sono molto stanca

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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ricciolina
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Messaggio da ricciolina » 9 maggio 2008, 15:39

....a volte un buon consiglio è più prezioso dell'oro.

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Psyduck
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Messaggio da Psyduck » 9 maggio 2008, 15:45

per little anna
little anna ha scritto: I miei due psi (maschio e femmina) non mi hanno mai dato consigli, anche quando a volte glieli chiedevo, ma sono dannatamente bravi perchè mi fanno smuovere quel vulcano che ho dentro e soffro.
Però strada ne ho fatta, ma ancora non riesco a essere autonoma, la mia mente continua a cercare qualcuno da cui dipendere (non l'ho mai trovato).
Devo cambiare, non riesco ancora.
Dottoressa, mi da qualche consiglio? Da amica me lo può dare, non sono in terapia con lei...
ti stai un pò contraddicendo, non trovi?
Stai cercando di essere indipendente, ma hai bisogno di qualcuno da cui dipendere...
i tuoi psi, da come mi pare di capire restano fuori dal gioco per lasciar scegliere la strada a te...
Forse la cosa ti spaventa?
chiedere alla dott.ssa di farti da guida non è un pò remare contro corrente?

E' solo una mia riflessione, non darci troppo peso, è che quel che hai scritto mi ha lasciato un pò perplessa...

per la dott.ssa
dott.ssa Aronica ha scritto: Salve Psyduck,
per come la penso io uno psicoterapauta è come "una levatrice" (riprendo questo paragone da Socrate) che aiuta il paziente a scoprire le sue risorse e le sue capacità
forse si... anche se personalmente non ho voglia di trovarle. E' più facile ritirarsi dal gioco, buttare tutto all'aria, piuttosto che tornare a vadere se stessi nella scena del mondo.

little anna
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Messaggio da little anna » 9 maggio 2008, 16:49

Psyduck ha scritto: ti stai un pò contraddicendo, non trovi?
Stai cercando di essere indipendente, ma hai bisogno di qualcuno da cui dipendere...
i tuoi psi, da come mi pare di capire restano fuori dal gioco per lasciar scegliere la strada a te...
Forse la cosa ti spaventa?
chiedere alla dott.ssa di farti da guida non è un pò remare contro corrente?
E' vero quello che dici, ma io lo facevo più che altro per ironizzare, per prendermi un pò in giro :) .
Il mio è un travaglio difficile, sento che ho dentro un bimbo gigantesco, ce la posso fare a farlo uscire, mi do un pò di fiducia.
Ciao.

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Psyduck
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Messaggio da Psyduck » 9 maggio 2008, 18:24

:) in bocca al lupo :!: :!: :!:

Dr.ssa Aronica
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Dipendere...

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 9 maggio 2008, 23:23

Salve Little Anna,
è molto facile trovare qualcuno o qualcosa da cui dipedere: una setta, una sostanza stupefacente, un guru...
più difficile è seguire la via dell'individuazione, del ricercare sé stessi.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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ricciolina
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Re: Dipendere...

Messaggio da ricciolina » 13 maggio 2008, 15:59

dr.ssa Aronica ha scritto:Salve Little Anna,
è molto facile trovare qualcuno o qualcosa da cui dipedere: una setta, una sostanza stupefacente, un guru...
più difficile è seguire la via dell'individuazione, del ricercare sé stessi.
condivido...
proprio per questo credo che la realizzazione professionale aiuti a vivere meglio.

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Eddd
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Messaggio da Eddd » 16 maggio 2008, 0:10

dr.ssa Aronica ha scritto:Mi sembra che lei abbia le idee ben chiare, ed è continuamente davanti ad un bivio: scegliere di continuare a stare così oppure cambiare.
Magari il problema è che ricciolina non sa nemmeno cosa cambiare per ottenere quello che vuole. Certo ricciolina ha espresso il desiderio di cambiare lavoro ma allo stesso tempo non vuol mettere in difficoltà le altre persone che lavorano con lei e perciò concretamente non sa cosa fare, questa è l'impressione che ho avuto leggendo il suo messaggio.
Forse in questo vorrebbe essere aiutata, desidererebbe avere qualche consiglio oggettivamente efficace per risolvere questi problemi.

sfigato
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Messaggio da sfigato » 16 maggio 2008, 1:50

Gia che ci sono scrivo la mia esperienza.
Prima lavoravo come libero professionista nel settore informatico, mi piaceva molto l'informatica, ma detestavo l'ambiente: colleghi, capi, clienti... e ogni volta che cambiavo luogo di lavoro (come consulente se ne cambiano molti) ogni volta mi trovavo sempre le stesse difficoltà.
Ho sempre fatto il possibile per essere ligio e corretto ed in cambio ho avuto dei calci nel culo, mi sono sempre impegnato cercando di realizzare e raggiungere operativamente dei risultati, ma vedevo altri con le braccia conserte a non fare un cazzo dal mattino alla sera ottenere molto più di me.
Alla fine odiavo tutti, li volevo vedre morti, magari sotto la lama di un coltello da cucina o sotto colpi secchi di spranga.
Spesso mi capitava di guardarli in faccia e immaginarli defunti e brutalmente assasinati, così facendo pian piano mi distaccavo mi escludevo e loro facevano altrettanto, ormai il ciclo vizioso girava a mille e il mio crollo era inevitabile.
Invece che ucciderli tutti sono finito in terapia, le cose stanno andando un pelo meglio a livello emotivo, ma ora sono disperato perchè non ho un lavoro, o meglio, lavoro part time e guadagno 400 euro al mese.
Me lo dite come cazzo faccio ad essere realizzato con uno stipendio simile?
Ora sono nella merda più totale: non posso tornre a fare il lavoro che facevo prima alrimenti ammazzo tutti, ma non posso neppure vivere con queste due lire. che facco?
Indubbiamente ora sono molto più consapevole di come sono e di chi sono, ho molto più controllo su me stesso, mentre prima non volevo neppure uscire di casa per andare a fare la spesa.
Ma è vivere secondo voi?

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 16 maggio 2008, 12:58

Salve Sfigato,
mi sembra che nel suo messaggio ci sono tanti piani differenti.
Come forse avrà capito il suo problema con il lavoro era il suo atteggiamento personale, infatti anche se cambiava ambiente aveva sempre problematiche nelle relazioni umane.
Per quanto riguarda l'identificazione tra realizzazione professionale e personale, non ci ha detto se allora il suo unico scopo nella vita fosse quello di avere un lavoro.
Capisco che adesso lei si senta così, visto che ha perso la sicurezza di un lavoro stabile e crede di non poter ricominciare ad accettare gli altri per quello che sono, con tutti i loro limiti e difetti.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

sfigato
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Messaggio da sfigato » 16 maggio 2008, 13:22

dr.ssa Aronica ha scritto:Salve Sfigato,
mi sembra che nel suo messaggio ci sono tanti piani differenti.
Come forse avrà capito il suo problema con il lavoro era il suo atteggiamento personale, infatti anche se cambiava ambiente aveva sempre problematiche nelle relazioni umane.
Per quanto riguarda l'identificazione tra realizzazione professionale e personale, non ci ha detto se allora il suo unico scopo nella vita fosse quello di avere un lavoro.
Capisco che adesso lei si senta così, visto che ha perso la sicurezza di un lavoro stabile e crede di non poter ricominciare ad accettare gli altri per quello che sono, con tutti i loro limiti e difetti.
Per la verità il primo cambiamento che ho avuto è stato quando ho cambiato drasticamente settore: da consulente informatico me ne sono andato in montagna a lavorare in un bar, guarda caso sono stato subito meglio.
La sicurezza economica non esisteva neppure prima, anche se mi coprivano d'oro.
Era un precariato d'oro in cui oggi lavori e ti pagano tanto e domani invece sei sul lastrico, si può dire che non abbia mai avuto un lavoro stabile, però mentre prima almeno ero pagato tanto ora invece mi ritrovo ad avere delle relazioni personali nella norma, ma con una mano davanti e l'altra dietro.
Non è che si possono avere entrambe le cose? Evidenemente no.
Lei pensa che la causa del mio malessere era il mio atteggiamento, invece no, prova ne è il fatto che appena ho cambiato drasticamente lavoro le cose sono adate diversamente, quindi sono convinto che non dipenda da me, bensi dall'ambiente malato in cui ero.
Mi farebbe piacere anche capire dove vede questa varietà di piani, si riferisce forse all'idea di cercare i veri responsabili del mio malessere e farli fuori uno per uno?
Il mio unico scopo nella vita non è avere un lavoro, quello dovrebbe essere un punto di partenza e non l'arrivo; la cosa grave è che per ottenere un cazzo di lavoro decente sembra impossibile, ecco perchè sembra il punto d'arrivo.
forse a 60 anni troverò la mia strada, quando tutti finiranno io incomincerò, sai che palle!

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 16 maggio 2008, 14:55

Salve Sfigato,
i piani a cui mi riferivo sono: quello del suo problema personale, quello della sua insoddisfazione nel lavoro, quello della difefrenza tra realizzazione personale e realizzazione lavorativa.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

sfigato
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Messaggio da sfigato » 16 maggio 2008, 20:15

dr.ssa Aronica ha scritto:Salve Sfigato,
i piani a cui mi riferivo sono: quello del suo problema personale, quello della sua insoddisfazione nel lavoro, quello della difefrenza tra realizzazione personale e realizzazione lavorativa.
non ci vedo alcuna differenza: la realizzzione professionale è un passaggio obbligatorio per la realizzazione personale.

Twilight
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Messaggio da Twilight » 18 maggio 2008, 22:57

dottoressa ma lei veramente pensa che se un lavoro non piace e non ci si trova bene non si possa accumulare così tanto stress e rancore e rabbia e frustrazione?!
forse non ha mai fatto un lavoro che non le piaceva o in un ambiente ostile...mi scusi se mi permetto eh..
io l'ho fatto e la mia vita stava diventando infernale! lavoro che non mi piaceva e gente che faceva mobbing..bella roba, piangevo tutti i giorni ed ero sempre incavolata!
purtroppo lavorare serve, e a volte diventa un incubo andarci e una tortura,non perchè non si ha voglia di fare o perchè si è già frustrati di proprio,ma perchè determinate cose fanno uscire di testa..
fortunata lei che non lo ha mai provato!
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