La Pianta Fiorita

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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sfigato
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La Pianta Fiorita

Messaggio da sfigato » 4 luglio 2008, 0:19

dr.ssa Aronica ha scritto: Salve Sfigato,
intendo pensare e fantasticare in termini positivi. Ad esempio non fissarsi sul fatto che essendo depressi si è un vicolo cieco, ma notare qualcosa di
positivo, di piacevole, che è capitato durante la giornata, immaginare che domani sarà meglio, o di aiutare qualcuno, o di piantare un seme e vederlo crescere finché diventi una magnifica pianta fiorita.
La prego, se vuole continuare su questo argomento, di aprire un nuovo topic.

Ma si dottoressa, apriamo un nuovo topic e vediamo cosa salta fuori!
Ancora una volta tira in ballo la storia delle piante, ne deduco che debba piacerle proprio tanto il giardinaggio!
Benchè il forum abbia avuto qualche problema, non dimentico alcuni messaggi andati perduti relativi ad una discussione in merito a tematiche simili.
Ricordo in particolare che lei descriveva la psiche (a mio avviso la sua) come una pianta da curare.
Forse alcune persone potrebbero intendere qualcosa di positivo in tutto ciò, ma non io: lei parla di una pianta da accudire, da bagnare, da potare, da proteggere quando fa freddo e da esporre alla luce del sole durante il giorno! Mi sta parlando di un essere non autosufficiente che ha bisogno di continue attenzioni! Sicurmente nobile e bello, glie lo concedo, ma decisamente passivo ed annoiato!
Credo che non sia un caso che lei ritorni a parlare delle piante e come le dicevo nutro un sincero rispetto per esse: indubbiamente danno un tono all'ambiente, hanno bei colori ed alcune persino un ottimo profumo; però non parlano, sono immobili e non reagiscono neppure alle fiamme, anzi talvolta le alimentano!

Arrivati a questo punto mi viene in mente una delle mie ipotesi strampalate e fantasiose: guarda caso in questo vicolo cieco c'è una piccola aiuola, così non potendo tornare indietro ed avendo ogni via d'uscita bloccata non mi resta che sperare ed avere fede in un miracolo: scavo una buca nel terreno e ci infilo i miei piedi dopo essermi levato scarpe e calzini e penso: "cazzo! non posso tornare indietro e non posso andare avanti, il tombino è sigillato, quindi l'unica speranza è crescere in altezza e sperare che piova!"

La fantasia di prima sembrava l'inizio di un racconto noir, o forse horror, ma ora ha preso una piega divertente! tipica della comicità demenziale!
Lo confesso: è una fantasia moderatamente piacevole e anche divertente!

Il punto è che trovo molto più piacevole e stuzzicante un'altra fantasia che ritengo essere l'esatto opposto della precedente ed intendo raccontarla in prima persona per poter rendere al meglio l'idea di quel che ho in mente.

"Correvo, finchè non mi sembrava che il sangue fosse diventato denso come il catrame per poi ritrovarmi in quel dannato vicolo cieco: il muro davanti a me si ergeva come un guardiano assertivo che non lascia passare nessuno senza permesso, mentre sia a destra che a sinistra svettavano alti palazzi dalle pareti lisce e bagnate dalla pioggia incessante; la fuga era impossibile e preso dalla disperazione mi lasciavo cadere sulle ginocchia mentre il cuore pulsava a ritmi spasmodici.
Potevo sentire il rumore dei passi di tutti i miei nemici in lontananza e capivo che mi avrebbero trovato per farmi la pelle! Ho urlato! con tutta la disprazione che avevo in corpo, con tutta la forza che mi era rimasta, e con tutto l'odio che sentivo crescere dentro di me, urlo dopo urlo... Volevo essere trovato e dopo ho urlato ancora finchè la mia voce smetteva di essere umana ed un ululato usciva dalla mia bocca.
Una forza nuova stava crescendo dentro di me in quel momento: la sentivo nelle mie gambe, nelle mie braccia e nel mio respiro; addirittura i miei sensi si amplificavano e proprio in quell'istante al buio potevo distinguere in modo nitido i miei nemici e nell'attimo successivo potevo gioire nel sentire il rumore delle loro ossa frantumarsi sotto la mia furia rappredentata dalle mie membra e dal mio morso!
Così, le mie fauci e i miei artigli muovevano procurando racapriccianti ferite mortali precedute da urla strazianti, potendo odorare l'inebriante fragranza del loro sangue ed assaporarne la macabra prelibatezza.
Saziato dal lauto banchetto, a quattro zampre correvo per raggiungere la foresta, finalmente libero!"

La seconda ipotesi fantasiosa è sicuramente quella che più mi si addice, ma non la vedo così tanto negativia, dopo tutto è una storia a lieto fine! non crede?

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Eddd
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Messaggio da Eddd » 4 luglio 2008, 11:14

Ma la fantasia non è soggetta ad alcun vincolo, poi come la si fa ad usare per risolvere i problemi reali? Bisogna immaginare qualcosa che sia molto simile alla realtà per riuscire a tirarsi fuori incolumi da certe situazioni. Si possono immaginare tante cose, si può immaginare di poter attraversare le pareti, di abbatterle (come l'incredibile Hulk), di saltare come una cavalletta gigante, magari al limite di poter teletrasportarsi (come i personaggi di Star Trek), la parte difficile non è questa ma poi capire come poter mettere in atto questi piani immaginari e quali di questi piani sono verosimili ed effettivamente realizzabili.
Le metafore vanno bene per esprimere certi sentimenti e che emozioni suscita una certa situazione che stiamo vivendo, ma la situazione critica è qualcosa di concreto che dobbiamo affrontare (o al limite subire senza poter far molto), dopo aver fantasticato mi viene sempre in mente la stessa domanda (che spesso ho posto anche alla psicoterapeuta):

ED ORA? COSA FACCIO?

sfigato
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Messaggio da sfigato » 4 luglio 2008, 20:10

Edd, quel che faccio io non pretendo che sia di esempio per gli altri, leggi il mio nick e capirai il perchè!

Ogniuno di noi ha un modo proprio per affrontare i propri problemi: io uso la fantasia per descrivere quello che sento ed anche confessare desideri nascosti.
Cercando, e forse illudendomi, di togliere il mio malessere spostandolo "sulla carta"

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 5 luglio 2008, 21:20

Salve Sfigato,
lei è molto bravo a scrivere. Perché non prova a cimentarsi con dei gialli, o dei noir? Così, oltre a spostare il suo malessere "sulla carta", potrebbe ottenere anche un molto probabile guadagno.
Che ne pensa?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

sfigato
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Messaggio da sfigato » 6 luglio 2008, 16:27

non credo alle favole ormai da molto tempo, dottoressa.

Ma lei crede davvero a quello che scrive?

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 6 luglio 2008, 18:36

Salve Sfigato,
certo che credo in quello che scrivo! Mi piace molto leggere un po' di tutto, saggi, romanzi, racconti ed anche romanzi gialli e noir, e mi sembra che lei abbia del talento nello scrivere.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

sfigato
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Messaggio da sfigato » 7 luglio 2008, 0:04

Ho solo la capacità di scrivere in un Italiano decente, niente di più!
Sono le idee che mi mancano, quelle ipotesi fantasiose di cui ho parlato prima non costituiscono materiale sufficiente per scrivere un'opera vera e propria.

In ogni caso, supponendo che io abbia per le mani un romanzo, dei racconti: lei ha parlato di un "molto probabile guadagno", ma è al corrente di cosa significhi trovare una casa editrice disposta solo a leggere un opera? Badi bene che non sto parlando di pubblicare, bensi di leggere al fine di esaminare.
Ho l'impressione che lei parli di un'utopia adolescenziale!

A meno che lei non abbia la possiblità di raccomandarmi ad una casa editrice, ma credo di conoscere gia la risposta.

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Eddd
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Messaggio da Eddd » 7 luglio 2008, 13:55

Sai Sfigato io non è che sia un esperto di letteratura (anzi ho letto pochissimo, però in compenso ho visto svariati film) ma l'idea dell'uomo che pianta sè stesso sotterrandosi i piedi per riuscire a superare le quattro mura che lo ostacolano, la trovo davvero divertente, a me non sarebbe mai venuta in mente (e credo nemmeno a molti altri). Anche il titolo "La pianta fiorita" penso che sia estremamente ironico nei confronti di quello che hai scritto.
Se non riesci subito a scrivere pagine e pagine direi di non scoraggiarti magari chissà può darsi che tu sia più portato per scrivere dei racconti che un lungo romanzo, però mi rendo conto che avresti bisogno di raccogliere un po' di energie ed avere più tempo a disposizione per riuscire a mettere insieme le tue idee sulla carta in modo più sistematico.
Scusami per il mio intervento di prima io sai spesso faccio confusione e vorrei subito poter applicare a qualche problema concreto qualsiasi fantasia perdendo di vista il fatto che l'immaginazione in sè è comunque piacevole ed utile da coltivare e sviluppare al di là di tutte le applicazioni pratiche (anche il guadagno stesso).
Io immagino che un po' come tutti gli artisti vorresti riuscire non tanto (e non solo) ad aver successo ma soprattutto desidereresti riuscire a scrivere qualcosa che ti piaccia davvero e riesca a lasciare anche te stesso a bocca aperta.
Ti auguro davvero di riuscirci :wink:, poi insomma meglio avere poche idee che siano originali che averne migliaia di seconda e terza mano.

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ricciolina
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Messaggio da ricciolina » 10 luglio 2008, 13:23

secondo me non hai solo la capacità di scrivere in italiano decentre, hai anche la necessità di dire quello che pensi, è questa la cosa importante.

io no so dipingere, io devo dipingere.

tu parli parli parli .......... ma non metti in ordine i tuoi pensieri,
non blaterare a vanvera, hai qualcosa da dire, ok fallo!
ma rifletti e fallo una sola volta e nel migliore dei modi.

hai bisogno di confronto? ok siamo tutti qui apposta.

ma non ti accanire, altrimenti perdi di vista alcune cose fondamentali.
ad esempio che senza le piante che piacciono tanto alla dottoressa non ci sarebbe l'aria per i tuoi polmoni
... e le cazzate che escono dalla tua bocca. :wink:

sfigato
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Messaggio da sfigato » 10 luglio 2008, 13:44

ricciolina ha scritto:secondo me non hai solo la capacità di scrivere in italiano decentre, hai anche la necessità di dire quello che pensi, è questa la cosa importante.

io no so dipingere, io devo dipingere.

tu parli parli parli .......... ma non metti in ordine i tuoi pensieri,
non blaterare a vanvera, hai qualcosa da dire, ok fallo!
ma rifletti e fallo una sola volta e nel migliore dei modi.

hai bisogno di confronto? ok siamo tutti qui apposta.

ma non ti accanire, altrimenti perdi di vista alcune cose fondamentali.
ad esempio che senza le piante che piacciono tanto alla dottoressa non ci sarebbe l'aria per i tuoi polmoni
... e le cazzate che escono dalla tua bocca. :wink:
ti adoro!
(non sto scherzando)

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