innamorarsi dell'impossibilità...

Perchè lui/lei non mi chiama? Perchè lui/lei sparisce da un giorno all’altro? Perchè instauro relazioni sentimentali con persone che finiscono sempre per rendermi infelice? Che cosa faccio di “sbagliato”? Perchè a volte, pur consapevole di stare con una persona che mi fa soffrire, non riesco a liberarmene? Esiste la “sfortuna” in amore? Perchè alcune persone sono “fortunate”? Uno spazio per riflettere sulle proprie esperienze d’amore, presenti e passate. Uno spazio per provare ad individuare all’interno di sè, del proprio vissuto, i motivi del fallimento delle proprie relazioni sentimentali.

Moderatori: Dr.ssa Cristina Spadoni, Dr.ssa M. Letizia Rotolo

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phelix
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innamorarsi dell'impossibilità...

Messaggio da phelix » 26 settembre 2008, 23:05

innamorarsi... ma è vero che quando ci struggiamo così tanto per qualcuno, magari appena conosciuto, ci innamoriamo sul serio? Forse dovremmo dare un altro nome a questo assurdo stato di "infermità mentale" in cui soffriamo enormemente perché sentiamo la malinconia di qualcosa che non succederà mai...
Io mi ritrovo per l'ennesima volta nella stessa situazione. Ho 37 anni, non sono nato ieri, ma il fascino del bello e impossibile (come diceva la Nannini... che aveva capito tutto..) continua ad essere il filo conduttore.
Si, lo ammetto, sono esteta, amo il bello, o l'oggettivamente sexy (che poi c'è chi avvale la teoria del non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace, che in parte mi trova d'accordo, ma vallo a spiegare tu agli ellenici, che con i loro "universali" canoni di bellezza hanno riempito migliaia di anni dopo i musei di tutto il mondo).
Quindi, già l'innamorarsi del bello vuol dire innamorarsi di un'idea? La bellezza è cosa effimera, lo sappiamo, svanisce. Wilde ben lo sapeva quando ha scritto Il ritratto di Dorian Grey...
Ma io posso farmi piacere qualcuno solo perché è bello dentro? Sarò spaventosamente superficiale, ma non mi è ancora "riuscito di riuscirci"...
Poi subentra il problema dell'impossibile, del contorto, del non facile.
Chi si innamora dello sposato, chi dello sbandato, chi del tossico, chi del puro ed emerito bastardo dentro, chi di chi oggi c'è e domani... boh?
Io mi sono innamorato in 10 minuti di un ragazzo conosciuto un mese fa. Dopo due ore in cui ci eravamo conosciuti non capivo più nulla. (1° fattore di cui sopra, bello mozzafiato). Poi, per magia, si presentano tutti gli ingredienti del 2° fattore, l'impossibilità o chiamiamola l'utopica, o flebile vah, possibilità. Viene fuori che il ragazzo in questione è in piena crisi esistenziale in quanto il suo ex si suicida dopo 2 gg essere stato lasciato (dal ragazzo di cui sopra appunto). Lutto ancora fresco quindi, problemi fino al collo, sensi di colpa e chi più ne ha più ne metta...
Viviamo anche in due città molto lontane per cui il 2° fattore diventa sempre più corposo...
Che faccio? Mi dileguo, non do neanche il mio numero, cerco di fuggire, scappare dall'inutile strazio che mi aspetta. La situazione contorta e problematica l'annuso al volo e per UNA volta trovo il coraggio di stare coi piedi per terra. So che è tutto troppo diabolicamente affascinante e DECIDO di non lasciarmi tentare. Voglio risparmiarmi una sofferenza.
Questo la sera stessa....
Ma il mattino dopo? Troppo tardi, il germe del fascino maledetto già si era insidiato, l'innamoramento è ufficiale! Quindi, google alla mano, lo rintraccio e lo contatto dopo qualche giorno..
Morale? Siamo rimasti in contatto sms e-mail per qualche giorno... Ma la cosa è ovviamente scemata, da parte sua certo.. un lutto da elaborare, una distanza di migliaia di kilometri... Che cavolo mi aspettavo...?
Ma a me non interessava, io volevo vivere e sbattere il muso contro l'impossibile, avevo bisogno di vivere il tutto di persona. La delusione, il rifiuto, il dolore e quant'altro...
Facile a dirsi... ma perché ti vai sempre ad innamorare delle persone (o situazioni, aggiungerei) sbagliate?
Me ne devo fare un senso di colpa? Non mi aiuta darmi dello stupido, del codardo o del superficiale. Chi l'ha provato sa quanto forte sia lo stato di infermità mentale (ed emotiva) che ti prende in quei momenti. Credo, tutto sommato, siano reazioni inconscie che vogliono colmare vuoti affettivi, ma che, paradossalmente in ultima analisi, li vanno solamente ad allargere...
Sigh!

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