostalgia, pensieri razionali e umore...

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 17 novembre 2012, 13:39

Slave a tutti voi. Il messaggio di Doomgeneration mi porta a dare tre risposte, naturalmente più che risposte sono proposte che tutti possono ampliare, rifiutare, commentare.
- La nostalgia del tempo che fu è un sentimento legato al tema del paradiso perduto. Il passato ci sembra più bello del presente, vorremmo retrocedere... Restare troppo in questo sentimento secondo me non fa bene alla psiche, ricordare i momenti belli invece sì, è come un nutrimento spirituale.
- I pensieri razionali che ci affollano la mente sono un po' il frutto dell'educazione occidentale, neanche questi sono utili; per imparare a poter godere di momenti di libertà da essi, libertà che porta alla creatività, è molto utile la meditazione.
- L'umore è sempre instabile, come i liquidi, quindi è nella norma passare dei momenti creativi a momenti di stasi, ma è proprio nei momenti di stasi, se è una stasi non patologica, che si cova qualcosa che ancora deve nascere...
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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