PERCHE' CERCHIAMO OSTINATAMENTE DELLE RISPOSTE

Che cosa ci induce a soffrire piu' di quanto potremmo? Fragile autostima, depressione, insopprimibili sensi di colpa, disamore di sé, sfiducia nel proprio valore e nelle proprie capacità, frustrazione, rabbia, impotenza, senso di inadeguatezza, senso di vuoto; dipendenza e dedizione a legami funesti, dominio e sottomissione. Spesso questi disturbi si manifestano attraverso sintomi e malattie fisiche di stress quali: insonnia, cefalea, ansia, disturbi gastro-intestinali, respiratori, tensione muscolari, disfunzioni sessuali… Altre volte possono complicarci notevolmente l’esistenza, inquinando le varie sfere di vita. Tutto è più complicato, faticoso o doloroso: il lavoro, le relazioni d’amore e d’amicizia, la sessualità.

Moderatore: Dr.ssa Cristina Spadoni

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Alisea
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PERCHE' CERCHIAMO OSTINATAMENTE DELLE RISPOSTE

Messaggio da Alisea » 17 maggio 2006, 15:38

Non so se è un accanimento verso noi stessi cercare delle risposte davanti a degli atteggiamenti che già in se hanno tutte le risposte che cerchi.
Non so se è capitato a qualcuno che di fronte a dei comportamenti, insensibili forse anche crudeli, ricevuti uno vada alla ricerca del perché e voglia ostinatamente una risposta, come se non bastasse ciò che appare.
Come se si cercasse ancora il peggio.
Avvolte penso che qualcosa non vada nel mio essere, non riesco a spiegarmi il perchè non mi basti ciò che ho ricevuto per cancellare quella persona, vado avanti come un ariete senza rendermi conto che faccio del male a me perché non avrò risposte solo il silenzio
non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te

Twilight
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Messaggio da Twilight » 17 maggio 2006, 16:28

non lo so perchè,ma posso dirti che ti capisco,mi capita e mi è capitato. è una specie di accanimento per capire sempre di più non so..per scoprire i motivi veri che portano qualcuno a trattarci in un certo modo o a comortarsi in un certo modo. anche se alla fine il risultato non cambia,nel senso che a noi deve interessare il risultato finale,ovvero per esempio essere trattate scorrettamente,è quello che dovremmo guardare,non al perchè,non al come. va beh..cmq ti capisco perfettamente. mi piacerebbe non farlo. ma lo faccio anche con me stessa,cerco sempre di studiarmi,di capire i motivi per cui mi sento in un certo modo o faccio determinate cose..a volte penso che interrogarmi così tanto sia inutile,sia come un modo per incasinarmi ancora di più,altre volte penso che i problemi che penso di avere me li creo da sola solo perchè sono capricciosa...e non vivo le cose con spontaneità..non so

Alisea
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Messaggio da Alisea » 17 maggio 2006, 16:38

Non trovo sbagliato il chiedersi il perchè di certi eventi , non riesco a comprendere il perchè ci ostinaimo a cercare delle risposte quando le riposte ce le abbiamo davanti agli occhi.
E' come farci male due volte una nel ricevere, una nel non volere accettare quello che abbiamo davanti agli occhi.
non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te

Twilight
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Messaggio da Twilight » 17 maggio 2006, 17:43

ham..non voglio dire boiate,ma forse è che vogliamo proprio farci del male per qualche motivo. o crearci problemi a cui pensare o fare di tutto per non risolvere quelli che abbiamo,o complicarli ancora di più aggiungendo elementi a nostro sfavore..
e non so cosa c'è alla base di questo..forse poco amore per noi stesse. non so. tutti chiedono come ri innamorarsi dei propri fidanzati traditi o che non vanno più bene,io vorrei sapere come fare a innamorarmi di me invece,sarebbe molto meglio.

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Vale
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Messaggio da Vale » 18 maggio 2006, 11:00

io penso twilight abbia centrato l'obbiettivo!!
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

Twilight
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Messaggio da Twilight » 18 maggio 2006, 12:57

ma vedi però Vale,il punto è che penso questo e quindi poi mi dico che i grandi problemi che penso di avere nella mia vita sono tutti immaginari,quelli con gli altri per esempio,quelli coi genitori col ragazzo,e quindi questo mi frena ancora di più sulle cose che vorrei fare perchè mi dico ' sono una scema,è solo colpa mia,sono io che mi faccio problemi inutili che gli altri non si fanno,quindi è solo colpa mia,in realtà non esiste niente,e cambiare cose che in realtà non sono sbagliate è un errore,perchè l'unica cosa ad essere sbagliata sono io che costruisco tutto da sola'
dunque resto immobile.. è un labirinto!

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Vale
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Messaggio da Vale » 18 maggio 2006, 19:27

io non penso i tuoi problemi siano immaginari, intendiamoci, io non sono affatto una paladina delle separazioni, raramente dico a due persone, non c'è niente da fare, lasciatevi, a meno che non ci sia stato tradimento.
allora lì per me non ha senso proseguire.
a parte questa premessa che è per dire, se tu avverti determinate cose come problemi, significa che per te lo sono, ok, magari raccontati a qualcun altro sembrano sciocchezze se paragonate ai massimi sistemi...ma ciò non importa:tu invece li avverti come problemi quindi bisogna trovare una soluzione.
esempio di mio problema che per altri è insignificante:quando guido non ci devono essere finestrini aperti. ho paura entrino insetti e dato che ne ho paura farei un incidente magari per panico da calabrone o altro...quindi ho questo problema.
per chi non teme gli insetti è una cavolata. per me è un problema.

comuqnue non sto arrivando al punto: hai detto una cosa giustissima, l'importante è imparare ad amare se stessi. ed è lì dove sei ancora carente: ti dici...è un problema ma magari lo sto solo immaginando io come problema, sono io la scema e gli altri hanno ragione.

la verità è che non è così!! perchè mai dovrebbero essere sempre gli altri ad avere ragione e non tu?
perchè un tuo problema dovrebbe essere una sciocchezza?
Tutte le volte che altri sono d'accordo con me ho sempre la sensazione di avere torto.
Più si analizzano gli altri, più scompare ogni ragione d'analisi.
Solo chi è intellettualmente perso si mette a discutere.

Twilight
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Messaggio da Twilight » 18 maggio 2006, 20:25

perchè è sempre stato così...forse ci sono cresciuta così,perchè mi è stato insegnato,e perchè le persone di cui mi sono circondata mi hanno indotta a pensare questo.. per esempio come ho detto i primi due anni col ragazzo sono stati di completa indifferenza sua,ma dato che a lui stava bene se io mi lamentavo era un problema mio e alla fine lui voleva anche lasciarmi perchè io la vivevo come un problema,cioè che io vedevo quello che lui mi faceva un problema,che per lui non esisteva,quindi responsabilità mia...giusto per fare un esempio..
perhcè quello che penso io è sempre strano, o da fuori di testa o similia,qui in casa, perchè..per tant perchè...infondo io vorrei almeno qualche volta sentirmi dare ragione perchè mi è sempre stata 'negata' o se ne avevo non mi si è mai detto hai ragione tu. praticamente mai..
probabilmente è per questo.
io vivo determinate cose come problemi,ma ho paura di essere solo io la causa,di crearmeli io,di immaginarmeli io,a volte in parte è anche vero. solo che chi è dall'altra parte non si prende mai la responsabilità che dovrebbe,dunque mi do la colpa da sola di essere una malata immaginaria..

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Messaggio da Alisea » 19 maggio 2006, 11:51

Condivido con voi che è un modo di farsi del male , ma il problema è :

- non voglio prendere coscienza della realtà ?
- insisto perché voglio che la realtà sia come io voglio che sia ?

E’ infinitamente vero che chi non riesce ad amare se stesso non potrà mai amare l’altro e chi non sa accettare le proprie fragilità non potrà mai riuscire a farle accettare all’altro.
Il problema è come riuscirci .
Immagino che siate molto giovani, io ho qualche anno più di voi ma spesso succede anche a me di avere un sacco di dubbi.
Ci vuole forza a superarli , ma conoscere quali siano i motivi che ti spingono ad avere certi atteggiamenti di fronte a determinate situazioni penso possa aiutarci molto
non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te

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Messaggio da Dr.ssa Cristina Spadoni » 28 maggio 2006, 19:57

Cara Alisea, credo che sia capitato a molte di noi. Sì, è un farsi del male, ma celato dietro all’illusione di potere prima o poi conquistare ciò che desideriamo, ricevere quello di cui abbiamo bisogno… Accettare che nella realtà l’altro “non ci vuole” non è sempre così facile; implica accettare di trovarsi in una situazione di assoluta impotenza, una situazione in cui non possiamo farci niente. Rimanere ancorati alla fantasia, a volte inconscia, che capendo i motivi per cui l’altro ci rifiuta potremo invece “fare qualcosa” per cambiare tale situazione, apparentemente allontana l’idea della perdita e i sentimenti di forte impotenza. Sì, in quei momenti, non si riesce a “prendere coscienza della realtà”, perché troppo dolorosa, anche se così facendo si vive in una realtà doppiamente dolorosa. Credo che coloro che hanno avuto esperienze precoci di questa forma di “amore”, da parte di una figura genitoriale irraggiungibile, idealizzata ma frustrante, abbiamo maggiori difficoltà a fare i conti con tali situazioni. E’ estremamente doloroso accettare, soprattutto per un bambino, che la situazione di sofferenza non dipende da noi, ma dai nostri genitori, dei quali siamo in balia, genitori che dovrebbero infonderci sicurezza e fiducia in noi stessi ed invece… Twilight sembra esserne vittima. Attribuire a se stessi colpe e responsabilità, credere di essersi inventati tutto, compresa la sofferenza, salva l’Altro da noi amato.
Il come riuscirci compete la psicoterapia.
Di cuore,
Dr.ssa Cristina Spadoni

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