Amare e lasciare andare

Problemi di coppia e di relazione, tradimenti, separazioni, abbandoni spesso turbano la serenità e l’equilibrio emotivo di uomini e donne, generando sofferenza e rendendo il futuro un orizzonte incerto. Questo forum è dedicato a chiunque voglia condividere e confrontare esperienze, dubbi e riflessioni riguardanti le relazioni interpersonali e quelle amorose. Per capirne di più, ma anche per sentirsi ...meno soli

Moderatore: Dr.ssa Antonietta Albano

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Lala
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Amare e lasciare andare

Messaggio da Lala » 6 aprile 2009, 12:48

Mi serve solo qualche pacca su una spalla,un consiglio,un abbraccio virtuale che ne so.
Per la prima volta nella mia vita ho capito che vuol dire amare una persona.accettare tutti i difetti dell'altro,pensare sempre e comunque che sia lui quello giusto per te,nonostante i problemi avere fiducia nella vita, in te stessa, in lui, che tutto si risolverà. Sapere con lucidità che non stai credendo di amare per paura di rimanere sola, che non ti stai illudendo, perché ti rendi finalmente conto di volerti un po' di bene, anche grazie a lui; di essere guarita da tanti meccanismi malati come graffiarsi o tirarsi i capelli anche grazie all'amore hai capito che essere sereni è più bello che essere tristi e depressi.senza volerlo lui mi ha salvata, senza saperlo. e sì,è successo perché io ero pronta a cambiare e lui è stato "solo" il mio motore.Ma che accade quando ti rendi conto che tu invece non puoi far niente per salvare lui? che lui da troppo tempo è chiuso nel suo bozzolo, nel suo mondo, forse per paura di uscire, di aprirsi.Lui che non si apre neanche alla famiglia,che la prima volta dopo secoli ha pianto con te. che non riesce a vedere niente davanti a sè,soprattuto una famiglia dei figli. che se la fa sotto solo all'idea (mancanza di autostima?).Lui che si sente oppresso qualsiasi cosa gli si dica, che non riesce a stabilire un rapporto profondo manco con gli amici.
E io stanca di essere tenuta fuori dalla porta ho deciso di lasciarlo andare (sì, come i film, che palle :roll: )perché ho capito in un lampo che lui non è in grado di decidere nella vita e finché starò con lui in un modo o in un altro vedrà tutto come un'imposizione.Io voglio invece che sia lui a scegliermi per la sua vita.è appena entrato in analisi,anche se ce n'è voluto di tempo, graziaiddio.sono contenta ma non per me perché sono conscia che potrebbe anche capire di non volermi.sono contenta per lui.
:cry:
Ultima modifica di Lala il 6 aprile 2009, 13:56, modificato 1 volta in totale.
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Davide49
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Re: Amare e lasciare andare

Messaggio da Davide49 » 6 aprile 2009, 13:42

Lala ha scritto:Mi serve solo qualche pacca su una spalla,un consiglio,un abbraccio virtuale che ne so.
hai scritto una cosa piena di consapevolezza, coscienza di te, del tuo cammino e delle tue esigenze (il bisogno di essere scelta, non solo di scegliere), maturità senza narcisismi e spacconerie e capacità di determinazione (che consiglio darti in più?), coraggio da vendere e forza interiore(quale pacca su una spalla più forte di questa forza?) e anche desiderio di lui libero dalla possessività e invece tanto rispettoso della sua libertà.
questo è un punto d'arrivo
ed è anche un punto di partenza.
stai vivendo consapevomente.

non so se questo possa essere un abbraccio virtuale, ma pagherei oro per avere avuto io dentro di me tutto questo a 35 anni o giù di lì.
ciao

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Lala
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Messaggio da Lala » 6 aprile 2009, 13:52

Grazie Davide...
oggi mi fa piangere tutto.
sì,Davide,ho fatto tanti passi avanti,ma sono sempre sola (eh sì la paura ancora ce l'ho anche se riesco a ragionare con lucidità oggi, a scansarla per un attimo e accendere il cervello);non ho amiche degne ti tale nome, i miei.. non ne parliamo.. finalmente avevo trovato una luce nella mia vita..
e mi è stata portata via.Cos'altro devo fare per essere felice?Ognuno ha bisogno di stare con gli altri anche.E io voglio avere una famiglia,una persona da amare e che mi ami.

sono stufa :roll:
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LILLY

Re: Amare e lasciare andare

Messaggio da LILLY » 6 aprile 2009, 14:17

Lala ha scritto:Mi serve solo qualche pacca su una spalla,un consiglio,un abbraccio virtuale che ne so.
.
:cry:
Lala, un abbraccio fortissimo anche da parte mia. :oops:

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 6 aprile 2009, 14:29

Lala ha scritto: gnuno ha bisogno di stare con gli altri anche.E io voglio avere una famiglia,una persona da amare e che mi ami.
viviamo tempi non facili, in una società non facile per realizzare questa vocazione.
si parla sempre della crisi delle vocazioni dei preti, ma accidenti oggi è difficile anche questa vocazione, poter vivere una vita affettiva e familiare stabile. è così per milioni di persone che si sentono sole, e milioni di famiglie in crisi latente o palese. dobbiamo fare i conti con la mentalità corrente, le aspettative sempre altissime degli altri, e dunque anche nostre.
che dirti? io credo fermamente che la vita offra sempre delle sorprese quando meno te lo aspetti, e sono convinto che le offrirà anche a te. Ho toccato con mano (nella mia vita e in quella di molte persone che ho incontrato) che la vita ha dei lunghi cicli, che prima o poi finiscono, come se si fossero esauriti, e che spesso la vita per così dire ricomincia, non di rado verso i quaranta (direi specialmente per le donne). Con i quarant'anni iniziano gli anni migliori, secondo me.
Dalla crisi peggiore della mia vita, sono poi venuti gli anni più ricchi di esperienze e più consapevoli

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 6 aprile 2009, 14:35

comunque credo che ci sia una grande verità sotterranea nel titolo che hai messo a questa discussione.
è brutto essere abbandonati ma è doloroso e difficile anche lasciare andare, per amore, chi si ama, chi si è amato tanto, la persona che si sapeva essere quella vera, quella giusta per noi.
è un dolore vero.
forse qualcosa del genere lo vivono i genitori quando i figli se ne vanno... anche se sanno bene che è giusto e naturale così.
credo sia più difficile nel tuo caso.
"se il chicco di grano non muore..."
"nessuno ha un amore più grande di questo: chi dà la propria vita per gli altri..."

lala sentimi vicino in questo tuo momento di oggi. ciao

LILLY

Messaggio da LILLY » 6 aprile 2009, 14:46

Davide49 ha scritto:viviamo tempi non facili, in una società non facile per realizzare questa vocazione.
si parla sempre della crisi delle vocazioni dei preti, ma accidenti oggi è difficile anche questa vocazione, poter vivere una vita affettiva e familiare stabile. è così per milioni di persone che si sentono sole, e milioni di famiglie in crisi latente o palese. dobbiamo fare i conti con la mentalità corrente, le aspettative sempre altissime degli altri, e dunque anche nostre.
che dirti? io credo fermamente che la vita offra sempre delle sorprese quando meno te lo aspetti,
Ciao Lala, mi sento di confermarti essenzialmente le stesse parole scritte da Davide. La vita riserva sempre grandi sorprese, quando meno te lo aspetti. Ti posso assicurare che può cambiare da un momento all'altro e portarti grandi novità. Questo non te lo dico per consolarti, ma perché è una verità che sta sotto gli occhi di tutti. Ho visto cambiare tanta gente in meglio, negli ultimi tempi. Gente che magari era sola da anni, che si sentiva senza speranza, che alla soglia dei 40 anni anche di più, è riuscita a trasformare la propria vita e a realizzare tantissimi sogni che prima sembravano impossibili.

Tu hai fatto tanti cambiamenti negli ultimi anni. Sei molto maturata, hai fatto un lungo percorso e questo si vede bene anche dalle cose che scrivi, semplici e sempre molto precise.
Hai tutto il diritto di desiderare una famiglia, ma proprio perché è una vocazione difficile, messa a dura prova dalla società di oggi, forse è meglio aspettare la persona giusta, quella veramente in grado di condividere gioie e dolori, vittorie e sconfitte, salute e malattia, perché la vita matrimoniale è un viaggio affascinante, lungo, difficile, emozionante.
Ci sono i momenti belli e i momenti brutti. L'hai detto tu stessa che è come una piantina da annaffiare e io ti assicuro che è proprio così. Anche se c'è l'amore, se non ci si impegna giorno dopo giorno, non si può resistere a lungo ai forti "terremoti" (lasciatemi usare questo termine) che la vita a volte presenta, quando meno ce lo aspettiamo.

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sarina85
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Messaggio da sarina85 » 6 aprile 2009, 15:11

Sai Lala, credo che tu abbia fatto la cosa più giusta.
Per te quanto per lui.
Una scelta consapevole e matura.
Stare con una persona che non sa decidersi farebbe male principalmente a te, e non te lo meriti.
Forse un giorno starà meglio e tornerà. O forse no. Ma in tal caso amerai di nuovo, perchè sei capace di farlo. Un abbraccio grande

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Lala
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Messaggio da Lala » 6 aprile 2009, 15:37

Ringrazio tutti di cuore.è inutile dire che i passi del Vangelo che mi hai ricordato Davide mi hanno fatto commuovere enormemente.
Volevo precisare che io ho 27 anni,lui 36.
Il problema è che mentre le altre volte con le altre persone ho lasciato io con la convinzione che l'altro avesse qualcosa che non andava,
stavolta la situazione è incredibilmente più complessa.Io so che lui può guarire e sono sempre stata lì con le braccia tese, anche se ho sbagliato anche io tante volte con lui; e vedere che può fare delle cose, sapere esattamente cosa prova per alcune cose (ci sono assata anche io. Mentre per altre cose proprio non lo capisco :roll: ) e notare che resta lì immobile per la paura..mi fa rabbia. Ho un forte senso di ingiustizia dentro:io ho sofferto tanto, credevo di averlo trovato, che finalmente dopo un lungo percorso, come diceva Lilly, ero arrivata al giro di boa, alla luce, alla maturazione, alla serenità.e invece questa bomba...
sono arrabbiata anche perché penso che non sia giusto nei miei confronti.Io mi sono impegnata tanto, mi sono sforzata.. e questo è quello che ottengo? :?
certo,mi si può dire "ti serve comunque per la vita, ci hai comunque guadagnato tu a lungo andare" ma è una magra, magrissima consolazione. avevo tutto tra le mani e non mi è stato permesso di prenderlo ..


sto delirando :roll:
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doomgeneration
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Messaggio da doomgeneration » 6 aprile 2009, 15:48

Ciao lala, mi dispiace che tu stia così male!
Ma fondamentalmente qual era il problema tra voi due? Ho capito che c'era una incomunicabilità e lui non veniva incontro ai tuoi bisogni... Ma nel concreto cos'è che non andava? Cioè perché hai deciso di "lasciarlo andare" ? Non ci hai mai raccontato nulla della vostra storia (se non all'inizio, ancora 1 anno fa e più...) parlando di cose concrete.... se ti va potresti farlo ora, anche solo per sfogarti....

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 6 aprile 2009, 17:07

Lala ha scritto: Volevo precisare che io ho 27 anni,lui 36.
27 anni...!
la metà dei miei
a 27 anni la mia vita era appena cominciata
a 40 è cambiato tutto di nuovo
e anche dopo i 50 tante cose...
Lala.... una vita davanti....

hai maturità e consapevolezza da vendere e se hai fatto questa scelta, di certo è quella migliore.
riguardo al futuro, aspetta a fasciarti la testa, non è mai detto....

mi ha colpito la frase "non riesce a vedere niente davanti a sè,soprattuto una famiglia dei figli. che se la fa sotto solo all'idea".
sarebbe da valutare se davvero in lui non c'è una vocazione alla genitorialità, e non credo sia sempre facilissimo da valutare con sicurezza.
Ma se uno non si sente portato ad avere figli, bisogna prenderne atto. io dico sempre che per una donna che invece senta una forte vocazione alla maternità, a mio parere è assolutamente meglio non proseguire un "fidanzamento" con un uomo che non condivida questa vocazione, è una questione troppo importante. Ne ho viste di coppie sciogliersi (a mio parere inevitabilmente) sul fatto che uno voleva figli e l'altro no, ed è meglio staccarsi subito che cinque o dieci anni dopo, quando è molto, molto più doloroso.
Oppure se per lui è questione di tempo e un cammino da fare dentro di sè.

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Lala
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Messaggio da Lala » 6 aprile 2009, 21:53

io credo che sia più un cammino, DSavide, che potrebbe anche portarlo a scoprire che non è fatto epr queste cose, per carità.Ma lui adesso non sa niente.la sua chiusura nei confronti di tutto e tutti l'ha imprigionato in una nebbia che non gli fa vedere nulla,neanche le cose più stupide.cosa vorresti per te nel futuro?Non lo so, risponde, io non vedo niente davanti, non mi sono mai fatto progetti (nè famiglia,nè lavoro nè altro).e sono quasi certa che dietro ci sia una gran paura.Di più non so.

doom:no, non c'è incomunicabilità tra noi.anzi, ci capiamo bene.La cosa che si frappone tra noi è questa sua chiusura.Non so come chiamarla nè come spiegarla
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novembre
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Messaggio da novembre » 7 aprile 2009, 11:56

Hai fatto una scelta molto difficile e coraggiosa, e se hai preso questa decisione vuol dire che per te era la cosa più giusta da fare. Sei stata molto brava a riconoscere il limite e a fermarti.
Tu gli hai teso la mano e lo hai invitato a camminare accanto a te, ma per quanto tu possa amarlo, non è sano nè per lui nè per te che questo cammino si trasformi solo in una faticosissima salita in cui tu devi trascinarlo. Probabilmente lui non può affrontare questo viaggio, non è in grado, è troppo pieno di altro per potersi riempire di ciò che tu vuoi offrirgli.
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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Messaggio da Lala » 8 aprile 2009, 9:11

Vi ringrazio.

Per Pasqua mi sono andata a confessare,chiedendo anche una mano al sacerdote.Gli ho raccontato tutto come l'ho raccontato a voi e mi ha dato un consiglio provvidenziale direi, che il mio ragazzo ha accettato di buon grado (per via della sua formazione). Mi ha infatti di affiancare alla consulenza psicoterapica degli incontri che si tengono ad Assisi per fidanzati, per chiarire e comprendere meglio cos'è una relazione a 2, i sentimenti e il percorso. Facendo quindi una ricerca su questi corsi ho trovato dei documenti sui "nuclei di morte" nella coppia. e mi sono rispecchiata in questo che vi riporto qui sotto, adattissimo, credo, parzialmente, alla nostra storia.

6.2 Il rapporto non paritario.

E’ importante chiedersi sempre: “Il nostro è un rapporto paritario?”, perché non ci vuole niente a prevaricare l’uno sull’altro!
Le persone sono profondamente diverse le une dalle altre: generalmente la donna è un po’ più ben strutturata e può trovare un uomo un po’ più debole. Perché il rapporto vada bene, due persone si devono incontrare: se si sorreggono l’un l’altra entrambi crescono, ma se uno prevarica, il rapporto non funziona. Immagina nella tua mente la ruota di un carro, poi un asse e dall’altra parte la ruota di una bicicletta: come può funzionare un meccanismo del genere?
Tutti i rapporti umani devono essere paritari. Il Vangelo lo dice chiaramente: “Voi non chiamate padre nessuno sulla terra, il Padre è uno solo, quello del cielo. Voi non chiamate maestro nessuno sulla terra, il Maestro è uno solo, il Cristo. Voi siete tutti fratelli”.
Il fidanzamento (e ancor più il matrimonio) è la più bella e la più alta tra le relazioni umane, perciò il rapporto deve essere assolutamente paritario.
Spesso non ci facciamo caso, ma esistono delle differenze, ad esempio tra le nostre famiglie , le nostre tradizioni, culture, le esperienze passate, che condizionano le nostre personalità.
Pur dando per scontato un certo squilibrio, bisogna tenere sotto controllo questa realtà, altrimenti non si va avanti (pensa ad una ruota del carro grande e l’altra piccola!). Già vi accennavo alla ragazza che mi diceva di aver 8 motivi per non sposarsi con il suo ragazzo. Soltanto quando lei ha fatto il viaggio di Cristo in discesa, per andare a mettersi a livello paritario e spronare l’altro a farlo salire e crescere, il rapporto è rinato.
Il godere nell’essere più forte uccide il rapporto di coppia, purtroppo però esercitare il proprio potere su un’altra persona da un gusto incredibile e non ci si rende però conto che così la dinamica di coppia muore.
Per fare qualche esempio, è abbastanza frequente negli uomini una certa avversione al matrimonio, ma a ben vedere spesso questa è dovuta al fatto che sentono la donna quasi come una mamma e il sentirsi superati sotto tanti aspetti produce in loro un senso di inadeguatezza e insicurezza che distrugge i sentimenti
Pochi giorni fa è venuta una coppia sposata. Avevo individuato il male nella loro storia, che non sembrava avere un approdo dopo 10, 11, 12 anni, in attesa di chi sa che cosa. Quando lei ha preso coscienza del suo atteggiamento prevaricatore, ha fatto il cammino di Gesù Cristo e ha ceduto lo scettro di essere arbitro di tutte le situazioni, il rapporto è migliorato, lui si è incoraggiato, i sentimenti si sono rinvigoriti, e andare all’altare non è stato difficile. Non crediate che sia una cosa semplice: ci vuole molta attenzione per riuscire a mettersi l’uno di fronte all’alta e rendersi conto di ciò che affatica e fa morire l’amore.
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 8 aprile 2009, 11:29

Pur non condividendo assolutamente le premesse, e nonostante alcune semplificazioni generaliste, concordo con le conclusioni.

Credo anche io che il rapporto di coppia dovrebbe cercare di essere paritario, nel senso che ciascuno deve cercare, per quanto può, di contribuire alla coppia, impegnandosi sia negli aspetti pratici e concreti sia in quelli psicologici. Perchè quando una coppia "funziona" io credo che riesca ad essere maggiore della somma dei singoli.

Lala, ti auguro di cuore di riuscire a superare felicemente anche questo momento difficile.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

Facilitatore gruppo AMA "Sbilànciati!" su AMAEleusi (cercateci)

Guida Autorizzata Pagine Blu (ma non sono psicologo)

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