QUALE COPPIA

Problemi di coppia e di relazione, tradimenti, separazioni, abbandoni spesso turbano la serenità e l’equilibrio emotivo di uomini e donne, generando sofferenza e rendendo il futuro un orizzonte incerto. Questo forum è dedicato a chiunque voglia condividere e confrontare esperienze, dubbi e riflessioni riguardanti le relazioni interpersonali e quelle amorose. Per capirne di più, ma anche per sentirsi ...meno soli

Moderatore: Dr.ssa Antonietta Albano

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novembre
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QUALE COPPIA

Messaggio da novembre » 30 ottobre 2009, 13:02

Ho trovato questo articolo e ho pensato di condividerlo con voi, trovo che sia molto interessante


Sternberg , Professore di psicologia e pedagogia a Jale, ha teorizzato, suffragato da alcune sue recenti ricerche, un concetto di amore completo , sulla base di tre componenti fondamentali: l’impegno come componente cognitiva, l’intimità come componente emotiva e la passione come componente motivazionale dell’amore. Si può visualizzare l’amore come un triangolo in cui quanto maggiori sono impegno-intimità-passione, tanto più grande è il triangolo e più intenso l’amore.



Da questa teoria scaturisce una tipologia collegata alla combinazione dei tre diversi fattori, dando luogo a otto possibili tipi di relazione.


La prima è "l’assenza di amore ": tutte e tre le componenti mancano; è la situazione della grande maggioranza delle nostre relazioni personali, casuali o funzionali.
Il secondo tipo è la "simpatia ". C’è solo l’intimità , si può parlare con una persona, parlare di noi, ci si riferisce ai sentimenti che si provano in una autentica amicizia e comporta cose come la vicinanza, il calore umano (ma non i sentimenti forti della passione e dell’impegno).
Il terzo tipo è "l’infatuazione ": quando c’è solo la passione . Quell’amore a prima vista che può nascere all’istante e svanire con la stessa rapidità. Vi interviene una intensa eccitazione fisiologica, ma senza intimità o impegno . La passione è come una droga, rapida a svilupparsi e rapida a spegnersi, brucia alla svelta e dopo un po’ non fa più l’effetto che si voleva: ci si abitua, arriva l’assuefazione.
"L’amore vuoto " è il quarto tipo di relazione, dove l’impegno è privo di intimità e di passione : tutto quello che rimane è l’impegno a restare insieme. Un rapporto stagnante che si osserva talora in certe coppie sposate da molti anni: un tempo c’era l’intimità, ma ormai non si parlano più; c’era la passione, ma anche quella si è spenta da un pezzo.
"L’amore romantico " è una combinazione di intimità e di passione (tipo Giulietta e Romeo). Più di una infatuazione, è vicinanza e simpatia, con l’aggiunta dell’attrazione fisica e dell’eccitazione, ma senza l’impegno, come un’avventura estiva che si sa che finisce.
"Amore fatuo " è quello che comporta la passione e l’impegno, ma senza intimità . E’ l’amore da fotoromanzo: i due si incontrano, dopo una settimana sono fidanzati, e dopo un mese si sposano. S’impegnano reciprocamente in base all’attrazione fisica., ma dato che l’intimità ha bisogno di tempo per svilupparsi, manca il nucleo emotivo su cui può reggersi l’impegno. E’ un tipo d’amore che di solito non dà buon esito nel lungo periodo.
"Sodalizio d’amore " è chiamato un rapporto d’intimità e impegno reciproco, ma senza passione . E’ come un’amicizia destinata a durare nel tempo. Quel tipo di amore che spesso si osserva nei matrimoni dove l’attrazione fisica è scomparsa.
Infine quando tutti e tre gli elementi si combinano in una relazione, abbiamo quello che Sternberg chiama "amore perfetto o completo ". Raggiungere un perfetto amore, dice quest’autore, è come cercare di perdere un po’ di peso, difficile ma non impossibile; la cosa davvero ardua è mantenere il peso forma una volta che ci si è arrivati o tenere in vita un amore completo quando lo si è raggiunto. E’ un compito aperto, non una tappa raggiunta una volta per tutte. In questa visione, l’indice più valido per predire la felicità di una relazione è dato dalla consonanza tra triangolo ideale passivo (i sentimenti che si desiderano dall’altro) e il triangolo percepito (i sentimenti che si presuppongono dall’altro). La relazione tende a finir male se non c’è corrispondenza tra quello che si vuole dall’altro e quello che si pensa di riceverne: chiunque ha amato senza essere ricambiato altrettanto, sa quanto può essere frustrante. Alle volte si potrebbe consigliare di ridurre le proprie aspettative e diminuire il proprio coinvolgimento: ma è un consiglio difficile da seguire. In USA metà dei matrimoni finiscono in divorzio e anche chi non divorzia non è detto che viva in una coppia molto felice. La gente è davvero così stupida da fare sempre la scelta sbagliata? Probabilmente no: il fatto è che sceglie troppo spesso in base a quello che conta di più nell’immediato. Ma quello che conta nel lungo periodo è diverso: i fattori che contano cambiano, cambiano le persone e cambiano le relazioni.
Nella ricerca fatta sui fattori che tendono a diventare più importanti con l’andare del tempo, si sono rilevati questi tre:


la disponibilità a cambiare in funzione delle esigenze dell’altro
la disponibilità ad accettare le sue imperfezioni
la comunanza di valori, specie quelli religiosi.

Queste sono cose che è difficile giudicare all’inizio di una relazione: l’idea che l’amore vinca tutti gli ostacoli è molto romantica, ma poco reale. Quando si devono prendere delle decisioni, quando arrivano i figli e si devono fare alcune scelte, una cosa che sembrava poco importante, lo diventa. Altri fattori invece nel lungo periodo diventano secondari: come l’idea che l’altro sia "interessante" (all’inizio c’è il timore che se cala l’interesse la relazione svanisce). In realtà quasi tutto tende a diminuire col tempo (nelle coppie studiate statisticamente): calano la capacità di comunicare, l’attrazione fisica, il piacere di stare insieme, gli interessi in comune, la capacità di ascoltare, il rispetto reciproco, il trasporto romantico... può essere deprimente, ma è importante fin dall’inizio sapere che cosa aspettarsi col tempo, avere aspettative realistiche circa quello che si potrà ottenere e quello che finirà con l’essere più importante a lungo andare.

Cosa fare allora per migliorare un rapporto di coppia?

Sternberg propone un ultimo triangolo: quello dell’azione. Spesso c’è un bel salto fra pensiero, sentimento e azione. Le nostre azioni non sempre rispecchiano i nostri sentimenti, per cui può essere utile sapere quali atti sono specificamente associati alle varie componenti dell’amore.

La passione richiederà il contatto fisico, la sessualità, la varietà e non la monotonia dei comportamenti sessuali. L’intimità richiederà la comunicazione dei propri sentimenti interiori, l’offerta del sostegno emotivo, la condivisione del proprio tempo e delle proprie cose. L’impegno , infine, comporterà il fidanzamento, il matrimonio, la fedeltà, la capacità di superare i momenti difficili, la capacità di trovare un valido compromesso nelle diverse legittime esigenze ed aspirazioni.



E’ importante esprimere l’amore nei comportamenti perché il modo in cui ci comportiamo plasma i nostri modi di pensare e di sentire, forse non meno di quanto ciò che pensiamo e proviamo plasma le nostre azioni (se non agisci come pensi, finirai per pensare come agisci). Inoltre certe azioni portano ad altre azioni: le espressioni d’amore dell’uno influiscono su ciò che l’altro pensa di lui (sui sentimenti e sui comportamenti dell’altro nei suoi confronti) dando luogo così ad una serie di azioni che si rinforzano a vicenda. E’ necessario dare importanza alle espressioni d’amore. Senza espressione anche il più grande amore può morire.



http://www.benessere.com/psicologia/cop ... _amore.htm
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 30 ottobre 2009, 15:37

L'ho letto un po' di corsa, ma lo trovo veramente interessante. Appena ho un po' di tempo ci ritorno sopra.

Ciao
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

Facilitatore gruppo AMA "Sbilànciati!" su AMAEleusi (cercateci)

Guida Autorizzata Pagine Blu (ma non sono psicologo)

maja
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Messaggio da maja » 30 ottobre 2009, 17:33

...Non di corsa, io.
Interessantissimo. Brava!

Antonietta Albano
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Messaggio da Antonietta Albano » 5 novembre 2009, 15:30

Grazie Novembre, per questa bella condivisione....
anch'io ci mediterò con più calma :wink:
Dr.ssa Antonietta Albano (Psicologa e Pedagogista. Psicoterapeuta e Sessuologa.
Ambiti di intervento: Psicologia Clinica-Sessuologia Clinica-Psicologia Giuridica

"Non si vede bene che col cuore... l'essenziale e' invisibile agli occhi"! ).

Twilight
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Messaggio da Twilight » 5 novembre 2009, 16:49

molto bello
grazie novembre!
me lo stampo
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panorama
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Messaggio da panorama » 9 novembre 2009, 22:16

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Una scena del film "ti odio, ti lascio, ti..." con Jennifer Aniston e Vincent Vaughn

dal libro di Paolo Crepet: “I volti dell’amore. Dirsi addio”

"Quali sono le coppie che 'scoppiano' ? Oggi ne vediamo sempre di più. Ma ci sono anche quelle che non scoppiano, che resistono nonostante tutto. Hanno trovato l’equilibrio dei separati in casa. Spesso sono coppie “morte”: il loro amore è finito non per esplosione ma per implosione. E purtroppo di questi casi ce ne sono tanti.

Quelle che esplodono sono le coppie più giovani, che si mettono assieme per amore o per convenienza, ma che non si conoscono davvero. Così di fronte alla prima crisi seria il rapporto si frantuma. Grandi litigi, guerra senza esclusione di colpi, lacrime, si arriva alle mani; oppure battaglie tramite avvocati e tribunali.

Se invece i problemi diventano insostenibili più in là negli anni la separazione viene solitamente chiesta dall’elemento più forte della coppia: quello che “non ne può più” e ha deciso di concludere il rapporto di coppia assumendosene tutta la responsabilità. In questi casi la rottura può essere mitigata dalla saggezza degli anni, ma è altrettanto dilaniante.


Le coppie che implodono. Il rapporto coniugale è finito, non ci si ama più, ma si sta assieme lo stesso per vari motivi: la convenienza, il timore della solitudine, la pigrizia, i figli…Sono le coppie meno giovani a vivere questa situazione. Ne vedo tante, ormai rassegnate, che non hanno più la voglia di rimettersi in gioco perché stanno insieme da tanti anni…

Nei casi migliori i partner si rispettano, vivendo magari da separati in casa. Nei peggiori c’è la guerra fredda: musi lunghi, ripicche, lamentele, ira che cova sotto la cenere. Le personalità che non amano i cambiamenti sono più facilmente destinate a questo tipo di rottura o di convivenza.

Credo sia difficile affrontare il problema con le persone più anziane. Invece sarebbe utile prevederlo nell’educazione sentimentale, dicendo ai propri figli di “stare attenti a non finire così”. Eppure ci sono tanti giovani che vivono il loro rapporto da “arresi”.

doomgeneration
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Messaggio da doomgeneration » 11 novembre 2009, 17:03

Bello novembre...un bel passaggio..
forse non bisogna prendere troppo alla lettera la "divisione" che opera questo professore di Yale, però il succo del discorso mi sento di condividerlo...
soprattutto quando dice che una coppia ha successo solo se ci sono tutti e tre gli elementi intimità-passione-impegno. In realtà mi pare impossibile distinguere concretamente un elemento dall'altro, così come non credo sia possibile classificare i "tipi d'amore" in base a un calcolo sottrazione/addizione...!!
Ah poi è anche vero che le "espressioni d'amore" sono fondamentali e senza di quelle anche un grande amore potrebbe finire.
Nel complesso è un bell'articolo...certo che gli americani hanno sembre bisogno di avere tutto sotto gli occhi :)

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