Poche parole, pochi sentimenti verbalizzati.

La crisi di coppia è un fenomeno diffuso, spesso caratterizzato dalla presenza di una comunicazione patologica e distruttiva. Per potersi evolvere la coppia ha bisogno di risolvere i fisiologici conflitti che si generano al suo interno. La normalità della vita sentimentale non è l'assenza di problemi ma la consapevolezza di poterli affrontare. Parliamone.

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Alessandra1974
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Iscritto il: 15 giugno 2008, 21:37

Poche parole, pochi sentimenti verbalizzati.

Messaggio da Alessandra1974 » 15 giugno 2008, 21:46

Ciao! :)
ho visto molti titoli simili al mio topic.
Sono innamorata da oltre un anno del mio uomo, che concretamente si da molto da fare per risolvere situazioni. Mesi fa gli parlai della necessità di sentirlo più vicino e lui raddoppiò attenzioni e telefonate.
Il problema terra terra è che non parliamo.
Mi spiego. Oltre la superficie non si va.
MI spiego meglio. Se con domande approfondisco il senso delle sue risposte ottengo un sorriso imbarazzato, una risposta scherzosa, un evitamento del discorso "si, sono un misantropo" detto quasi con orgoglio.
Un ti voglio bene non sollecitato non l'ho mai sentito dire, se gli parlo di cosa provo per lui e della nostra coppia apre il silenzio.

Lui versa in difficoltà lavorative, ma pure di queste non gradisce parlarne. Ho provato a modificare il mio modo di domandare, di chiedere, visto che veniva preso per 'terzo grado'.
So bene cosa NON vuole, questo si che si è premurato di spiegarmelo, dandomi i perché e i percome del caso.
Alla domanda del "perché non esterni quello che provi" risponde che lui dimostra il suo affetto con le azioni piuttosto che a parole. Alla domanda se pensa a un futuro con me è possibilista, ma sempre senza scendere in particolari, senza un'aspettativa condivisa con me.
Posso capire che se non si sistema col lavoro non ha spazio mentale per prendere iniziative, ma dal mio canto diventa scoraggiante non vedere segnali.
Insomma, così facendo mi manca tutto il lato progettuale della coppia.
Io sto scrivendo questo post non per sapere come faccio a farlo parlare (con una pistola alla tempia), ma con la speranza di sapere da chi ha più esperienza di me, o opinioni diverse, come piantare un seme per trovare un linguaggio comune. Ci sarà sicuramente una maniera.
E forse anche come interpretare questo silenzio, sebbene chi non parli credo non abbia molto da dire.
Ale

Twilight
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Messaggio da Twilight » 16 giugno 2008, 14:01

purtroppo se lui è così...non c'è proprio molto da fare..se non vuole venirti incontro o non ci riesce..o lo prendi così o niente..
per il discorso progettualità..beh..è anche solo un anno che state insieme..quindi credo sia normale che non si sbilanci..io poi sono dell'idea, proabilmente sbagliata per la maggior parte delle persone ma per me no, che sia inutile fare progetti a lungo termine,,,tanto può succedere qualsiasi cosa..io mi sono lasciata dopo 10 anni, se avessi progettato cosa sarebbe cambiato?! magari che sarei stata ancora più in trappola :) si fanno le cose volta per volta quando ce la si sente, progetti a breve termine, anche una convivenza per dire..ti va? ok si tenta, ma i per sempre promessi non esistono..quindi..inutile pensare a come passerete gli anni della pensione o a quando comprerete una casa insieme secondo me..meglio fare una cosa per volta,piccola magari, ma farla concretamente. se non dice niente forse non vuole, adesso per lo meno,,,
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Alessandra1974
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Messaggio da Alessandra1974 » 18 giugno 2008, 10:12

Cioa twi. Ho letto attentamente riflettuto.
E' vero che lo prendo così com'è oppure niente.
E' altrettanto vero che un quadro non diventa cerchio, resta quadro. Ma questo quadro posso arredarlo come meglio credo. Cioè qualche margine di azione c'è.
Credo che ogni problema sia da addebitare al 50% ad ognuna delle parti. Ecco, io sono qui e mi domando: oltre alla muta rassegnazione, visto e considerato che nella vita si cambia e si cresce, cosa posso fare io per farmi capire meglio e migliorare un pochino il mio quadro? Se vengo percepita come invasiva forse sbaglio metodo di comunicazione.
Non stravolgere lui, che è impossibile, ma piantare un seme, uno spunto di riflessione, dare un esempio.

Intravedo un grosso pericolo futuro. Quando capiterà un problema non voglio che si chiuda tutto in un silenzio.
Ecco, non so se mi sono spiegata bene, che raccontare una relazione in quattro righe è sempre riduttivo!

p.s.
arrendersi mai!

Twilight
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Messaggio da Twilight » 18 giugno 2008, 21:36

arrendersi quando la sofferenza che provi è più grande dei benefici che trai..altrimenti è un incaponirsi che diventa sterile e non te lo consiglio affatto credimi...è logorante...

lui non parla ma tu si, quindi senza cercare sempre di estorcergli le cose esponigli chiaramente il tuo problema, le tue paure..non puoi obbligarlo a cambiare, lui potrebbe smussarsi e venirti incontro
se non lo fa o non lo fa abbastanza devi decidere tu,perchè il pericolo di affrontare un problema senza parlare è concreto ed è anche grave..ho avuto un fidanzato che per 10 anni ha evitato il dialogo..alla fine lo evitavo io perchè c'erano talmente tante cose..in sospeso che se si fosse parlato avrei dovuto lasciarlo, dicevo il giusto,lui non capiva,e quindi mi stoppavo..
negli anni prima lui stava zitto o diceva io sono fatto così oppure basta sono stanco di parlare..
la storia è finita,ma almeno è finita a 31 anni, non vorrei che per te dovesse finire a 40, mica per niente,ma poi si ha sempre meno coraggio e il rischio di rassegnarsi a una vita frustrante piuttosto che niente è alto...
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