Universo uomo. Aiutatemi a capire.

Problemi di coppia e di relazione, tradimenti, separazioni, abbandoni spesso turbano la serenità e l’equilibrio emotivo di uomini e donne, generando sofferenza e rendendo il futuro un orizzonte incerto. Questo forum è dedicato a chiunque voglia condividere e confrontare esperienze, dubbi e riflessioni riguardanti le relazioni interpersonali e quelle amorose. Per capirne di più, ma anche per sentirsi ...meno soli

Moderatore: Dr.ssa Antonietta Albano

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darma
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Universo uomo. Aiutatemi a capire.

Messaggio da darma » 17 marzo 2010, 9:04

Spero di non aver sbagliato sezione.
Salve a tutti, mi chiamo Darma ed ho 36 anni ed avrei bisogno di un consiglio.
Circa un anno e mezzo fa ho reincontrato un amico di vecchia data del quale ero profondamente invaghita ai tempi del liceo. Tra noi è subito scoppiata una fortissima attrazione fisica che ci ha indotti ad una assidua frequentazione 'platonica' (o quasi...ma questo ve lo spiegherò più in là) per diversi mesi.
E' iniziato tutto con uno scambio di brevi messaggi seguito da interminabili conversazioni mediate. Abbiamo trascorso notti intere in chat a raccontarci i 10 anni trascorsi a distanza. Viviamo tecnicamente in due città distanti, ma negli ultimi mesi io mi sono recata nella sua città sempre più spesso per ragioni lavorative. Spiegarvi in poche battute l'intimità che abbiamo raggiunto non è semplice...capitava di trascorrere nottate intere al telefono, sospirando come due ragazzini. Quando ci si incontrava c'era un energia assurda che ci avvolgeva. Ci siamo innamorati...profondamente.
Il problema è che tra noi non potrà mai esserci una relazione perchè lui ha una compagna alla quale vuole molto bene e che io ho imparato ad amare. Tutti vi starete chiedendo perchè lui non abbia troncato la sua precedente relazione. La risposta è semplice e dolorosa al contempo. La sua compagna è afflitta da una malattia invalidante. Non aggiungo altro...non credo sia necessario.
E' capitato alcune volte che non ci si controllasse. Un solo bacio, una carezza, un abbraccio poco amicale, un sguardo languido...nulla di più. E tutte le volte abbiamo invocato la nostra capacità di autocontrollo. Siamo due persone estremamente strutturate.
E poi è cambiato tutto...un giorno lui è sparito a seguito di una discussione accesa. Si è irritato perchè non vuole che io gli dica che mi manca o che ho pianto o che soffro o che sto male per lui. Non accade spesso, ma è naturale che certe gamme cromatiche più fosche facciano parte dell'amore. Lui dice di sentirsi destabilizzato. In seguito ha cominciato a minefestare segni di insofferenza nei miei confronti...ma non mi ha mai detto nulla di più. Io sono stata paziente. Ho atteso che passasserò due mesi di silenzio. Poi si è fatto risentire. Poco per volta abbiamo ricominciato a parlare con minor frequenza, ma con lo stesso carico di emozioni. Giovedì scorso è capitato ancora. Una discussione immotivata. E' bastato che dicessi 'sono preoccupata per te' per mandarlo in delirio. 'Non voglio che ti preoccupi'...'tu non capisci'...'ho bisogno di pace'. Io sono rimasta basita. Sono alcuni giorni che assecondo ancora una volta i suoi silenzi. Non riesco a decifrarne il senso, ma altro non posso fare.
sono combattuta. Da un lato sento di non voler perdere questa persona, dall'altro temo si sia rotto l'idillio amoroso. In mezzo una sincera preoccupazione per il suo stato. La sua è una situazione non facile e vorrei non essere un elemento di ansie ulteriori. Cosa mi consigliate di fare? Come devo comportarmi?

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novembre
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Messaggio da novembre » 17 marzo 2010, 18:19

La sensazione che ho avuto leggendo il tuo messaggio è che questo vecchio amico di data si sia tirato indietro non appena si è reso conto che la situazione gli stava sfuggendo di mano.
Come se si trovasse tra due fuochi: da un lato il sentimento per la sua compagna, con un notevole senso di colpa ( probabilmente accentuato dalla condizione de lei), e dall'altro le emozioni suscitate dalla vostro rapporto, da quello che racconti, molto coinvolgente.
E' possibile che adesso non sia più in grado di giostrarsi tra queste due situazioni (come mai?) e che abbia perciò deciso (e qua entra in gioco la testa!) di troncare con te, o perlomeno di impedirti di entrare troppo nella sua vita. Non solo non vuole coinvolgersi troppo, ma pretende che anche tu non ammetta coinvolgimento (forse ciò non gli consentirebbe di essere lucido e deciso).

Questa frase mi ha colpito:
Tutti vi starete chiedendo perchè lui non abbia troncato la sua precedente relazione. La risposta è semplice e dolorosa al contempo. La sua compagna è afflitta da una malattia invalidante
Capisco la difficoltà a lasciare una che sta male, ma questo può davvero essere l'unico collante che tiene insieme due persone?
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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darma
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Messaggio da darma » 17 marzo 2010, 19:21

Dici? Quindi in realtà il suo silenzio sarebbe solo un modo gentile per farmi capire che questa nostra pseudo relazione amorosa e platonica è in dirittura d'arrivo. Perchè gli uomini non hanno mai il coraggio di affrontare direttamente l'argomento?
Allora dovrei assecondarlo e tacere per sempre...
Ci sono uomini che mi possano spiegare come decodificare questo comportamento e cosa è giusto che io faccia...

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novembre
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Messaggio da novembre » 17 marzo 2010, 22:14

E' la mia opinione, tratta dalle poche righe che ho letto, quindi decisamente poco attendibile.
L'unica via è quella del confronto: comunicatevi ciò che provate e ciò che pensate del vostro rapporto.
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darma
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Messaggio da darma » 18 marzo 2010, 12:21

Prima di tutto grazie, non sai quanto mi abbiano fatto riflettere le tue parole. In un primo momento ne sono rimasta scossa...mi aspettavo tutto meno che questo. Rileggendo attentamente i fatti poi ho capito che hai probabilmente colto un aspetto che a me sfuggiva. Ti spiego.
e' successo poco prima di Natale. Tra me e la sua compagna si è instaurata una bellissima amicizia. Può apparire ipocrita detto da parte mia, ma non lo è. Sembra un cucciolo indifeso alla ricerca disperata di affetto ed io ho un senso materno estremamente sviluppato...
Nonostante il sentimento intenso che provo per lui non le farei mai del male. Per spiegarti questo mio modo di essere dovrei raccontarti cose del mio trascorso che mi hanno profondamente segnata, a mio giudizio positivamente. Una madre forte e gentile, un padre generoso, un contesto familiare in cui gli ideali vengono prima dello stesso amor proprio...lunga da raccontare.
Di lì a poco il suo atteggiamento nei miei confronti è mutato. Che rappresentassi solo una via di fuga da una situazione penosa l'ho sempre saputo ed accettato. Forse il mio entrare dalla porta di servizio nella sua/loro vita mi haprivata di quel fascino che solo le trasgressioni hanno. Premetto che non sono stata solo io a volerlo.

Ora la cosa significativa è che i meccanismi che tu hai saputo leggere nei suoi comportamenti sono gli stessi che lui mi attribuisce. Teme che io soffra e che non sappia (parole sue) gestire a livello emotivo questa complicata situazione. E' evidente che abbia in questi ultimi mesi trasferito su di me le sue ansie.

Compreso questo e messa da parte l'iniziale rabbia non mi resta che far passare i giorni e lasciare che le cose vadano da sè. Con lei continuo ad avere rapporti e non importa quanto questa cosa possa dar noia a lui...non siamo soli nell'universo! Per quanto riguarda me raccolgo i cocci e volto pagina. Per quanto riguarda lui, dovrà trovare le sue risposte da solo. Non vuole un confronto, non è disposto al dialogo in questo dato momento ed io non posso forzare la situazione. Sicuramente ci rivedremo a breve e spero di essere abbastanza forte per non far trapelare nulla di quel che sento e provo. Le persone si incontrano e talune volte si perdono. E' la vita. grazie ancora.

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Messaggio da novembre » 18 marzo 2010, 20:07

Al di là di lui, dovresti capire quanto tu riesca a gestire questa situzione. Non deve essere facile essere l'amica della compagna della persona per cui provi qualcosa e con cui c'è stato qualcosa..
Capisco bene quello che intendi con l'espressione "cucciolo indifeso".. Attenzione a non fare troppa confusione: a volte la troppa sensibilità è un'arma a doppio taglio.. consente di avvicinarsi all'altro, di cogliere aspetti magari non visibili ad altri, ma può anche nuocere quando eccessiva e fuori controllo, può anche far perdere di vista se stessi e i propri bisogni, il proprio benessere...
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darma
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Messaggio da darma » 19 marzo 2010, 1:46

Non sono Santa Maria Goretti...ahahah...non ho nemmeno l'ambizione di diventarci. Mi riesce solo estremamente semplice voler bene a questa donna. E' dura da gestire, lo ammetto. Non sono di ghiaccio anche perchè comincio ad accusare il colpo. Avverto la sua assenza come un vuoto tremendo, ma so per esperienza che prima o poi passerà. Non ho ansie da abbandono, sono sopravvissuta tante altre volte...
Forse sono solo disillusa e mi aggrappo all'unica cosa che non potranno mai portarmi mia...la mia scala di valori. Semplicemente.

darma
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Messaggio da darma » 19 marzo 2010, 1:48

forse è un refuso...ma ho scritto MIA al posto di VIA. :) Indicativo, eh?!

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