Primi sintomi di anoressia?

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Sergio67
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Re: Primi sintomi di anoressia?

Messaggio da Sergio67 » 17 febbraio 2012, 10:45

Da quanto tempo vanno avanti? E quali sono le modalità di questo "ingurgito"? C'è un obiettivo di dimagrimento "raggiungibile" o c'è un desiderio inespresso di qualcosa di più? C'è fretta e urgenza nel desiderio di dimagrire o un atteggiamento di cura di sè?

Potrebbero essere "i primi sintomi", magari inizialmente legati a un desiderio di "essere più in forma", di cura del proprio corpo, ma potrebbero essere qualcosa di più. Sono comportamenti compensativi che possono esprimere un rapporto problematico col cibo. Senza stare troppo a etichettare in "anoressia" o "bulimia" (il confine tra le due è a volte molto più sottile di quello che si pensa) spesso i rapporti problematici col cibo esprimono qualcosa di diverso, che può andare dal cattivo rapporto con il proprio corpo a qualcosa di molto più importante.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Sergio67
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Re: Primi sintomi di anoressia?

Messaggio da Sergio67 » 26 febbraio 2012, 9:31

Non sono un tecnico, ma direi che un mese è un po' poco per parlare di disturbi alimentari, però questo non significa che si debba sottovalutare il fatto.

Tanto per cominiciare io sono fortemente convinto che non è possibile dimagrire troppo in fretta, bisogna lasciare al corpo i suoi tempi e non farsi guidare dalla bilancia ma dalla costanza, dalla fiducia e dall'impegno. Non che sia facile, io per esempio non ci riesco con continuità, ma ci provo. Per dimagrire poi non ci si deve affamare, certo un po' di fame va affrontata, perché credo sia una reazione fisiologica, ma "affamarsi" è più estremo.

E comunque se dici che "c'è qualcosa di più", forse sarebbe il caso di indagarlo, di provare a parlarne, di non lasciarlo inespresso. Non è così facile perché questa persona in primis dovrebbe essere disposta a parlarne, ad affrontare il problema direttamente alla radice, ma non tutti sono pronti a farlo e non credo siano possibili operazioni "di forza". Deve essere qualcosa che nasce da dentro.

Mi colpisce a tua ultima frase: certo che ci si può sentire persi, totalmente persi, altrimenti non avrei scritto così nella mia firma. Ma anche se a volte ci si vorrebbe separare da se stessi, dai propri pensieri e da ciò che siamo, anche nel mezzo del più tortuoso labirinto, l'unica cosa da cui veramente non ci si può separare è proprio se stessi. Quindi forse è il caso di rinunciare a perdersi e cominciare a trovarsi.

Un abbraccio.
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