Ne uscirò mai da questa condizione?

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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bipolare
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Ne uscirò mai da questa condizione?

Messaggio da bipolare » 26 giugno 2008, 17:49

Sono anni che combatto con i miei alti e bassi. Alterno periodi in cui sto bene a momenti in cui tutto mi sembra un disastro e non posso fare a meno di disperarmi e piangere a dirotto. Ho iniziato a soffrirne all'età di 17 anni e a distanza di 10 anni sono ancora qui. Ho seguito una psicoterapia per anni, ho avuto dei miglioramenti e ho imparato a gestire un pò i periodi più critici ma francamente speravo di uscirne totalmente. Se prima i miei sbalzi d'umore oscillavano da una settimana all'altra, ora fortunatamente passano anche due mesi in cui sto bene ma poi è inevitabile la ricaduta. Avrò mai una vita normale? E se un giorno volessi un figlio, potrei mai essere una buona madre?
Adesso sono nella fase Disperate Woman e tutto mi sembra cosi nero.

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 26 giugno 2008, 22:18

Salve Bipolare,
sono contenta che la psicoterapia l'abbia aiutata ad accettare i suoi alti e bassi.
C'è stato un evento che le ha scatenato questo periodo di umore negativo?
Qualcuno in famiglia soffre dei suoi stessi disturbi? Come mai ha interrotto il percorso psicoterapeutico?
Qual è secondo lei una persona "normale"? E secondo lei cosa vuol dire "essere una buona madre"?
Le ho fatto queste ultime due domande un po' provocatorie per stimolarla a riflettere sul concetto di normalità. Nessuna persona è esente da alti e bassi, nessuna madre è perfetta.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

bipolare
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Messaggio da bipolare » 26 giugno 2008, 23:36

Mio nonno paterno è anche lui bipolare, mio padre è un uomo in gamba ma troppo ansioso. Mia madre è una donna autoritaria e piuttosto severa ma in fondo è una gran brava donna. Ha carattere da vendere. Mio fratello è una persona normale. Lui è il genere di persona che vorrei essere io. Ha un sacco di buone qualità e poi è una persona stabile. Se si pone un obiettivo lo persegue fino alla fine, io invece sono capace di cambiare idea mille volte senza poi concludere molto.
Ho interrotto la psicoterapia perchè mi sono trasferita e ho cambiato città. Nella nuova città non ho mai però pensato di scegliere un altra psciologa che potesse seguirmi. Non so, forse la paura di riniziare da capo o forse la speranza di farcela da sola. Aria nuova, vita nuova ho pensato ma invece non è cosi. I miei problemi me li sono portati con me.
Non ci posso fare niente, a volte è difficile superare le crisi. La mia vita esternamente potrebbe sembrare normale perchè ho un lavoro e un fidanzato che ha imparato a sopportarmi. Col lavoro ho trovato una strategia che un pò mi aiuta, cioè i giorni in cui non riesco a fare niente poi li compenso con i giorni in cui sono super attiva. Fortunatamente avendo un lavoro impiegatizio posso gestirmi il lavoro, l'importante è che a fine mese tutto quadri.
Con le relazioni personali è già più difficile gestire le cose perchè non sempre le persone capiscono come mi sento e soprattutto non capiscono perchè certe volte sono simpaticissima e affettuosa e altre volte solitaria e acida.
Per me la normalità vuol dire non avere sbalzi di umore, non essere un giorno allegra e piena di colpi di genio per poi passare di punto in bianco e talvolta senza motivo a dei giorni in cui sono di umore nero e vorrei buttarmi dalla finestra. La normalità vuol dire anche saper mantenere le relazioni affettive con le altre persone senza doversi nascondere.
E poi vorrei essere una buona madre nel senso di saper accudire mio figlio, di saperlo saguire e stargli vicino. E se lui ha bisogno di me ma io sono di umore nero come faccio a stargli accanto? E se mentre sono in preda al mio periodo nero poi commetto qualche casino? In tv si sentono sempre parlare di quelle madri che maltrattano i figli o li uccidono. E se io fossi una di quelle persone sciagurate? Io vorrei tanto un figlio ma poi ho anche tanta paura di non saper stargli dietro.

sfigato
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Messaggio da sfigato » 26 giugno 2008, 23:48

Ciao bipolare.
In questo tuo ultimo messaggio leggo molti desideri ed aspettative: una famiglia, dei figli.
Perchè non mi racconti qualcosa di più a riguardo? sempre che ti vada!
Abbandona per un momento le preoccupazioni e dimmi come ti piacerebbe che fosse la tua vita futura.
Vorresti sposarti?
Come immagini la tua casa ideale?
Quanti figli vorresti avere?
Come li immagini?

Cerca, se vuoi rispondendo a queste domande, di fornire dei dettagli riguardanti i tuoi desideri, quei dettagli che ti piacerebbe riscontrare nel prossimo futuro.
Se ritieni che queste domande siano troppo personali ovviamente puoi anche non rispondere, però in tal caso ti consiglio di farle a te stessa.

Spero di esserti stato un po' di aiuto.
un abbraccio!

bipolare
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Messaggio da bipolare » 29 giugno 2008, 12:10

E' difficile rispondere alle tue domande perchè dipende da come sto... se sono di buon umore faccio mille progetti e il mio futuro mi sembra roseo, brillante e magnifico. Se invece sono di umore nero davanti a me non vedo niente. Vuoto vuoto e solo buio. Non è facilissimo non lasciarsi condizionare da come sto in quel dato momento :( Magari tra qualche giorno potrei dirti che stravedo mille progetti e potrei sentirmi un dio. Per ora mi sento meno di zero.

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 30 giugno 2008, 13:50

Salve Bipolare,
Credo che lei farebbe bene a consultare uno psichiatra, che è un medico specializzato nella cura dei disturbi psicologici (attacchi di panico, depressione, ossessività...) con i farmaci ( a differenza del neurologo, che cura con i farmaci le malattie del sistema nervoso, come Alzheimer o Parkinson). Scopo di questa visita è quello di verificare se lei soffre veramente di un disturbo bipolare, e/o se ha bisogno di un supporto psicofarmacologico, in modo da diminuire i picchi di umore. Allo stesso tempo le consiglio di iniziare nuovo percorso psicoterpeutico che sicuramente l'aiuterà a trovare un equilibrio e una qualità di vita milgiori.
Che ne pensa in proposito?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

bipolare
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Messaggio da bipolare » 2 luglio 2008, 19:25

Sinceramente non ho mai considerato di prendere farmaci pur sapendo che il litio potrebbe essermi di aiuto. La mia riluttanza deriva dal fatto che so per certo che una volta iniziata la cura farmacologica non ne uscirei davvero mai più da questa condizione. Forse risolverei i miei problemi umorali ma poi si aggiungerebbero quelli di salute e dover tenere sempre sotto controllo la litiemia.

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 2 luglio 2008, 22:22

Salve Bipolare,
chi le ha detto che le farebbe bene il litio? è mai stata da uno psichiatra? ha mai avuto una diagnosi psichiatrica?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

bipolare
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Messaggio da bipolare » 4 luglio 2008, 23:50

Mio nonno prende litio e con buona probabilità lo potrei prendere anch'io. Inoltre conosco anche altre persone con il mio stesso problema e anche loro lo pretendono. Non sono mai stata da uno psichiatra, ho paura ad andarci.

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 5 luglio 2008, 21:12

Salve Bipolare,
perché ha paura di andare da uno psichiatra? Teme forse di poter stare meglio di come sta adesso? Lei sa bene che la sua vita, attualmente, dipende dall'instabilità del suo umore.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

bipolare
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Messaggio da bipolare » 6 luglio 2008, 16:51

Cosa mi potrà mai dire lo pschiatra di diverso rispetto allo psicologo se non prescrivermi psicofarmaci? Se stare meglio implica intossicarsi di farmaci e dipendere da essi allora preferisco stare come sto adesso. Pensavo che la psicoterapia potesse aiutarmi a guarire ma con gli anni ho solo visto che mi ha migliorato un pò ma non mi ha fatto uscire dal labirinto. Tutto ciò aumenta il mio sconforto e non mi resta che aspettare che tutto passi e torni il periodo up.

Dr.ssa Aronica
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Certe volte i farmaci danno la libertà

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 6 luglio 2008, 18:42

Salve Bipolare,
lo ripeto: lei adesso dipende totalmente dal suo umore. Molte persone vivono o hanno migliorato di molto la loro qualità di vita grazie ai farmaci.
La scelta sta a lei: continuare a soffrire, e forse a far soffrire anche chi le vuole bene, oppure decidere di "rischiare" di stare meglio grazie a una visita psichiatrica e l'eventuale assunzione di farmaci adatti al suo caso.
I farmaci giusti le permetterebbero di essere libera di godere della vita e di rendere felici le persone che ama.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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