crisi dei 30 anni?

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

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ricciolina
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Re: LA NOSTRA REALIZZAZIONE INTERIORE NON è SCONTATA

Messaggio da ricciolina » 3 marzo 2008, 16:52

Salve Ricciolina, salve a tutti,
quello che credo fermamente, come ho già scritto in un messaggio sempre su questo topic, è che la realizzazione professionale non è per forza collegata al benessere della persona.
ok e fin qui sono d'accordo con lei...
Lo testimoniano fior di professionisti affermati che soffrono di ogni sorta di disturbo psicologico! Mentre ci sono persone che svolgono lavori semplici, come ad esempio impiegati, calzolai, che stanno bene con sé stessi e con gli altri.
è appunto questo che dico io!!!
vede dottoressa lei ha come metro di realizzazzione professionale il professionista arrivato al alpice della carriera riconosciuto e stimato.
io no!
io sogno il mio lavoro semplice!
L'unica realizzazione che ognuno dovrebbe avere come meta (anche se irraggiungibile) è quella propria. Jung direbbe "La propria individuazione".


è questo che mi manca, io non ho mai aspirato a fare quelo che faccio, mi ci sono ritrovata dentro, per la maggior parte per colpa mia e un po' per volere dei miei gentori
Lei Ricciolina quale lavoro avrebbe voluto fare? Crede veramente che la sua insoddisfazione attuale svanirebbe se facesse quel lavoro? Cosa può trarre come insegnamento da quello che la vita finora le ha dato?
avrei voluto fare un percorso diverso, la scuola d'arte, l'accademia d'arte, e lavori manuali inerenti all'arte...
ma in casa mia c'è l'assurda credenza che con l'arte non si mangia
e io sono stata cresciuta con questa frase ben stampata in fronte, pensi che addirirttura ho negato a me stessa di dipingere fino a pochi anni fa...


ho imparato tantissimo qui,
ho imparato a gestire i soldi,
ho imparato a tirare fuori la grinta e l'ingegno,
so parlare con la gente,
ho un grande bagaglio di esperienze, non è stato tutto inutile, ho imparato tanto, tantissimo della vita, mi è servito non lo nego.

non so se la mia insoddisfazione svanirebbe, ma i miei problemi con il cibo sono cominciati in concomitanza con la scelta della scuola supeirore e poi si sono aggravati con l'ingresso nel mondo del lavoro... forse è un segno?
dovrei provare... provare a fare un'altro lavoro e vedere...

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 4 marzo 2008, 11:09

Salve Hermi,
non stare bene con sé stessi a me sembra sinonimo di non essere contenti della vita che si vive (credo che lei intendesse vita e non vista).
Lei che ne pensa?
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hermi
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Messaggio da hermi » 4 marzo 2008, 11:16

X la dott.ssa Aronica:
Salve, cosa intende per vita e non vista? non ho capito bene.
Io credo che un apersona possa essere insoddisfatta del proprio modo di vivere quando non ha fatto delle scelte proprie.
Io credo che non si debba stare necessariamente male con se stessi , quando non si è contenti del lavoro che si svolge o della città in cui si vive.
Io ho avuto modo di andare a vivere fuori e di fare le cose che mi piacevano ....Mi sono sentita un'altra persona.
Oggi, purtroppo questo non è più possibile per motivi familiari , ma sto lottando ogni giorno, per poter rendere la mia vita un pò più sopportabile.
Le ripeto, non è una questione di stare mal econ me stessa, ma di non sentirmi realizzata professionalmente e anche sentimentalmente....Non so se ho reso l'idea.

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Messaggio da hermi » 4 marzo 2008, 11:17

x la dottoressa Aronica: si , mi scusi c'è stato un errore di scrittura.
Intendevo vita , ma non necesariamente perchè non sto bene con me stessa, ma per le scelte che mi sono state imposte.

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Messaggio da ricciolina » 4 marzo 2008, 13:25

dr.ssa Aronica ha scritto:Salve Hermi,
non stare bene con sé stessi a me sembra sinonimo di non essere contenti della vita che si vive (credo che lei intendesse vita e non vista).
Lei che ne pensa?
scusi dottoressa ma non capisco dove vuole arrivare con queste domande, il punto è che se uno crede di essere infelice o insoddisfatto o depresso a causa di una cosa non dovrebbe per lo meno cercare di cambiare quella cosa?

e se per cuse di forza maggiore quella cosa non la si può cambiare?
... credo sia normale soffrire e subire di questa situazione
o no?

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Messaggio da little anna » 4 marzo 2008, 13:45

ricciolina ha scritto:e se per cuse di forza maggiore quella cosa non la si può cambiare?
... credo sia normale soffrire e subire di questa situazione
o no?
Intendi dire qualcosa accaduta in passato?
Già, faccio il mio esempio: io soffro per un enorme vuoto del passato e la mia mente non si decide a sbloccarsi se prima non viene accontentata.
Come si fa, secondo voi, in questi casi?
Posso chiedere in prestito, anche per poco tempo, una Mamma?
Come colmo il vuoto?
Potrei usare la Terapeuta?

hermi
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Messaggio da hermi » 4 marzo 2008, 14:17

x little anna: ciao cara! anch'io ho perso mio padre ene ho sofferto molto.Certo ora non ho superato, ma tiro avanti ...cmq questo , credo che sia un altro discorso ....che esce un pò fuori dall'argomento del mio post....
Si parla di lutti che cmq lasciano un vuoto enorme e posso capirlo, ma io parlo di realizzazione professionale .
In questo , sono pienamente daccordo con ricciolina, almeno si può tentare di lottar eper ciò che ci fa stare bene ....

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Messaggio da ricciolina » 4 marzo 2008, 16:42

hermi ha scritto:x little anna: ciao cara! anch'io ho perso mio padre ene ho sofferto molto.Certo ora non ho superato, ma tiro avanti ...cmq questo , credo che sia un altro discorso ....che esce un pò fuori dall'argomento del mio post....
Si parla di lutti che cmq lasciano un vuoto enorme e posso capirlo, ma io parlo di realizzazione professionale .
In questo , sono pienamente daccordo con ricciolina, almeno si può tentare di lottar eper ciò che ci fa stare bene ....

scusa hermi, ma io non avevo capito che tu non hai più il papà.
quindi se ho capito bene, il tuo problema a lasciare l'azienda di famiglia è un po' legato al fatto che tradiresti la sua memoria e manderesti all'aria i suoi sforzi?
o c'è qualcosa al livello burocratico che ti tiene legata la tuo attuale impiego?
qualre è l'ostacolo più grade che dovresti affrontare nel cambio di vita?


x littleanna: ricordo male o tu la mamma ce l'hai ma diciamo che è mancata in senso ffattivo alla tua crescita?

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Messaggio da ricciolina » 4 marzo 2008, 16:50

Intendi dire qualcosa accaduta in passato?
no intendo una cosa nel presente.

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Messaggio da hermi » 4 marzo 2008, 17:35

x ricciolina: sarebbe legato al senso di colpa che ho nei confronti di mio padre....mi sentirei di tradirlo.

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Messaggio da ricciolina » 4 marzo 2008, 17:54

hermi ha scritto:x ricciolina: sarebbe legato al senso di colpa che ho nei confronti di mio padre....mi sentirei di tradirlo.
capisco.

però lui non ti vorrebbe vedere felice?


tu hai scritto:
Ho avuto varie proposte per seguire ciò che amerei fare nella mia vita...ma sono sempre sfiduciata...Ho paura di non farcela per tanti motivi ....
allora intanto hai ricevuto delle proposte e questo non è poco, io personalmente di proposte ne ho ricevuta solo una che poi era una proposta di prova.. che non si è potuta concretizzare.
e al giorno d'oggi non è facile trovare da lavorare, figuriamoci poi "il lavoro che uno vuole!"
sei molto fortunata ... sappilo!!!
e non gettare la fortuna dalla finestra perchè non torna a bussare alla porta.

e per le tue paure ???

ne stai parlando con uno specialista o te le tieni per te?

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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 4 marzo 2008, 18:48

ricciolina ha scritto:[quote
scusi dottoressa ma non capisco dove vuole arrivare con queste domande, il punto è che se uno crede di essere infelice o insoddisfatto o depresso a causa di una cosa non dovrebbe per lo meno cercare di cambiare quella cosa?

e se per cuse di forza maggiore quella cosa non la si può cambiare?
... credo sia normale soffrire e subire di questa situazione
o no?
Salve Ricciolina, salve a tutti e a tutte.
Con le mie domande vorrei aiurarvi a capire un pochino meglio voi stessi. Certe volte sono domande provocatorie, lo faccio apposta.

Certamente se una persona è depressa per una scelta fatta in passato, e che al momento attuale ritiene sbagliata, dovrebbe cercare di cambiarla. Ma se non è più possibile, e questo è il punto, sarebbe bene cambiare la propria prospettiva, il proprio punto di vista circa quella data scelta, per alleviare la sofferenza e ritrovare in sé stessi nuove risorse.
Mi spiego con un esempio. Se lei si trovasse su un sentiero di montagna, ed improvvisamente cadesse una valanga fatta di enormi blocchi di granito che impedisce di percorrere il sentiero in entrambi i sensi, lei cercherebbe di rimuovere i massi sul sentiero o cercherebbe una strada alternativa?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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Messaggio da Twilight » 4 marzo 2008, 19:05

strada alternativa!
io di anni ne devo compiere 32,la mia vita magari è tutt'altro che soddisfacente,ma io la vivo per come è sperando di riuscire a fare bene, mai avuto crisi dei 30 anni,per me l'età anagrafica è solo un particolare,vivo in valore assoluto,come mi sento,non mi impongo di essere come deve essere un trentenne e non mi sento vecchia. penso di avere tutto il tempo per riuscire a fare cose che mi piacciano e che mi soddisfino, ho dei problemi..che mi pesano parecchio,ma che non posso risolvere e allora cerco di farmi forza e spero di riuscire a trovare la soluzione migliore per me tra quelle disponibili e di poterla vivere al meglio,senza rovinarmi l'esistenza per niente...per quanto riguarda le scelte fatte in passato non rinnego niente in nessun campo, nè sulle scelte in campo sentimentale, nè in quello scolastico lavorativo,perchè io so che ogni scelta che ho fatto l'ho pensata e ritenuta giusta nel momento in cui l'ho fatta, sono una persona riflessiva,quindi so che in quel momento ritenevo giusto fare quello,e se adesso non mi va più bene faccio il possibile,ma non mi pento. nessun rimorso e nessun rimpianto. credo proprio perchè pur avendo degli impulsi come tutti gli esseri umani,ci penso cmq sempre sopra. e se ho sbagliato qualcosa..beh ho imparato a essere clemente con me stessa, almeno un po' per quanto possibile..

30 anni non sono pochissimi,ma non sono nemmeno molti,abbiamo davanti ancora 2 terzi di vita se tutto va come deve..c'è gente che cambia vita a 40 o 50 anni, perchè non dovremmo poterlo fare noi?! gente che cambia lavoro a 50 anni con una famiglia a carico..ce la si puà fare..poi dipende dalle priorità..
ricciolina per esempio tu non sei soddisfatta dal tuo lavoro,però nemmeno rinunceresti ai tuoi 'vizi' economicamente dispendiosi..quindi diciamo che o trovi un altro lavoro remunerativo che magari non ti fa impazzire ma ti permette di avere ciò che vuoi, oppure fai quello che ti piace di più e rinunci a qualcosa...tutto ha un prezzo,niente è senza conseguenze mai e niente ha solo pregi..
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hermi
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Messaggio da hermi » 4 marzo 2008, 20:24

x la dottoressa Aronica: dottoressa io avrei possibilità di cambiare ed intraprendere la cosa che amo fare nella mia vita, ma non ne ho il coraggio perchè mi sento in colpa nei confronti di mio padre.
Questo mi danna, perchè se da un lato mi sento bene con la coscienza, dall'altro , mi rendo conto di essere dannatamente infelice...Mi sento di aver fatto scelte che non erano inerenti a ciò che avrei voluto io per me stessa....
Ho perseguito per anni un obiettivo, ho fatto mille sacrifici da quando ero piccola e poi, non ho potuto continuare a coltivare ciò che amavo per tanti ostacoli.
Vorrei soltanto un riscatto dei miei sacrifici ...non penso di chiedere molto e neanche di non stare bene con me stessa, mi faccio troppi sensi di colpa nei confronti della mia famiglia.
Forse, se riuscissi ad essere più menefreghista e imparassi a non mettere prima gli altri davanti a me , facendo le loro volontà, vivrei sicuramente felice insomma...un pò di sano egoismo.

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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 5 marzo 2008, 11:59

Salve Hermi,
se la sua vita è così condizionata da un legame affettivo vissuto in maniera patologica, perché non intraprende un percorso psicoterapeutico?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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