crisi dei 30 anni?

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

hermi
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Messaggio da hermi » 28 febbraio 2008, 17:53

X La dottoressa Aronica:
Ecco , io intendo ciò che dice ricciolina.
Magari sarò anche una persona irrealizzata interiormente, ma posso contribuire a migliorare, cominciando prima di tutto a fare ciò che mi piace davvero nella vita ..Cosi comincerei a colmare un pò di frustrazione.

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ricciolina
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Re: ....

Messaggio da ricciolina » 28 febbraio 2008, 17:54

hermi ha scritto:x RICCIOLINA. Tu scrivi :

le mie paure sono nei confronti delle persone a me care, a mio padre in primis, che conota ancora molto su di me e che ogni giorno io vedo invecchiare sempre di più e mi rendo conto che lui ha sempre più bisogno di me e il mio senso di colpa è scaturito dal fatto che io ogni giorno che passa ho sempre più voglia di abbandonare questo mondo ... le due cose sono in netto contrasto.
per carattere io mi faccio del male piuttosto che farlo alle persone che amo... è per questo che sono ancora qui, per farlo stare tranquillo e in un certo senso tranquillizzarmi anche io.

MAMMA MIA, SEI IDENTICA A ME!!!

:lol:

sapevo che da qualche parte c'era qualcuno nei miei stessi panni.... !!!

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SkyExpress
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Messaggio da SkyExpress » 29 febbraio 2008, 14:45

Piccola storia personale: a 16 anni già fremevo per il diploma ancora lontano, a 19 mi sono iscritto a Sociologia solo per il rimando militare, a 20 ottenuto il congedo illimitato m'iscrissi a Psicologia anche se era lontana, a 21 mollai tutto perchè trovai lavoro.
I primi rimpianti riuscivo ad attenuarli convincendomi che non sia importante ciò che fai, ma come lo fai: mentre mia madre continuava a sostenere che fosse un vero peccato, il non essermi laureato.
Solo intorno ai 30 anni, però, mi mancarono davvero i miei sogni di auto-realizzazione, e sentii forte l'esigenza di studiare ancora, leggendo qualunque cosa m'interessasse, delle materie più disparate.
Verso i 40, poi, il desiderio maggiore è stato quello di condividere ogni nozione con il mio prossimo, ma devo ammettere di riuscirci soltanto raramente: non mi sento affato, quindi, realizzato professionalmente, ma nemmeno nell'ambito delle relazioni interpersonali, che non ritengo quasi mai abbastanza stimolanti.
Il lavoro m'impegna moltissimo, e lo stesso vale anche per la lettura di un buon libro; ma per realizzare me stesso, sento dentro di me che il cammino da fare è ancora lungo...
Ultima modifica di SkyExpress il 1 marzo 2008, 8:39, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da hermi » 29 febbraio 2008, 14:57

Ciao Ski...
Scusa ma perchè se una persona ha dei sogni e vuole intraprendere una carriera professionale che gli piace, deve per forza stare male interiormente? Scusata, ma io non ci credo al fatto che quando uno sta bene con se stesso , sta bene col mondo intero!
Una persona per stare bene con se stessa, deve essere felice, cercando di fare o almeno di provare a fare ciò che vuole nella vita e non ciò che gli viene imposto ....

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Messaggio da ricciolina » 29 febbraio 2008, 16:50

son d'acocrdo con hermi,
se una vocazione c'è e la vita ti spinge in altre direzioni, avrai sempre il rimpianto di non aver seguito la vocazione.

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Messaggio da SkyExpress » 29 febbraio 2008, 18:59

E sono d'accordo anch'io! :o
Ho soltanto raccontato la mia personalissima esperienza, mica sostengo che sia impossibile realizzarsi... :shock:
Volevo solo aggiungere che il percorso per giungervi, professionale o meno, non è proprio scontato diciamo. :roll:

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Messaggio da hermi » 1 marzo 2008, 20:54

x Ski : perchè pensi questo? :)

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LA NOSTRA REALIZZAZIONE INTERIORE NON è SCONTATA

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 2 marzo 2008, 0:05

SkyExpress ha scritto:E sono d'accordo anch'io!
Ho soltanto raccontato la mia personalissima esperienza, mica sostengo che sia impossibile realizzarsi... :
Volevo solo aggiungere che il percorso per giungervi, professionale o meno, non è proprio scontato diciamo.:
Sono pienamente d'accordo. Oggi la pubblicità e i media inculcano nelle persone pseudo valori e pseudoideali di stampo consumistico, e fanno credere che siano alla portata di mano. Avendo questa convinzione errata le persone soffrono.
Cosa ne pensate in proposito?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Davide49
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Re: LA NOSTRA REALIZZAZIONE INTERIORE NON è SCONTATA

Messaggio da Davide49 » 2 marzo 2008, 1:05

dr.ssa Aronica ha scritto: Oggi la pubblicità e i media inculcano nelle persone pseudo valori e pseudoideali di stampo consumistico, e fanno credere che siano alla portata di mano. Avendo questa convinzione errata le persone soffrono.
Cosa ne pensate in proposito?
concordo pienamente.

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Messaggio da Davide49 » 2 marzo 2008, 1:12

SkyExpress ha scritto: ... Verso i 40... ma per realizzare me stesso, sento dentro di me che il cammino da fare è ancora lungo...
sono d'accordo. Io ne ho 53 e vedo che di strada da fare ce n'è ancora tanta, e le facili scorciatoie sono solo illusioni (e prima uno se ne rende conto, meglio è).
Ma questa ricerca è anche appassionante. Costa "sangue sudore e lacrime", ma accidenti sono io, e come cantava De Andrè, "io ne valgo la pena". In definitiva, è una scelta. E credo che sia una scelta matura.

hermi
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Messaggio da hermi » 2 marzo 2008, 12:01

ok per i media che influenzano el persone ecc....ma io sto parlando di realizzazione professionale :-)

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ricciolina
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Re: LA NOSTRA REALIZZAZIONE INTERIORE NON è SCONTATA

Messaggio da ricciolina » 3 marzo 2008, 13:38

dr.ssa Aronica ha scritto:
SkyExpress ha scritto:E sono d'accordo anch'io!
Ho soltanto raccontato la mia personalissima esperienza, mica sostengo che sia impossibile realizzarsi... :
Volevo solo aggiungere che il percorso per giungervi, professionale o meno, non è proprio scontato diciamo.:
Sono pienamente d'accordo. Oggi la pubblicità e i media inculcano nelle persone pseudo valori e pseudoideali di stampo consumistico, e fanno credere che siano alla portata di mano. Avendo questa convinzione errata le persone soffrono.
Cosa ne pensate in proposito?
questo forse vale per i mei genitori e per la loro mentalità del guadagno a ogni costo.

i pseudovalori e pseudoideali di cui parla lei mio malgrado li sto alimentando ora che sono costretta in un lavoro che fa parte del grande disegno consumistico. (e che anche per questo disprezzo)
ma grazie a dio...non sono una pecorona lobotomizzata dalla pubblicità, non inseguo sogni altrui... e non mi faccio mettere nella testa di desiderare qualcosa che gli altri mi propongono.
quello che inseguo è sempre stato dentro di me, e i media non c'entrano niente.

nessuno dice che è facile ralizzarsi, quello che io e hermi ci stiamo chiedendo è: meglio vivere nell'agiatezza e nella tranquillità di un posto sicuro o lasciare tutto andare controcorrente (rischiando poi di non arrivare a fine mese... ) per "almeno" ineguire la realizzazione professionale?

lei dottoressa è realizzata professionalmente?
se a 20 anni invece di fare l'università i suoi genitori le avessero detto adesso vieni a lavorare nella ditta di famiglia che hai uno stipendio sicuro e ben retribuito ... ci sarebbe andata?
io all'epoca ero in piena depressione e non avevo la forza di far valere le mie ragioni. loro (e non gli faccio una colpa..) non hanno voluto o saputo valorizzare le mie virtù.
oggi ne pago le conseguenze, ogni mattina mi chiedo se la mia vita è davvero mia o no.. mi chiedo se il gioco vale la candela.. mi vesto di tutto punto vengo in ufficio e mi siedo al computer,... pagne blu... e la domanda è sempre la stessa cosa sto facendo della mia vita?

e poi mi chiedo anche... sei una perosna previlegiata, sei nata una buona famiglia (ecnomicamente..) ma vigliacco se qualcuno qui ti sprona a seguire i tuoi ideali.
siamo generazioni diverse,valori diversi.. loro hanno fatto la guerra io sono cresciuta nell'abbondanza, nell'abbondanza di denaro, cose, cibo, ogni ben dio... ma nessuno mai nella vita, in casa mia mi ha mai incoraggiato a fare quello che volevo. mai nessuno mi ha detto vivi il tuo sogno e se cadrai potrai sempre contare su di noi..
tanto agio, tanta ricchezza per cosa... ?

... folle corsa a chi diventrà il più ricco del cimitero. :cry:

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Re: LA NOSTRA REALIZZAZIONE INTERIORE NON è SCONTATA

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 3 marzo 2008, 14:04

[quote="ricciolina
nessuno dice che è facile ralizzarsi, quello che io e hermi ci stiamo chiedendo è: meglio vivere nell'agiatezza e nella tranquillità di un posto sicuro o lasciare tutto andare controcorrente (rischiando poi di non arrivare a fine mese... ) per "almeno" inseguire la realizzazione professionale?[/quote]

Salve Ricciolina, salve a tutti,
quello che credo fermamente, come ho già scritto in un messaggio sempre su questo topic, è che la realizzazione professionale non è per forza collegata al benessere della persona. Lo testimoniano fior di professionisti affermati che soffrono di ogni sorta di disturbo psicologico! Mentre ci sono persone che svolgono lavori semplici, come ad esempio impiegati, calzolai, che stanno bene con sé stessi e con gli altri.
L'unica realizzazione che ognuno dovrebbe avere come meta (anche se irraggiungibile) è quella propria. Jung direbbe "La propria individuazione".
Lei Ricciolina quale lavoro avrebbe voluto fare? Crede veramente che la sua insoddisfazione attuale svanirebbe se facesse quel lavoro? Cosa può trarre come insegnamento da quello che la vita finora le ha dato?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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Messaggio da SkyExpress » 3 marzo 2008, 14:09

hermi ha scritto:x Ski : perchè pensi questo? :)
Perchè credo sia frequente confondersi circa i nostri stessi desideri, i quali cambiano troppo spesso specialmente in giovane età, quando le nostre scelte sono complicate dalla mancanza di esperienza. :)

dr.ssa Aronica ha scritto:
SkyExpress ha scritto:E sono d'accordo anch'io!
Ho soltanto raccontato la mia personalissima esperienza, mica sostengo che sia impossibile realizzarsi... :
Volevo solo aggiungere che il percorso per giungervi, professionale o meno, non è proprio scontato diciamo.
Sono pienamente d'accordo. Oggi la pubblicità e i media inculcano nelle persone pseudo valori e pseudoideali di stampo consumistico, e fanno credere che siano alla portata di mano. Avendo questa convinzione errata le persone soffrono.
Cosa ne pensate in proposito?:)
Penso che sia assolutamente necessario tentare di combattere e smascherare certe "trappole" mediatiche che ci privano della libertà personale, spingendoci appunto a soddisfare l'offerta di un mercato economico le cui leggi dominano, ormai, anche nei campi più prettamente "umanistici"!
Del resto, il liberismo "sfrenato" che viene reclamizzato come una regola inderogabile della civiltà moderna (o meglio postmoderna), ben si riassume nella logica, abberrante secondo il mio punto di vista, ispiratrice di una frase che mi colpì particolarmente, quando la sentii pronunciare da un presidente del consiglio: "Dobbiamo incrementare i consumi, per sostenere la produzione"...
Personalemente ritengo assurda questa pretesa, come quella di uno sviluppo che preveda la crescita in eterno della produzione industriale, mentre invece per secoli l'antica saggezza popolare ha sempre suggerito di conservare, invece di consumare; poi, nel giro di qualche decennio, tale prospettiva si è praticamente ribaltata, nell'assioma secondo il quale l'economia girerebbe a buon regime soltanto quando ognuno di noi spendesse il più possibile, anche e soprattutto in generi voluttuari, indebitandoci fino al punto da poter definire, quella occidentale, una vera e propria economia virtuale...

Davide49 ha scritto:
SkyExpress ha scritto: ... Verso i 40... ma per realizzare me stesso, sento dentro di me che il cammino da fare è ancora lungo...
sono d'accordo. Io ne ho 53 e vedo che di strada da fare ce n'è ancora tanta, e le facili scorciatoie sono solo illusioni (e prima uno se ne rende conto, meglio è).
Ma questa ricerca è anche appassionante. Costa "sangue sudore e lacrime", ma accidenti sono io, e come cantava De Andrè, "io ne valgo la pena". In definitiva, è una scelta. E credo che sia una scelta matura.
Si, certo: e mi sembra quasi una scelta obbligata, per chi desideri proseguire sempre nella ricerca di sé stesso...

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Messaggio da hermi » 3 marzo 2008, 14:19

cara dottoressa Aronica, io non ho detto che non sto bene con me stessa, ma non sono felice della vista che svolgo .

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