Non riesco ad accettare la realtà

Problemi di coppia e di relazione, tradimenti, separazioni, abbandoni spesso turbano la serenità e l’equilibrio emotivo di uomini e donne, generando sofferenza e rendendo il futuro un orizzonte incerto. Questo forum è dedicato a chiunque voglia condividere e confrontare esperienze, dubbi e riflessioni riguardanti le relazioni interpersonali e quelle amorose. Per capirne di più, ma anche per sentirsi ...meno soli

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Stellina80
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Non riesco ad accettare la realtà

Messaggio da Stellina80 » 9 maggio 2011, 11:17

Vi racconto la mia storia.
Alcuni anni fa,sposata da pochi mesi, ho tradito mio marito con un collega.
Me ne sono pentita tantissimo, stavo proprio male, sono quasi arrivata alla depressione, non riuscivo quasi a mangiare e non volevo alzarmi dal letto alla mattina.
Ho chiesto aiuto e 3 anni fa ho fatto un percorso di psicoterapia di quasi un anno.
Premetto che io nella mia vita ho sempre visto tutto negativo, ho sempre visto solo nero, mi sono sempre preoccupata troppo del futuro fino a farmi venire delle crisi d'ansia. Quindi quello che ho fatto (una scappatella) l'ho sempre (e a volte ancora adesso) considerato come fosse un delitto.
La psicologa mi ha dato degli elementi per farmi capire che la vita non è solo bianco o nero, ma è colorata. Posso vedere le cose sotto un altro punto di vista. E che quello che ho fatto è stato uno scivolone, un errore che ci sta perchè io non sono Dio e non sono perfetta.
E quindi che il tradimento non è stata solo una cosa sbagliata, ma è stato anche un “insegnamento” dal quale ho capito di avere fatto un errore e che è un'esperienza che non fa per me e che non sono interessata a ripetere. Mi ha insegnato che i sensi di colpa e l'inquietudine sono inutili, che è meglio concentrarsi e vivere il presente, perchè il soffermarsi su esperienze passate o future non serve a nulla. Il passato è passato e il futuro deve ancora arrivare e non ho la sfera magica per sapere come sarà, cioè che è inutile preoccuparsi tanto.
La psicologa mi ha fatto vedere me stessa sotto un'altra luce e questo mi ha dato la “carica” per andare avanti. Poi, alcuni mesi dopo aver cominciato la psicoterapia, sono rimasta incinta e tutti i miei pensieri si sono concentrati sulla gravidanza e sulla maternità (mio marito non sa nulla di questa scappatella). Quindi, la cosa sembrava superata, ma in cuor mio sentivo che il “problema” era solo accantonato e infatti in questi ultimi 3 anni ogni tanto ripensavo a questo errore e ci stavo male. Più che altro, la mia era la paura di dover passare ancora quel che avevo già passato mesi prima (la psicologa mi disse che la mia era stata una sindrome ansioso depressiva). A volte, senza volerlo, da stupida, ripensavo alla storia come a volermi sfidare “vediamo se mi fa stare ancora male questa cosa!” e chiaramente io ci stavo male, facevo dei passi all'indietro.
Per aiutarmi la psicologa mi consigliò un libro “le vostre zone erronee” di W. Dyer che per me è diventato una reliquia, un Vangelo che rileggo quando ne ho bisogno..........e finora mi ha aiutato a stare bene e a riprendere il cammino sulla strada principale.
Ma adesso ancora sono qui da un mesetto che sono tornata nell'ansia, sono uscita di strada e non riesco più a tornare in carreggiata, ancora sono ritornati i sensi di colpa. La differenza è che ora, grazie anche agli insegnamenti della psicologa e grazie a quel libro, ho saputo gestirli meglio, non sprofondando più nell'ansia come 3 anni fa, ma facendo piccoli passi avanti ancora e riconoscendo e ammettendo a me stessa, di quella storia altri aspetti che prima non avevo mai ammesso.
Dopo anni che ho sofferto, dopo varie tachicardie, palpitazioni e crisi di ansia, ho capito che ora devo solo accettare questa cosa, smettere di trascinarmela dietro, lasciarla là nel momento storico che è stata fatta. Perchè comunque sia dopo tutto questo tempo a tormentarmi, la cosa non è mutata nel tempo, non si è cancellata, si è solo allontanata nel tempo.
Ho capito che questa cosa ormai l'ho fatta e purtroppo è una cosa che non si può cambiare, ho cercato il perchè al momento l'ho fatta, ho ammesso a me stessa che quando l'ho fatta mi è piaciuto e nessuno mi ha obbligato, ma non avevo capito quanto fosse grave questo errore.
Però, pur aver riconosciuto queste cosa, ancora non riesco ad accettare che ho commesso questo errore, sono arrabbiata con me stessa per quello che ho fatto, non riesco a perdornarmelo.
Cosa c'è che ancora devo mettere a posto in me stessa?

Fra 10 giorni tornerò ancora dalla mia psicologa, ma la l'attesa di parlare con lei è pesante e lunga e nel frattempo ne parlo a voi.

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CC
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Re: Non riesco ad accettare la realtà

Messaggio da CC » 9 maggio 2011, 12:42

Forse il problema è che tu senti il bisogno di confessare questa cosa a tuo marito!
Insomma non riuscirai a liberartene e a non pensarci più se non glielo dici.
Non sto assolutamente dicendo che glielo devi dire ma che forse per tornare serena avresti bisogno di fare questa cosa che chiaramente da un altro punto di vista tu non vuoi fare.

Non lo so, io non sono una psicologa ma ho spesso sentito dire che tenersi certe cose dentro fa male, col passare degli anni diventano sempre più pesanti, chiaro che ammettendole si va incontro ad altri problemi però pare che la nostra psiche si senta spesso più sollevata a confessare (nonostante le conseguenze possano essere distruttive) che a non farlo.

È chiaro che se tutto questo non fosse mai accaduto sarebbe stato molto meglio, la rabbia che provi dipende probabilmente dal fatto che tu preferiresti non avere nè un peso sulla coscienza nè niente da confessare a tuo marito, insomma non riesci a perdonarti di aver commesso questo errore perchè ti rendi conto che senza di esso la tua vita sarebbe nel presente infinitamente più semplice.

Se può consolarti gli errori li facciamo tutti, la vita è difficile e a volte quello che ci sembra così giusto al momento si rivela sbagliatissimo anni dopo.
Tutti dobbiamo convivere nel presente con scelte - a volte sbagliate - fatte nel passato, insomma tutti dobbiamo farci i conti, fa parte della vita adulta.
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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Re: Non riesco ad accettare la realtà

Messaggio da CC » 9 maggio 2011, 12:49

Stellina80 ha scritto:... ma facendo piccoli passi avanti ancora e riconoscendo e ammettendo a me stessa, di quella storia altri aspetti che prima non avevo mai ammesso.
Non ho capito cosa intendi.
Stellina80 ha scritto:Mi ha insegnato che i sensi di colpa e l'inquietudine sono inutili...
Comprendere che sono inutili non necessariamente ci aiuta a non provarli.
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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Re: Non riesco ad accettare la realtà

Messaggio da Stellina80 » 9 maggio 2011, 13:41

Stellina80 ha scritto:... ma facendo piccoli passi avanti ancora e riconoscendo e ammettendo a me stessa, di quella storia altri aspetti che prima non avevo mai ammesso.


Non ho capito cosa intendi.

L'ho spiegato qualche riga sotto...

"...Dopo anni che ho sofferto, dopo varie tachicardie, palpitazioni e crisi di ansia, ho capito che ora devo solo accettare questa cosa, smettere di trascinarmela dietro, lasciarla là nel momento storico che è stata fatta. Perchè comunque sia dopo tutto questo tempo a tormentarmi, la cosa non è mutata nel tempo, non si è cancellata, si è solo allontanata nel tempo.
Ho capito che questa cosa ormai l'ho fatta e purtroppo è una cosa che non si può cambiare, ho cercato il perchè al momento l'ho fatta, ho ammesso a me stessa che quando l'ho fatta mi è piaciuto e nessuno mi ha obbligato, ma non avevo capito quanto fosse grave questo errore.
Però, pur aver riconosciuto queste cosa, ancora non riesco ad accettare che ho commesso questo errore, sono arrabbiata con me stessa per quello che ho fatto, non riesco a perdornarmelo."

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Re: Non riesco ad accettare la realtà

Messaggio da Stellina80 » 9 maggio 2011, 13:49

Grazie CC, il fatto è che non posso permettermi di confessare a mio marito, perchè abbiamo una bambina piccola e dei progetti: fra qualche mese ci consegnano la casa nuova e poi volevamo ingrandire la nostra famiglia.

Io per un errore fatto in passato mi sono data un'etichetta che non riesco più a levarmi. Eppure la psicologa mi diceva (e pensandoci ragionevolmente) "se hai fatto un'azione sbagliata, non vuol dire che sei tutta sbagliata!" . Ed è vero!! Perchè io nella mia vita ho fatto anche cose buone, però purtroppo sono cresciuta con la convinzione che NON SI DEVE SBAGLIARE.........e come ho scritto, mi pare di avere commesso un delitto.

Non posso confessare a mio marito, è geloso ed è uno che le cose se le lega al dito e ti lascio immaginare....e io questo non lo voglio, perchè ora non è più così. E poi la mia bambina, chissà come soffrirebbe!! Sto vedendo quello che sta accadendo ad una coppia di miei amici, hanno una bambina, loro due si fanno la guerra e chi soffre di più è proprio la loro bambina.

Ora che ho compreso il significato del mio errore vorrei solo riuscire a perdonarmelo e a lasciarlo andare là, nel passato, dove è giusto che stia.

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Re: Non riesco ad accettare la realtà

Messaggio da CC » 9 maggio 2011, 16:46

I motivi per cui non puoi parlarne con tuo marito sono abbastanza ovvi.

Io ho soltanto detto che forse sei fatta in una maniera tale che la tua psiche troverebbe la pace che cerca soltanto confessando al proprio partner il tradimento che ha subito. (Chiaro che a quel punto potresti trovare interiormente la pace che cerchi ma sul piano reale si scatenerebbe un inferno): la scelta è tua e forse entrambe le cose non le puoi avere.

Spesso alcune cose in noi non coincidono, non ci possiamo rigirare tutto come ci fa più comodo nel senso che a volte le diverse parti di noi non si accordano, a volte o ne soddisfiamo una o l'altra.

Tu cerchi di "rimuovere" un qualcosa che per il modo in cui sei stata educata è piuttosto grave.
Cerchi la conciliazione con te stessa ma non riesci a trovarla.
Forse hai la necessità di essere perdonata da lui oltre che da te stessa, quello che penserebbe e ti direbbe lui non è quello che pensi o ti diresti tu.

Hai capito che il tradimento non fa per te e non ripeterai l'esperienza ma una parte di te continua a pensare che sta costruendo la propria vita assieme ad un'altra persona con una menzogna abbastanza rilevante alla base (il matrimonio dovrebbe basarsi sulla fedeltà).
Più passa il tempo e realizzate i vostri progetti e più questa cosa diventa grande.

Prova ad invertire la situazione, prova a pensare che al posto tuo ci sia tuo marito, che lui in passato ti ha tradito ma non te l'ha mai detto, cosa provi?
Non ti sembra che in questo modo tutto quello che state costruendo ha fondamenta minate e meno solide?
Non ti sembra che tutto quello che state costruendo è a rischio e potrebbe andare all'aria da un momento all'altro?
Se glielo avessi detto subito t'avrebbe lasciata o perdonata, nel secondo caso quello che avreste costruito dopo lo avreste fatto più a cuor leggero!
Non sto dicendo che fosse facile dirlo, sto solo dicendo che alcuni di noi trovano sempre una buona scusa per non dire le cose e si infilano in una situazione da cui sarà sempre più difficile uscire.
Alcuni di noi temono il giudizio degli altri, non vogliono mandare all'aria ciò che hanno appena costruito per non sentirsi falliti, perchè quello che hanno vogliono che proceda, per orgoglio.
Stellina80 ha scritto:Ora che ho compreso il significato del mio errore vorrei solo riuscire a perdonarmelo e a lasciarlo andare là, nel passato, dove è giusto che stia.
A me pare che tu voglia la botte piena e la moglie ubriaca!
Non so quanto sia giusto andare da una psicoterapeuta soltanto per vedere le cose in una maniera diversa da quella che realmente è o da quella che per il nostro mondo interiore è.
Il motivo per cui non stai tranquilla è che tu hai tradito tuo marito dopo pochi mesi di matrimonio, gli hai mentito e continui a mentirgli ogni giorno, hai impostato la tua relazione coniugale su una menzogna e questo ce lo hai ben presente ogni giorno della tua vita semplicemente perchè il pensiero che lui possa aver fatto la stessa cosa a te ti schiferebbe!
Secondo te la vita di coppia si può costruire su queste basi?
Io non lo so come sei fatta tu dentro, non lo so se per te certi valori sono importanti o meno; se lo sono diciamo che ti stai allontanando ogni giorno di più da essi.
Insomma il mio non è un giudizio morale, io sto solo dicendo che per il carattere che ho io (che non è detto sia il tuo) mi sono sempre sentita meglio quando con le persone ho potuto chiarire fino in fondo piuttosto che quando non ho potuto chiarire.
Insomma certe volte non si può stare bene mentalmente se non si è agito nel giusto modo, non esiste un altro modo per stare bene, non esiste un "lavaggio del cervello" che tenga!
Io trovo normale che la bugia che hai detto ti pesi sempre di più, il dato di fatto è questo, il modo in cui stai cercando di vederla è relativo anche perchè mi pare che non stia funzionando.

Io non voglio criticare l'operato della tua psicoterapeuta però le considerazioni vanno fatte a partire dal tuo mondo interiore e le cose vanno viste esattamente per quello che sono.
Se tu ti sei rivolta a lei ponendo la condizione che tanto a tuo marito non lo puoi dire secondo me hai sbagliato (perchè la psicoterapia non è sottosposta a condizioni).
Se partendo da questo assunto (che a tuo marito non lo puoi dire) avete lavorato per dare altri sensi alla cosa secondo me avete fatto bene al 50% perchè è senz'altro utile vedere la cosa da altri punti di vista ma potrebbe non essere risolutivo.

C'è gente che commette un crimine e si sente meglio ad ammetterlo e a scontare la pena che a non ammetterlo evitandosi così la pena.
Io non so che tipo sei tu ma credo comunque che certe cose che facciamo lascino segni indelebili che non si possono del tutto cancellare, soprattutto se facciamo finta di non averle mai fatte.

Non prendere male le cose che ho scritto, prima di tutto è solo la mia opinione personale che puoi non condividere, è solo uno dei tanti modi di vedere le cose che spero possa esserti minimamente di aiuto, forse non sono riuscita neppure a spiegarmi come avrei voluto quindi prima di arrabbiarti :) chiedimi spiegazioni.

Quello che volevo dire è che spesso la nostra mente se ne frega delle cose materiali (comprare casa, fare un altro figlio, ecc. ecc.), spesso tutta questa cosa che ci costruiamo la nostra mente non la vive felicemente.
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Sergio67
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Re: Non riesco ad accettare la realtà

Messaggio da Sergio67 » 1 giugno 2011, 17:30

Stellina80 ha scritto:Ora che ho compreso il significato del mio errore vorrei solo riuscire a perdonarmelo e a lasciarlo andare là, nel passato, dove è giusto che stia.
Per una volta non sono molto in accordo con CC.
Il punto non è farsi perdonare da qualcun altro, ma proprio perdonarsi in prima persona.
Come fare? Non puoi obbligarti a perdonarti, anzi forse più ci provi e meno ci riesci, perché il perdono nasce spontaneo dal mondo delle emozioni, quelle che, per definizione, non puoi controllare con la volontà.
Ciononostante il perdono può arrivare se creiamo in noi le condizioni affinchè arrivi :). In generale quando sentiamo di aver commesso un errore, di portare una colpa, una qualche sorta di espiazione. In che modo? Non c'è n'è uno solo, per fortuna, ma ciascuno deve trovare quello che funziona nello specifico contesto.
Da una parte c'è la possibilità di collegarsi ai fatti, comprendere che non siamo solo la nostra volontà, e che certe cose, anche se sappiamo non porteranno niente di buono, non possiamo proprio impedirci di compierle. Un po' come la storia dello scorpione e la rana. E' nella natura umana.
Dall'altra ci sono invece le azioni "riparatrici". Confessare il tradimento potrebbe essere una di queste, ma anche dedicarsi maggiormente al funzionamento del proprio rapporto di coppia e alla propria famiglia potrebbe funzionare.
In ogni caso perdonarsi non vorrà dire dimenticare, anzi, probabilmente vorrà dire ricordare molto più spesso, utilizzando il ricordo come un maestro di vita, un insegnamento su come comportarsi per evitare di soffrire ancora.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

Facilitatore gruppo AMA "Sbilànciati!" su AMAEleusi (cercateci)

Guida Autorizzata Pagine Blu (ma non sono psicologo)

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Re: Non riesco ad accettare la realtà

Messaggio da Fabius » 24 giugno 2011, 10:03

...secondo me la "confessione" non è detto che sia una soluzione.
Se leggi il mio recente post, potrai accorgerti che a volte le confessioni fanno solo molto male.
Addirittura nel mio caso l'infedeltà non era nemmeno riferita a me,
eppure da quel momento ho avuto grosse difficoltà a fidarmi di mia moglie!
Il vero problema è il presente, non il passato.
Se io non mi sono fidato per anni è perché mia moglie ha avuto atteggiamenti,
mai evidenti ma sottilmente poco rassicuranti, che hanno mantenuto viva quella gelosia.
Guarda al presente, è giusto che tu ti perdoni se veramente ti senti lontana da quell'episodio,
e se sei cambiata vedrai che riuscirai a liberartene facilmente anche senza dirlo.
Se invece hai dei dubbi, delle tentazioni, delle sensazioni simili a quelle,
se insomma pensi che tu possa ricaderci e non sai nemmeno perché,
e soprattutto vorresti veramente evitarlo non solo per la tua bimba ma per te stessa,
forse ti conviene lavorarci con uno psicologo/a,
che ti possa aiutare a crescere e a capirti meglio.
Ciao!

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