La tendenza all'auto - etero distruzione

La depressione si sta sempre più diffondendo nella popolazione di tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani. È il male oscuro da cui scappare o un messaggio da ascoltare e comprendere?

Moderatore: Dr.ssa Alessandra Aronica

Rispondi
Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

La tendenza all'auto - etero distruzione

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 17 aprile 2009, 12:51

La tendenza all'auto/etreo distruzione è in ognuno di noi, ed emerge come reazione estrema quano la persona non ha più energia, o meglio quando la sua energia è bloccata.
Cosa ne pensate in proposito?
Avete avuto delle esperienze di questo tipo?
Siete riusciti a cambiare?
Come avete fatto?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

#Marina#
Messaggi: 56
Iscritto il: 17 marzo 2009, 23:30

Messaggio da #Marina# » 17 aprile 2009, 23:42

Non sapevo delle cause, io mi ritrovo in questa situazione da vari mesi; la mia modalità di autodistruzione è legata ad abuso di alcool e abbuffate; ma sento il desiderio morboso di provare droghe tipo morfina, se ne avessi a disposizione non ci penserei due volte, perchè esidero avre piacere e soddisfazione,ma non miinteressa il prezzo.
La causa è proprio un blocco, spero reversibile, che mi porta, inoltre, ad un desiderio di sfogare un'aggressività gestibile a malapena.
Da un anno ho la consapevolezza di una famiglia assolutamente disfunzionale in cui gli uomini disprezzano, umiliano, distruggono le donne (io e mia madre); vorrei aiutare me e mia madre, ma mi sembra un'impresa assurda. Questo tipo di relazione, vissuto da quando sono nata, mi ha portato a un'autostima sottozero; adesso vorrei ribellarmi, desidero l'eliminazione fisica dei maschi "forse inconsapevolmente colpevoli" di questa famiglia; desidero salvarmi,ma adesso mi sento fragilissima e sono in preda all'autodistruzione e questo mi fa sempre più male: l'alcool ed il cibo sono dei finti sosttuti dei miei bisogni, sono subdoli, cattivi. Desidero sempre quell'abbraccio, quell'amore, come una bimba sperduta...ho paura di non farcela; questo desiderio è così primario che continua a bloccarmi in tutto.
Soffro tantissimo, non ho più l'illusione dell'amore nella psicoterapia, prima questa speranza mi dava forza, ma ora ho scoperto la verità.
Sto malissimo, spero almeno che la mia testimonianza possa servire...
Pensavo che cambiando nik qualcosa sarebbe cambiato in meglio, ma non è così.

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 18 aprile 2009, 18:35

Salve Marina,
mi colpisce in maniera positiva la sua profonda e lucida capacità introspettiva e la sua consapevolezza. Il suo esempio calza perfettamente con il tema che ho proposto, e che trae spunto da una situazione raccontata da un'altra utente di questo forum.
Le faccio una domanda un po' provocatoria: a questo punto della sua vita (non so quanti anni ha) cosa vuole fare? Vuole andare avanti continuando a farsi del male? Vuole evitare per sempre di confrontarsi con le persone dell'altro sesso, e soprattutto con il maschile che è dentro di lei?
Per ultima le faccio una propsta: cosa ne pensa di iniziare un percorso psicoterapeutico che la aiuti a vivere con un equililbrio diverso, che le permetta di godere della sua vita, di scoprire le sue capacità creative e di togliere energia alla sua distruttività?
Mi faccia sapere, se lo desidera, che cosa ne ensa in proposito.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

#Marina#
Messaggi: 56
Iscritto il: 17 marzo 2009, 23:30

Messaggio da #Marina# » 18 aprile 2009, 23:43

Salve dottoressa,
a questo punto della mia vita ho poco pù di trent'anni e, come ho scritto, ho intrapreso, da più di tre anni un percorso psicoterapeutico, il quale mi ha aiutato ad acquisire questa consapevolezza e lucidità.
Ma non è riuscito a farmi cambiare non solo il rapporto, ma l'dea (forse pregiudizio) che ho nei confronti degli uomini, che non conosco e per cui nutro una sorta di pregiudizio, per i quali sento un desiderio di competitività, come se volessi competere con loro per vincerli.
Credo di rendermi conto che la mia visione degli uomini è viziata dal mio vissuto, ma, pur sforzandomi, resta fissa questa sensazione forte di sfiducia ed odio, forte, nei loro confronti. Non riesco a allontanare da me la convinzione, d esempio, che nei rapporti diciamo intimi, questi esercitino un abuso sulla donna, sottolineando una loro supremazia e superiorità e mi stupisco che le altre donne non si rendano conto di questo; questo pensiero è molto radicato in me, tanto che sono convinta che corisponda alla realtà. lei, dottoressa, cosa ne pensa? Non c'è un pò di verità in quello che percepisco?

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 19 aprile 2009, 13:38

Salve #Marina#,
credo che il suo modo di percepire i rapporti sessuali sia ancora molto influenzato dal sua passato e dal modo con cui lei ha risposto agli avvenimenti della sua vita. Una donna che sia sicura di se stessa prova piacere in un rapporto sessuale consenziente, e se poi le due persone si amano il piacere è arricchito da molti vissuti, sentimenti ed emozioni di segno positivo.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Avatar utente
allegra
Messaggi: 1585
Iscritto il: 9 dicembre 2005, 21:11

Messaggio da allegra » 19 aprile 2009, 14:53

Anch’io qualche anno fa ho provato a farmi male, allora ho desiderato di morire, ho inghiottito le stesse medicine che mi hanno aiutato ad non avere le allucinazioni, invece di prenderne una pillola lo prese tutte, dopo sono finita in ospedale dove mia hanno fatto la lavanda gastrica, una male pazzesco, dopo qualche settimana mi hanno ricoverata in casa di cura, anche là mi sono sentita molto male, in quei giorni ho desiderato di uscire al più presto per riprendere la mia vita.
Io spero che nessuno faccia gli stessi miei errori, prima di fare qualcosa contate fino a 10 e poi e se state male chiedete aiuto ai vostri parenti di farvi aiutare da qualche specialista.

Avatar utente
Eddd
Messaggi: 644
Iscritto il: 11 agosto 2007, 16:26

Messaggio da Eddd » 8 luglio 2009, 9:24

Non sono le energie bloccate che a me provocano sentimenti di rabbia ma il sentire che il mio essere è contrapposto al mondo, il sentire che nessuna delle scelte disponibili è davvero soddisfacente per me, il sentire che sono irrimediabilmente non libero, il sentire che certi problemi che pongo restano comunque irrisolti. Le energie, se si vuole, le si può impiegare in tanti modi anche mettendosi a correre, ma tutto questo a cosa servirebbe? I problemi per me non consistono nel trovare un modo per impiegare le energie, ce ne sono tanti, ma nel trovare un modo per vivere ora abbastanza felicemente.

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Non tutti i problemi si possono risolvere

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 8 luglio 2009, 13:37

Aver imaprato ad accettarsi per quello che si è, aver imparato ad accettare i limiti che ci contornano e che sono in noi è già una grande conquista.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Avatar utente
Eddd
Messaggi: 644
Iscritto il: 11 agosto 2007, 16:26

Messaggio da Eddd » 9 luglio 2009, 9:01

dr.ssa Aronica ha scritto:Aver imaprato ad accettarsi per quello che si è, aver imparato ad accettare i limiti che ci contornano e che sono in noi è già una grande conquista.
A cosa servirebbe accettare i limiti? Se si avesse davvero il potere di accettare tutto perché non si accetta davvero tutto? Se qualcuno la imprigionasse e la torturasse, la violentasse e poi le dicesse di accettare tutto questo nel caso in cui non possedesse la forza né i mezzi per ribellarsi, penserebbe realmente che chi le dice questa cosa sia una persona saggia?

Psicologicamente si è sempre contrapposti al male, e se certi limiti ci fanno stare male, accettarli non rappresenta alcuna conquista. Poi secondo me si accetta qualcosa quando la si può anche rifiutare, è inutile fingere di avere qualche potere là dove non se ne ha affatto.

Marta
Messaggi: 517
Iscritto il: 10 ottobre 2007, 17:30

Re: Non tutti i problemi si possono risolvere

Messaggio da Marta » 9 luglio 2009, 23:22

dr.ssa Aronica ha scritto:Aver imaprato ad accettarsi per quello che si è, aver imparato ad accettare i limiti che ci contornano e che sono in noi è già una grande conquista.
dottoressa io mi accetterei pure, ma solo se il mio essere andasse bene per me e per gli altri! purtroppo alcuni miei comportamenti e atteggiamenti mi fanno vivere male, i miei limiti sono i miei handicap, per questo non potrei mai accettare le parti di me che reputo "sbagliate"! e nonostante la psicoterapia io non ho ancora trovato il modo, ne lo psico me lo ha suggerito o mi ha traghettato alla sua comprensione, per modificare alcune parti di me che compromettono la mia vita e le mie relazioni. io sono molto combattiva, volitiva, tento e ritento ma secondo me giro a vuoto, perchè non ho ancora capito COME devo fare, COSA devo fare. nel mio caso non è certo la forza di volontà che mi manca, è che proprio non so cosa fare per cambiare la mia vita. niente di quello che faccio riesce a darmi soddisfazione, appagamento..perchè il problema sono IO, e quindi niente di quello che faccio potrà mai farmi sentire più utile, più importante! mi sentirei meglio, più in pace con me stessa, se fossi una persona diversa! come posso accettarmi se non mi sento amabile, desiderata, considerata così come sono?
TAEDIUM VITAE

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 10 luglio 2009, 12:55

Salve Marta,
le auguro che, continuando il suo percorso psicoterapeutico, lei impari ad amare se stessa. Ci vuole del tempo.
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Marta
Messaggi: 517
Iscritto il: 10 ottobre 2007, 17:30

Messaggio da Marta » 15 luglio 2009, 21:45

non seguo più la psicoterapia da qualche mese, mi ha dato solo un illusione di reale cambiamento!
TAEDIUM VITAE

Avatar utente
Modina
Messaggi: 97
Iscritto il: 9 novembre 2008, 16:28

Messaggio da Modina » 8 agosto 2009, 11:52

Salve dottoressa, la ringrazio per la domanda, credo che sia utilissimo discutere di questi argomenti, sia con le che con gli altri utenti...
Personalmente come metodo di auto distruzione ho l'autolesionismo,
Non mi sento energicamente bloccata, mi sento "vuota" e randermene conto mi fa stare male, nel momento in cui "non resisto" fanno il resto la rabbia e la sofferenza, è un modo per "buttare fuori" ciò che mi distrugge dentro...
Un dolore grandissimo che posso placare solo sfogandolo su me stessa,
poi ho terribili sensi di colpa...
Dico sempre che ogni volta è l'ultima, ma in realtà vince sempre "lui"...
"E se la realtà non fosse altro che una malattia?"

Dr.ssa Aronica
Messaggi: 822
Iscritto il: 10 aprile 2006, 14:28

Messaggio da Dr.ssa Aronica » 16 settembre 2009, 20:15

Salve Modina, è possibile che, pur di non sentirsi "vuota", come lei ha scritto, lei si faccia del male, per sentire qualcosa dentro di sé, sia pure il dolore e i sensi di colpa?
Dr.ssa Alessandra Aronica, psicologa e psicoterapeuta, moderatrice di questo forum

Avatar utente
Modina
Messaggi: 97
Iscritto il: 9 novembre 2008, 16:28

Messaggio da Modina » 22 settembre 2009, 21:23

Si credo proprio di si...
E' un pò come una "purificazione" cioè subito dopo vengo sommersa da infiniti sensi di colpa, poi a poco a poco mi sento decisamente meglio...
Almeno per quanto mi riguarda è così, poi per gli altri non so...
"E se la realtà non fosse altro che una malattia?"

Rispondi

Torna a “Depressione”