metafora del sesso maschile e femminile

Forum di confronto sulle strategie vincenti per le pari opportunità in amore. - Per conoscere in un confronto creativo il proprio ritmo e imparare a controllare le "aritmie maligne" -per condividere con altre donne l'anatomia del nostro modo di amare ed essere registe positive della vita affettiva. -per capire che amare non vuol dire accettazione totale per allontanare la paura di restare sole. -per scoprire che l'amore per l'altro è anche un'opportunità per amare meglio noi stesse. -per tutti gli uomini incuriositi dall'universo femminile

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Sergio67
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Post by Sergio67 »

sfigato wrote:Mi limito a vivere il presente.
E' la sola cosa che conta.
Su questo sono profondamente d'accordo.

Mi chiedo però se veramente riesci ad essere "qui ed ora", o se invece semplicemente "pensi" di esserci.
Non è la stessa cosa...
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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sincerità
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Post by sincerità »

Sergio67 wrote:se veramente riesci ad essere "qui ed ora", o se invece semplicemente "pensi" di esserci.
Non è la stessa cosa...
A me è capitato: pensare di vivere il presente, di accettarlo completamente per scoprire in seguito che proprio il fatto di non poterlo accettare mi faceva essere invisibilmente e inconsapevolmente "fuori di me". Adesso cerco di distinguere: so che c'è un presente che mi piace, e cerco di viverlo in pieno, ma anche un presente che non mi piace a cui compenso con sogni e progetti.
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sincerità
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Post by sincerità »

sfigato wrote: Il dolore come purificazione o come liberazione non è solo proprio della cultura cristiana, bensi anche di molte altre culture anche molto più antiche.
Fin dalla sua comparsa gli esseri umani hanno praticato riti di passaggio estremamente dolorosi, addirittura in certi casi erano vere e proprie torture per simboleggiare il passaggio dall'infanzia all'età adulta.
Mi ricordi il Marchese de Sade, quindi ti consiglio 11 minuti di Coelho :lol:

Scherzi a parte: non ho mai approfondito l'argomento filosofico del dolore come forma di purificazione e liberazione (1). Rispetto la sofferenza, anche perchè ti capita e te la devi gestire, ma non me l'andrei mai a cercare, salvo essere compresa in piccole dosi in uno scambio a tutto favore del bene.
So anch'io che non sempre si può fuggire il dolore (una volta ho voluto scappare così veloce che in realtà gli sono caduta proprio in braccio), ma se me lo trovo davanti per me è lotta e che vinca il migliore!

(1) Se mai dovesse capitarmi di leggere qualcosa in proposito, penso che ne prenderei l'utile (come appunto, se costretta, faccio dal dolore), ma senza timore di pensare che può anche trattarsi di un'antica cultura sbagliata!
Last edited by sincerità on 14 January 2010, 20:33, edited 1 time in total.
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sincerità
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Post by sincerità »

francesca wrote:Beh, sì, è uno dei sistemi che mi funzionano! :)

Ma, al solito, sto mandando il thread a giro per il "di tutto un po'". :wink:

ma tanto a noi che ce frega? L'importante è comunicare! :wink:
Niente di più piacevole che andar chiaccherando e, per una volta, senza il limite di un problema-forum da risolvere... :D
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sfigato
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Post by sfigato »

sincerità wrote:
(1) Se mai dovesse capitarmi di leggere qualcosa in proposito, penso che ne prenderei l'utile (come appunto, se costretta, faccio dal dolore), ma senza timore di pensare che può anche trattarsi di un'antica cultura sbagliata!
Non esistono culture sbagliate!
In ogni caso il dolore fa parte della nostra esistenza, non c'è verso e dobbiamo imparare a gestirlo, o lo si accetta e allora è un ottimo inizio per poterlo gestire, oppure possiamo lamentarci da tutti gli specialisti del mondo e non risolveremo mai nulla.
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