Paura di tutto a 23 anni...nn ce la faccio più

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

Bina
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Paura di tutto a 23 anni...nn ce la faccio più

Messaggio da Bina » 10 marzo 2008, 20:40

Ho paura di tutto,mi viene sempre voglia di piangere,nn sono capace di allontanarmi troppo da casa che l'ansia e la tristezza mi invadono,oggi sono dovuta andare a 30km da casa e benchè ci fosse il mio fidanzato,ad un certo punto mi sn messa a piangere perchè avevo paura di nn so cosa persino di me stessa e volevo tornare a casa....nn voglio andare avanti a tranquillanti e ad avere timore persino di me stessa.Sono completamente sbagliata mi odio per nn essere come le mie coetanee e per dover sempre rinunciare a tutto! Datemi un consiglio
bINA

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 14 marzo 2008, 15:23

Salve Bina,
mi spiace che lei stia così male! Per darle una risposta ho bisogno di farle qualche domanda.
Quanti anni ha?
Da quanto tempo le capita di piangere in questo modo?
Cosa ha fatto finora per risolvere il suo problema?
Mi faccia sapere, se lo desidera.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Bina
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Messaggio da Bina » 15 marzo 2008, 11:32

Salve dottoressa,io ho 23 anni,da quando ne avevo 5 ho cominciato a soffrire di paure,fissazioni,penso che tutte le paure somatizzate che una persona può avere io l'ho avute.All'età di 13 anni è stato il culmine a seguito del terremoto che colpì l'umbria,dove io abito.Infatti a seguito di questo episodio passai un periodo nel quale per due mesi non fui più in grado di uscire di casa,i miei erano disperati perchè non capivano cosa avessi ma io piangevo perchè mi faceva rabbia questo senso di impotenza di fronte a tutte queste paure che io razionalmente sapevo nn avere senso ma che comunque si impadronivano di me.Alla fine su consiglio del mio dottore mi portarono da uno psicologo,restai in analisi per 6 anni,andavo due volte a settimana. Dopo l'interruzione dell'analisi cioè all'età di 19 anni bè passai l'anno più meraviglioso della mia vita,sembravo rinata,non avevo più paure avevo una sicurezza di me che mi faceva fare qualsiasi cosa desiderassi,andai persino in grecia 15 giorni con una mia amica.Questo idillio durò però solo un anno,infatti ora sono tre anni che mi trovo di nuovo quotidianamente a combattere con ansie attacchi di panico ecc,questo mi fa tanta rabbia e mi fa sentire fallita.Dottoressa come se ne esce? ho provato psicoterapie,ho provato antidepressivi,ansiolitici ma niente,il mio problema si ripresenta sempre...
bINA

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 16 marzo 2008, 16:35

Salve Bina,
ha lavorato sui problemi della sua prima infanzia con il suo psicoterapeuta?
Cosa è successo di importante in questi ultimi tre anni?
Ci sono prospettive di cambiamento nella sua vita?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Bina
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Messaggio da Bina » 18 marzo 2008, 13:05

Consideri che le mie sedute di psicoterapia consistevano in questo: io arrivavo ,gli dicevo la mia paura o fissazione del giorno e lo psicologo mi diceva che non era possibile che avvenisse ciò che io pensavo,lui mi faceva parlare e parlare e mi rassicurava sul fatto che le mie fissazioni non avrebbero mai potuto avverarsi.Poi dovetti interrompere la mia analisi perchè purtroppo nella mia famiglia successe il finimondopoichè mio padre ci confesso che si era giocato tutti i nostri soldi e in un attimo ci ritrovammo pieni di debiti,gente che telefonava a tutte le ore che pretendeva soldi da mio padre,ci furono scenate assurde in casa mia con mia madre che piangeva sempre,mio padre che era mortificato,non parlava più e subiva in silenzio le offese gli insulti e gli schiaffi morali e fisici che gli dava mia madre.Mia mamma ebbe moltissime crisi isteriche in quel periodo e io cercavo sempre di star vicino a mio padre perchè lo vedevo indifeso.Dovetti appunto smettere la terapia perchè nn potevamo più permettercela.Così iniziai ad andare da una psicologa del centro igiene mentale della mia città ma dopo due mesi non ci andai più perchè tanto vedevo che era inutile.Ma stranamente come le ho già scritto l'anno che ne seguì io stetti benissimo,nonostante avessi un macello in famiglia,le mie ansie erano sparite di colpo,forse perchè in quel periodo avevo altro per la mente,dovevo far forza a mio padre e sostenere mia madre e non avevo tempo per pensar alle mie paure.Ma non appena si calmarono le acque in famiglia cioè circa dopo una anno e mezzo,io piano piano ricomincia ad avere attacchi di panico,tristezza,paura di tutto.Tutto questo in concomitanza del mio inizio all'università.Sono tre anni che faccio giurisprudenza, mi mancano 9 esami e ho finito però è un continuo avere ansia,perchè mia madre mi dice sempre che se non la dovessi finire lei si ammazza perchè io sono il suo riscatto,mi sta sempre a ripetere che non devo essere bocciata agli esami,ho un carico di aspettattive addosso che mi schiaccia.Ogni volta che si avvicina il giorno di un esame io vado a sostenerlo col terrore di essere bocciata e di doverlo poi dire a lei.Una volta al secondo esame e quindi proprio tre anni fa, dovetti darlo due volte prima di essere promossa,bè lei mi fece sentire uno schifo,mi diceva che ero come mio padre,che le avrei dato solo delusioni.Ecco lei se vuole ci mette un attimo a distruggermi psicologicamente.Ora però non voglio trovare in questo e in ciò che mi è successo negli anni delle giustificazioni,io voglio uscire da questo inferno di paure,tristezza,fissazioni! Però sono scoraggiata perchè sono anni che ci provo in tutti i modi ma poi queste ansie tornano sempre più potenti di prima.Allora come faccio a crearmi una vita normale?
bINA

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 18 marzo 2008, 15:05

Salve Bina,
non è facile vivere serenamente con l'incubo che, se non si riesce all'università, la propria madre si possa suicidare.
Mi dispiace molto che lei non ha trovato sulla sua strada uno/a pscicoterapeuta competente! Il mio consiglio è quello di rendersi autonoma economicamente e poi intraprendere un percorso psicoterapeutico o un'analisi del profondo, che la aiuteranno ad essere sicura di sé stessa e a liberarsi dall'influenza negativa che ora sua amdre esercita su di lei. Che ne pensa in proposito?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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ricciolina
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Messaggio da ricciolina » 18 marzo 2008, 16:54

scusi dottoressa,
ma non è facile se una deve studiare essere anche autonoma economicamente.. cioè non è impossibile, ma con una madre così.. mi farei degli scrupoli (sbagliando lo riconosco, perchè è lampante che la mamma di bina è troppo pesante) mettiamo che per caso a bina andasse male un esame .. la colpa ricadrebbe sul fatto che lavora e non si concentra nello studio e a sofferenza si aggiungerebbe sofferenza e ulteriori umiliazioni.

è vero che il percorso psicoterapeutico la aiuterebbe siamo tutti d'accordo, ma se ci andassetro insieme lei e la mamma?
non sarebbe meglio?

Bina
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Messaggio da Bina » 18 marzo 2008, 21:29

La ringrazio anzitutto per le risposte dottoressa,l'idea di rendermi indipendente economicamente per il momento è impossibile perchè mia madre non mi permetterebbe MAI di andare a lavorare perchè mi dice sempre che toglierei tempo allo studio e quindi non gliela devo nenanche nominare una simile idea!!! Poi sa anche la psicoterapia boh,come le ripeto l'ho fatta per sei anni e successivamente cambiando anche psiologa ma i miei problemi ci sono sempre,ho dei periodi di alti e bassi,ad esempio quando sto sotto esame divento nervosissima,piangerei per qualsiasi cosa e mi faccio dei problemi esistenziali allucinanti,poi ci sono periodi in cui sto più tranquilla però certo non sarei mai capace tipo di arrivare fino a roma (sono di perugia) col mio ragazzo per esempio!!
Come è stato possibile dottoressa che l'anno dopo che interruppi la terapia io stetti benissimo? come posso riappropriarmi di quella stabilità? Adesso quando ho delle crisi d'ansia mi fa ancora più male e mi butta ancora più giù perchè ripenso a quell'anno,penso che ci ero riuscita a dominare tutto e ora essere tornata in quel baratro mi fa sentire una fallita!!!!!Mi fa pensare a che madre,che moglie sarò? penso sempre che il mio fidanzato( ci sto insieme da 4 anni ed è la cosa più bella che mi sia mai capitata) prima o poi si stanchi di me,mi immagino a 40 anni in preda agli psicofarmaci! Ho paura per il mio futuro,vorrei essere spensierata,essere padrona di fare tipo che sò una gita in montagna o una vacanza al mare,ma so che non posso,non riesco.Pensi che domani devo andare col mio ragazzo ad accompagnare sua padre a fare una visita in un posto a 20km da casa mia e questo già mi provoca ansia perchè nn vorrei allontanarmi troppo da casa. é da quando avevo 12 anni che giro con i tranquillanti in borsetta da prendere in caso di attacchi di panico.Mi sono proprio stufata,vorrei essere una ragazza normale ma non so come fare!!!!!!!
bINA

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 18 marzo 2008, 23:12

Salve Bina,
perché dovrebbe andara a Roma? Non capisco.
Per caso il ritorno dei suoi sintomi è coinciso con l'incontro col suo attuale fidanzato?
Mi sebra che i sintomi sono ricomparsi più o meno all'inizio dell'università, quindi forse sono anche una risposta al ricatto di sua madre.
Altra domanda: attualmente che farmaci usa? le sono stati prescritti da uno psichiatra?
(per Ricciolina): sarebbe non bene, ma benissimo che la mamma di Bina facesse una psicoterapia, ma da sola, perché credo che la signora abbia dei problemi molto radicati.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Bina
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Messaggio da Bina » 19 marzo 2008, 8:18

Quelo di roma dotoressa era un esempio per farle capire che magari una cosa normale che dovrei esssere in grado di fare (una gita a roma),ci devo rinunciare perchè non riesco ad allontanarmi da casa! se mi allontano più di 10km io sto male,mi prende un senso di vuoto e di malinconia accompagnati da un fortissimo senso di paura che mi devasta.
Ogni tanto quando proprio non riesco a calmarmi prendo mezza pasticca di Depas da 0,5mg,era quella che mi dava il mio psicologo quando andavo da lui, e poi negli anni il mio medico della mutua ha continuato ha dirmi di prenderla in casi di emergenza,giro sempre con queste pastigliette in borsa(che tristezza :cry: ).
I miei attacchi sono ricominciati con l'inizio dell'università e con il mio fidanzamento perchè col mio ragazzo mi ci sono messa i primi mesi di università.Non so se questo può avere influito,forse visto che io e lui abbiamo fatto sempre tutto insieme in questi 3 anni e mezzo,l'indipendenza che ero riuscita a crearmi è venuta di nuovo meno rendendomi ancora una volta dipendente da qualcuno e incapace di affrontare le cose da sola?Consideri che il primo mese di università ci andavo sempre da sola,prendevo il treno sola,tornavo anche tardi,poi dopo che ho conosciuto lui abbiamo cominciato ad andare là sempre insieme e io ora se mi dicessero di andare all'università col treno sola non sarei mai capace! Vede come sono limitata? eppure io c'ero riuscita,ERO RIUSCITA a vincere tutto,perchè è tornato tutto questo! Poi dottoressa quando mi viene un attacco d'ansia,di pianto,come devo controllarmi? ho sempre paura che qualcuno se ne accorga e allora soffro in silenzio.Vede ora sono le 7.18 del mattino,sto scrivendo perchè visto che sono sola a casa da un'ora perchè i miei lavorano mi sento agitatissima,come li devo controllare questi momenti?La ringrazio per il tempo che mi dedica
bINA

Bina
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Messaggio da Bina » 19 marzo 2008, 8:25

il mio psicologo era anche medico chirurgo per questo mi prescrisse gli ansiolitici
bINA

mandry
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Messaggio da mandry » 28 marzo 2008, 20:10

ciao Bina..ci siamo già incontrate in un' altra stanza del forum!!volevo solo dirti che ti sono molto vicina perchè la tua situazione ha delle fortissime somiglianze con la mia..dobbiamo farci forza ed essere fiduciose!!un grande bacio
mandry

Bina
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Messaggio da Bina » 29 marzo 2008, 12:23

ciao mandry,grazie per la tua solidarietà! Io si sono fiduciosa e cerco sempre di non darla vinta all'ansia e alla paura,ieri per esempio dovevo andare a fare delle commissioni da sola,ad un certo pinto in macchina ho avuto una crisi d'ansia improvvisa,così senza motivo mi sembrava di impazzire,sudavo tremavo,avevo paura di perdere il controllo. per un attimo volevo far marcia indietro e raggiungere o mia madre o papà,poi mi son detta che se l'avessi fatto,il giorno dopo probabilmente mi avrebbe messo pensiero anche scendere giù in garage,allora ho cercato di far finta di niente,ho proseguito per la mia strada e ho svolto tutto ciò per cui ero uscita.
Una volta terminate le commissioni che dovevo fare,ho ripreso la macchina e sono andata a farci un giro per le strade della mia città perchè avevo bisogno di convincermi che ce la potevo fare e che quello di poco prima doveva rimanere un episodio che non mi avesse causato nessuna conseguenza. io cerco sempre di non dargli peso ai miei attacchi,di superarli,però anche così facendo questi si ripresentano sempre e io devo star sempre li a combatterci! adesso per esempio sono a casa sola da stamattina alle 6,non ti dico durante la mattinata quante volte ho avuto tremore e sensazione assurda di paura ma non ho chiamato nessuno,mi metto seduta,respiro e tiro avanti! spero proprio un giorno di raggiungere quella tranquillità e stabilità che è da tanto che desidero! Baci
bINA

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 31 marzo 2008, 13:07

Salve Bina,
come lei ha ipotizzato, ci può essere una relazione tra i suoi attacchi di panico e un suo atteggiamento di attrazione-repulsione riguardante un rapporto di dipendenza.
Le faccio qualche altra domanda.
Ha deciso lei di andare all'università o è stata spinta dai suoi genitori?
Com'è attualmente il rapporto con il suo ragazzo?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Bina
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Messaggio da Bina » 31 marzo 2008, 14:22

L'università è stata una scelta mia anche se la facoltà in effetti è come se fosse stata scelta da mia madre poichè da quando ero piccola mi diceva che sarei dovuta diventare avvocato.
Il mio ragazzo dottoressa è la gioia più bella della mia vita,se non ci fosse stato lui in tanti momenti non so come avrei fatto. Per lui provo un amore unico e indescrivibile che nn avevo mai sentito prima. Prima di lui ho avuto altre due storie sempre contrastate da mia mamma ma per quei ragazzi non provavo amore e di questo me ne sono resa conto dopo aver incontarto il mio attuale fidanzato e per fortuna sta volta anche mia mamma lo adora ma anche se non fosse stato così sarei comunque rimasta con lui perchè lo amo troppo.
Con lui facio tutto , in pratica in questi tre anni e mezzo da sola nn ho fatto più nulla perchè sapevo che c'era lui e questo mi dava tranquillità e poi lui stesso è la persona più tranquilla di questo mondo,è l'unico con cui riesco ad aprirmi e parlare di questi problemi,infatti i miei non hanno la più pallida idea che io soffra ancora d'ansia e che qualche volta rinuncio a delle cose perchè ho paura.Anche oggi per esempio non sono riuscita ad accompagnare il mio fidanzato all'università che dista solo 30km per paura che poi una volta lì o durante il tragitto mi fossero prese queste crisi di tristezza o d'ansia pazzesca.Ho paura di fare comunque una figuraccia davanti a lui e questo mi blocca....Adesso poi sono tre giorni che ho proprio l'ansia anche a stare sola,sto ripassando uno dei periodi più brutti...ieri per esempio mi hanno convocata per andare ai seggi,da una parte sono felicissima dall'altra ho una gran paura di nn essere all'altezza...soffro tanto dottoressa per questo mio stato,voglio reagire ma come ci provo ecco l'ansia che mi assale,ansia per qualsiasi cosa.
bINA

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