Rottura di una relazione di 12 anni

Problemi di coppia e di relazione, tradimenti, separazioni, abbandoni spesso turbano la serenità e l’equilibrio emotivo di uomini e donne, generando sofferenza e rendendo il futuro un orizzonte incerto. Questo forum è dedicato a chiunque voglia condividere e confrontare esperienze, dubbi e riflessioni riguardanti le relazioni interpersonali e quelle amorose. Per capirne di più, ma anche per sentirsi ...meno soli

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Ruggio
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Rottura di una relazione di 12 anni

Post by Ruggio »

Buongiorno a tutti.

Da circa dieci giorni, la mia compagna ha deciso di rompere la relazione con me che durava da 12 anni.

Io ho 32 anni e lei tra qualche giorno ne compie 31, è quindi stata una relazione che ci ha accompagnato per la gran parte della nostra vita.

Non serve dire che i primi anni tutto filava liscio ed erano caratterizzati da tutti quei gesti che si ritrovano agli inizi di una relazione.

Dopo circa cinque anni, ci sono stati i primi segnali di crisi, più che altro miei personali, ed ho commesso un errore e l'ho tradita con una mia collega di lavoro, episodio che in qualche modo sono riuscito a nascondere per due anni, perché temevo di rovinare tutto, ma che in fine è saltato fuori ed ha causato una rottura al settimo anno di relazione.

In questo periodo di rottura, lei si è avvicinata ad un altra persona che le dava le attenzioni che io non avevo saputo darle.

Per il periodo seguente, ho cercato di riconquistarla, vedendomi però allontanare da lei, per la rabbia e la delusione provata e per il coinvolgimento che trovava con questa persona. Ci sono stati dei periodi, di qualche settimana in cui abbiamo riprovato a restare assieme, ma lei poi se n'è andata dinuovo, perché comunque attratta dall'altra persona e presa dal senso di soffocamento nella relazione di ripresa con me.

A seguito di questo periodo di effettiva rottura, dopo qualche mese ha deciso di tornare da me, perché mi amava e perché si è resa conto che l'altra persona non le dava quello che le davo io.

Abbiamo deciso di ricominciare, seppur i primi periodi non siano stati facili a causa della tempesta di emozioni scatenata dagli eventi trascorsi. Purtroppo non abbiamo affrontato la questione con un terapista, e forse abbiamo commesso un errore.

Da questa ricongiunzione, sono trascorsi altri 3/4 anni di serenità in cui tutto sembrava dimenticato, ma nell'ultimo anno circa, lei ha iniziato a patire una mia lontananza.

Effettivamente io mi sono ritrovato in uno stato di insoddisfazione, tristezza e di scoperta di me stesso che hanno fatto sì che mi si percepisse lontano dalla relazione e che a tutti gli effetti lo fossi anche negli atteggiamenti mostrati, seppur a volte sapessi mostrare affetto e gioia di restare con lei.

Purtroppo da anni, faccio un lavoro che non mi soddisfa, che non ho mai avuto il coraggio di cambiare per tutte le circostanze del caso, in oltre da tempo mi rendo conto che non ho mai affrontato le mie insoddisfazioni personali e dolori passati, causando in me una sorta di corazza fatta di rabbia e talvolta cinismo.

Così ho iniziato a dedicarmi a quella che pensavo fosse la cura di me stesso, cercando di raggiungere obbiettivi individuali che mi prefissavo, magari anche che un tempo ritenevo impossibili per la mia persona.

Il campo di questa scoperta sono stati prevalentemente lo sport e i viaggi.

Ne deriva però che occupandomi di questo aspetto, e non essendo del tutto in linea su questi sport con la mia compagna, io abbia trascurato il rapporto, facendola sentire una persona di circostanza, ma che di fatto per me non è mai stata. Insomma il classico dare per scontato delle persone care al nostro fianco.

Seppur questa ricerca di me, e questo cercare di migliorarsi possa essere un aspetto anche positivo, purtroppo tutto ciò è stato accostato a delle mancanze mie personali, forse autostima e sofferenze passate.

Il che hanno tramutato il tutto in qualcosa di distruttivo per la mia persona.

Ben presto mi sono lasciato travolgere dall'auto esaltazione dei vari social, su cui ero altamente attivo, alla ricerca di un riconoscimento personale mai ottenuto in campo lavorativo e di risultati di studio.

Da questo ne è derivato un conseguente flirtare con altre ragazze in chat, situazione che mi faceva sentire apprezzato, per i traguardi raggiunti, sia per le attenzioni ricevute da altre donne.

La mia compagna non mi ha mai mancato di attenzioni a livello sentimentale. Seppur il sesso con lei sia stato sempre molto buono e io provi una grande attrazione nei suoi confronti, queste attenzioni esterne mi permettevano di soddisfare il mio sentirmi "attraente", cosa che con lei, seppur mi abbia sempre detto di piacergli, non percepivo, in quanto per lei una buona predisposizione al coinvolgimento sessuale passa prima dall'affetto e dai comportamenti quali baci ed abbracci, mentre io, seppur abbia bisogno del suo affetto nonostante il mio fare burbero, ho sempre voluto una dimostrazione di un coinvolgimento puramente sessuale causato dall'attrazione pura e semplice verso la mia persona.

Da tempo ormai ero totalmente divorato da questa ricerca esterna di me e delle attenzioni, causando un comportamento di chiusura, di gestione del telefono in maniera molto gelosa e segreta, atta a nascondere questa necessità di ricevere apprezzamenti esterni cosa mai fatta prima.

In questi episodi, seppur io cercassi totalmente l'apprezzamento di altre donne, ,alla fine, dichiaravo sempre il fatto che fossi fidanzato, perché da un lato ero soddisfatto, dall'altro non avevo voglia di rischiare di rovinare la relazione.

Utilizzando così la magica frase del sono fidanzato, tutto poi svaniva, causando praticamente sempre un disinteresse crescente nell'altra persona che faceva morire li la cosa.

A fronte del mio comportamento, della stanchezza della mia compagna di dedicarsi ad una relazione in cui si sentiva sola, ed alcuni episodi sospetti di questo tipo, dopo mesi di sua infelicità, ha deciso di architettare una prova di "verifica" e di aiuto per se stessa.

Ha chiesto così, ad una sua conoscente, con cui non avevamo amici comuni sui social, di aggiungermi su Instagram, e così è stato.

Avendo un profilo aperto, chiunque avrebbe potuto vedere i miei contenuti ed eventualmente apprezzarli, per cui la strategia ha funzionato.

Vedendomi "aggiungere" su Instagram da questa ragazza che si presentava carina esteticamente, la mia reazione è stata quella di entrare in quello stato di soddisfazione personale, ed ho iniziato a mettere diversi "like" alle sue foto in cui si ritraeva soltanto lei.

Da lì è scattata la seconda prova, ovvero che ha iniziato a scrivermi lei, apprezzando il mio essere sportivo/spericolato e i viaggi etc. , Così io alimentato da quanto detto prima, ho iniziato a flirtare, facendole a sua volta apprezzamenti e via dicendo.

Tutto questo, nonostante la conversazione fosse "strana", ovvero che lei mostrava interesse, ma che i messaggi fossero molto freddi e distanti nel tempo, situazione anomala quando davvero c'è un interesse nell'altra persona, non hanno impedito il fatto che io, per tagliare corto, abbia proposto di vederci fisicamente.

Sempre con questo modus di "apprezzamento distaccato" lei ha acconsentito, così abbiamo organizzato un appuntamento in un parco in città. Da quanto si diceva nella chat, ovviamente lo scopo dell'incontro, sarebbe stato quello sessuale, seppur io avessi i miei dubbi di effettiva riuscita della cosa, proprio per questa sensazione di qualcosa di anomalo.

Fatto sta che organizzato il tutto, ed arrivato al punto di incontro, il quel famoso parco, io non abbia trovato nessuna ragazza se non la mia fidanzata, che mi aspettava pronta a cogliermi sul fatto.

In sostanza aveva chiesto a questa conoscente di farle questo favore perché aveva bisogno di capire davvero. Così di tutte quelle conversazioni, lei riceveva gli screenshot via messaggio, essendo sempre al corrente di tutto.

Non serve dire che nonostante, ci siamo fermati a parlare lì sul posto, dove lei mi ha spiegato anche la sua infelicità dovuta al mio comportamento, questo episodio lo abbia fatto per aiutarsi ad abbandonare la relazione, che altrimenti non sarebbe mai riuscita ad abbandonare a suo dire, ed abbia deciso di chiudere perché era disgustata da quanto avessi fatto.

Ad oggi io sono ancora sconvolto, mi sento un idiota per tutto e non mi perdono i miei errori.

Perché comunque per me, tolto il periodo passato insieme e i progetti futuri, che sono un aspetto molto significante, io sono molto innamorato di lei, ed ha una estrema importanza nella mia vita come persona.

Avendo affrontato i miei momenti di difficoltà, e di "indipendenza" comunque non ho mai trovato nulla per cui io avrei sostituito la sua persona con niente altro.

Ho deciso da qualche giorno, che fosse giunto il momento di iniziare un percorso individuale con uno psicologo, per cercare di capire come mai, nonostante quel che facessi al momento dei miei sbagli mi facesse stare bene, alla fine mi abbia fatto remare contro e distruggere tutto ciò di cui avevo realmente bisogno.

Della sua persona, del suo affetto, della sua stabilità e del suo amore.

La situazione adesso è quella che lei è innamorata di me, ma ha deciso di rompere la relazione perché convinta che non fossimo adatti per stare insieme, e soprattutto ha totale mancanza di fiducia nei miei confronti, vista la recidività degli eventi vari, dicendomi "tu sei fatto così", non sei cattivo ma non sei la persona di cui ho bisogno, perché ho bisogno di sostegno e di dimostrazioni affettive, che tu non sei in grado di darmi. Non voglio ritrovarmi infelice e incatenata da una famiglia che non potrò più abbandonare causando la mia eterna infelicità. In oltre giustamente, rilegge tutti gli episodi passati come un ulteriore tradimento da parte mia, ma che si è sempre negata di vedere.

Quindi ad oggi io sono intrappolato nel "tu sei fatto così" e non ci sono parole per venirne fuori.

Insomma è davvero un gran problema, che temo di non riuscire a risolvere più, e che mi fa sentire schiacciato dai sensi di colpa e dal sentirmi stupido, perché non ho mai affrontato i miei reali problemi, fingendomi "leone" e perché per molti episodi è stata semplice leggerezza o testardaggine, ma che comunque mi hanno portato a perderla.

Un paio di giorni fa, dopo dieci giorni di silenzio e distaccato, ovviamente richiesto da lei, non ho resistito e sono andato davanti casa dei suoi genitori, dove adesso sta abitando dopo essere andata via da casa.

Ero molto in conflitto con me stesso, perché lei mi ha chiesto spazio e di lasciarla stare, dall' altro canto avevo bisogno che sapesse che se questa sarà la.sua scelta, al di là di quanto stato, lei fosse davvero importante per me.

Le ho provato a spiegare quanto mi dispiacesse e di quanto mi sentissi uno stupido, e che ho deciso rispetto all'ultima volta di cercare di migliorare davvero me stesso, con l'aiuto di uno psicologo che mi facesse capire meglio.

Perché non ritengo assolutamente che non siamo compatibili, anzi, sappiamo essere amici, sappiamo essere stupidi e complementari, insomma sappiamo essere una coppia. Soprattutto sia io che lei proviamo ancora amore reciproco.

Ovviamente la risposta è stata di totale diffidenza, che seppur io nei primi periodi potrò anche essere come lei necessità, alla lunga ritornerebbe tutto uguale, e che lei a quel punto sarebbe impossibilitata di rifarsi una vita.

Confidandoci con amici comuni, lei sembra essere altalenante in questa decisione che ha preso, prima si convince che sia assolutamente la soluzione giusta, poi dopo dice mi serve tempo, il tempo la farà capire.

Mi ama, ma teme di essere innamorata della persona sbagliata e quindi cerca di negarsi i suoi sentimenti.

In tutto questo lei ha ancora dei suoi affetti personali a casa mia, ha le mie chiavi di casa, e questi sono segnali che non mi permettono davvero di capire, se davvero pensa sia la cosa giusta, oppure è stata la risposta ad un periodo di effettiva difficoltà.

Immagino che non sia facile nemmeno per lei, lo so, però forse perché in fin dei conti non ha chiuso davvero del tutto, o almeno è quello che percepisco, mi chiedo se stia facendo la cosa giusta davvero per lei, per noi.

Purtroppo non siamo più due ragazzini, e nonostante io capisca che serva del tempo per assimilare il tutto, non so se possa essere davvero la soluzione giusta quella di aspettare di capire.

In questo "tempo", potrebbero entrare in gioco altre variabili per cui, anche se si capisse che era davvero la soluzione giusta restare insieme, magari ci si saremo già rimpiazzati con altro/altri.

Dall'ultimo incontro avuto, dove ho potuto parlarle, sono riuscito quanto meno ad ottenere il consenso, seppur con molta molta diffidenza, di provare ad andare da un terapista di coppia.

Lei ha acconsentito, ma temo che farà solo una seduta e poi scapperà via, perché mi ha detto che l'ho esaurita e che non ha più voglia di lottare, ne di mettersi da parte per me, ma di essere felice.

È giusto che lei sia felice, però sento che possiamo esserlo assieme, e che sarei il primo a non volere una famiglia basata sull'infelicità, un centro dell'insoddisfazione.

Sicuramente ho bisogno di curare alcuni miei aspetti, alcuni semplici e banali, altri da affrontare in maniera più approfondita.

Spero tanto di poter continuare la vita al suo fianco e di fare davvero tesoro dei miei errori.

Vorrei sapere un parere esterno per cercare di capire meglio quanto detto. Grazie mille
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