E' un amore malato? o sono io malata?

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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maryl
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E' un amore malato? o sono io malata?

Messaggio da maryl » 27 gennaio 2006, 20:42

Ho tradito mio marito, sapete perché l’ho fatto?
Perché per anni e anni mi sono sentita dare della p……..a ,qualsiasi cosa io facessi, se mi cadeva un bicchiere e lo rompevo ero una cagna, non valevo nulla, ero una cretina, tutto ciò che facevo era sbagliato, incapace di fare tutto, anche di fare la madre, una madre di m….a , una donna di me…a, i miei figli non erano i suoi mi ha sempre detto che voleva la prova di paternità, poi sono due gocce d’acqua a lui, tutte queste frasi e non solo frasi dette davanti ai figli, liti violente ad ogni mio tentativo di ribellione fino alla violenza fisica, mi lanciava le cose dietro, insultava anche mia figlia con la stessa modalità, diceva di amarmi molto, lui dice che le sofferenze che ha passato lui lo hanno reso così, ad un certo punto ho pensato di essere veramente ciò che lui diceva che io fossi, in 20 anni di matrimonio non l ho mai tradito, ho solo cambiato comportamento mi sono distaccata, mi sentivo una prostituta , mi comprava regali costosi e poi voleva “mangiare “ (io dico fare l ‘amore) per lui era mangiare…mah… se rifiutavo venivo minacciata di essere messa a pane e ad acqua, il mio dovere era solo quello di accudire i miei figli la mia famiglia, agli altri diceva che ero la donna della sua vita che mi amava da morire, che io ero tutto per lui, alle volte mi insultava davanti agli altri, però diceva che mi amava, ha sempre detto che senza di me non avrebbe potuto vivere.
Mah…. Ho sempre accudito i miei figli giorno e notte, ho sempre messo davanti loro a me, loro sono la mia vita, ho cercato più volte di fargli capire quanto ci stesse facendo male, diceva che era colpa mia, che non lo capivo, lui ha sofferto la mancanza di un padre e la morte di sua madre a 18 anni, mi sono dedicata al suo lavoro, lo aiutavo nella contabilità, sposandomi mi ha fatto licenziare perché il mio stipendio era basso e che lui lavorando qualche sabato al mese avrebbe coperto il mio,alla mia possibilità di fare carriera nell’ambito lavorativo mi ha messo davanti una scelta” o il lavoro o lui”
Qualche anno fa mi sono chiesta ma valgo così poco? Faccio davvero tanto schifo? Sono davvero una nullità? Mi sentivo inadeguata in tutti i miei ruoli, lui era quello ordinato , preciso, bello, stimato, perfetto, buono, io ero la vipera, la iena, mi diceva spesso che gli facevo schifo, che poteva trovare di meglio, che ero una mantenuta, che vestivo da schifo, se mi vestivo bene poi mi diceva perché mi ero messa in tiro e per chi, diceva che non ero femminile, che ero grassa e di tutto e di più.
Mi ero confidata con una amica che pareva avesse avuto una situazione analoga alla mia, gli raccontai parte di ciò che mi accadeva, lei mi alimentava a godermi la vita, che lui era uno di quegli uomini che tradivano le mogli, che ero io a farmi schiacciare, che dovevo trovare qualcuno in grado di amarmi per ciò che meritavo,mi sentivo una fallita sempre di più.Conobbi una persona, una bella persona che si è innamorata di me, per quelle qualità di cui venivo disprezzata continuamente, per la mia capacità di fare quasi tutto, di essere una brava madre, di essere una bella donna, e tutte quelle cose che per anni non mi sono mai sentita dire.
un giorno confidai a questa mia amica che avevo una relazione, dopo pochi mesi mio marito mi disse che sapeva che avevo una relazione….seppi immediatamente da chi proveniva la fonte, anzi…altre cose non vere vennero fuori per screditarmi ancora di più. Beh alla fine mio marito e questa mia amica avevano una relazione, lei amica , suo figlio compagno del mio bambino, molto legati, mia figlia ha scoperto la relazione del padre, li ha visti insieme, i suoi amici le lo hanno detto, abbiamo amici in comune, lei ha detto tutto ciò che poteva fare per screditarmi, cose inventate, ingrandite, voleva un figlio da lui, lui che mi massacrò di botte, per una discussione per la separazione nella quale io chiedevo più soldi per gli alimenti, lui che si sente tradito, sta male perché dice che gli ho mancato di rispetto, che da me non se lo sarebbe mai aspettato…. Anche io non me lo sarei mai aspettato, lo amavo e lo amo tutt’ora, ma ne vale poi la pena? Ha distrutto mia figlia, lei in una lite con lui ha tentato il suicidio, mia figlia odia il padre, perché non si è mai interessato a lei, se non acquistandole regali costosi, il piccolo sta crescendo uguale, ma lui ha un adorazione nei confronti del padre, è una storia assurda , viviamo ancora insieme abbiamo voluto riprovare, lui dice di aver chiuso la sua relazione, sta raccontando tutto di lei, dagli atti sessuali a tutto ciò che hanno fatto insieme, dicendo ogni male su suo conto,
io resto dubbiosa , ma ho paura, lui dice di averlo fatto per vendetta, ma quale vendetta? Se la relazione era cominciata prima che lui sapesse. È anche vero che io mi ero allontanata da lui molto tempo prima, per una forma di protezione , temevo di essere sempre ferita, massacrata, avevo imparato a rispondergli a tono, rischiando di essere massacrata di botte, lo ha anche fatto ,poi si pentiva , piangeva, diceva che era sempre colpa mia, lui buttava benzina ed io accendevo il fuoco, mi chiedo come si può restare zitti davanti ad insulti e minacce a me ed ai miei figli, è stato un cocainomane, dicendo che la colpa era mia, io lo avevo allontanato, poi beveva per colpa mia, sempre e tutto per colpa degli altri, ma non potevo vivere senza di lui, è uno strano modo di amare, forse l ho amato troppo fino a rendermi conto di essermi annullata per lui, lui credo soffra di personalità narcisistica, lui attraverso noi cerca la stima degli altri per se stesso, infatti tutto ciò che fa per noi lo fa pesare, lo fa notare a tutti, infatti la gente ci ha sempre visto come la famiglia del mulino bianco…nessuno ha mai creduto che lui nell’ambito domestico potesse essere così. Ha anche ammesso, che per rabbia lui non risponde delle cose che dice, che ci ha ferito e che avrei dovuto andarmene non tradirlo,dice che è più grave il mio gesto di averlo tradito che il suo di averci maltrattato, che io gli ho mancato di rispetto, è vero ma lui???? Riconosce i suoi errori, quando gli dissi di andarsene mi ha minacciò di ucciderci tutti , perché lui senza di noi non poteva vivere.
Dice che sono pazza, dice che sono paranoica, falsa, che mi invento le cose, lui riesce benissimo a rigirare le frasi dette da lui, facendo ricadere su di me ogni colpa, forse sono io che sto impazzendo ci sto credendo, credo veramente di essere pazza, dice che sono una psicopatica, è vero….per accettare ancora lui nonostante ancora mi insulti, mi faccia pesare il mio tradimento, sapete una cosa? Mi sento in colpa verso di lui…forse davvero sono pazza. Sapete a 45 anni, senza lavoro, senza nulla, ricominciare da capo con una ragazzina distrutta da tutto ciò che ha visto, un bimbo di 7 anni che stravede per suo padre non è facile ricominciare da capo, tentare di fare la mamma come ho sempre fatto, sono sola, ho una madre invalida ora in casa di riposo, una sorella che vive lontano, vivo in una casa che detesto, potrei trasferirmi da mia madre, è di proprietà di mia madre ,più grande, ma chi mi da i soldi per sistemarla , visto che lui sta spendendo capitali per auto, abiti, e farsi bello? Sta sperperando tutto, in abbigliamento firmato, auto, sembra un invasato, mi fa regali costosi per dimostrarmi che lui vuole ricominciare, e poi mi insulta…. ma per cosa??????
Sono pazza perché io continuo a credergli, perché io ho fallito, Io ho fallito e so dove ho fallito, dovevo andarmene la prima volta che malmenò mia figlia (aveva 3 mesi) lei piangeva a lui dava fastidio, alla prima volta che ha messo in dubbio la mia gravidanza, le prime volte che mi insultava, li si che ho sbagliato, non a tradirlo, dico la verità quella persona mi ha regalato un sogno, il sogno di essere veramente amata!
Scusata lo sfogo ma sto molto male, ho anche pensato di farla finita, molte volte, ma non ho il coraggio di lasciare le persone che amo, ma non ce la faccio più, sono presa dai rimorsi, dai dubbi. Da un senso di vuoto, dal tradimento di una amica alla quale ho creduto, da lui che me la portava in casa, da lui che dice che io l ho deriso con questa amica, che ho l ho disprezzato con lei. E il disprezzo che ho ricevuto io davanti ai miei figli? Poi quale disprezzo ho raccontato ciò che accadeva in casa, lei mi raccontò la sua vita il suo matrimonio, erano confidenze, un raccontarci, era un tentativo di cercare una persona che mi capisse….che schifo di gente, che schifo….Ora vivo vedendo lei tutti i giorni, vive vivino a casa mia, frequenta le amicizie comuni, ha avuto il coraggio di accompagnare suo figlio al compleanno del mio…Ho ancora il sospetto , più che un sospetto è un istinto, che loro abbiano ancora una relazione, lui racconta tutto su di lei, la disprezza o finge di disprezzarla, per far si che di uscirne pulito, durante le vacanze estive mi malmenato brutalmente, non ho avuto il coraggio di denunciarlo, lui piangeva, lui mi chiedeva scusa, lui mi chiedeva di denunciarlo, diceva che voleva me. Che mi amava, che mi ama ma non si fida di me, io invece devo farlo di lui, non riesco a dare un taglio netto a tutto questo, sto ancora vedendo come tratta mia figlia, non le parla, la aggredisce, le urla dietro, la insulta, la accusa che lei è stata causa della nostra rottura, che lei è una rovina famiglie, come sempre accusa gli altri, io mi intrometto nelle liti per pacare , lui dice che non ho fatto altro che mettergliela contro, mia figlia non è stupida, è una ragazzina complicata e di questo mi sento in colpa, perché potevo evitare che le facesse tanto male.
Sto male, molto male, sto prendendo ansiolitici per evitare di aggredirlo ogni volta che rientra, se trova il frigo aperto non chiuso bene sono una deficiente, tutto questo accade solo e sempre davanti ai figli, se cerco di parlare mi dice stai zitta! Mio figlio ha iniziato anche lui a fare questo, mia figlia, era una ragazzina tranquilla, ora è litigiosa, ha avuto problemi con la droga, l ho scoperta io dopo pochi mesi, l ho aiutata ad uscirne, ho un bel dialogo con lei, un bel rapporto, lei crede in me, aiuto i miei figli nei compiti, nello studio, li porto dappertutto, cerco di fargli vivere quelle cose che dovrebbero vivere tutte le famiglie normali, il mio primo viaggio è stato l anno scorso con mia figlia a Barcellona, lui ci va con gli amici, io porto mio figlio a gardaland, lui va a perugia con gli amici, non siamo mai andati via, le vacanze al mare ho la casa di mia madre e sto la tre mesi, lui viene ad agosto e dice che si rompe, vuole andare in spagna con i suoi amici, la cosa più assurda è che dice di amare i suoi figli, la famiglia.Viviamo in 40 mq in 4 potevamo permetterci una casa, ma non ha fatto altro che spendere per cose inutili, regali vestiti , auto, hi fi, io la chiamo la casa tecnologica, casa???? Sembra una roulotte, il piccolo dorme con noi in sala nel divano, la camera è stata data a mia figlia mia figlia frequenta una scuola privata, è stata bocciata due volte, ha crisi d’ ansia, le ho anche io se è per questo, ho chiesto spesso di comprare una casa , ma lui teme il mutuo, però ha un guardaroba da nababbi. Ho spesso fatto presente lo spreco, mi ha risposto che lavora lui e che io devo solo tacere! Io amo quell’uomo anche se questo amore è semplicemente un amore malato

Sono stanca , sto ritoccando il fondo, ho voglia di farla finita, ma non ne ho il coraggio,

Scusate lo sfogo….

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Vale
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Messaggio da Vale » 29 gennaio 2006, 0:23

ma perchè non farla finita con lui?
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

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cara

Messaggio da allegra » 29 gennaio 2006, 12:06

cara maryl ti cosiglio di lascire tuo marito, ti ha fatto solo del male, una persona non può vivere solo nella paura, e poi ti consiglio ti rivolgerti a un psiocterapetua che ti può aiutare. ti mando un abbraccio eugenia

maryl
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ci sto provando

Messaggio da maryl » 1 febbraio 2006, 11:06

Grazie a tutte, ci sto provando, ma la strada è lunga, certo che tagliare di netto non sarà facile, mi assalgono angosce, dubbi, paure, il dover trasferirmi in una casa che non è la loro, il cambiare tutte le loro cose e abitudini, ma la cosa positiva è che avranno una casa dove ognuno di loro avrà i suoi spazi (ora vivo in 40mq), la maggiore è consapevole, anzi contenta che tra qualche mese non dovrà più confrontarsi con suo padre quotidianamente, il piccolo non vuole lasciare il padre ne questa casa, ma io e mia figlia abbiamo bisogno di allontnarci da qui, da ciò che lui per una vita dice che ha sudato per farci avere.Sarà dura a 45 anni trovare lavoro, ma qualcosa farò, per ora sto valutando dei preventivi per la sistemazione della casa, è una casa ormai vecchia con i mobili che cadono a pezzi, ma devo riuscire a fare tutto, lo devo a loro e a me stessa che per anni mi sono sentita dire di tutto compreso di non saper fare ne la madre ne altro, che sono un essere insignificante.Soffritò, sto già soffrendo ora e anche molto ma ormai non credo si possa ricucire molto con una persona che dice che sono pazza, malata di mente e molto di più, quando a parer mio è lui che ha bisogno di essere curato, avevo anche proposto una terapia di coppia, chiaramente lui ha risposto che non ne aveva bisogno, che lui è in grado di far impazzire qualsiasi psicoterapeuta ,perchè lui è sano, lui è una persona vera, leale, solo un po nervosa e non in grado di gestire l'ira....
Stamane sono serena, tranquilla ma non sempre è così sono ormai mesi che ho sbalzi d'umore, voglia di lasciare tutto compreso i figli a lui ma non perchè non li amo, ma pre far si che si renda conto la difficoltà che c'è nel gestire il tutto, la ragazzina è simile a lui, daltronde crescendo tendono ad assimilare il carattere più forte, loro insieme si scannano, il piccolo è dolce, coccolone, ma anche lui comincia ad avere dei problemi, quando lo rimprovero mi dice STAI ZITTA, inizia a comandare, a fare ciò che vede fare in casa.
Lui pretende che i miei figli mi portino rispetto....anzi si arrabbia moltissimo, quando lui è il primo a mancarci di rispetto,poi piange quando si accorge che ci ha fatto tanto male, dice che non accadrà più, ma è attegiamento tipico di certe persone,poi ricominciano, sapete la cosa più strana? dice di amarci!!!! poi per una semplice banalità che sempre si tramuta in discussione dice che faccio schifo, che sono un essere insignificante, una madre che non vale nulla, che complotto con mia figlia, ma quale complotto???? io con i miei figli ci parlo, l ho sempre fatto, scherzo, rido, litigo, faccio le romanzine quando è necessario.
Devo andaremene via di qui, voglio la mia famiglia, quella che con lui non ho mai avuto, una famiglia dove ci si rispetti, dove si facciano le cose quaotidiane insieme, dove si possa parlare a tavola, quelle piccole cose che ho visto ben poco e inanzitutto riprendere la stima verso me stessa , così anche i miei figli, sempre considerati da lui degli imbecilli.

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Donne che amano troppo

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 2 febbraio 2006, 14:52

Cara Maryl, cosa sta facendo? Ma soprattutto, perché? Che genitori ha avuto per imparare che “amare” qualcuno significa questo?! Sicuramente incisive sono le esperienze infantili implicite, ossia quelle di cui non siamo consapevoli. Spesso ci vengono proposte del tutto involontariamente e inconsciamente, e allo stesso modo noi interiorizziamo tali modelli relazionali, affettivi... La percezione che abbiamo di noi stesse, l'autostima, il valore che ci attribuiamo sono frutto di queste relazioni, di questi schemi infantili, che crescendo diventano parte integrante della nostra identità, e di cui solo in parte possiamo essere consapevoli. Il fatto appunto di sentirsi sempre "in dovere di sacrificarci", o di essere "debitori" anche quando, ci rendiamo conto che non avremmo nessun motivo per esserlo, trova appunto le sue origini in questa forma di "educazione", di rispecchiamento nelle relazioni con le figure principali della nostra storia.
Come vede lei si trova all’interno di una dinamica di “vittima” e “carnefice”, “padrone” e schiavo”.
Chi appartiene alla prima ipotesi, tenderà a "soffrire" di più, a patire per le delusioni che regolarmente incontra nel sacrificarsi "per gli altri". E' vero però che ha più "strumenti" di colui che si trova nell'altra. Facilmente il primo, grazie proprio alla sofferenza e alle maggiori capacità introspettive, sarà più consapevole e motivato quindi a spostarsi in una posizione più sana... a fare qualcosa per cambiare la sua condizione...
Chi invece si colloca nella seconda "categoria", soffrirà certo meno, in quanto spesso credono che il problema sia dell'altro. Il punto è che prima o poi queste persone, non possedendo capacità introspettive né tantomeno consapevolezza del problema, si troveranno in un deserto affettivo, spesso avanti con l'età (il che è ancora peggio), con sensazioni di vuoto e solitudine, completamente impotenti di fronte a qc che non riconoscono essere "loro". Spesso queste persone proprio perchè prive di consapevolezza, non accettano l'idea di avere un problema, e di conseguenza, quella di chiedere aiuto per risolvere la situazione. E' molto triste, e la prognosi per questa categoria è certamente più negativa rispetto alla prima.
Spesso si fanno sacrifici estremi in nome di valori importanti, confondendo però la realtà... tali sacrifici spesso vengono compiuti (e aggiungerei sono possibili) in virtù dei fantasmi che si creano a seguito di esperienze precoci di questo tipo. NON E’ DI AMORE CHE QUI STIAMO PARLANDO, NE’ PER QUEL CHE RIGUARDA LEI NE’TANTOMENO PER SUO MARITO.
Se ci sentiamo debitori, colpevoli, sbagliati, troppo bisognosi... per motivazioni interne, non potremo che fare altro che relazionarci con persone che guarda caso confermano questa nostra percezione. Pur essendo un equilibrio patologico è pur sempre un equilibrio, che ci sostiene nella nostra identità. Se noi ci riconosciamo solo quando siamo in quel modo, sottrarsi a quella situazione, al nostro "carnefice" di turno, ci terrorizzerà, ci farà vacillare e perdere il senso della nostra identità. Ed ecco che ci perdiamo sia nel rimanere lì in quel ruolo sacrificale sia nell'idea di sottrarci a quelle situazioni che ci fanno del male. I fantasmi ci assalgono spesso in forma di "razionalizzazioni": come farò? Farò troppo male alle persone che amo; sono cattiva, egoista... faccio male ai miei figli, perdo tutto...
C'è però una differenza sostanziale: nel rimanere lì VERAMENTE PERDIAMO NOI STESSE, NON ESISTIAMO se non in funzione di un altro dominante (il che equivale a non esistere!), SOFFRIAMO E REGOLARMENTE SAREMO DELUSE. Nel sottrarci invece, saremo sì assalite dai fantasmi terrorizzanti, ma in realtà essi sono tali! SOTTRARSI DA CHI O COSA CI FA SOFFRIRE NON PUo' MAI EQUIVALERE A FARE NOI DEL MALE, AD ESSERE CATTIVE, A DANNEGGIARE I FIGLI. Se qd la riempie d calci ingiustamente, si può essere cattivi o fare del male se ci sottraiamo a questi calci??
I figli hanno bisogno di GENITORI CHE ESISTANO, che QUINDI SIANO IN GRADO DI STARE BENE, DIFENDERSI, SODDISFARE I PROPRI BISOGNI... DI GENITORI in altre parole ADULTI, questo sì che gli sarà di aiuto. Paradossalmente li tutelerà, li renderà forti e sicuri, in grado di pensare al proprio bene a loro volta, di difendersi dalle ingiustizie... fornirà a loro il modello che, se siamo in questa situazione, purtroppo a noi è mancato.
Certo non è facile arrivare a sentire tutto ciò, ma con l'aiuto di uno psicoterapeuta le assicuro che è possibile. E finalmente cominciamo a vederci chiaro. Perché è questo che succede: questi schemi ci confondono completamente le idee, ribaltando del tutto la realtà. E succede così che chi è "vittima" diventa il "carnefice"... spesso "aiutati" da un partner che guarda caso funziona in modo complementare.

Siamo noi “quelle che in tutto ciò non esistiamo, FACCIAMO IN MODO DI NON ESISTERE…
Spesso queste donne sono cresciute con una figura genitoriale che le ha messe in quella posizione (inconsciamente e spesso in modo non chiaro per chi è all’interno di queste dinamiche). A volte potrebbe essere un padre (o una madre) per qualche motivo rifiutante o maltrattante o non sensibile alle esigenze della figlia (il che equivale a maltrattare) o che non corrisponde ai sentimenti o che appare irraggiungibile. Altre volte un genitore svalutante ecc. Non si può generalizzare in questo modo, occorre approfondire attraverso la terapia il motivo personale, specifico e quindi unico, per il quale ci sentiamo così, e per il quale finiamo sempre a ripetere in ogni relazione il nostro schema inconscio di cui gli altri sono solo complici.

E guardi che so bene di cosa sta parlando, so esattamente cosa sente…ma adesso mi ascolti attentamente.

Può fare solo una cosa per cominciare ad intravedere uno spiraglio: si rivolga immediatamente ad uno psicoterapeuta, di corsa. Forse con il suo aiuto riuscirà anche a decidersi di rivolgersi ad un avvocato che le garantirà, visti poi i terribili maltrattamenti (fisici, morali, economici) subiti sia da lei che dai suoi figli, un adeguata posizione economica. Può almeno cominciare ad informarsi da un avvocato, senza ovviamente mettere a conoscenza suo marito della cosa (provvederebbe sì a dissipare o far sparire tutto).

In questi casi, i ricatti economici sono gli strumenti più utilizzati per mantenere una posizione di potere e di dominio, infondendo nelle mogli e nei figli il terrore di non potersela cavare, nel momento in cui "il grande dispensatore di ogni bene e bontà" venisse a mancare. Ma questo NON E' MAI VERO!!!
Nessun giudice, e un avvocato esperto in materia glielo potrà confermare, lascerebbe una moglie e madre, sottoposta alle sue angherie e con due figli ancora economicamente dipendenti, in situazioni disagiate... Da questo punto di vista almeno la legge ci tutela molto! Se mai provasse seriamente a intraprendere un percorso che almeno la tutelasse dal punto di vista economico, dei beni, dei conti... si accorgerebbe che nella realtà la situazione sarebbe completamente capovolta...
Il punto è che finché si rimane nell'ottica di "vittime" in balia totale del nostro "carnefice", aderendo alla SUA VISIONE DELLE COSE, si resta convinte che non ci sia altra strada se non quella della rovina nostra e dei nostri figli...
Pian piano con l'aiuto di un bravo terapeuta e di un altrettanto bravo avvocato scoprirebbe che la realtà le sorriderebbe molto più a lei che a suo marito...
Quando il "carnefice" non ha più la sua "vittima", perchè questa si sottrae a quel ruolo, perde completamente il potere e si rivela in tutta la sua dipendenza: io credo cara Maryl, che suo marito da solo e senza i suoi figli, non durerebbe molto, e certo non sarebbe arrivato dove è ora; anche la posizione di dominio di cui gode, paradossalmente gliel'ha concessa lei (ovvio che lui si muove all'interno di quello schema), proprio "grazie" al modello a cui è stata sottoposta. Dal momento però che lei decidesse di non affidargliela più intraprendendo un percorso di "emancipazione da figure parentali interne, tanto schiaccianti, scoprirebbe che E' LUI L'ELEMENTO PIù BISOGNOSO DELLA COPPIA! Mi creda, so di cosa sto parlando
Dr.ssa Cristina Spadoni

maryl
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Messaggio da maryl » 3 febbraio 2006, 13:31

Gentilissima Dr.ssa Spadoni,
la ringrazio per avermi risposto, rispondo ad alcune domande, la prima è a cosa sto facendo: ho preso in considerazione di trasferirmi nella casa di mia madre ovvero la casa in cui io sono nata, non è molto distante da qui, è solo da sistemare è vecchiotta, da riarredare, ho già chiamato per farmi fare qualche preventivo. Perché lo faccio, perché questa casa è la sua casa (in affitto) ma è la casa in cui lui è nato e poi è piccolissima ed abitiamo vicino ai suoi parenti e a dir la verità è anche la mia voglia di cambiare tutto, una cosa mia, decisa da me dal colore dei muri a dove appendere un quadro, non ho mai avuto potere decisionale, è come se mi ricostruissi la mai vita andandomene.
I miei genitori, ha centrato il problema, parlo prima di mio padre, un uomo che si è sacrificato per la famiglia, per i figli, con mia madre erano sempre bisticci (non liti) lei tendenzialmente tende ad assomigliare a mio marito, screditava tutto e tutti, forse la meno colpita è stata mia sorella gemella, ho avuto una madre poco presente, se non per vestirci (lei faceva la sarta) e se le chiedevo di giocare con me aveva sempre mal di testa, però mi dava in mano ago e filo e mi diceva fai i vestiti per le bambole, oppure mi prendeva in cucina e mi insegnava a fare i raviolini, non mi seguiva a scuola,la cosa che faceva era mostrare le sue due belle bambine eleganti con i vestitini fatti da lei, (cosa che ha fatto ora con miei figli) quando portavo i miei figli a farle visita li portava a far vedere alle vicine , chiamava tutto il vicinato e poi tutto li, pretendeva di essere servita da me, dai miei figli, da mio padre, era principalmente mio padre a seguirci in tutto, ricordo che a lui ci preparava gli abiti da indossare la mattina, ci pettinava,giocava con noi, la sera ci raccontava le favole per farci addormentare, con lui potevi avere dialogo, io ero considerata da mia madre come la pestifera, perché accentravo la mia attenzione, perché ero una ribelle, perché mi sentivo poco amata da mia madre, mentre mia sorella era la per fettina, col passare degli anni mia sorella divenne anoressica, combinò dei guiai ma colpa ricadeva sempre su di me, i motivi ? perché ero io a portarla nelle cattive compagnie, mi sono sempre sentita responsabilizzata di tutto, anche il fatto dhe venivo descritta come bimba cattiva, Mio padre in tutto questo non diceva nulla, anzi diceva spesso a mia madre di tacere di smetterla, io con mio padre ho sempre avuto un bel rapporto, anche se è nella normalità bisticciare, ma era lui che mi aspettava la sera quando qualche volta da ragazzina uscivo e ci si faceva delle belle chiacchierate, mi confidavo con lui, ed è sempre stato così fino alla sua morte , poco prima della nascita del mio ultimogenito, infatti quando morì mi sentii totalmente persa, non più protetta, dovetti prendermi cura di tutto sin dall’inizio della sua malattia, ero incinta, mia sorella vive lontano, mia madre soffre di atassia cerebellare, e sono io a correre per tutti, preoccuparmi di tutto e tutti, se non lo faccio ho sensi di colpa, mi sento spesso rinfacciare da mio marito di prendermi troppa cura di mia madre, anche dei miei figli, se mi preoccupo per un amica , mi prendo troppo cura di lei, dice di farmi i fatti , insomma se faccio qualcosa per qualcuno sia per mia madre che per altri è dare attenzione agli altri e trascurare loro ,mia madre fino a poco tempo fa non ha mai smesso di considerarmi cattiva, perché la rimproveravo spesso per ciò che diceva della gente, per come la trattava, per come si autocommiserava. Questa è una piccola parte riassunta del mio modo di essere,ho molti sensi di colpa nei confronti di tutti, mi sento responsabile di tutto, e non è che lo sento lo sono, sono responsabile di non aver agito a tempo debito nei confronti di mio marito , denunciandolo, quando mi picchiava, quando picchiava mia figlia, quando mi insultava, minacciava, avrei salvaguardato mia figlia , alle volte mi chiedo se ciò che ho provato è amore per mio marito, ci sono dei momenti che lo ucciderei , dei momenti che resterei ore ad abbracciarlo, in casa è stato soprannominato Dr.Jakal e Mr Hide.
Concludo chiedendo se qualcuno ha un indirizzo a cui rivolgermi di un buon psicoterapeuta. Grazie di tutto

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Vale
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Messaggio da Vale » 3 febbraio 2006, 13:43

ciao, leggendo la tua infanzia e` la fotocopia della mia, stessa madre incapace di essere madre, stesso padre premuroso e affettuoso. ti voglio dire solo una cosa, anche io spesso mi preoccupo un po` troppo per le persone, amiche, ragazzo...e mi sento in colpa se non faccio qualcosa, penso sia perche` ci e` mancato amore materno e allora cerchiamo di essere "perfette" per meritarlo. il problema e`: non e` colpa nostra, e` che siam capitate in mano ad una persona non in grado di fare la madre...penso queste cose segnino, ma ad un certo punto...impara a fregartene!! impara a pensare a te, io ci sto pensando. e sto bene, e faccio di tutto per continuare a stare bene. mi sembra una buonissima idea andare via da tuo "marito"(per me marito implica persona che ti sta vicina a ti ama...cosa che quest`essere non fa!!) cerca di ritrovare te stessa, quella autentica e di stare bene,
un abbraccio
vale
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 7 febbraio 2006, 20:14

Cara Maryl, confermo quello che ho già scritto. Nel tuo caso è stata tua madre che probabilmente ha “massacrato” la percezione che hai di te stessa e ti ha fatto sentire (erroneamente) responsabile di tutto. Però, se veramente riuscirai a distaccarti da tuo “marito” (d’accordo con Vale anche in questo!) ti faccio i MIEI COMPLIMENTI per la forza che un passo del genere richiede, considerata ancor di più la tua età, la tua situazione e ancor di più le dinamiche interne che ti affliggono!
Per aiutarti ho bisogno di sapere in che città vivi… e comunque troverai dei nominativi di psicoterapeuti sul sito delle pagine Blu.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

maryl
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Messaggio da maryl » 8 febbraio 2006, 15:55

Vivo a MIlano, ho guardato nel sito ho trovato la Dr.ssa Moglio Elena che contatterò al più presto.
La ringrazio, spero di riuscire a farcela, però un giorno riesco a sentirmi leone, e un giorno coniglio, la forza di essere leone me la da mia figlia, purtroppo anche lei è devastata da tutto questo, ha bisogno di ritrovare se stessa, di serenità, sta preparando gli esami, e in questo ambiente è deconcentrata, nel vedermi star male, nel vedere che con suo padre nonostante le promesse non è cambiato nulla, le lo devo, avrò un altro problema che sarò il piccolo, lui vuole solo suo padre, in me vede l'educatore, quella con cui fa i compiti, quella che oltre al gioco gli fa compiere il proprio dovere, mentre nel padre vede (io lo chiamo Babbo Natale) quello che vuole ottiene e che in casa è quello che gioca con lui ( a pallone) quello che lo porta al parco a giocare mentre io magari sono impegnata nelle faccende domestiche e altro (accudire mia madre) anche se con me gioca molto, lui preferisce la figura maschile, lui sarà all'inizio un grosso problema, poi vedremo, valuto una cosa per volta, nel frattempo contatto la Dr.ssa Moglio, poi passo passo quando tornerò a galla sarò in grado di portare tutti a riva....

Grazie di cuore

Dr.ssa Cristina Spadoni
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TERAPEUTI A MILANO

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 14 febbraio 2006, 20:51

Cara Maryl, se lo desidera conosco delle brave psicoterapeute a Milano, poiché è nella sua città che mi sono specializzata. Credo che una brava psicoterapeuta potrà aiutarla anche a rimettere ordine nel rapporto con i suoi figli, rassicurandosi che, se c’è qualcuno che ha fatto del male in casa, quello è stato suo marito! Mi faccia sapere se desidera l’indirizzo, glielo trovo volentieri!
P.S. Si accerti sempre che siano psicoterapeuti specializzati e non solo psicologi.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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