abbandonami ma non torturarmi -non lasciare ch'io mi torturi

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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aporìa
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abbandonami ma non torturarmi -non lasciare ch'io mi torturi

Messaggio da aporìa » 12 maggio 2006, 16:07

Sono ossessionata dagli spazi vuoti, dagli inizi-e ad ogni inizio porto già sulle spalle l'ansia della fine. Perciò perdonatemi se dirò poco e in modo confuso, ma non riesco a far di meglio.
Ormai lo riscontro ad ogni istante, da troppi anni: non sono capace di restare, di resistere all'interno della coppia. Anzichè il titolo della stanza, Direi all'Altro piuttosto: abbandonami, ma ti prego, non torturarmi.
Credevo fosse il solito fuggire per prevenire il futuro "scappo io prima che lo faccia tu", ma oggi m'accorgo che non si tratta neppure di questo -non sempre ,per lo meno.
C'è qualcosa, un odore, un pensiero nell'altro e dell'altro che mi schiaccia, che mi porta a stringere la corda attorno al collo fino a non respirare più. E quando affogo perdo la vista.
Perchè accade questo? Perchè ancor oggi, dopo tanti anni d'interventi, cure, domande, arrancamenti,abbracci, pianti, ancora non riesco a lasciarmi amare- nè ad amare? Perchè quando il mio corpo è benvoluto faccio di tutto per mortificarlo-e la mia testa, che quando viene elogiata,subito si volta dall'altra parte e si svuota d'ogni valore, di ogni senso.
A cosa sto cercando di far spazio? A me o "ad un'aporia"?

può sembrare ch'io stia calibrando le parole. in realtà sono solo nel caos. Oggi penso a finire tutto. E certo ,non per a-more.

Sono sola in tutto questo?
c'è un dolore generico che mi schiaccia, come un macigno di piombo, è come l'essere intrappolati in un attacco di panico al rallentatore-ed è una vita intera. Vorrei gridare, ma anche qui si chiede d'incanalare l'urlo nella camera giusta. E quel è la mia? Forse ho aperto la porta del forum sbaglita, ma da quando s'è centuplicato, io non so più dire.

Dr.ssa Cristina Spadoni
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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 16 maggio 2006, 18:03

Cara Aporia, come posso aiutarla? Intanto potrebbe essere utile che mi parli un po’ più di lei, della sua storia, di quello che le capita. Ha parlato di cure, a cosa si riferisce? I forum sono suddivisi in questo modo non per competenze ma per comodità o per interesse. Noi psicoterapeuti non scomponiamo mai la persona in “sintomi”, come invece sembrerebbe accadere dai forum; ci occupiamo invece della persona nella sua interezza e quindi della sofferenza che porta. Questo è il forum giusto, non si preoccupi, e non è sola!
Cosa intende per “mi porta a stringere la corda intorno al collo, fino a non respirare più?”
Il farsi “torturare” da un altro, viene anche denominato “masochismo morale esterno” ed è solo un riflesso della forma interna, morale. La persona che permette ad un Altro di farla soffrire ha in sé il proprio carnefice: è prima di tutto e fondamentalmente lei stessa che si tortura, ha interiorizzato la figura del carnefice ed esercita su se stessa una tale “tortura”. La conseguenza spesso è proprio quella di scegliersi un Altro che non faccia altro che mantenere questo status di cose.
Mi chiedo, dato le difficoltà a lasciarsi amare e ad amare di cui parla, quali siano state le sue esperienze primarie di amore… Cos’hanno significato a livello profondo per lei.
Cosa sta pensando di finire? Che cosa vorrebbe tanto urlare?
Aspetto sue notizie. Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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