passato oscuro

Problemi di coppia e di relazione, tradimenti, separazioni, abbandoni spesso turbano la serenità e l’equilibrio emotivo di uomini e donne, generando sofferenza e rendendo il futuro un orizzonte incerto. Questo forum è dedicato a chiunque voglia condividere e confrontare esperienze, dubbi e riflessioni riguardanti le relazioni interpersonali e quelle amorose. Per capirne di più, ma anche per sentirsi ...meno soli

Moderatore: Dr.ssa Antonietta Albano

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OTTIMISTA85
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Iscritto il: 28 settembre 2016, 15:10

passato oscuro

Messaggio da OTTIMISTA85 » 28 settembre 2016, 16:59

Buonasera... vorrei raccontare la mia storia perché ho bisogno che qualcuno mi dia una chiave di lettura... e che magari mi possa dare un consiglio su come muovermi... due anni e mezzo fa ho conosciuto il mio attuale fidanzato, mentre stava finendo la sua relazione precedente. Terminata la storia abbiamo iniziato una frequentazione che definirei movimentata... in quanto il suo lavoro di ufficiale di coperta lo portava a stare per mesi lontano da casa... un anno fa ha preso la decisione di fermarsi a terra e trovare un nuovo lavoro., che ha effettivamente trovato a febbraio in una pubblica assistenza (ambulanze) dove io faccio la volontaria. Innanzi tutto, non so se per educazione o per abitudine dettata dal suo lavoro, è un tipo che tende ad essere solitario e ha difficoltà ad accettare altri punti di vista...ha molta difficoltà ad aprirsi e percepisce il mio aiuto come pena e pietà invece che come appoggio...Della sua vita io non so molto, nel senso che percepisco che ci sono cose di quando era più piccolo che non riesce a raccontarmi... e l'unico episodio che mi ha esternato risale alla marina militare dove è stato arruolato qualche anno, e nello specifico ha assistito alla morte di un amico che era con lui in missione e che era anche fratello della sua fidanzata dell'epoca. Voglio raccontare di questo perché pur non avendo conferme di quella che è la mia opinione, ho la sensazione che lui sopravviva ma non viva per "non fare un torto" al suo amico.... mi spiego meglio... percepisco la sensazione che lui si privi di ogni cosa bella della vita, e che eviti di costruirsi un futuro perché il suo compagno è stato privato di quella vita che lui ha ancora. e questo si riflette anche nel nostro rapporto, perché un giorno in un discorso banale esce l'espressione "se saremo sposati e avremo dei figli..." mentre il giorno dopo parte con un imperativo "io non mi sposerò mai e mai avrò dei figli..." . Matrimonio e figli: problema che onestamente non mi ero ancora posta dato che, pur avendo 28 anni lui e 31 io, non mi sento ancora nella condizione adatta a gestirli... comunque succede che lui va due giorni dai suoi che abitano lontano da lui, e dai quali lui si è separato per motivi di studio quando aveva 14 anni, e sua madre gli fa un discorso: "Sai... dovresti pensarci... perché lei è un po' più vecchiotta di te e se non vuoi avere un matrimonio e dei figli dovresti dirglielo e lasciarla, non prenderla in giro...". Da qui nasce la sua crisi... dato che ciò che dice sua madre è legge senza neppure ragionare su quanto possa essere giusto o sbagliato, ha iniziato a dirmi che non sa se è giusto che stiamo insieme perché non sa se le nostre direzioni si incrociano e se vogliamo le stesse cose.... blocco che ha anche nei confronti dei sentimenti.... dice di tenerci a me... moltissimo... ma lui si definisce "un passo prima dell'amore" e dice di sentirsi come bloccato nel riuscire ad andare oltre... io nell'ultima discussione avuta ho cercato di toccarlo nel dolore... dicendogli chiaramente che è inutile che si punisca perché lui è ancora vivo e il suo amico no... perché se fra loro c'era del bene sicuramente avrebbe dovuto vivere il doppio ed essere felice anche per lui che non c'era più... poi gli ho anche detto se con me è bloccato perché teme che il suo amico volesse che invece di avere altre relazioni facesse il tutto per tutto per restare con la sorella... e ineffetti si è posto anche questa domanda... ora... io sono innamorata di questa persona... e credo fermamente che uno psicologo potrebbe aiutarlo a riprendersi la sua vita... ma vorrei trovare il modo per fargli accettare la proposta di fare delle sedute.... e se io sbaglio il modo di stargli accanto e aiutarlo vorrei dei consigli per dargli appoggio nel modo giusto... grazie

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