un vecchio bambino?

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

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pluto_88
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un vecchio bambino?

Messaggio da pluto_88 » 27 marzo 2009, 16:03

buongiorno,
sono un ragazzo di 20 anni e scrivo per un problema che da qualche tempo sta compromettendo abbastanza il mio normale condurre la vita quotidiana. Premetto che circa un anno fa ho sostenuto una visita specialistica (psicologo) per questo disturbo ma ne sono rimasto abbastanza demotivato e ho deciso di interrompere l'eventuale cura. Il mio disturbo sostanzialmente consiste in una perenne insoddisfazione ed insicurezza nei confronti della quasi totalità delle azioni che compio. Intendo quindi lavoro, rapporto con le altre persone, svaghi personali, rapporto con l'altro sesso. Sono di carattere abbastanza intraprendente e mi applico in molte attività all'interno delle quali trovo spesso motivazioni e sicurezze che, tuttavia, evidentemente, non bastano per ottenere il mio benessere.
Il risultato di tale condizione è un carattere molto nervoso, frenetico, che non trovo modo di dissipare, se non attreverso una sorta di profonda depressione interiore, pensieri particolarmente negativi (nostalgie, ricordi di momenti spiacevoli del passato ma anche grandi paure di possibili fatti futuri) che in alcuni momenti (in particolare la sera) mi colgono improvvisamente e durano fino a quando non riesco a prendere sonno. Sono inserito in una serie di contesti per il quale conosco molte persone ed anche all'interno della mia famiglia non ho mai avuto motivo di particolari preoccupazioni, nonostante ciò sono di carattere molto introverso e raramente espongo i miei problemi ed i miei stati d'animo per troppo timore di essere giudicato ed eventualmente deriso. Un'altra mia particolarità è la tendenza ad essere "vecchio" (come più di una volta sono stato definito) nel modo di vivere quotidiano. Con ciò intendo il fatto di essere sotto certi aspetti forse più maturo dell'età che effettivamente ho e quindi un'ottica abbastanza "lontana" dalla società giovanile nella quale effettivamente vivo. Un'altra grande peculiarità è che sono molto pessimista..

Alla luce di questa situazione che vorrei riuscire a risolvere scrivo per chiedervi consulenza circa gli eventuali provvedimenti da seguire (altra visita specialistica? meglio uno psicoterapeuta? farmaci per ridurre la tensione nervosa, la tristezza e distrarre la mente?)
Grazie in anticipo a tutti per la disponibilità..

Dr.ssa Aronica
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Messaggio da Dr.ssa Aronica » 28 marzo 2009, 15:53

Salve Pluto 88,
nella sua mail lei ha dimostrato di avere un'ottima capacità di introspezione e la volontà di fare qualcosa per cambiare atteggiamento nei confronti di se stesso, della vita, degli altri. Un'ottima base di partenza per un percorso psicoterapeutico che le suggerisco di iniziare.
Se vuole si dovrebbe rivolgere a uno o una psicoterapeuta, cioè una persona che, oltre ad aver conseguito la laurea in medicina o in psicologia, ha frequentato una scuola di specializzazione durata almeno 4 anni ed ha lavorato molto su se stessa.
Per quanto riguarda gli psicofarmci solo un medico specialista, ed in particolare uno psichiatra e non un neurologo, possono dirle, in base a un colloquio approfondito, se lei ne ha bisogno o meno. Può leggere quello che ho scritto in proposito agli psicofarmaci sul forum che dirigo.
Mi faccia sapere, se lo desidera, come si è evoluta la sua situazione.
Buon cammino!
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

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