perchè mi umilio cosi tanto?

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

hermi
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perchè mi umilio cosi tanto?

Messaggio da hermi » 20 marzo 2006, 10:30

Salve!
Ho svariati problemi di depressione , alcolismo e dca.

Sono in terapia da 10 anni, ma la mia voglia di parlare ed esprimere il mio malessere, non si esaurisce mai...Ho 28 anni
In amore ormai è un disastro.
Ho avuto due proposte di matrimonio in passato, ma sono sempre fuggita dagli uomini che potevano rendermi felice.
Sono 6 anni ormai che inseguo persone che non corrispondono i miei sentimenti, mi riduco a zerbino, col risultato di sentirmi puntualmente umiliata .
Trasformo tutto in battaglie.
Se vedo che mi sfuggono, invece di lasciar perdere ne faccio un trauma ossessivo.
Ho bisogno di conquistare la persona che desidero a tutti i costi e se cio' non accade, mi sento il mondo crollare addosso.
Purtroppo i risultati sono sempre devastanti..
Loro scappano e mi umiliano non rispondendo piu' a nessun contatto.
Ormai ho perso talmente tanta sicurezza in me stessa che ultimamente dopo l'ennesima storia tragica, non riesco piu' a parlare e ad esprimermi...balbetto.
Ma come si puo' arrivare a questo punto??!!eppure le storie normali potrei averle, di ragazzi che sono disposti a venirmi incontro ce ne sono, ma io continuo in questa lotta disperata, so che mi sto distruggendo, ma intanto non riesco a fare a meno di farlo, mi sento sicura negli sbagli anche se il prezzo che pago è pesante!
Avrei bisogno di consigli e pareri,
grazie a chi puo' rispondermi :cry:

Alisea
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Messaggio da Alisea » 20 marzo 2006, 15:44

Perchè non riesci ad amarti per come sei e per quello che sei .
Perchè chi ti sfugge lo vedi come un rifiuto verso la tua persone ed accettarlo è come dira ha ragione lui, sono una nullità.
Tutti abbiamo le nostre debolezze e le nostre fragilità nessuno è perfetto , ma questo non vuol dire che siamo sbagliati.
Avvolte i rapporti finiscono così come sono nati, senza una precisa motivazione e per quanto si possa soffrire c'è sempre una via d'uscita.
Non ti sei mai chiesta come facciano le persone a sopravvivere alla perdita di una persona cara, lo fanno e la loro sofferenza è infinita rispetto alla fine di un amore.
Dovresti fermati e provare a vedere quali siano i lati del tuo carattere che in qualche modo influiscono alla fine del rapporto.
Poi se ritieni che puoi limarli fallo, fare un passo indietro spesso significa farne dieci in avanti.
Ma se fanno parte della tuo essere e limarli sgnificherebbe cancellare una parte di te , allora tienili stretti .
Chi ha detto "meglio soli che male accompagnati" non l'aveva poi buttata troppo difuori .
Un bacio
non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te

hermi
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grazie

Messaggio da hermi » 20 marzo 2006, 16:46

per la risposta.
Credo sia proprio questo il problema, sono convinta che al vera me stessa non piace , ma è una convinzione basata sul nulla.
Sai, le tue parole mi fanno star bene, perchè contengono tolleranza, cio' che serve a me
:)

hermi
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per Alisea

Messaggio da hermi » 20 marzo 2006, 17:15

voglio aggiungere che anch'io ho perso mio padre da tre anni e ne ho sofferto tantissimo, continuo ancora a soffrire e credo che questa sarà un dolore implacabile....
Eppure, da quando è scomparso, mi sento peggiorata....

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 1 aprile 2006, 17:11

Cara Hermy, è possibile sì! E credo che dopo 10 anni di terapia, forse saprà anche il perché! Hai letto sul forum lo scambio con Maryl per es? (In solitudine, Aurora…). Sicuramente nel suo entourage familiare potrà intravede una figura che da sempre ha rappresentato per lei proprio questo schema di amore. Lei è ancora giovane e questo le permetterà di continuare a lavorare sui suoi problemi! Non demorda! Ha letto il libro, banale se vuole, “donne che amano troppo?”.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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salve

Messaggio da hermi » 2 aprile 2006, 15:06

dottoressa e grazie per la risposta.
Non ho mai letto quel libro, pero' l'ha fatto mia madre..non so perchè, non mi ha mai attirato....

Sarebbe cosi gentile da indicarmi il titolo del post?
Non riesco a trovarlo....

La ringrazio.
p.s. comunque, in questi dieci anni, non mi sono mai fermata e sono del tutto determinata a guardare le cose in positivo, io voglio guarire!

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 3 aprile 2006, 20:48

Cara hermy, forse non è casuale che l'abbia letto tua madre...
eccoti l'indirizzo dei post di mary http://argonauti.it/forum/viewtopic.php?t=1140 gli altri, come questo, li trovi leggendo nella colonna "autore" il nome (In solitudine, Milly, Claritadolce...). Fammi sapere!
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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grazie

Messaggio da hermi » 4 aprile 2006, 9:38

Dottoressa Spadoni, la ringrazio per le informazioni.
Ho letto il post di Maryl e mi ha molto toccata...sembra un po' il rapporto dei miei genitori...Certo, non si è giunto a quei livelli, ma mia madre ha sempre sofferto un enorme complesso di inferiorità nei confronti di mio padre.....

Lei si sentiva la mantenuta, quella che non valeva niente e che doveva agire da serva- zerbino nei suoi confronti...(Mio padre era un uomo molto forte, brillante e portava avanti un'azienda) Il lavoro era la sua vita... è scomparso tre anni fa
Si è sempre lamentata con me, piangendo fin da quando ero piccola...
Mi diceva che mio padre ci amava a fatti suoi e ci strumentalizzava per le sue forti ambizioni di successo.
Che mi aveva rinchiusa in un college in america a fare sport solo perchè attraverso me voleva realizzare un sogno che non era riuscito a raggiungere.....Che fin quando fossi stata perfetta rispondendo ad ogni sua esigenza, sarei stata degna di essere amata altrimenti no...
Sono cresciuta con enormi complessi...Ricordo ancora un episodio di quando ero bambina...
Lui, mi diede un bacio spontaneamente e io rimasi allibita da quel gesto! Mi dicevo: è mai possibile, papà mi ha baciata senza riserve...eppure non ho fatto niente ora di buono per meritarlo.

Oggi, sono ancora in dubbio e spesso mi chedo:mio padre mi amava davvero?
Spesso mi dico che infondo lui ha agito solo per il mio bene e grazie a lui oggi mi ritrovo a parlare quattro lingue straniere, ho avuto una bellissima vita ricca di esperienze, trofei sportivi e soddisfazioni, mi ha permesso di girare il mondo a soli 12 anni....era un grande uomo, forse mia madre si sentiva troppo inferiore a lui e ancora oggi si porta un grande complesso dietro che non riesce a superare...

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 7 aprile 2006, 18:18

Certo che suo padre l’ha amata a modo suo, anche sua madre! Questo non toglie il fatto che i nostri genitori possano essere condizionati nel rapporto che hanno con noi dai loro problemi, dalle loro caratteristiche di personalità e crearci grandi problemi. Credo che lei non abbia potuto che fare altro che idealizzare suo padre e identificarsi con una figura femminile “svalutata” e dipendente. I sintomi di cui lei parla sono infatti da inserirsi in quest’area e anche le relazioni strutturate a questo modo. Inseguire uomini che ci “torturano” (maltrattandoci, fuggendo o non amandoci o non dando ciò di cui abbiamo bisogno…) tradisce, inoltre, un bisogno di idealizzarli. Forse in maniera simile a quella che ha attuato obbligatoriamente con suo padre (idealizzato a sua volta da sua madre parrebbe). Certo suo padre le ha permesso di studiare, andare all’estero, ecc. ma credo che le sia mancato qualcosa di più profondo, qualcosa che da bambini solo attraverso la presenza di genitori caldi, affettuosi, vicini (emotivamente e non) possiamo creare. Ed ecco che ci ritroviamo involontariamente a inseguire uomini che ricalcano le orme dei nostri padri… Ma lei lo saprà meglio di me. Le mie sono solo generalizzazioni, non conoscendo minimamente la sua storia.
E’ grazie alla terapia che piano piano riusciamo a MIGLIORARE la nostra situazione. Credo che anche in questo caso, nonostante i periodi bui ci possano sempre essere, qualche miglioramento lei possa averlo visto… Tenga duro e vedrà!
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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Messaggio da hermi » 10 aprile 2006, 16:24

la ringrazio per la risposta...Le sue parole mi hanno colpita molto, perchè ha davvero centrato il problema...

Stamattina, quando sono andata dallo psicologo, ho cominciato a parlare di mio padre...Lui mi ha chiesto che cosa avrei essattamente voluto da lui....
Sono rimasta sorpresa di me stessa quando cominciando a parlare, mi sono fermata per un attimo e gli ho detto: mi ha dato tutto, davvero tutto cio' che volessi.....pero', se mi avesse fatto una carezza in piu' senza pretese, o solo se ci fossimo alzati insieme la mattina per preparare il caffè dicendoci un semplice buongiorno , con un abbraccio affettuoso e spontaneo , sarei stata la persona piu' felice del mondo.....Beh, mi sono stupita, perchè non riuscivo a trattenere il pianto e ancora ora mi sento troppo triste....piango e piango , non credevo che dentro di me ci fosse una sofferenza cosi....

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 12 aprile 2006, 17:01

Cara Hermi, bene! Molto bene! E’ ora forse di permettersi un po’ di più di sentire il vuoto e la sofferenza che il rapporto con suo padre le ha lasciato. La rabbia che può averle creato, la sofferenza , il vuoto appunto, sono sentimenti buoni, che chiunque avrebbe in una situazione del genere. Proprio per quanto invece avrebbe avuto bisogno di quell’affetto, quelle carezze e quelle braccia forti. Negare una tale sofferenza, se da un lato crediamo ci protegga, dall’altro fa sì che la rivolgiamo contro di noi, svalutandoci, deprimendoci e umiliandoci. Permetterci di riconoscerla, darle il giusto valore, esprimerla senza sentirci noi colpevoli di qualcosa che “abbiamo subito”, è la via per iniziare a fornirne una cura. E’ come se si permettesse lei di fare quello che avrebbero dovuto fare i suoi genitori quando era solo una bambina!
Continui così! Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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dottoressa

Messaggio da hermi » 12 aprile 2006, 17:08

la ringrazio per la risposta...Ho chiamato il mio terapeuta oggi , ci sono stata ieri, ma ho bisogno di lui.
Sono caduta in forte depressione da lunedi....quando abbiamo introdotto quel discorso e sto piangendo, mangiando, bevendo e cosi via...insomma sempre le solite cose...
Ho pensato che a questo punto ci sono davvero...SCEMA!
Continuo a farmi del male, nonostante sappia che i sistemi che adotto sono autodistruttivi...eppure non riesco a fare a meno di non compiere certi rituali quali: ubriacarmi di sera e fare tremila cretinate....
Non lo so, ma come ripeto o sono scema a questo punto, oppure ho dei problemi interiori irrisolti che mi spingono ad auto distruggermi....

Dr.ssa Cristina Spadoni
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dinamiche inconsce

Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 18 aprile 2006, 19:13

Certo che non è scema! Sono i suoi “Problemi interiori” come li chiama lei, che inconsciamente la spingono a riempire quei vuoti con un “cibo” sostitutivo, nell’idea erronea di trovare un immediato sollievo al dolore e non per “autodistruggersi”, anche se finiscono poi per farla star peggio. E’ importante lavorarci sopra, come vede, questo le dice che ha toccato un aspetto importante della sua sofferenza e che è indispensabile analizzarlo meglio. Si tenga stretta alle persone a cui vuole bene e che le vogliono bene. Pian piano andrà meglio.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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Messaggio da hermi » 18 aprile 2006, 19:58

la ringrazio per le sue risposte.
Oggi sono andata dal mio psicologo, ormai ho bisogno di lui piu' del (pane) e ho aumentato le sedute per parlare di mio padre e del dubbio del suo amore nei miei confronti che mi ha accompagnata per una vita intera...
Il mio dottore è molto entusiasta....dice che sto subendo una trasformazione interiore moltoo importante e che sono arrivata da sola a parlare del mio problema e a capirne il motivo di sofferenza tramutando la mia rabbia che nutrivo nei suoi confronti in nostalgia, affetto e flessibilità...
L'unica cosa è che non riesco a non piangere....
Spero che trovero' presto un equilibrio.....
La ringrazio ancora per la sua disponibilità!

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 19 aprile 2006, 18:26

Sono molto contenta di lei e per lei! Certo ora soffre, ma chi non lo farebbe nel riconoscere una tale mancanza! Il problema era maggiore nell’impossibilità di farlo… Vedrà!
A presto,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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