Futuro?

Problemi di coppia e di relazione, tradimenti, separazioni, abbandoni spesso turbano la serenità e l’equilibrio emotivo di uomini e donne, generando sofferenza e rendendo il futuro un orizzonte incerto. Questo forum è dedicato a chiunque voglia condividere e confrontare esperienze, dubbi e riflessioni riguardanti le relazioni interpersonali e quelle amorose. Per capirne di più, ma anche per sentirsi ...meno soli

Moderatore: Dr.ssa Antonietta Albano

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xAle
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Futuro?

Messaggio da xAle » 23 marzo 2010, 1:28

ciao a tutti,
è la prima volta che utilizzo come canale comunicativo un forum, ma la delicatezza dell'argomento, il periodo critico ed il desiderio di condividerlo mi hanno spinto a registrarmi. Ho letto a lungo di Maja e della miriade di interventi in qualche modo utili anche a me.
Cercherò di essere breve nel tentativo di non annoiare troppo chi leggera e vorrà darmi una sua opinione.
Frequento da circa un anno e mezzo una donna separata (da quasi due anni). Una vecchia conoscenza, nonché un vecchio amore di anni fa. Allora la storia era stata da lei “troncata” dalle insistenze e pressioni del “ex” fidanzato che, già allora, aveva fatto il possibile e più per impedirle di frequentare chiunque al di fuori di lui, la mia gioventù e la relativa indecisione dovuta a questa ”presenza non chiara” (non capivo perché non riuscisse a liberarsente e pensavo che tutto sommato lei non fosse cosi convinta di volerlo allontanare) avevano fatto in modo che evitassi di “lottare” per lei e che accettassi “di buon grado” la fine.
Trascorrono anni, durante i quali la mia vita sentimentale mi porta a convivere (più o meno 6 anni) con una compagna senza la necessaria “convizione/sentimento”, il tutto appesantito da una professione che mi ha portato con una a vivere periodi di due /tre mesi all’estero all’anno. “Naturale”, perdonatemi il termine, che con questi presupposti non fosse possibile proseguire all’infinito e così è stato.
Arriviamo a circa un anno fa, attraverso internet, nel quale comunque sono tutt’altro che rintracciabile con facilità, la lei di allora riesce a rintracciarmi.
Ha un figlio di 13 anni. Si è separata da poco , dopo anni di matrimonio fatto di incomprensioni, violenze psicologiche (a volte, raramente anche fisiche), tradimenti reiterati e prolungati del marito che vive quasi da sempre all’estero la settimana lavorativa… in somma chi più ne ha più ne metta.
Nasce fra noi un sentimento molto forte, bello, immediato, aiutato dal fatto che nessuno dei due aveva realmente dimenticato l’altro/a, tutto tra noi prosegue “bene” in apparenza.
In realtà, l’ex marito non è mai cambiato e forte di tanti anni di “allenamento”, come molto tempo prima continua nella sua guerra, prima fra le mura domestiche ora ovunque sia possibile, con qualsiasi mezzo e minaccia ed in qualsiasi occasione, preferibilmente in presenza del figlio.
Non voglio aprire l’argomento stalking, purtroppo la vittima in questione non intende fare nulla per non nuocere indirettamente al figlio, inoltre le “tattiche” di pressione si alternano: fasi aggressive vengono seguite da periodi di vittimismo come nell’ultimo mese. Periodi di vittimismo che apparentemente in lei riescono a smorzare il ricordo del peggio.
Per farla breve, il figlio prima quasi invisibile per il padre, viene istruito e diviene la sua miglior arma. Chiaramente io non ho mai avuto la possibilità di incontrarlo ne tantomeno di conoscerlo, vede la madre come una traditrice e qualunque contatto maschile della madre è fonte dei peggiori epiteti che possano essere immaginati.
La vita di madre e figlio dopo la separazione continua ne più e ne meno come prima, stessa casa condivisa con il marito che non c’è, w-e padre/figlio mentre lei si rifugia dai genitori (non molto d’accordo sulla scelta di vita di lei….soprattutto alla luce di come sta vivendo il tutto il “bambino” e dell’agiatezza e tranquillità economica che lei ha abbandonato con la separazione) in attesa che la nuova casa sia pronta.
Nell’ultimo, che lei ha avuto la possibilità di trasferirsi in nella nuova casa, il figlio fa l’impossibile per ostacolare il trasferimento definitivo e la situazione al posto di migliorare va verso il baratro. Trasloco, lavoro, impegni di ogni genere, figlio ingestibile e futuro incerto. Inizia a manifestarsi in lei la possibilità di cedere sconfitta dalle difficoltà e di tornare alla sua vita precedente, per paura. Da un lato e per amore del figlio dall’altro (dovesse accadere sarà un grande insegnamento per lui futuro uomo) dall’altro per evidente difficoltà di ogni genere da affrontare ancora una volta assieme alla solitudine (prima non c’era il marito ed ora, anche volendo non potrei esserci io).
Io sono qui, l’idea forse per voi assurda è quella di attendere che il figlio cresca e che lei possa sentirsi libera e senza più i sensi di colpa per il figlio ma anche a volte per l’ex marito che viene sempre tenuto in una certa considerazione anche per questioni economiche. Mi sarei fatto volentieri carico di tutto ma il modo in cui il figlio vede e vive quanto sta accadendo rende l’idea impossibile.
L’idea di attendere, che sino a qualche mese fa sembrava a me percorribile mi appare sempre più improbabile e sempre più spesso mi ritrovo a chiedermi se tutto ha un senso.
Quello di cui non ho scritto, ma c’è, è il nostro sentimento e la nostra profonda affinità. Per quanto io abbia avuto modo di provare non ha eguali, nonostante le difficoltà ci incontriamo abbastanza spesso, a volte ad orari impossibili, quasi sempre in maniera rocambolesca. Non trascuratelo nelle vostre parole perché è qualcosa di realmente bello ed è quanto fa si che pur non ritenendomi stupido mi impedisce nel modo più assoluto (quasi) di pensare di mollare tutto.
Non c’è una domanda, forse avevo solo bisogno di scrivere un po’ e, nel caso qualcuno abbia voglia di scrivere i propri pensieri al riguardo, riequilibrare un po’ il mio punto di vista.

Antonietta Albano
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Messaggio da Antonietta Albano » 30 marzo 2010, 21:05

Quello che tu esprimi è un sentimento oltre che una passione: tante le vicissitudini; tante le fatiche... ma sembra che il vostro "AMORE" prevalga!(?)
Allora... perchè nn lasciarsi trasportare da qsto sentimento??
Un grande augurio!!!
Dr.ssa Antonietta Albano (Psicologa e Pedagogista. Psicoterapeuta e Sessuologa.
Ambiti di intervento: Psicologia Clinica-Sessuologia Clinica-Psicologia Giuridica

"Non si vede bene che col cuore... l'essenziale e' invisibile agli occhi"! ).

xAle
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Messaggio da xAle » 31 marzo 2010, 19:28

Grazie per le sue (tue) parole Antonietta, il prevalere del nostro “AMORE” si scontra con una realtà difficile: l’AMORE di una madre per il proprio figlio e la sua totale non accettazione della separazione.
Non credo sia corretto contrapporre la mia figura, le mie volontà e desideri, a quelle di un figlio che non sopporta nemmeno l’idea che la madre possa avere una sua vita diversa.
Credo che a lungo andare possa essere molto rischioso e controproducente forzare qualsiasi scelta e decisione che possa mettere in grave difficoltà un rapporto madre/figlio che già così sembra molto compromesso.
Il “lasciarsi trasportare” ha dato vita ad un anno (e più) meraviglioso ma come era prevedibile le sofferenze iniziano a minare la capacità di trasporto di entrambi.
Per lei soprattutto è sempre più difficile vivere qualcosa che somiglia molto ad una “doppia vita” , da una parte ci sono io e dall’altra il resto del mondo.

Credo sia vicina ad un bivio, riesce sempre meno a gestire questa situazione che purtroppo grava molto più sulle sue spalle di quanto gravi sulle mie. Il figlio continua a rifiutare il “trasferimento” nella nuova casa, piuttosto preferisce restare dai nonni nell’attesa che tutto torni come prima.
Nei prossimi giorni lei incontrerà il suo “ex” marito per parlare del FUTURO (parlarne con lui?), lei non me ne ha parlato, ma io sono a conoscenza della cosa per certo (questo inizia a farmi dubitare della sua sincerità).

Addirittura in uno dei suoi momenti più “cupi” mi ha prospettato la possibilità di continuare il nostro rapporto, nei modi che a me sembreranno più “consoni”, anche dopo un suo ricongiungimento con il marito. L’idea mi sembra per lo meno assurda. Nonostante le difficoltà enormi sino ad ora tutto tra noi è stato “pulito” ed una soluzione del genere non potrebbe che rappresentare l’opposto, direi squallida.

Se deciderà in questo senso credo che non potrò che lasciar perdere e pensare che in fondo tutto non sia stato che un grande abbaglio.
Credo che per i figli si possa e si debba fare tutto il possibile ma credo anche che una scelta del genere del genere non possa che significare anche altro. In fondo il vero dato è "torno da mio marito", scelta per me ingiustificabile.

xAle
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Messaggio da xAle » 29 aprile 2010, 18:14

Giusto per aggiornarvi e questa volta avere qualche parere.
Il figlio ha fatto in modo di rendere impossibile il trasferimento nella nuova casa. Ora madre e figlio sono tornati a vivere nella casa del padre, assente per tutta la settimana. Poi, nel w-e al suo arrivo lei si “trasferisce” nella nuova casa (questo non accade sempre) il piccolo 13enne si “ammala” stranamente spesso in questi momenti.
A questo quadretto, già di per se difficile da capire, aggiungo un “dettaglio" e vorrei i vostri pareri.
Sempre più spesso il figlio, ora, a 13 anni, vuole e ottiene di dormire con la madre. Io credo che data l’età la cosa sia tutt’altro che normale.

Forse non è la sezione più adatta alla domanda

Antonietta Albano
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Messaggio da Antonietta Albano » 30 aprile 2010, 14:56

Il ragazzino esprime molto bene il suo disagio, proprio attraverso questi specifici bisogni ed attenzioni.
Nn bisogna mai dimenticare di smettere di essere dei genitori attenti e responsabili, anche se nn si è più un coppia amorosa!
Dr.ssa Antonietta Albano (Psicologa e Pedagogista. Psicoterapeuta e Sessuologa.
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