non so più che fare

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

Twilight
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non so più che fare

Messaggio da Twilight » 2 aprile 2006, 23:00

ciao a tutti, stasera ho deciso di scrivere la mia storia dopo una serata che mi ha lasciata con una sensazione bruttissima. sto male,mi viene da piangere,mi sento uno schifo di persona,e probabilmente lo sono...
devo iniziare dal principio questa mia storia,cercherò di essere sintetica.
sto con un ragazzo da 8 anni,una storia tra alti e bassi,cominciata decisamente dal basso. era un periodo in cui non volevo stare con nessuno, per l'ennesima volta avevo perso la testa per una persona che voleva solo amicizia da me,e dopo aver metabolizzato il tutto,nel corso di 2 anni, volevo stare sola, ma ho conosciuto il mio ragazzo. io mi sono subito innamorata di lui,ma lui per i primi due anni della relazione non era per niente preso da me, mi trattava senza rispetto,e io lottavo per ocnquistarlo,ho sofferto tantissimo, lui non voleva che lo chiamassi a casa, ci vedevamo 2 volte a settimana amici e partita di calcio permettendo, se gli chiedevo se mi volesse bene,mi rispondeva che non mi voleva male..cose del genere..non voleva presentarmi ai suoi amici e ovviamente a nessuno della sua famiglia,sembrava quasi si vergognasse di me..ma non capisco il motivo,sono carina intelligente simpatica,una brava ragazza, ed ero innamorata di lui, e ho sopportato tutto questo pur di non perderlo. finalmente dopo 2 anni lui si è convinto e si è lasciato andare. i primi tempi andavano bene,poi abbiamo iniziato ad avere discussioni,perchè lui era diventato geloso,o perchè non voleva mai fare cose che andavano a me,non aveva mai voglia di uscire,ecc,ma non avevo mai pensato di lasciarlo,perchè sebbene soffrissi per queste incompatibilità io volevo stare con lui. il quinto anno è stato molto stressante per lui,per lavoro, e litigavamo sempre,era diventato di una gelosia ossessiva,io non uscivo nemmmeno da sola per altro,dunque non aveva motivo per esserlo, era diventato un inferno e io mi sentivo in trappola,è arrivato a farmi scenate in mezzo alla strada perchè in discoteca mentre ballavo dei ragazzi mi hanno trovata carina e mi hanno avvicinata e io anzichè scappare ho sorriso, è arrivato a farmi scenate perchè al semaforo guardavo dentro la macchina vicina..non ce la facevo più. poi in questo periodo bruttissimo ho conosciuto un'altra persona,che mi piaceva,ma con cui non c'è stato niente, l'amicizia con questa persona è durata pochissimo,ma io mi sentivo in colpa,e nonostante il mio lui mi abbia cercato di lasciarmi 4 volte in un anno,io ero decisa a restarci insieme,o meglio,sapevo che forse era meglio lasciarsi,lo desideravo anche,ma arrivata al dunque cercavo sempre di convincerlo a stare con me...dopo l'amicizia con l'altra persona poi mi sono sentita in colpa credo, ma al momento ho pensato che fosse rinato qualcosa ed ero decisa a ricostruire la mia storia...ma le ossessioni sono continuate.. è passato dall'essere geloso al diventare ossessivo in discorsi come case,mutui,figli, che all'epoca a 26 anni,studiando ancora, io non mi sentivo di fare..ossessivo intendo proprio che non sapeva parlare di altro e se io gli dicevo che non era il momento per parlarne mi faceva sentire in colpa accusandomi di non amarlo,che a me non fregava niente,facendo la vittima..ha passato un mese a venire a casa mia tutte le sere senza parlarmi. logorante... a cicli si fissava su qualcosa. io non ho ancora finito di studiare,ho 30 anni,sono già frustrata di mio per questo,ho avuto altri problemi di depressione per altri motivi,e tutte queste vicissitudini,unite al fatto che per un lungo periodo ho lavorato, fanno di me ancora una studentessa. sto per laurearmi,faccio una facoltà scientifica,e il mio sogno sarebbe quello di provare a fare ricerca, per farlo mi dovrò spostare di sicuro un po' da casa. ecco..lui ha iniziato a fissarsi anche su questo,sul fatto che a me di lui non frega niente,che lui da qui non si muoverà mai perchè è casa sua,e che se me ne voglio andare sono egoista. che è giusto che io faccia la mia strada,ma che lui poverino ne va di mezzo...ma queste cose le sapeva da subito! io mi sento in colpa da morire..
ora arriviamo ai giorni nostri. un anno e mezzo fa la situazione era di relativa serenità,lui ha cambiato lavoro,non era più nervoso,e meno ossessivo, ma io ho conosciuto una persona,un'altra volta..mi ero ripromessa che non mi sarebbe mai più ricapitato,ho cercato di resistere,ma mi piaceva troppo, è stata una storia a distanza diciamo,ma ho veramente perso la testa per questo uomo, sposato purtroppo. lui diceva di essersi innamorato di me,ma che non avrebbe mai lasciato la moglie,ed io mi sono sentita che per stare con lui avrei potuto prendere decisioni importanti...se non fosse che questa persona si è rivelata essere un mitomane bugiardo,e io solo una stupida..ma ero così coinvolta...la storia è finita di recente,ed io sto ancora col mio ragazzo. e stasera lui mi ha parlato di matrimonio,non una proposta,solo chiaccherando, dicendo che è il suo sogno,perchè non ha niente altro da sognare nella sua vita, e io mi sono sentita così in colpa,così triste...non so più che cosa fare,se potessi scomparire in questo istante lo farei..
mi sento in colpa perchè il mio pensiero principale adesso è laurearmi,andare a cercarmi un bel lavoro,o un dottorato,e so che anche se lui adesso dice che è giusto così,non lo accetta e questo mi fa sentire uno schifo di persona...lui sogna di sposarsi e io appena accenna l'argomento vorrei scappare lontano,per molti versi siamo incompatibili,e mi ricordo bene la sensazione di oppressione di 3 o 4 anni fa,da quel momento credo che qualcosa si sia rotto dentro di me,è come se aspettassi il momento buono per lasciarlo,sempre,ma poi non lo voglio mai fare...gli rovinerei la vita e io non vorrei mai fargli del male,mai, e non riuscirei a immaginarmi senza di lui,dopo più di 8 anni,ma non riesco a immaginarmi nemmeno con lui, mi viene un senso di claustrofobia e panico a pensare al matrimonio, gli voglio tantissimo bene, farei di tutto per lui, ma non so se lo amo, e dopo aver perso la testa per un'altra persona devo dire che molto probabilmente non lo amo,ma non voglio che soffra a causa mia. mi sembra sempre di essere io a pretendere troppo, e ho paura di fare l'errore più grande della mia vita lasciandolo, di pentirmi,di accorgermi che lo amo,anche se poi razionalmente non credo che ci si possa innamorare di un altro se si ama la persona con cui si sta. ho paura non so cosa fare,non so come fare e poi sono sola. a me piace la solitudine,ma non la solitudine forzata. sono figlia unica, non ho più amici e amiche,non esco mai da sola,sono sempre a casa,non ho più una vita mia...e devo ammettere che a 30 anni mi fa paura tutto questo,ma mi fa paura anche una vita di frustrazione,ho paura che facendo un passo del genere mi pentirei ma non sarei in grado di tornare indietro. non so nemmeno cosa voglio,non ho più sogni a parte quello di laureaarmi e trovare qualcosa che mi piace da fare. spesso mi viene da piangere e penso che la vita non ha senso. mi sento una persona davvero pessima. sono senza coraggio, traditrice, e sento che sono immobile.
il fatto è che razionalmente so cosa sarebbe giusto,ma poi ho paura che non sia giusto davvero..è difficile da spiegare.
ho sempre avuto problemi di autostima,sono sempre stata timida,anchese negli ultimi anni ho lavorato su di me in questo senso,per cercare che sentirmi meglio con me stessa. so che a mio papà il mio ragazzo non è mai piaciuto tanto,perchè lui è un operaio e io sarò una dottoressa, ma a me non è mai importato questo, lui è intelligente,anche se non ha interessi culturali di nessun tipo. mia madre dice che non è la persona per me,ma che sono una debole e che me lo sposerò e che finirò come lei,a zerbino perchè sono vigliacca,e mentre lo dice ride,e io mi sento malissimo,mi sento rabbia dentro. ripeto,se potessi scomparire all'istante lo farei...
vi prego datemi un cosiglio, sto davvero male, ultimamente continuo a piangere. poi a questo si è sommata la fine (decisa da me) della storia col mitomane bugiardo.. e sono frustrata per l'università..mi sento immobile.

credo di essere stata piuttosto ripetitiva e per niente sintetica, chiedo scusa. rispondetemi se potete.
grazie per l'attenzione

Twilight
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Messaggio da Twilight » 3 aprile 2006, 0:26

vorrei aggiungere qualcosa. stavo leggendo le altre discussioni e mi sono ritrovata nelle perole di alcune ragazze. lo schema è sempre lo stesso, mi dispero dietro apersona che non mi vogliono o che sono sibilline,o, come nella mia "storia" parallela dell'ultimo anno dicono di essere innamorate ma di non potere. e mi dispero, mi sento innamorata, così come è successo con il mio ragazzo all'inizio, sogno il futuro,una storia perfetta, sogno di conquistare la persona in questione, ma poi se riuscissi a conquistarla mi interesserebbe ancora? a volte penso di essere incapace di amare...non mi sono mai interessate le persone innamorate di me...
sento di non voler pensare a un nuovo amore,a una famiglia a dei figli, non lo sento come un mio desiderio, ma non riesco a capire allora perchè inseguo questi grandi "amori" impossibili,credendo che siano sempre quelli ideali,e ho paura che non riuscirò mai ad amare qualcuno che mi ama e che non mi rende la vita complicata e ad esserne soddisfatta,a non chiedere altro,a non chiedere altre emozioni. il fatto è che combattere per avere qualcosa di non scontato mi piace alla fine...anche con questo uomo sposato, io davvero avrei preso decisioni importanti per lui,ma se lui mi avesse voluta poi io sare stata contenta di questo? sono incapace di amare davvero?
ho imparato ad apprezzarmi fisicamente,dal punto di vista intellettivo ho fiducia in me,so che posso fare quello che desidero, ma non so se lo credo sul serio in realtà.
leggevo che impariamo ad amare in base agli esempi che abbiamo in famiglia,allora forse capisco perchè mi comporto così. mia madre come ho scritto prima è sempre stata sottomessa, ha avuto una importanza pari a zero nella relazione con mio padre, il capofamiglia, che faceva quello che voleva,senza farci mancare niente, ma senza davvero amare sua moglie credo.. è una specie di situazione analoga alle mie. e io pur volendo fuggire da questo tipo di relazioni razionalmente,forse inconsciamente mi ci infilo da sola. e rifiuto l'idea di matrimonio e figli,razionalmente,perchè mia madre mi ha "insegnato" che pur desiderandomi tantissimo la mia nascita è equivalsa al suo stare sempre a casa a curarmi,non uscire più,non divertirsi più e pensare solo a me,quindi vedo i figli un po' come un "impedimento". poi quando mi ritrovo a fantasticare su queste storie impossibili,col mio ragazzo all'inizio,e perfino con questa ultima presenza, vedo sempre una coppia sposata felice,e l'idea di un figlio non mi sembra così orrenda.
mi sta andando in tilt il cervello stasera.
credo di avere molti problemi,e non so se riuscirò mai a risolverli. non ho la possibilità economica per uno psicoterapeuta.ma da sola è impossibile...

cleo
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rifletti

Messaggio da cleo » 3 aprile 2006, 0:54

ciao,io penso ke adesso ti devi concentrare su quello in cui tieni di piu',cioe'laurearti erealizzare cio' per cui in questi anni hai faticatonon fermarti per nulla al mondo(te lo dice una ke lo ha fatto e se ne pente)per l'amore prenditi ancora un po' di tempo una cosa per volta cerca di capire se il tuo e' davvero amore e se anke lui ti ama davvero,amore pero' non e' possesso!ho qualke anno piu' di te e vorrei dirti ke forse i tui hanno ragione nel pensare ke fra voi dui ci sia troppo divario prova a vedere le cose unpo' piu' avanti nel tempo....scusami forse con queste parole non ti ho aiutata il fatto e' ke sarebbe un grande peccato se per questa persona tu dovessi rinunciare ad altro nella vita un grosso in bocca al lupo ..... :lol: :lol: :lol:

Twilight
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Messaggio da Twilight » 3 aprile 2006, 1:18

anche io mi ripeto ogni giorno che prima di tutto adesso devo pensare a laurearmi e a fare la mia strada,ma poi capitano questi episodi e mi sento morire..mi sento in colpa,mi sento male,e mi sembra solo di stare rimandando una decisione che però non mi sento di prendere..
volgio affrontare una cosa alla volta,ma certi giorni mi sento molto tormentata. so di essere stata scorretta nei suoi confronti tra l'altro. mi sento in colpa anche a pensare di lasciarlo figurati..ma..
e come faccio a capire se lo amo..penso che se lo amassi lo saprei e basta,e poi non avrei perso la testa per un altro..
ma poi ho sempre paura di sbagliare...
uff..

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Vale
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Messaggio da Vale » 3 aprile 2006, 10:44

ciao twilight, penso che in amore non ci debbano essere obblighi, penso che tu ti debba sentire libera di percorrere la tua strada, e se il tuo compagno ti ama sara` felice di tutto quello che realizzerai senza farti sentire in colpa.

la vita e` la TUA e puoi deciderne solo tu, fai la cosa che ti farebbe sentire piu` serena, piu` tranquilla, e non che ti porti alla sofferenza eterna;certi consigli sono scontati...come lascialo, non ti rende felice. mi rendo conto che e` difficilissimo, ma penso la risposta sia gia` dentro di te.
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 7 aprile 2006, 19:09

Cara Twilight, hai letto le mie risposte per Maryl, Aurora, Claritadolce e da poco a Lucente? Lo faccia.
Sono convinta che quello che potrebbe aiutarla realmente è rivolgersi ad uno psicoterapeuta, magari chiedendo l’aiuto dei suoi, come abbiamo fatto in molti all’inizio, è loro dovere aiutare una figlia che soffre e che si trova incastrata in una situazione senza uscita. Certo lo schema che ripete è quello familiare…Lei si sente in colpa, senza coraggio, timorosa di fare del male ad un “uomo” che non le ha risparmiato “torture” di ogni tipo… Si sente di fargli del male lasciandolo… ma io le chiedo in questo modo gli fa del bene? Intendo dire, stando così male lei, subendo le sue “nevrosi” e ossessioni, crede di aiutarlo? O di risparmiargli qualcosa? E SOPRATTUTTO LEI DOVE FINISCE IN TUTTO QUESTO? Credo che l’unico modo per aiutarlo realmente e per aiutare se stessa a realizzarsi come persona e come donna, è quella di prendersi finalmente cura di questo problema e rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Rimanendo lì e subendo queste cose da lui, tra l’altro, non fa altro che alimentare le sue parti patologiche. Non vorrà dare ragione a sua madre spero?? Solo perché le ha insegnato che quella è la vita, che quello è l’amore, non vuole certo dire che abbia ragione. Certo è ovvio e naturale che lei si sia inconsciamente identificata con lei, ma non è tanto scontato che questo sia l’unico modo in cui lei potrà vivere! Ha solo 30 anni! Le sembra amore quello? Chiedo anche a lei: ha letto “Donne che amano troppo”?
Vedrà che una terapia non sarà tanto costosa, le persone non considerano quanto spendono in realtà proprio a causa dei malesseri e delle malattie che sviluppano, quante risorse, possibilità e potenzialità perdono a causa di queste. I miei pazienti, in età lavorativa, quando cominciano a liberare, grazie alla psicoterapia psicanalitica, le loro risorse e le loro potenzialità, cominciano a migliorare la loro situazione lavorativa, migliorando spesso anche i guadagni. Lei si deve laureare e dovrà presto approcciarsi al mondo del lavoro, ora tanto difficile, non crede che affrontare un tale cambiamento con una bassa stima di sé, con l’umore basso, con dinamiche che ci conducono a farci “maltrattare” o “sfruttare” e tutto quello che ne consegue, le creerà problemi? Credo che vada dato il giusto valore ai sintomi che il nostro corpo e la nostra mente ci regala. Servono a comunicarci che qualcosa non va e che quindi va modificato.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

Twilight
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Messaggio da Twilight » 18 aprile 2006, 0:30

buonasera,grazie per le risposte. non ho scritto prima perchè avevo degli impegni universitari. fortunatamente non tutti i giorni sto così! :)
ci sono parecchie cose che vorrei dire,ma non so da dove partire e non so se so dirle.
vorrei dire che io so perfettamente che ho molte potenzialità, ho fiducia in realtà delle mie potenzialità in campo professionale e in campo scolastico, ma anche per le altre cose,so che se voglio so fare molto e molto bene. ho svolto la mia tesi presso un laboratorio della comunità europea, ed è stato uno dei periodi migliori per me, mi sono sentita molto bene perchè finalmente ero giustamente apprezzata per quello che riuscivo a fare, da persone di un certo spessore,ricercatori di cambridge e di altre università importanti di europa, era molto appagante. anche dal punto di vista scolastico,anche se mi sento frustrata per il tempo che ci sto impiegando,so di non essere arrivata a quasi 30 ancora da studentessa per scarse capacità,ma per altri motivi,tra cui depressioni abbastanza pesanti. ho fiducia in me da questo punto di vista. so anche di essere una persona abbastanza simpatica, una ragazza carina,ma mi sento così non so come dire,mi sento così in una dimensione in cui il mio ragazzo non c'è,con le persone che lui non conosce,negli ambienti che lui non frequenta. non mi sento inferiore alle altre persone,ho vinto da sola una timidezza disarmante,o almeno,adesso mi faccio molti meno problemi a relazionarmi con le altre persone. il fatto è che quando sto con lui io ho dei sensi di colpa,per le cose che penso,per i miei desideri, a volte penso a cosa dire,in passato soprattutto mi sentivo come "castrata". adesso è come se lui si fosse quasi rassegnato,anche se ogni tanto ha le sue uscite infelici,o gli piglia ancora qualche fissazione che dura meno tempo,magari una serata o due. e io ho dei forti sensi di colpa anche per questo,perchè se adesso lui non si lamenta più di tanto,io so che non lo fa per non litigare o non discutere,e non perchè davvero capisce o accetta. anche se lo accettasse devo dire che ora come ora io avrei sempre la sensazione che non sia vero,che non sia così. ho passato tantissima frustrazione negli scorsi anni,che oggi,anche se lui sembra un po' diverso,io ho dei sensi di colpa a dare il mio numero di telefono,ho sensi di colpa a mettermi d'accordo con qualche amica per uscire, ho sensi di colpa a pensare al dopo laurea,a pensare che preferirei al limite convivere che sposarmi e lui no,ho sensi di colpa a pensare che ora come ora non penso proprio lontanamente a una maternità...l'altro giorno chiaccherando gli stavo dicendo che se non ci fosse stato lui in questi anni io sarei uscita sicuramente meno la sera,e lui mi ha detto che sono cattiva!!! ha pensato che io avessi detto questo intendendo dire che sto con lui solo per uscire la sera...ma si può?
ho paura che lui accetti tutte queste diversità che prima detestava solo per paura di restare solo, a volte in passato mi ha detto che se io lo avessi lascito lui poi come avrebbe fatto a trovarsi un 'altra a tot anni...è triste questa cosa,anche perchè essendo coetanei i problemi al limite li potrei avere io,non lui che è un uomo e può prendersi anche una di 20 anni... temo questo perchè so che le persone non cambiano,non così tanto,e non nel giro di 2 o 3 anni,non su tutti quei fronti,è come se si rassegnasse pur di sistemarsi,anche se sento che mi vuole bene,ma mi dice che mi ama da 2 anni massimo..su 8 anni direi che non c'è male..
il fatto è che poi a volte esce col dirmi certe cose che io peserei 100 volte prima di dirgliele,per non ferirlo,tipo che io sono maleducata egoista inaffidabile ecc ma allora mi chiedo perchè sta con me se pensa questo.
poi ci sono tutti gli altri giorni,che sono la maggior parte alla fine,in cui non parliamo di cose importanti o delle varie fisse su case figli matrimoni ecc,e andiamo d'accordo,ridiamo,ci divertiamo,stiamo bene. ma io ho sempre quella sensazione di fondo che tempo non se ne andrà mai,residuo di anni. per questo no so non riesco a capire. mi dico che non è amore,perchè ripeto,non avrei trovato niente al di fuori se lo fosse, ma poi sempre temo di sbagliare,non mi sento pronta a non vederlo mai più,a non sentirlo mai più,a prendermi tutta la responsabilità e la colpa,a sentirmi dire parole taglienti,come sempre quando litighiamo "forte",non mi sento pronta a dare spiegazioni a nessuno,e ho sempre paura che i miei motivi non siano sufficienti. poi certo,anche io ho qualche problema a pensare di restare da sola, perchè sono certa che resterei sola,non avendo più amicizie. non uscirei mai,non conoscerei nessuno.avrei una vita sociale pari a zero e questa cosa un po' mi spaventa.
ci sdarebbero tante altre cose da dire,ma non mi vengono,e quelle che ho detto le ho dette in ordine sparso..
speriamo che riusciate a capire lo stesso.
vorrei ringraziare la dottoressa che è gentile e disponibile :)
spero che abbiate passato un'ottima pasqua

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Messaggio da Vale » 18 aprile 2006, 16:43

ciao twilight, ma perchè c'è sempre(o meglio in questo forum) la leggo molto frequentemente, la paura di restare "soli".

noi siamo sempre soli. sempre, che stiamo o no con qualcuno, che abbiamo amici o meno, che i nostri genitori ci amino o no...noi SIAMO di fatto SOLI.

non è affatto una cosa negativa, nè lo dico per pessimismo-in questo momento non potrei esserlo, sto benissimo , ho un fidanzato adorabile, un nuovo lavoro stabile, la famiglia che amo...-. è per dire che noi possiamo solitamente contare sempre e solo su noi stessi, come quando dobbiam prendere una decisione, ok, magari ci consigliano, ma solo noi possiamo decidere, siamo noi i fautori delle nostre vite...
io so comunque di essere sola.è vero posso avere molte eprsone intorno, ma posso decidere solo io...

non so se sono riuscita a spiegarmi, perdonami a volte non riesco ad essere per nulla chiara :)
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
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Messaggio da Twilight » 18 aprile 2006, 17:27

vale, lo so che siamo sempre soli, sono del tuo pensiero in toto, ma un conto è la solitudine scelta o cmq essere consaevoli che gli unici che ci accompagneranno fino alla fine siamo noi stessi,e un conto è essere materialmente soli.
io non ho fratelli o sorelle, parecchi parenti ma con cui non ho rapporti molto profondi. i miei genitori non sono giovanissimi,mio padre ha quasi 70 anni e mia madre ne ha più di 60. non ho amicizie. ho appena concluso,appena,,,insomma da un anno, un'amicizia che durava da 20 anni,perchè la mia amica, ossessionata sul serio dalla paura di restare zitella,si è trovata un fidanzato e tra 2 settimane si sposa e mi ha letteralmente scaricata,evidentemente parte dell'amicizia che provava per me era dovuta alla necessià,al contrario della mia. altre amicizie non ne ho,le ho perse tutte negli anni di fidanzamento perchè lui non voleva mai uscire con nessuno,se non forzatamente con questa mia amica.
capisci cosa intendo per sola? sola che nessuno ti telefona,che non esci mai, che se hai voglia di parlare con qualcuno e confidarti scrivi su un quaderno o parli con la mamma.
a me piace avere molto spazio per me, ma non mi piace essere obbligata a questo. io non ho paura di restare zitella :) non mi importa,piuttosto che una storia frustrante meglio nessuna storia,per carità, ma affrontare tutto senza un amico non è facile. anche solo voler uscire una sera e non farlo perchè non sai con chi andare o chi chiamare...
poi per il resto sono d'accordo con te.
il fatto è che serve ancora più coraggio per spiccare il doveroso salto,perchè non ci sarà nessuno che ti aiuterà a medicarti le ferite..

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Messaggio da Vale » 18 aprile 2006, 17:39

per la prima parte sono nella tua stessa situazione- o meglio ero quando finì con il mio ex-

ho avuto vicine le amiche, questo è vero, è un in più notevole quando si finisce qualcosa, però sai, scusami se mi permetto, ma mi risulta sempre difficile accettare questi ragionamenti da una ventenne/trentenne. insomma...c'è tutta la vita davanti.
non so esattamente quanti anni hai, ma di sicuro non 50 o 60...ecco a quell'età capirei...l'abitudine, la paura di restare soli se si lascia la moglie o il marito considerando magari che si è anche malati...si vuol più una compagnia...o se vogliamo essere crudi a volte una balia!!
ma prima NO!! prima si ha tutto ancora da dare, tante carte da giocare...

non è facile farsi amicizie...ma perchè no?
non è facile trovare l'uomo giusto...ma perchè no?

la vita è una bella passeggiata -o corsa :) dipende da come la si prende- sta a te scegliere il paesaggio e dove vuoi andare, sei all'inizio.
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
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Twilight
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Messaggio da Twilight » 18 aprile 2006, 17:50

sì,ho 30 anni.
razionalmente so benissimo che hai ragione.
io posso parlare e socializzare con 100 persone,ma fare amicizia davvero non è facile o banale per me. sarò forse troppo selettiva,o magari è perchè in amicizia l'ho sempre presa in quel posto,perchè io do tutto al 100% e ricevo sempre meno, sono una fessacchiotta che spesso viene usata,o a cui viene data poca importanza. nonostante questo ho sempre continuato a dare fiducia alle persone. sono più prudente però. quando do fiducia la do al 100% ma altrimenti non ho molte vie di mezzo, o ho rapporti profondi,o abbastaza superficiali. e non riesco a stare con persone che sono solo consocenti fingendo che siano grandi amici,ho troppo rispetto per gli altri per farlo,o forse l'ho subìto troppo spesso enon penso sia corretto farlo. quindi so già che piuttosto starei sola. faticherei molto. non perchè è impossibile,ma perchè magari dovrebbe passare molto tempo prima di trovare una mico vero e figuriamoci un nuovo amore,non ci penso proprio...
il mio ragazzo è anche mio amico,nei limiti ovviamente purtroppo. lasciarlo vuol dire perdere anche l'ultimo amico affidabile che mi è rimasto
curarsi da soli è difficilissimo..quando nessuno ti chiede come stai..se si supera si è certamente più forti,ma poi si costruisce una corazza troppo impenetrabile.. boh..è che so che quando mi deciderò a fare la mia scelta poi starò sempre da sola e questo non faciliterà le cose,rimuginarci sopra da sola,senza distrarsi e senza qualcuno che ti fa una battuta per sdrammatizzare...

mynerva
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Messaggio da mynerva » 24 aprile 2006, 11:56

ciao....ho letto la tua storia,io non ho vissuto ne vivo situazioni di questo tipo....e spero di non capitarci....ma purtroppo sono problemi all'ordine del giorno....credo che tu debba pensare un pò più a te stessa e a quello che ora è il tuo obiettivo principale:la laurea!...il fatto di dover andare fuori per laoro potrebbe essere lo stimolo nuovo che cerchi,potrebbe essere la svolta alla tua vita....nonchè il motivo per fare nuove conoscenze.Trovare amicizie vere purtroppo è difficile,ma si comincia così con le conoscenze che poi possono diventare belle amicizie....per quanto riguarda il tuo rapporto credo che fondamentalmente sia finito da un pò e che va avanti per abitudine!...è normale che tu provi affetto verso questa persona,del resto sei legata a lui da 8anni....ma l'affetto non è amore...in più credo che anche il tuo ragazzo nel tempo abbia perso le amicizie,correggimi se ho capito male,e questo ha fatto sì che lui si legasse a te in maniera ossessiva,credo....tra l'altro il fatto che parli sempre di matrimonio dovrebbe essere per te un sensore,probabilmente come te nche lui conosce i disagi del vostro rapporto di coppia,sa che a lungo andare vi perderete e probabilmente per paura di restare solo,si è aggrappato all'idea del matrimonio,come se fosse un pò l'ultima possibilità che gli resta per legarti a lui in maniera definitiva....come se fosse l'ultima speranza o l'ultima cosa da fare per dare al vostro rapporto qualcosa di nuovo..... Non voglio sembrarti presuntuosa nell'aver espresso questo mio modo di vedere il tuo rapporto,come dicevo non ho avuto esperienze simili in prima persona....ma qualcuno che conosco sì....nel tuo caso è lui a volere il matrimonio...nel mio caso era lei....ma chiaramente è stato tutto inutile....un abbraccio a presto

Twilight
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Messaggio da Twilight » 26 aprile 2006, 13:39

il mio ragazzo non ha perso le amicizie. tra ragazzi l'amicizia è diversa molto spesso che tra ragazze,non è così fraterna e fatta di confidenze o rapporti quotidiani. lui con i suoi amici si è sempre visto quando potevano,sentito ogni tanto,fidanzate varie sue e degli altri permettendo,niente di quotidiano,niente di profondo secondo me. ora non li ha persi,ci sono,anche se ognuno come sempre fa la sua vita. lui si è fissato un po' con il matrimonio anche perchè tutti gli altri,no non tutti,una parte si sono sposati,hanno fatto figli o sono andati a convivere. non voglio essere "razzista" o classista,perchè è una caratteristica che non mi appartiene,ma sono tutti e tutte operai o al massimo diplomati che lavorano da anni,che non hanno più altre aspirazioni se non sistemarsi,io sono l'unica che studia,tutti lavorano da 10 anni e sono magari così annoiati che si sposano e prolificano. so di essere cattiva a dire questo, ma so anche che non è molto lontano dalla realtà,perchè anche io ho delle amiche,avevo, che si sono comportate così,che dopo aver trovato un posto di lavoro fisso gli è rimasto da pensare solo di sposarsi,e dopo che si sono sposate hanno detto che era ora di fare un figlio per vivacizzare la situazione..
io non so perchè lui sia in fissa col matrimonio,sa benissimo le difficoltà che ci sono,anche se la maggior parte delle volte non ne parliamo,sa che quando viviamo sotto lo stesso tetto discutiamo sempre,ma credo che il suo bisogno sia quello di sentirsi sistemato e a posto. credo che abbia paura di restare solo. io non penso che ci si possa innamorare di qualcuno dopo 2 anni che ci si sta già insieme..penso che si sia legato a quello che ha trovato,cioè io,perchè in fondo non sono come piace a lui,non gli va bene nulla di me...tranne quando gli do ragione..ma sono certa che tiene a me come io tengo a lui,e sono certa che lasciandolo gli darei gran dolore, gli distruggerei i progetti che ha, e sono altrettanto sicura che mi farebbe sentire in colpa da morire,e che non mi saluterebbe nemmeno più se lo incontrassi per strada,perchè lui è fatto così. e io sento queste cose,tutte,come un peso enorme. sia pensare di sposarlo sia pensare di lasciarlo. in più questo fine settimana quella che è stata la mia migliore amica per 20 anni si sposerà,e io ho iniziato a fare degli incubi sul matrimonio che è sempre il mio e da cui io cerco di scappare,o mi ritrovo già sposata con un senso di oppressione,e poi non riesco più a dormire. in passato lui ha sempre cercato di tenermi legata usando i sensi di colpa,questo è come ho interpretato io le cose,facendomi prima sentire in colpa,e poi dicendo che se volevo andare quella era la porta e che lui era così e se mi andava bene ok altrimenti ciao. adesso forse pensa che il matrimonio sia un modo per legarci indissolubilmente. ma mi chiedo se quando siamo sotto lo stesso tetto anche per pochi giorni e discutiamo per cose anche insignificanti non rifletta sul fatto che forse una convivenza sarebbe logorante...ma lui è così..le cose se le fa scivolare addosso per non pensarci troppo e non stare male lui,fa così anche a casa sua,piuttosto che discutere fa finta di ascoltare e dà ragione un po' a tutti,così lui non è coinvolto,si scoccia altrimenti...e così capita quando discutiamo,magari dice cattiverie e poi fa come se niente fosse perchè per lui non significa nulla,niente e mai abbastanza significativo per interrogarsi forse..credo che prenda sottogamba le cose a volte,o forse che abbia troppa paura,non so.
io non riesco più a gioire per niente di quello che mi succede, non vedo l'ora di finire questa cavolo di università e ho paura di non gioire nemmeno per la laurea, di non avere stimoli per cercare di fare qualcosa che mi piace, qualsiasi direzione mi fa paura. a meno che non svuoti la mente non riesco più a sorridere.

mynerva
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Messaggio da mynerva » 27 aprile 2006, 10:21

ciao....sono felice che tu mi abbia risposto...così piano piano parlandone vedrai che insieme ne verremo a capo e troveremo una soluzione!....innanzi tutto se adesso non riesci a gioire per nulla,il matrimonio è ancora più da evitare perchè ti farebbe stare peggio....lui da quello che mi dici vuole sposarsi per sentirsi sistemato,se ci pensi è l'ultima cosa che resta da fare anche a lui come ai suoi amici,è chiaro che per te non sia lo stesso...sei assolutamente realista quando dici che i vostri amici che già lavorano si sono sposati perchè non rimaneva nulla da fare....la prospettiva di vita dipende molto dalla propria cultura,più mezzi si hanno a disposizione più cambiano le aspettative e progetti....è chiaro che tu abbia una preparazione culturale diversa e quindi un modo diverso di rapportarti alla realtà e al futuro rispetto agli amici....e non è un male...anzi deve essere uno stimolo in più per una tua crescita personale! la laurea sicuramente ti darà serenità perchè è pur sempre un obiettivo che hai raggiunto da sola con le tue forze e soprattutto lavorando sodo....ed è una bella soddisfazione....ma non aspettarti che la laurea possa cambiare la tua situazione attuale...quella,credimi,puoi cambiarla solo tu....il fatto stesso che tu sia seduta al tuo computer a rispondere ai nostri msg dmostra la tua necessità di cercare un confronto,che possa chiarirti le idee sulla tua situazione....e questo non ti sembra già un passo verso qualcosa di nuovo?.....tutto sommato se siamo qui a parlare è perchè a te non serve qualcuno che ti dica cosa fare,credo che tu sappia qual'è la cosa giusta,stai solo cercando un appoggio in una scelta difficile....come dicevi anche tu non si comincia ad amare dopo 2anni....io credo si ami da sempre....tu il tuo ragazzo l'hai amato dal primo momento,e questo è amore non quello che ha cercato di darti lui....non devi sentirti in colpa se oggi non provi più per lui il sentimento che avevi prima...è una cosa normale....anche perchè se non riusciamo ad avre dall'altro quello che ci aspettiamo,prima o poi il nostro sentimento scema....sicuramente tra i due sei tu quella che ha capito cosa fare,sicuramente tra i due sei quella più razionale....ebbene....non vuoi farlo soffrire,ma pensi che non soffra cmq sapendo che non vuoi il matrimonio?!....io credo che oramai siate come due treni che dopo un tragitto insieme iniziano a viaggiare su 2binari diversi.....sei una ragazza giovane e puoi, anzi devi darti tante altre possibilità...non devi pensare che poichè il tuo rapporto va avanti da tanto sia come una specie di contratto firmato....tu puoi cambiare le cose se vuoi,puoi dare una svolta alla tua vita....lui purtroppo non riesce nemmeno a capire che il vostro rapporto non è tale da garantire una vita insieme,lui pensa solo a raggiungere il suo scopo:il matrimonio.....pensa sia la cosa giusta e la vuole.....ti ha mai chiesto cosa vuoi tu veramente??....beh...se non l'ha fatto è abbastanza egoista...e dovresti cominciare ad esserlo anche tu se tieni a te stessa....un abbraccio
Ultima modifica di mynerva il 30 aprile 2006, 11:22, modificato 2 volte in totale.
ciao a tutti....Lù

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 27 aprile 2006, 20:06

Cara Twilight, cosa posso aggiungere? Solo che così facendo non farà altro che “incastrarsi” di più. Le amicizie, ok, si perdono, ma quando poi si è di nuovo liberi si riacquistano o si fanno delle nuove. Rimanere ancorata ad una persona che la rende infelice e che “la fa” sentire in colpa per tutto, non fa altro che rinforzare questo circolo vizioso. Lui potrà anche provarci a “farla sentire” in colpa, ma certo ci riesce perché questa colpa è ancorata dentro di lei. E’ solo lavorando su se stessa che potrà ritrovare la gioia di vivere appieno la sua vita di trentenne. Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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